Sospetto che il mio compagno sia borderline (II parte)

Inviata da Emilia · 28 ott 2014 Disturbi della personalità

Buongiorno e grazie a tutti per le risposte che ho ricevuto.
vorrei dare un breve aggiornamento della situazione degli ultimi giorni, per sentire un parere ulteriore.
Queste situazioni che lui stesso definisce loop mentali si ripetono ciclicamente, dal suo racconto, ogni 5-6 anni: di colpo prova intensa noia e disinteresse per tutto ciò che gli piace, sprofonda in una tristezza pervasiva finché non riesce a cambiare tutto. In questa fase spesso ingrassa e si lascia andare un po' nel bere. Ora, su questa situazione che si sta ripetendo si è inserito anche un interesse per una collega con la quale aveva avuto una storia anni fa. Ha già provato a stare solo per riflettere su cosa voleva e tutte le volte è tornato di corsa da me, dicendo di amarmi, per poi dopo pochi giorni ricadere nell'incertezza. Mi sembra però chiaro che il problema non è l'altra donna, ma che rientra tutto nel quadro descritto, perché dice di non sentirsi bene neanche quando parla (dice solo parla, sembra che la storia sia per ora solo mentale) con lei (non sta bene in qualsiasi posto e con chiunque sia e vuole sempre scappare). Verso di me ha sentimenti ambivalenti, nell'ultima settimana non si avvicina più, mentre prima andava e veniva, ma contemporaneamente ha paura che io mi allontani (vedo che è ansioso su chi vedo e chi sento e cerca di capire).
La buona notizia è che si è reso conto di stare troppo male e ha deciso di chiedere aiuto a uno psicologo.
Ora il problema è anche mio: sono in uno stato di prostrazione profonda e ho paura di non reggere la situazione a lungo, e sto iniziando ad avere problemi sul lavoro (ho un posto di responsabilità che richiede grande concentrazione e gestione dello stress). Ma non voglio allontanarlo perché mi rendo conto che forse lo perderei per sempre, se gli venisse meno il mio sostegno.

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Miglior risposta 29 OTT 2014

Bene Emilia
è positivo che il suo compagno si sia rivolto ad un terapeuta cosa che era prioritaria rispetto a tutto il resto.
Penso che lei abbia fatto davvero molto per aiutarlo e che ora si senta abbastanza "svuotata" da questa fatica e anche dalla paura di perderlo.
Inoltre la sento inqiueta anche per la "pseudo storia" che lui ha un pochino intessuto con quella collega.
Certo la situazione è difficile e occorrerà molta pazienza per vederla procedere nel senso giusto e ci vorrà..tempo.
In questo tempo io credo che lei debba provare a "ri-centrarsi" su se stessa e interrogarsi bene su cosa desidera per se.
Questo porterà bilanciamento e anche nuovi stimoli alla relazione.
Tenga presente che ogni stato di malattia offre anche dei "vantaggi secondari" al malato e non vorremmo che lei (continuando a prodigarsi appassionatamente per i bisogni del suo lui) rischi di viziarlo troppo (per molta comprensione) e di divenire
un pò scontata ai suoi occhi.
Penso che per lui il fatto di sentirla autonoma e pure in cammino sia uno stimolo in più a curarsi e guarire.
Cordiali saluti e Auguri di cuore.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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29 OTT 2014

Prendere in mano la situazione è gestirla in modo responsabile. Dagli elementi che ci ha fornito non credo sia idonea ora una terapia di coppia, mentre utilissima per entrambi una psicoterapia individuale. Potrebbe infatti essersi creata una dinamica relazionale disfunzionale dove lei si sente responsabile(colpevole) delle reazioni e dei comportamenti negativi del suo compagno e quindi giustificato e proteggerlo. Potrebbe sentire di dipendere da lui, per cui anche se la fa soffrire, non riesce a concepire la sua vita senza (dipendenza affettiva) Si rivolga ad un collega che potrà sostenerla in questo percorso di consapevolezza e di cambiamento

Dott.ssa Rosanna Tartarelli Psicologo a Lucca

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29 OTT 2014

Cara Emilia, mi sembra un passo importante quello del suo compagno: denota una maggior presa di consapevolezza di sè e del suo malessere. Aiutato da un bravo terapeuta potrà trarre benefici per la sua qualità di vita. Certo, questo comporterà delle tempistiche non brevi e si sta forse chiedendo se ce la farà a stargli vicino nel frattempo. Non vi è modo di saperlo ora, ma varrebbe la pena che anche lei parli con uno psicologo per chiarire meglio ciò che lei desidera.
Un saluto
Maria Rita Milesi
Psicologa Psicoterapeuta a Bergamo e a Milano

Dr.ssa Maria Rita Milesi Psicologo a Bergamo

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