Non so da dove cominciare...
Sono una persona che attualmente sta frequentando un corso lavorativo in un certo ambito.
Ora sto facendo stage ma ho come l'impressione di fare errori di sbagliare tutto. Chi mi segue dice che non sono male ma devo avere più iniziativa, quindi ho colto l'occasione e sto cercando di fare del mio meglio!
Mi sento criticare alle spalle: dicono che scelgo con chi lavorare e che chi non mi piace allora lavoro male. Più che altro io tendo a bloccarmi...ecco.
Mi sento stupido come se non riuscissi a fare nulla, poiché ho paura di fare errori, quindi continuoa sbagliare. Che posso fare? Mi sento uno straccio.
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3 OTT 2025
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Ciao,
grazie per aver condiviso qui il tuo vissuto.
Deve essere molto difficile convivere con la sensazione di sbagliare continuamente, ma forse, guardando la situazione da un’altra prospettiva, potrebbero emergere sfumature nuove, meno dure e più comprensive verso te stesso.
Sbagliare, soprattutto all’inizio di un percorso lavorativo o professionale, è del tutto normale. Fa parte dell’apprendimento e spesso sono proprio gli errori a insegnarci le cose in modo più profondo e duraturo.
Da ciò che racconti, sembra che da un lato ci sia una forte paura di sbagliare e di non essere all’altezza, e dall’altro un grande desiderio di far bene, per sentirti accolto e riconosciuto. Questi due bisogni possono entrare in contrasto e generare confusione, portando a blocchi o difficoltà nell’agire. A volte, per paura di fare male, si finisce per non fare affatto o per farlo con più fatica.
Accorgersi di questo è già un passo fondamentale. Ricorda: sbagliare è parte del percorso. Chiedere aiuto non è un fallimento, ma un segno di interesse, impegno e voglia di crescere.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Jessica Carrozzino
30 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Caro Kiko,
Capisco bene come ti senti e in realtà, quello che descrivi è una dinamica molto più comune di quanto pensi.
Quando si entra in un nuovo contesto lavorativo, specialmente durante uno stage, è normale sentirsi osservati, valutati, inadeguati. Ma nel tuo caso c’è qualcosa di più: sembra che la paura di sbagliare sia diventata così forte da bloccare le tue capacità, come se ogni gesto dovesse passare attraverso il filtro del giudizio altrui prima ancora di essere compiuto.
Questa è una forma di ansia da prestazione, e spesso nasce da un bisogno profondo di sentirsi all’altezza, di dimostrare valore. Il paradosso è che più ci si sforza di “non sbagliare”, più l’errore diventa probabile perché l’attenzione si sposta dal fare all’autocontrollo, e il cervello entra in una sorta di allarme continuo.
Mi sembra anche che tu abbia un ottimo livello di consapevolezza: riconosci che ti blocchi, che cerchi di migliorarti, che provi a reagire alle critiche. Questo è un segno di maturità, non di debolezza.
Le voci che dici di sentire “alle spalle”, che tu scelga con chi lavorare o che ti impegni solo con certi colleghi, potrebbero non essere tanto una verità oggettiva, ma una percezione amplificata dal tuo stato di allerta. Quando ci si sente insicuri, il cervello tende a leggere ogni sguardo o commento come conferma della propria inadeguatezza.
Ti propongo un piccolo cambio di prospettiva: invece di chiederti “come faccio a non sbagliare?”, prova a chiederti “cosa potrei imparare da ogni piccolo errore?”. Gli errori, se li guardi da vicino, sono dati preziosi: ti mostrano dove stai crescendo. E più impari a tollerare la frustrazione di non essere perfetto, più diventi libero di sperimentare e quindi di riuscire.
Mi chiedo: quando ti blocchi, cosa senti esattamente nel corpo o nei pensieri? È paura del giudizio, timore di deludere, o la sensazione di non avere il controllo? Capirlo meglio può aiutarti a trovare strategie specifiche per gestire quei momenti.
Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Tiziana Citti
24 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Ciao!
quello che descrivi è un vissuto molto comune, soprattutto quando ci si affaccia al mondo del lavoro o si comincia un’esperienza nuova come uno stage. È normale sentirsi inadeguati o temere di sbagliare, soprattutto se — come nel tuo caso — si ha davvero voglia di fare bene.
A volte, però, la paura di commettere errori può diventare così forte da bloccarci: più ci concentriamo sul “non sbagliare”, più rischiamo di perdere naturalezza e sicurezza. Non è incapacità, ma ansia da prestazione, e si supera piano piano, con gentilezza verso se stessi.
