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Sono un'illusa o c'era un po di amore?

Inviata da Carola il 25 feb 2016 Terapia di coppia

Buongiorno dottori, Sono Carola. Ho scritto di questo argomento anche in un altra pagina ma avrei bisogno del vostro consiglio.
Vivo a Milano in questo appartamento dove per una serie di cose ci conosciamo un po' tutti e abbiamo la stessa eta' (dai 25 ai 32). Siamo quindi tutti amici e molti uniti tra noi, uscendo spesso insieme e organizzando cene in casa. Vivo li' da un anno e mezzo e dopo qualche mese si e' trasferito un ragazzo: V. con cui ho legato molto. Siamo simili tra noi, in termini di ambizioni, amicizie e abbiamo trovato subito cose di cui parlare.
Lui usciva nel frattempo con una mia amica e spesso eravamo insieme. Il loro rapporto oscillava di continuo per numerose litigate e gelosia di lei nei suoi confronti. Mentre stavano insieme, una sera ha cercato di baciarmi e io l'ho allontanato perché non ferirei i sentimenti di un'amica e sinceramente non ero neanche attratta da lui. Nel frattempo stavo iniziando una storia con il suo amico e quella notte siamo stati insieme. Una storia finita dell'arco di un paio di mesi perché non c'era nessun sentimento da entrambe le parti. Senza rimorsi o arrabbiature. Siamo ancora in buoni rapporti. Ad aprile anche lui si lascia definitivamente con la mia amica, ma non conosco le cause.

Nel frattempo continuava a prendermi in giro per la storia con il suo amico e continuava a dire che lo amavo chiamandolo il mio ragazzo anche dopo la rottura. Il nostro rapporto in termini di amicizia e' andato avanti fino a settembre senza problemi. Anzi mi dava sempre un consigli, mi spronava a cercare lavoro e aveva sempre una parola per me. Diciamo che e' la persona che aiuta sempre gli altri in difficoltà (ma non e' un santo per niente anzi).

A settembre, dopo un serata tra amici ci siamo avvicinati e restati soli ci siamo trovati a letto insieme ma non abbiamo dormito insieme perché sono tornata al mio appartamento. Non sara' stato un gesto carino ma pensavo fosse la storia di una notte. Dopo 2 giorni mi chiede come e' stato e se mi era capitato di fare sesso con amici prima. Io metto le cose in chiaro dicendo che comunque nulla cambiava ed eravamo amici, che questo non doveva compromettere il rapporto tra noi. Lui era in imbarazzo, rideva ma mi dava ragione.

Dopo una settimana prova a scrivermi mentre era con un amico in giro e non gli rispondo. Dopo qualche giorno mi chiede arrabbiato perché non avevo risposto ma lascia cadere la cosa velocemente.

Nelle settimane successive pero' continuiamo ad avere degli 'episodi'

Nel frattempo conosciamo nuove persone. In particolare un ragazzo tedesco che si e' trasferito da poco. Il tedesco e' una persona timida ma di cuore. Si e' preso una cotta per me (a detta di tutti perché e' alquanto palese la cosa) ma non ha mai avuto un approccio diretto. E' una delle persone che vediamo più spesso insieme e talvolta V e' infastidito dalla sua presenza. Ovviamente ha anche iniziato a chiamare il tedesco mio ragazzo come l'altro amico. Ho in prevalenza amici maschi a cui sono molto legata e con cui ho un rapporto molto bello e senza ambiguità da entrambi i lati e periodicamente tutti loro diventano i miei ragazzi stando a V.

Un giorno mentre eravamo insieme mi accorgo di provare qualche cosa e la cosa mi spaventa come non mai. Ho avuto un paio di brutte esperienze nel passato e ho problemi a fidarmi delle persone. Molti dicono che sono come un gatto che prima scruta da lontano in maniera fredda e poi cambia atteggiamento per diventare molto più socievole. Non che sia distaccata con le persone, anzi mi lego molto ai miei amici ma ho bisogno di tempo e difficilmente lascio trapelare le mie emozioni anche dopo aver instaurato un rapporto di amicizia solido. Spesso indosso una maschera per nascondere cosa mi passa per la testa.

