Sono quasi sicura che non mi ami più, ma una parte di me continua ad illudersi

Inviata da cat_00 · 15 giu 2021

Gentilissimi,
sono Sarah, ho 24 anni e da 6 anni sono fidanzata con il mio (credo ormai ex) ragazzo. Il primo anno della nostra relazione siamo stati nella stessa città, poi io mi sono trasferita per studio e tutto il resto della nostra relazione, a parte i mesi estivi e un periodo di circa un anno in cui abbiamo abitato nella stessa città (si è trasferito anche lui), l'abbiamo sempre vissuto a distanza.
Durante la nostra relazione ne abbiamo passate di tutti i colori a causa di suoi "momenti" di indecisione circa i suoi sentimenti nei miei confronti. Lui ha sempre avuto problemi ad esprimere le proprie emozioni, positive o negative che fossero, a causa di un'impostazione del genere nella sua famiglia di nascita. Anche quando eravamo all'inizio della nostra relazione, si è sempre limitato nell'esprimersi sia con le parole che con i gesti, per dimostrarmi quanto mi amasse. Ma io l'ho sempre sentito, ed eravamo una coppia molto felice, nonostante gli alti e i bassi. Tra noi c'era una complicità unica, ci completavamo le frasi a vicenda, sapevamo esattamente quale fosse il pensiero dell'altro nell'esatto momento in cui lo si stava pensando, avevamo gli stessi interessi, a parte qualche ovvia eccezione, e a letto c'era una grande intesa. Di base siamo due persone molto diverse, io sono molto emotiva, lui invece affatto, ma è come se i nostri spigoli combaciassero alla perfezione.
Tre anni e mezzo fa mi ha lasciata per la prima volta, per un periodo di circa due settimane, perché diceva di non amarmi. Dopo due settimane, è tornato dicendomi di amarmi ancora. È trascorso un anno, molto felice. Poi mi ha lasciata di nuovo, dicendomi nuovamente di non amarmi. Questa seconda volta non ci siamo più sentiti per tre mesi, quando poi lui è tornato da me chiedendomi scusa e giustificando il suo comportamento a causa di un blocco universitario che gli aveva reso la vita molto difficile. Ora, quel tassello della sua vita si era chiuso, si è laureato e ha iniziato una nuova laurea magistrale. Per due anni e mezzo tutto è andato egregiamente, eravamo felici, innamorati, ci sostenevamo l'un l'altro e avevamo sempre la necessità di stare assieme il più possibile, tanto che appena potevo tornavo a casa anche per lunghi periodi per stare più tempo con lui, dopo che è ritornato a casa a causa del Covid e ha lasciato la città dove ci eravamo trasferiti entrambi.
Il mese scorso è venuto a trovarmi. Abbiamo passato quattro giorni molto belli, ma c'era qualcosa di diverso, come se la passione che ci ha sempre tenuti molto legati, si fosse affievolita. Ci ho riflettuto, gliene ho parlato, e ho concluso che fosse solo un momento e che fosse dovuto al periodo di forte stress universitario che io sto attraversando, a causa degli ultimi esami e la tesi di laurea da completare. Penso che anche per questo, ultimamente, fossi diventata un po' "oppressiva" nei suoi confronti, ovvero avei voluto che mi informasse più spesso delle cose che faceva, dei suoi spostamenti, avrei voluto che ci chiamassimo più spesso, che ci sentissimo più spesso, nonostante in realtà fosse già abbastanza. In più, visto l'allentarsi della situazione pandemica, lui ha ripreso ad uscire molto spesso con i suoi amici come non succedeva ormai da un anno.
Una volta che io sono uscita da questa "crisi", è arrivato di nuovo il suo momento: mi ha detto che non sa se mi ama, non sa se l'assenza di passione che abbiamo vissuto sia perché non mi ama e sente solo affetto nei miei confronti.
Abbiamo deciso di sentirci meno in questo periodo, perché abbia modo di pensarci, perché non vuole lasciarmi perché in passato questa è stata la scelta sbagliata. Dice che lasciarsi sarebbe una soluzione troppo drastica, per ora. Gli ho proposto di non sentirci per due settimane, perché io tornerò per qualche giorno a casa e potremo parlarne di persona. Lui ha accettato, ma continua a scrivermi ogni tanto chiedendomi come va, dicendomi quello che fa, e dicendomi anche che lo fa perché gli manco, ma non capisce se è perché mi ama o solo perché siamo legati e questa cosa è una sua abitudine (e tutto ciò, di nuovo nel periodo degli esami universitari).
Io in cuor mio so che mi lascerà di nuovo, e che sta solo temporeggiando. Probabilmente lo farà quando ci rivedremo, o anzi, temo peggio, dopo che me ne sarò andata. Perché ha sempre fatto in questo modo.
Non so davvero come comportarmi con lui, sto soffrendo molto, la mia vita è letteralmente in pausa a causa di questa situazione, mentre lui riesce a fare le sue cose, vede i suoi amici, studia, gioca a calcio, come se niente fosse.
Cosa dovrei fare? Mi sapreste dire perchè questa situazione si ripresenta in modo ciclico?
Vi ringrazio.

