Sport, adolescenti e atteggiamenti

Inviata da Mauro · 26 set 2016 Crisi adolescenziali

Salve,
sono un istruttore sportivo di basket impegnato per il secondo anno con una squadra di ragazzini di 13 anni circa.
Dopo una prima annata andata bene sotto tutti i punti di vista mi ritrovo quest'anno ad avere un gruppetto di 2-3 ragazzi che sembrano aver cambiato d'improvviso il loro comportamento.
In particolare non sembrano volersi più impegnare mettendo sempre in discussione qualsiasi tipo di esercitazione, cercando ogni secondo un motivo per ridacchiare e tenendo un atteggiamento che sembra quasi di sfida e di dimostrazione al resto del gruppo di come loro possano fare quello che vogliono: esempio se gli si chiede una corsa veloce loro corrono lenti apposta, oppure se gli si chiede di effettuare dei palleggi con la destra cercando di usare la sinistra come in segno di sgarro.
Capisco che l'età "è quella", ma c'è un modo per farli rientrare ordinatamente nel gruppo, facendo sì che s'impegnino come prima, educatamente e con rispetto, senza per questo dover per forza ricorrere alle maniere forti, come per esempio esclusioni dall'attività sportiva?
Vi ringrazio per le vostre risposte.

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Miglior risposta 1 OTT 2016

Gentile Mauro,
è risaputo che l'adolescenza è un periodo di crisi in cui i ragazzi esprimono a volte i loro disagi assumendo atteggiamenti provocatori e di sfida nei confronti delle figure istituzionali.
Inoltre è importante considerare anche il background familiare da cui ognuno di essi proviene.
Lei, come istruttore sportivo, si trova un pò nella stessa situazione dell'insegnante che dovrebbe da un lato cercare di far appassionare alla sua materia e dall'altro fare da contenimento e da educatore con una funzione simil-genitoriale.
In quest'ultimo ruolo, lei, come l'insegnante e come il genitore, a mio avviso, non può che dare il buon esempio di correttezza e poi applicare, a seconda del momento e della situazione, l'alternanza di empatia e congruenza.
Pertanto, nella fattispecie di questi 2 - 3 ragazzi, l'empatia può consistere nel far notare i loro comportamenti scorretti contenendoli, incoraggiando ad impegnarsi di più per migliorare le performances e lodandoli quando lo fanno mentre la congruenza può consistere nell'avvertirli che insistendo nel mancato impegno e nelle provocazioni gratuite si arriverà purtroppo alla esclusione dall'attività sportiva essendo il "fair play" la prima regola di qualsiasi sport.
La speranza è che questi ragazzi, se davvero tengono a questo sport, rientreranno in tempi brevi nei ranghi e vi rimarranno.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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27 SET 2016

Buongiorno Mauro,
come dice lei l'età è quella, ma non dobbiamo dimenticarci che quell'età serve per sperimentare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, se li lascia fare sicuramente non sarebbe per loro un esempio ed il rischio è che gli altri del gruppo si accodino a questo terzetto. Al contrario, se li mette fuori dalla squadra subito, il rischio è quello di farli sentire rifiutati e che poi frequentino luoghi e persone meno interessate a loro educativamente di quanto possa esserlo lei.
Che fare? Credo sia preziosa la sua capacità di valutare quali attività possano essere svolte dai 3 che esaltino alcune loro abilità sportive e non, se fanno ciò infatti, è perchè non trovano una loro modalità per sentirsi visti, perciò ne stanno utilizzando una che è la meno fruttifera, ma la più veloce. E' necessario, pertanto, che ciascuno di loro si senta maggiormente coinvolto e gli si faccia percepire l'importanza della sua opinione, gli si chieda di assumere un ruolo significativo nella squadra, che non necessariamente deve essere quello di capitano, ma che sia anche colui che si occupa di riferire all'istruttore certe cose, insomma incaricandolo di qualcosa di importante. Altra strategia può essere quella di farli lavorare insieme a compagni con modalità differenti dalle loro, magari a coppie, ecc. La cosa che si deve tenere presente è che in queste circostanze, inizialmente, è preferibile non risponde simmetricamente al ragazzo lasciandolo fare o bastonandolo eccessivamente, ma rispondere con una modalità che non è per nulla attesa da loro, come farli sentire stimati, nonostante quello che stanno facendo. Gli dia poi un pò di tempo per riuscire ad eliminare questi comportamenti con uno nuovo, ricordando che se sono arrivati a metterli in atto e a tenerli per del tempo, significa che per loro presentano dei vantaggi, perciò bisogna che quello che gli viene proposto come novità riesca a soppiantare quelli vecchi e poco fruttiferi.
Se tutto ciò non funziona, ne parlerei con i genitori, ma tenendola come estrema ratio.

Saluti,
Sara Moruzzi.

Dott.ssa Moruzzi Sara Psicologo a Parma

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