Capisco di provare qualche sentimento ma sono decisa a non volere nulla da lui. È 3 anni più giovane di me, abbiamo troppi amici in comune. Ma quello che mi terrorizza di più e' che ha un carattere più forte del mio sotto certi aspetti. Questo accadeva a Ottobre, quando io inizio a scendere un po' in depressione per problemi sul lavoro (che intanto cercavo di cambiare) e altre cose. Mille volte lui cercava di chiedermi cosa avevo, ma io non rispondevo mai un po' perché non riuscivo a esprimere le mie emozioni, un po' perché non volevo lasciarmi andare con lui. Cercava intanto anche di coinvolgermi in attività con altre persone per farmi uscire di casa.

Malgrado ciò, nello stesso periodo, intreccia una relazione con un'amica del tedesco che era in visita per due settimane. Stavano sempre insieme, dormivano insieme e lui aveva cura di sbattermi la relazione in faccia. Un giorno eravamo a bere in giardino con degli amici e, mentre lo ignoravo, lui cercava di attirare la mia attenzione co battute varie e un'espressione da schiaffi in faccia che alla fine anche la ragazza se ne era accorta e mi iniziava a fissare in cagnesco. Lei alla fine se ne torna a Berlino, lui l'accompagna in aeroporto, si sentono per alcuni giorni e alla fine lui mi dice che anche se era preso gli era passata subito.

Nel frattempo io cambio lavoro e apro una società di servizi informatici. E lui ne era orgoglioso e felice (vuole anche lui aprire qualche cosa di suo in futuro anche se e' ancora nelle prime fasi della sue carriera e, anche se molto ambizioso spesso si sente stretto nella sua funzione). Una sera mi addormento sul tavolo della cucina e V. entra in casa per portare delle cose alla mia coinquilina. Mi vede e mi accarezza la testa per svegliarmi dicendo di andare a dormire. Io li dico che il giorno dopo avrei dato il preavviso per licenziarmi dal mio precedente lavoro e lui orgoglioso, con davvero un sorriso commosso mi dice che è felicissimo per me. Dopo qualche tempo riprendono i nostri episodi...

Questa volta sembra che ogni notte oscilliamo tra dolcezza e combattimento. Con blocchi nello stare insieme, scherzi, momenti di dolcezza e nulla più. Nessuno sospetta di questa nostra relazione e cerchiamo di mantenerla segreta. Nel frattempo il nostro rapporto cambia. Siamo sempre amici con momenti di vicinanza ma spesso mi prende in giro e scherza con lo scopo di farmi innervosire. Sminuisce il mio lavoro e la compagnia, altre volte mi prende in giro per i locali che frequento dicendo che sono troppo fighetti (ma sa bene che giro un po' ovunque, che sia un mega locale o la bettola sotto casa), mi prende in giro perché sono vestita alla moda ecc. Allo stesso tempo fa apprezzamenti sulle stesse cose: i miei vestiti, il lavoro, i locali dove vado.

Una sera succede un fattaccio. Eravamo a una festa con tutti gli amici in giardino. Io arrivo e lo vedo parlare con il migliore amici che e' come un fratello per me, il ragazzo con cui sono stata e la sua ragazza. Io ero con il tedesco nel frattempo.
Sento che dice al primo migliore amico che lo facevo innervosire, poi ha avuto una scenata di gelosia mente parlavo con lui e l'ha fatto entrare in casa. Uscendo ho sentito che V gli urlava e' complicato. Il suo migliore amico e' come un fratello minore per me ma non abbiamo mai parlato del rapporto con V. perché so che non tradirebbe la sua fiducia.