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Miglior risposta 16 GIU 2021

Cara Sarah,
potrebbero esserci delle dinamiche di dipendenza o codipendenza disfunzionali ad alimentare questa ciclicità. In sei anni i temi delle vostre crisi non sembrano essere cambiati.
I dubbi su cui ruotano sono sempre quelli. Allora, forse, il collante della vostra relazione va al di là dei sentimenti e del benessere profondo, a favore di queste dinamiche che bloccano un cambiamento concreto con una sana evoluzione per entrambi, anche se in modi diversi.
Si è chiesta quali sono le ragioni profonde che La trattengono in questa situazione? Oltre i sentimenti, ci sono pensieri ed emozioni specifiche e/o Comportamenti che alimentano i meccanismi che descrive?
Rifletta sulle risposte.
In questi casi consiglio un percorso breve mirato al problema.
Se sente di non riuscire a fare diversamente ed è vittima della sofferenza che tutto ciò Le genera, mi rendo disponibile ad aiutarLa.
Ad ogni modo Le auguro di trovare la spinta per fare la scelta giusta. Prenda e difenda ciò che merita. È giusto vivere una vita appagante.
Buona giornata,
Dr.ssa Annalisa Signorelli

Dott.ssa Annalisa Signorelli Psicologo a Belvedere Marittimo

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16 GIU 2021

Cara Sarah ,
Mi dispiace moltissimo per il suo dolore, Possono esserci diverse dinamiche a causa delle quali nella vostra storia vi è un continuo rincorrersi , allontanarsi e riprendersi .
Mi sembra di notare dalle sue parole come un tentativo di giustificare il suo lui , un motivare i suoi comportamenti , deresponsabilizzandolo . Per fare un esempio , lui non sa esprimere i suoi sentimenti perché in famiglia hanno questa impostazione , la lascia perché forse lei è stata oppressiva .
Vorrei invitata a utilizzare questi giorni di pausa per concentrarsi anche su se stessa e sulle sue necessità e bisogni , si lasci spazio per capirsi. Cerchi di far voce anche alle sue di motivazioni e necessità .
Perché ogni volta che la situazione si ripresenta lo accetta? Le sta davvero bene questa incertezza.?

Per ulteriori chiarimenti resto a. Sua disposizione anche on Line
Dott.ssa Maria Chiara Paladini

Dott.ssa Maria Chiara Paladini Psicologo a Napoli

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16 GIU 2021

Carissima Caterina,
quello che farei è concentrarmi su di lei, su come vive questo rapporto così altalenante e soprattutto se la sta arricchendo, se si sente sostenuta e se sente che lui vuole veramente il suo bene. Si concentri su di lei, su quello che cerca e su quello che sente di avere bisogno. Una relazione sana e funzionale deve basarsi sul rispetto e sulla reciproca fiducia. Deve inoltre permettere ai due soggetti di esprimersi al proprio meglio sostenendosi affettivamente con grande vitalità.
Un sostegno con qualcuno potrebbe aiutarla a capirsi meglio, a decidere se è quello che veramente vuole da questa relazione per recuperare una vitalità per ora spenta o quanto meno assopita dal comportamento dell'altro.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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16 GIU 2021

Buongiorno Caterina,
probabilmente il tuo ragazzo ha bisogno di affrontare qualche resistenza che lo porta a rispondere con l'abbandono al momento di una difficoltà percepita (interna o esterna). Sei anni sono più che sufficienti per comprendere che la ripetitività del meccanismo non depone a favore di una stabilità di relazione e quindi di una affidabilità progettuale.
A volte bisogna avere il coraggio di porsi domande scomode ma potenti che ci portano a prendere in mano il timone della nostra vita e a darle la direzione che desideriamo darle.
Sono a disposizione per eventuali necessità. Ti auguro il meglio!
Dott.ssa Oriana Parisi
Neuropsicologa e Istruttrice Mindfulness MBSR

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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