Il fatto che chi ti segue riconosca le tue capacità e ti inviti solo a prendere più iniziativa è già un segnale positivo: vuol dire che vedono in te potenziale e vogliono aiutarti a tirarlo fuori. Prova a cambiare prospettiva: invece di chiederti se stai sbagliando, chiediti “cosa posso imparare da questa situazione?”.
Ogni piccolo errore, ogni incertezza, sono parte naturale del processo di crescita.
Cerca di non giudicarti troppo duramente: stai imparando, e imparare significa anche inciampare qualche volta.
Se però questa sensazione di blocco e inadeguatezza dovesse continuare a pesarti, un breve percorso di supporto psicologico potrebbe esserti utile per ritrovare fiducia e affrontare con più serenità queste situazioni.
Puoi contattarmi se desideri parlarne meglio e capire insieme come gestire questa fase.
24 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Ciao,
grazie per aver condiviso quello che stai vivendo, si sente quanta fatica e quanto impegno ci stai mettendo per fare del tuo meglio. È comprensibile sentirsi bloccati quando si ha paura di sbagliare: la tensione e l’autocritica possono farci perdere fiducia e portare a nuovi errori, creando un circolo difficile da rompere.
Non hai nulla di sbagliato, stai solo attraversando una fase di apprendimento in cui è normale sentirsi insicuri. Avere più iniziativa non significa non avere paura, ma riuscire a fare piccoli passi anche con la paura accanto.
Potrebbe aiutarti provare a spostare il focus dagli errori ai progressi, notando anche le cose che riesci a fare bene. Concederti di imparare, invece di pretendere di “sapere già”, può alleggerire la pressione e permetterti di crescere più serenamente.
Se questa sensazione di blocco o di svalutazione dovesse continuare, parlarne con qualcuno potrebbe aiutarti a trovare strategie pratiche per gestire l’ansia e recuperare sicurezza.
Ti mando un incoraggiamento sincero: il fatto che tu voglia capire e migliorarti è già un ottimo punto di partenza.
24 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Ciao,
capita spesso di sentirsi bloccati quando si ha paura di sbagliare. Non significa che tu non sia capace: è solo l’ansia che ti frena. Gli errori fanno parte dell’apprendimento, non definiscono il tuo valore. Prova a concentrarti su piccoli passi, chiedendo feedback e facendo domande: mostra interesse, non perfezione. Col tempo la sicurezza arriva, davvero.
Se hai bisogno ulteriormente ti invito a contattarmi.
Saluti,
Dr. Filippo Marongiu
23 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile Kiko,
fare errori durante uno stage (che è per definizione un'esperienza lavorativa rivolta a persone che non hanno familiarità con la professione) è del tutto normale, fa parte del processo di apprendimento. Mi sembra di capire che il problema abbia invece radici profonde, parla infatti di "blocco". Porta anche un sentire svalutante verso sé e un circolo che si sta innescando: mi giudico e mi svaluto - sento paura - sbaglio e commetto errori.
Ciò che può fare è prendersi cura di questo blocco che sente e che ha ben individuato, lavorando parallelamente sul profondo e sulle strategie che può adottare nel qui e ora con l'aiuto di un/a Psicologo/a.
22 OTT 2025
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Ciao,
quello che racconti somiglia a un paradosso molto umano: più vuoi dimostrare di essere all’altezza, più l’attenzione si sposta sull’errore e il corpo si irrigidisce. Il blocco non è mancanza di valore: è un tentativo di protezione quando la mente legge il contesto come “esame perenne”.
In stage, l’ “iniziativa” spesso viene scambiata per “non sbagliare mai”. In realtà è dare un segno di presenza anche quando non tutto è chiaro. Chi ti segue dice che “non sei male”: c’è già una base riconosciuta. Il resto è rumore di fondo. Le voci su “scegli con chi lavorare” suonano più come interpretazioni che come fatti: quando siamo tesi, gli altri ci vedono attraverso la loro lente, non la nostra storia.
Sentirti “uno straccio” è il prezzo di uno standard impossibile: confonde la performance con il valore. L’errore, all’inizio, non è la prova che non vali: è la traccia che stai imparando. Non devi convincere tutti, né oggi né domani: hai diritto a stare nel processo senza etichette definitive. Da qui si riparte: non dall’idea di “perfetto”, ma dalla realtà — che già dice che stai provando.
