Sono istrionica e i genitori del mio ragazzo mi odiano

Inviata da ItsMartinaDotCom · 1 mar 2021

Ciao a tutti, vi spiego in breve la mia delicata situazione personale. Delicata perché ha a che fare col mio disturbo di personalità e con la recente cattiva accoglienza da parte dei genitori del mio ragazzo nei miei confronti. Premetto che ultimamente i litigi con il mio ragazzo sono aumentati parecchio. Abbiamo appena raggiunto i 5 mesi di relazione: siamo freschi ma abbiamo bruciato molte tappe anche a causa della situazione covid. Ad esempio, abbiamo convissuto per un po' di tempo a casa sua in periodi settimanali. Ammetto, sono stata spesso io a iniziare i litigi, perché provavo un forte disagio competitivo e gelosia nei suoi confronti. Ad esempio, siamo entrambi molto competitivi sulle questioni intellettive e sui feedback della nostra arte (entrambi scriviamo racconti). Spesso sono io a manifestare il disagio perché sono quella che si espone di meno e ha meno feedback, ma sono anche - oggettivamente - quella con più capacità analitiche e artistiche (qua non voglio dimostrare arroganza, è una cosa che ammette pure lui. Siamo d'accordo su questo). A me fa rosicare, purtroppo, che spesso lui riceve più apprezzamenti di me, pur sapendo di valere molto anch'io a livello artistico. Lo so, sono pessima come ragazza, ma tenete anche conto che sono vittima di un disagio psicologico non indifferente. Per anni ho vissuto combattendo contro il mondo e cercando di dimostrare qualcosa in cambio di indifferenza sociale (non tanto perchè non mi riconoscevano, ma perché non ero compresa) e questo mi ha causato un disturbo istrionico di personalità. È davvero dura stare con me immagino. Ma al contempo penso di saper arricchire la nostra relazione di momenti davvero intensi e amorevoli (quando non litighiamo, ovvio). L'altro punto su cui litighiamo è la mia gelosia nei confronti del suo passato, nei confronti delle modelle che seguiva, commentava, ragazze che gli piacevano... Questo è irrazionale, lo so, ma prendete tutto questo come un atto di coscienza: sono disposta ad andare contro le mie stesse sensazioni di disagio e insicurezza. Ecco, ora il punto: ieri è capitata l'ennesima lite, l'ho offeso (mea culpa), e i genitori di lui sono subentrati in camera a offendermi (sua madre soprattutto). Non voglio fare la cattiva, ma lei è - litigio a parte - la tipica persona che proprio non mi va giù: un'ingnorantotta che urla e vuole comandare tutti. Non mi piace proprio. Da lì, i suoi genitori hanno preso il cellulare al mio ragazzo, proibendogli di venire a casa mia l'indomani. Lui ha preso posizione semineutra, più protesa verso di loro che verso di me. Inizialmente non voleva nemmeno venire a casa mia per causa loro ma, per fortuna, oggi si è deciso a venire e "svezzarsi". La cosa che mi dà più fastidio, tuttavia, è che sono emerse altre antipatie passate nei miei confronti. Come il fatto che non aiuto mai a mettere a posto a casa quando sono da loro. E lui vuole che chieda scusa per questo. Allora, posto che io non sono mai stata abituata a sistemare le cose per una ragione o l'altra, io mi sento forzata a chiedere scusa per una mia distrazione. Non sono una tipa molto pratica, non l'ho fatto per cattiveria in realtà. È che proprio vivo con la testa fra le nuvole, nel mio mondo di teorie e immaginazione. Ma lei no, sì è presa proprio male per questo. Ecco, io ho intenzione di migliorare questi lati del mio carattere (competizione, gelosia, poca praticità), ma d'altro canto non mi piace stare con un ragazzo che fa sempre la vittima, mi attacca di riflesso ed è succube dei suoi genitori. Credo sia molto debole come ragazzo, non ha quella forza in grado di appianarmi e generare dolcezza. Io necessito di amore e sicurezza, e di qualcuno che accolga le mie valvole di sfogo, che voglio ridurre nel corso del tempo. Però non lo condanno e, infatti, seppur a modo mio, lo amo e voglio continuare in un modo più sano per entrambi. Ma ci sono questi aspetti che non sopporto, specialmente la famiglia che non mi sa proprio "prendere". Questa è la questione che mi preme al momento... Come devo comportarmi con loro? Grazie in anticipo. Buona giornata a tutti.

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Miglior risposta 2 MAR 2021

Gentilissima, dice di soffrire di un disturbo di Personalità. Immagino che tale diagnosi sia il risultato della consulenza di un professionista al quale si è rivolta in seguito alla sofferenza che provava; in tale contesto, credo che le saranno state date indicazioni precise sul modo in cui affrontare il problema e anche sull'impatto che lo stesso provoca nelle persone intorno a lei. Dalle sue parole sembra trasparire, ma forse mi sbaglio, la pretesa che gli altri debbano comprendere e tollerare i suoi comportamenti. Le suggerisco pertanto di farsi aiutare da un professionista a comprendere come affrontare in maniera adeguata il suo disagio, in modo che possa trovare il modo migliore per stare con sé stessa e con gli altri. Le faccio tantissimi auguri.

Dottoressa Daniela Noccioli Psicologo a Cascina

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