Quella sera mezzi ubriachi, ci troviamo a letto insieme. Lui inizia a fare discorsi deliranti dicendo che indossa una maschera per non fare vedere le sue emozione e dicendo che molti pensano che sia un donnaiolo senza sapere che può essere peggio. Dopo lo facciamo e poco dopo abbiamo una litigata. Ha un attacco di panico e inizia a camminare per la stanza, a dire cose senza senso, a dire che sono sempre gentile come per prendermi in giro. Io lo caccio e lui per tutta risposta mi manda a quel paese. Il giorno dopo lo scopro che mi guarda dalla finestra con aria colpevole. Non ci parliamo per una settimana e quanto rispendiamo il discorso lui dice di non ricordare, che non mi guardava perché si sentiva in colpa ma perché lui mi controlla sempre.

Nei giorni successivi vedevo che cercava di riprendere la mia fiducia, guardandomi con occhi dolci, cercando di trovare spazio solo per noi per parlare del più e del meno ed era infastidito da altre persone che si intromettevano. Non succede nulla fino al giorno che dobbiamo portare il migliore amico in ospedale perché si era fatto male e lui era contento che li accompagnavo con la macchina e che stavo con loro li'. Era davvero riconoscente. Passiamo la notte insieme (mannaggia a me). Da quel momento cambia il modo di atteggiarsi nei miei confronti. Spesso mi diceva di amarmi (scherzando) e non rispondeva alle miei battute quando gli dicevo che e' falso o che non si scherza sull'amore, davanti alle altre persone dice che quando prende in giro una ragazza è perché' ci tiene, dice che parla di me a sua madre ecc.

A dicembre io lascio Milano per 1 mese per viaggi di lavoro e per tornare a casa dei miei. La sera che stavo per partire era nervoso e a bassa voce, perché c'era altra gente, mi chiede di comportarmi bene. Durante la mia assenza ci sentiamo per messaggi e quando torno era davvero felice di vedermi almeno pensavo. La sera dopo usciamo per andare in un pub e continuava a dire che sarebbe uscito solo se c'ero io, si complimentava con me, era affettuoso anche davanti alle altre persone (ripeto: loro non sanno nulla). La sera torniamo a casa con la mia coinquilina e il suo ragazzo e lui mi abbraccia davanti a loro. Dopo che vanno via, mi chiede se lo ho tradito mentre ero via. Io gli rispondo che non siamo una coppia quindi non conta cosa sia successo (nulla in realtà... perché durante la lontananza io mi sono accorta di tenerci molto a lui), che non litighiamo mai e che anche se vediamo altre persone noi torniamo insieme sempre. In realtà' abbiamo avuto tutti e 2 appuntamenti prima del riavvicinamento prima della partenza(da parte mia non hanno portato a nulla, erano solo uscite senza un bacio o altro, da parte sua non so) e il fatto e' che non so come ma sembrava sempre capire se uscivo per un appuntamento o solo con amici.

Quella sera mi ha baciato e si lamentava che non lo bacio mai io. Passiamo una notte insieme stupenda, il giorno dopo andiamo a fare commissioni insieme e tutto sembra perfetto. La sera pero' cerca di farmi ingelosire facendomi vedere un messaggio che la ex (la mia amica) le ha scritto. So che tra i due non c'e' nulla e lei frequenta un altro ragazzo, ma sembra che volesse solo farmi arrabbiare. Nei giorni successivi mi sorrideva sempre, mi faceva gli occhi dolci tutto il tempo, se stavamo con gli altri amici si metteva vicino a un tavolo solitamente appoggiando una gamba contro la mia per avere il contatto fisico con me. Mi paragonava sempre alla madre che e' il suo punto di riferimento, scherzando diceva di amarmi, che siamo una coppia ma io non lo so, che andremo a vivere insieme ecc.. Io rispondevo con battute perche' ho la tendenza a non fidarmi e poi non faceva altro. Non mi portava fuori, non veniva a cercarmi per guardare un film insieme o altro.

Una sera provo a baciarlo e lui si ritira. Gli chiedo perché, se c'e' un'altra e lui risponde togliendo lo sguardo e ridendo in un modo amaro come sembrare a dire ma che dici. Quando gli chiedo cosa succedeva e se era un mio errore pensare che ci stavamo avvicinando lui, con fatica per le mie domande, mi dice che e' fatto cosi' e non vuole essere dipendente dalle persone, inclusi gli amici. Poi mi chiede di non essere arrabbiata e andando via mi prende per il braccio chiedendomi una cosa su una storia che mi preoccupava. Io mi sono sentita morire.