17 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 4 persone
Buongiorno,
quello che descrive è un meccanismo molto comune: la paura di sbagliare diventa così forte da bloccare e, paradossalmente, portare proprio all’errore che si vorrebbe evitare. Non è incapacità, ma insicurezza che si autoalimenta — più ci si sente sotto osservazione, più si perde naturalezza e fiducia.
Il fatto che chi la segue noti potenzialità è un ottimo segnale: significa che le competenze ci sono, ma vanno sostenute da una maggiore fiducia nelle proprie risorse. Provi a spostare il focus dal “non devo sbagliare” al “posso imparare da quello che succede”: ogni errore è una tappa, non una prova di valore.
Un percorso psicologico o un breve training sull’autoefficacia e gestione dell’ansia da prestazione potrebbe aiutarla a ritrovare sicurezza e libertà nell’agire, così che il lavoro torni a essere un’occasione di crescita e non di giudizio.
14 OTT 2025
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Buongiorno Kiko,
mi chiedo quanto crede in lei. Dalle sue parole poco. Mi sembra che "l'esterno", gli altri, abbiano un peso eccessivo nel legittimare chi e'.
Una psicoterapia da la possibilita' di valutarsi secondo il proprio sentire cosa e' buono o non buono per noi ed in base a questo compiere le nostre scelte. Se gli altri vengono percepiti come troppo giudicanti e' come se proiettasse verso l'esterno le sue paure e poi ne rimanesse schiavo. Per altro mi contatti
Cordialmente
Dott Giuseppe D'Amico
Palermo
13 OTT 2025
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Buongiorno Kiko, capisco molto bene la tua frustrazione. Stai attraversando un periodo di crescita e apprendimento, e quando ci si trova in una situazione come quella dello stage, è facile sentirsi sopraffatti, soprattutto quando le aspettative sono alte o ci si sente sotto osservazione.
A prima vista, sembra che tu stia cercando di fare del tuo meglio e questo è già un segnale positivo. Non è facile mettersi alla prova, e il fatto che tu abbia preso l'iniziativa di impegnarti per migliorare è un passo importante. Dici di avere paura di fare errori, ma è proprio l'esperienza, anche quella fatta di sbagli, che ti aiuterà a crescere.
Un aspetto su cui riflettere potrebbe essere il blocco che descrivi. La paura di sbagliare ti fa sentire inadeguato e, di conseguenza, ti fa frenare. Tuttavia, gli errori sono una parte inevitabile e importante del processo di apprendimento. Ogni errore ti fornisce feedback su cosa non ha funzionato e ti aiuta a migliorare. L'importante è non permettere che questo ti paralizzi, ma usarlo come un'opportunità per migliorare.
Riguardo alla questione delle critiche che senti sugli altri con cui lavori, potrebbe esserci una componente di ansia sociale. A volte, quando ci si sente giudicati, si cerca di "gestire" le relazioni in modo che si percepisca un certo controllo, ma questa è una reazione comune. L'aspetto che ti suggeriscono di "prendere più iniziativa" potrebbe riguardare proprio il fatto che, quando sei più attivo nel fare scelte, anche relazionali, hai maggiori possibilità di crescere in autonomia e farti notare positivamente.
Cerca di concentrarti su piccoli obiettivi giornalieri: piuttosto che pensare al risultato finale, cerca di dare il massimo in ogni momento, senza cercare di fare tutto perfettamente. Ogni piccola azione conta e ogni passo che fai ti avvicina al miglioramento.
Infine, non sottovalutare il potere della comunicazione. Se hai delle preoccupazioni o senti di non riuscire a esprimerti chiaramente con chi ti segue, magari una discussione aperta potrebbe essere utile. Parlare di come ti senti, in modo sincero, potrebbe aiutarti a chiarire alcune aspettative e a ricevere un supporto concreto.
Ricorda: non sei solo in questo processo, e anche i professionisti più esperti sono passati attraverso momenti di incertezza. È normale sentirsi insicuri, ma non è mai un riflesso del tuo valore o delle tue capacità. La cosa più importante è continuare a imparare e a migliorare, anche a piccoli passi. Cordialità.
11 OTT 2025
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Gentile Kiko,
Capisco quanto possa essere difficile quello che sta vivendo, e ci tengo a dirle che non è uno straccio: sta affrontando una situazione complessa e il fatto stesso che stia cercando di capire come migliorare dimostra già una grande consapevolezza.
