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Sono passati due anni ma il tempo sembra non passare mai

Inviata da Teresa · 28 mar 2017 Autorealizzazione e orientamiento personale

Sono passati quasi due anni ma non riesco ad andare avanti. Tra noi c'è stato molto di più che semplice amore, c'è stata alchimia, passione, profonda comprensione. Eravamo amanti e migliori amici, ma quando le cose non sono più andate (tutto è iniziato con la distanza) è susseguito un lungo e periglioso saliscendi che ha avuto come obiettivo il mio progressivo annientamento. È diventata un'altra persona, leggendo qua e la ho anche dato un nome al suo comportamento: narcisista patologico. Io soffrivo e lui stava meglio, sono stata così male da dimenticarmi di me stessa pur di ricordami di lui, e mi vergono così tanto per questo.
Un giorno la sua cattiveria ha raggiunto il limite e sono sparita perchè esausta ed amareggiata.
Quella volta è stata l'ultima, capendo di aver perso potere su di me ha riversato tutta la sua peggior rabbia nell'ultima chiamata a cui decisi di rispondergli dopo mesi di silenzio: "non ti voglio sentire mai più nella mia vita", era tutto quello che era capace di dirmi; nessuna parola di scuse verso i suoi comportamenti, la colpa come al solito era la mia.
Da quel giorno decisi che non avrei mai più dovuto scrivergli, a qualsiasi costo e sono riuscita a mantenere la mia promessa. Pensavo, speravo, che il tempo, gli amici, lo studio, la distanza, la famiglia, il divertimento avrebbero lenito questo grande vuoto che mi aveva lasciato dentro e invece no. Non è passato un solo giorno da allora in cui io non lo pensi, e benché abbia avuto diverse opportunità non riesco mai ad uscire più di una / due volte con qualcuno perché so che non sarà mai lo stesso e non riesco ad accontentarmi... anche se c'è un'altra parte di me che sa che se fosse stata la persona giusta sarebbe rimasto. Forse non lo amo più ma mi manca da morire. Non so come fare perchè questo trascinare mi sta uccidendo lentamente e io voglio ritornare a vivere, voglio divertirmi senza avvertire il peso della sua assenza, voglio lasciarmi questo peso alle spalle, vorrei potermi sentire libera, ma non so cosa fare. Mi sento disarmata, c'è una parte di me che non riesce a lasciarlo andare e questo mi fa soffrire, ho vissuto gli ultimi anni come in apnea, tanto da condizionare il mio presente. E non voglio assolutamente che continui a "vincere" in questo modo, non voglio che mi abbia più; vorre solo andare...avanti...oltre...una volta per tutte. Per sempre.

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Miglior risposta 4 APR 2017

Cara Teresa, mi dispiace molto per quanto sta soffrendo; quando si parla di pene d’amore, nessun essere umano, neanche il più avveduto, autonomo e consapevole, è in grado di farsi scivolare perfettamente addosso certi gesti, frasi e atteggiamenti da parte dell’altro, così puntuali a colpirci proprio dove siamo più vulnerabili. Inoltre, certe separazioni, per le dinamiche che le caratterizzano, rappresentano dei veri e propri lutti, e per un lutto piuttosto grave come questo, due anni non sono poi così tanti, poiché è naturale che sorga un vissuto depressivo, anche intenso, dove le strutture del tempo si collassano sul passato creando, appunto, la sensazione che tutto sia fermo e bloccato.
Questo quadro, tuttavia, è molto più fecondo di quello che si possa immaginare: chi, come lei, attraversa la sofferenza invece di negarla e arriva anche a toccare il fondo, in realtà sta vivendo per davvero, perché non fugge dalle emozioni, pur sapendo razionalmente che le cose dovranno a un certo punto “risolversi”; del resto, in effetti, mi sembra che lei sul piano esterno delle azioni, stia già agendo in maniera costruttiva e sana per arrivare a questa risoluzione, dal momento che sta continuando, se pur a fatica, a svolgere le sue normali attività quotidiane e a frequentare amici e parenti.
Detto ciò, visto che nella vita nulla va sprecato (e le esperienze negative a maggior ragione), potrebbe essere proficuo agire anche sul piano interno, vale a dire riflettere sui significati personali di quanto le accade, per acquisire maggiore consapevolezza, non tanto o non solo sulla singola situazione (in questo caso la relazione sentimentale), ma su lei stessa, e così liberarsi dal ruolo fisso di chi ha subito un torto (pur se ciò è accaduto realmente) ed iniziare a riprendersi una posizione più attiva nei confronti di sé stessa e dell’altro.
Alcune cose di quello che racconta, ad esempio, colpiscono la mia attenzione in maniera particolare e perciò secondo me, se approfondite, potrebbero forse aiutare ad aprire delle riflessioni utili per la sua vita: l’affermazione che “lui sia cambiato” ad esempio, mi fa riflettere sulla possibilità che lei forse non abbia compreso, da subito, con chi aveva a che fare e questo, a sua volta, mi fa chiedere quanto lei sia in contatto con sé stessa e con le sue sensazioni profonde e perciò pronta a “percepire l’altro”; anche il fatto di essere arrivata ad annientare sé stessa per favorire lui, come racconta, forse potrebbe trovare una ragione nella sua storia antica personale, a come sono andate cioè certe esperienze affettive della sua infanzia che riguardano l’essere stati amati, considerati e contenuti e che tracce hanno lasciato tali esperienze su di lei, in termini di autostima e senso di valore di sé. È chiaro che si parla di percorsi ipotetici di riflessione poiché non la conosco, e ce ne potrebbero essere degli altri, ma ciò non toglie l’invito a guardarsi dentro. Certamente delle buone letture potrebbero sostenerla in questa fase così critica (se vorrà gliene segnalerò qualcuna) oltre che, naturalmente, un percorso psicologico.
In ogni caso però non si scoraggi, perché è già sulla buona strada!

Dottoressa Chiara Aruta Psicologo a Villaricca

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29 MAR 2017

Cara Teresa, l'analisi che fai del tuo malessere e del desiderio che hai di volerne uscire è già un ottimo inizio,. Non ti resta che farti aiutare con un percorso psicologico che ti aiuti a mantenere le tue intenzioni.
Mi raccomando, coraggio! dr. Annalisa Lo onaco

Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Psicologo a Roma

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