Nel frattempo, dopo qualche giorno di distacco, lui si avvicina, mi fa battute sull'amore ecc come prima, mi aiuta con delle cose che gli avevo chiesto tempo fa, ha un grosso colloquio e ne ha voluto parlare prima con me che con gli altri per avere una mia opinione ecc.. Un giorno entro in casa e lui parlava con la mia coinquilina. Si erano salutati ed era già sulla porta, ma quando mi ha visto sulla porta, ha cercato di passare del tempo con me, di tenermi a parlare, mi ha chiesto cosa facevo il venerdì e quando ho detto che andavo da mia madre ci era rimasto male. Poi si avvicina di scatto, come per baciarmi, ma toglie lo sguardo dicendo no, cambia tono di voce e va via. Una sera, mentre eravamo a una cena, rimaniamo soli. Scherzavamo normalmente ma appena entrano i miei amici che erano usciti a prendere la pizza lui si prende la testa tra le mani e sussurra che e' difficile stare vicino a me. I miei amici sono subito entrati, impedendomi di ribattere alla battuta.

Sabato scorso lo abbiamo fatto di nuovo. Io ero infuriata con me perché ancora una volta ero caduta nella trappola. La mattina dopo viene invitato a pranzo dalla mia coinquilina, con cui sono molto amici e tendono a mangiare insieme la domenica, e sembrava felice di passare tempo con me a parlare, giocare ecc. Poi la mia coinquilina chiede se vogliamo fare qualche cosa la sera e poi si corregge chiedendo se lui avrebbe visto quella ragazza di cui parlava. Io muoio. Aveva un appuntamento. Si accorge che sono arrabbiata e mi segue quando vado in camera. Mi prende in giro su alcune cose, sui regali del mio ragazzo ossia il tedesco, mi blocca la strada e così via dicendo. Io lo ignoro completamente e gli rispondo per versi. Anzi ha detto che lui non mi ha fatto cosi' tanti regali ma mi ha dato il cuore.

Ieri ha visto che fumavo. Lui sa che fumo solo quando sono nervosa o triste e la prima cosa che mi ha chiesto e' se ho ripreso a fumare e perché. Cercava di parlarmi del più e del meno, mi faceva vedere cose sul telefono e sembrava nervoso. Gli chiedo "allora come e' andato l'appuntamento" e lui bene ma non ha voluto dire nulla. Quando gli ho detto che 2 ragazze in meno di 24 ore era troppo schifoso anche per lui ha detto non e' come pensi (cosa dovrei pensare?) e cercava di evitare il discorso. Io me ne sono andata.

Detto ciò stamattina era a colazione con la mia coinquilina. Lei dice che potremmo prendere un appartamento più grande e bello insieme visto che siamo molto amici. Gli chiede se quando gli scade il contratto ha intenzione di andarsene, e lui dice "non so magari potrei... Lascia stare stavo per dire una cosa stupida". Come per lasciare intendere che può andare con lei. Non so se lo ha fatto per farmi innervosire (sa come usare le parole) ma può davvero progettare la vita con una che ha visto 2 volte?

Posso essermi illusa che il suo fosse solo un gioco? Che non ci fosse nulla e quelle frasi fossero false?
La sua può essere una paura di impegnarsi con me perché troppo simile a a lui, alla madre, più affermata sul lavoro? E poi perché dirmi quelle cose dolci se fosse solo per portarmi a letto se era già riuscito a sedurmi?
Perché ora come ora mi sento presa in giro e trattata come un oggetto.

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Carola
come succede spesso in ambienti universitari, e nelle relazioni tra studenti, le cose vengono prese un pò per gioco, ci si vede, si scherza, si intrecciano relazioni e si finisce anche a letto ... è anche l'età e il "clima universitario" che fa "gioco forza" a questo.
Poi si comprende dopo che erano tante cose che magari sono servite a crescere ma anche hanno fatto soffrire, ed erano sofferenze non sempre innocue ma che pure hanno lasciato dei segni.
La sua lettera presenta una di queste situazioni, dove lei ha avuto questa relazione "semiconsapevole" con questo ragazzo e la cosa...poteva prendere vari aspetti... ha preso un aspetto deludente per i comportamenti sia di lui che di lei che, poi non è riuscita ad imporre il suo interesse ...che magari diventava più vero.
Lei però una cosa dice: che "ancora una volta ero caduta nella trappola" ; quindi ha considerato questa relazione una "trappola" fin da subito dunque, perlomeno l'aspetto fisico di far lamore con lui.
Magari per lei era amore, per lui farlo senza amore.
Ora, qualcuno si sta prendendo ulteriormente gioco di lei e lei se ne è accorta:
farsi il punto mentale della situazione, decidere comportamenti e attenervisi!
Questa è la mia ricetta per uscire dall'empasse.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Carissima Carola,

Ho letto il tuo lungo racconto e credo che il punto possa essere sinteticamente riassumibile in una domanda... E tu??

Lui, lui, lui, gli amici, il tedesco, la coinquilina (un cd di tanti anni fa si chiamava "lei, gli amici, e tutto il resto") .. E qui mi viene in mente una frase di questo genere... Proprio perché non vedo in tutto questo dove sono in tuoi sentimenti? Cosa provi tu? Vuoi una relazione, non la vuoi, è un amico?

Qui la chiarezza va fatta dentro noi stessi, e nel momento in cui so come mi sento, so cosa provo, so qualcosa di fermo su me stessa, allora posso rivolgermi agli altri, scegliere se investire o meno; e rimanere meno schiacciata da una tale girandola di emozioni ed avvenimenti

25/32 è l'età del gruppo di persone che siete, ma non ho capito la tua (e non l'ho trovata espressa chiaramente); forse anche questo può far capire quanto sei immersa in quel mondo di relazioni e conoscenze più di essere centrata su di te e sui tuoi sentimenti. Che però dovrebbero invece essere il punto di partenza su cui fondiamo tutto.

Ovviamente anche V. Sembra confuso e poco centrato su di se, ma non possiamo sapere cosa abbia in testa e nel cuore: certo sembrerebbe essere, dal suo atteggiamento, che gli interessi, ma in che termini può dirtelo solo lui.

Fai posto dentro te stessa, e se non riesci da sola a guardarti dentro (perché può capitare, Perché non è semplice, perché cuore e testa sono caotico fra loro svolte) perché ripeti tante volte che hai paura di impegnarti, che non ti fidi, ma non spieghi il perché, magari con l'aiuto di un professionista puoi chiarire tutto questo, e riuscite a stare meglio, con i tuoi sentimenti.

Ti consiglio uno psicoterapeuta (uomo o donna scegli tu) che possa empatizzare con te, magari se sei indecisa fai alcuni colloqui con più persone, e decidi per un professionista oltre che preparato anche umano.

Spero di essere stata utile,

Dott.ssa Elena Bellia
Psicologa & Psicoterapeuta

Dott.ssa Elena Bellia Psicologo a Albenga

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Buongiorno gentile Carola,
nel suo scritto si alternano momenti di consapevolezza di se stessa e momenti di un agire inconsapevole volto solo all'esperienza. Ma Lei che cosa desidera con questo ragazzo? Vorrebbe una relazione con lui? Quando parla di "i nostri episodi" a cosa si riferisce? E' Lei che decide di fare l'amore con lui, non è che la sessualità è disgiunta dal nostro volere. Credo che ci siano dei grossi fraintendimenti tra di voi e - nello stesso tempo - che Lei faccia fatica a vedere chiaramente che questo ragazzo nutre un sentimento per Lei che esprime come può visto che Lei ha specificato da subito che i vostri incontri sessuali dovevano essere sporadici. Vi state relazionando usando delle maschere e Lei per prima mostra un'inconsapevolezza riguardo i suoi desideri. Forse è Lei stessa che si "sta prendendo in giro", utilzzando una sua frase.
Spero di averle fornito degli spunti di riflessione.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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