Vorrei sottolineare un aspetto fondamentale: essendo un corso formativo con stage, è del tutto normale fare errori e sbagliare. Anzi, è proprio per questo che è lì, per poter imparare attraverso l'esperienza. Gli errori non sono fallimenti, ma occasioni di crescita. Chi la segue ha detto che non va male, ma che deve dimostrare più iniziativa: questo è un feedback chiaro e costruttivo su cui lavorare. La dimostrazione di iniziativa è sempre importante per andare verso un cambiamento, e ricevere "critiche produttive" fa parte del percorso formativo.
Riguardo al bloccarsi, le suggerisco di riflettere: questa sensazione capita solo nell'ambito lavorativo o anche in altri ambiti della sua vita? Se si trovasse in uno di quegli altri contesti, come risolverebbe la situazione? E cosa direbbe a un suo amico che si sentisse esattamente come si sente lei ora? Guardare le cose da una prospettiva diversa può aiutarla a trovare strategie che già conosce.
La incoraggio anche a parlare apertamente con il suo tutor o con chi la segue, comunicando che si trova in difficoltà con questa dinamica. Chiedere aiuto non è debolezza, ma è anch'essa una forma di iniziativa e di responsabilità. Inoltre, provi a chiedersi: cosa le piace davvero di questo lavoro? Quali elementi invece non la convincono? Probabilmente non sarà negativo in tutto, e identificare gli aspetti positivi può aiutarla a ritrovare motivazione.
La paura di sbagliare crea un circolo vizioso: più ha paura, più si blocca, più sbaglia. Spezzare questo circolo inizia dall'accettare che l'errore è parte dell'apprendimento. Ce la può fare. Un caro saluto. Dott.ssa Elsink
9 OTT 2025
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Gentile Kiko, grazie per aver condiviso qui il suo vissuto.
Dalla sua descrizione sembra che un fisiologico momento di tensione, come l'ingresso nel mondo del lavoro, le crei quasi una sorta di rimugino mentale su alcune tematiche importanti, come la frustrazione di apprendere e non saper fare le cose subito e il confronto con chi ritiene suo pari. La inviterei a riflettere e capire l'origine dei vissuti di critica che percepisce alle sue spalle, nonché il sentimento di inettitudine e di stupidità che racconta di sperimentare a fronte di naturali difficoltà, relative a un nuovo contesto di vita.
Il nostro equilibrio si costruisce anche tramite esperienze nuove come quella che sta attraversando, il momento di Stage rimanda all'abbandono del ruolo di mero studente e ciò comporta il passaggio allo status di giovane adulto che muove i primi passi nel mondo del lavoro. Tale transizione, in alcune occasioni, può creare impasse e risultare non lineare.
Anche in questi passaggi di vita così delicati è utile intraprendere un percorso di supporto psicoterapeutico per mettere in luce sia le sue risorse, che magari ad oggi non riesce a vedere, sia per comprendere i meccanismi sottostanti ad alcuni atteggiamenti che la possono mettere in una situazione di svantaggio.
9 OTT 2025
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Caro Kiko,
quello che stai vivendo è un forte senso di inadeguatezza nel contesto lavorativo: hai paura di sbagliare e questo ti porta a bloccarti e a commettere davvero errori, confermando così la tua idea di “non essere capace”. Anche quando ricevi feedback positivi, tendi a sminuirli o a non crederci, perché dentro di te hai una voce molto critica che ti ricorda continuamente che non sei mai abbastanza.
Sotto questa voce severa c’è una parte che vorrebbe solo imparare, fare esperienza e sentirsi accettata anche se non perfetta. Tuttavia, ogni volta che prova a prendere iniziativa, la paura del giudizio e dell’errore la paralizza. È come se vivesse dentro un conflitto interno: una parte che vuole crescere e un’altra che la punisce appena qualcosa non va come previsto.
Potrebbe essere utile consultare uno specialista che ti aiuti a riconoscere e ridimensionare quella voce critica, ad imparare a vederti con più realismo e meno durezza, e a concederti il diritto di sbagliare.
Rimango a disposizione per ogni eventuale chiarimento o approfondimento.
Un caro saluto
Dott.ssa Antonella Giardiello
7 OTT 2025
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Buongiorno. Stai attraversando un periodo stressante e fatichi a reggere il peso del nuovo contesto, della pressione che ti richiede una certa prestazione e del giudizio altrui. La prima cosa da rivedere è il tuo livello di benessere di base: mangi adeguatamente? Dormi a sufficienza? Fai movimento costante, magari alla luce naturale? Senza questi mattoncini essenziali il tuo funzionamento non può che essere limitato, soprattutto quando bisogna far fronte a un periodo faticoso. Parti da qui. In secondo luogo, può esserti utile uno spazio di pensiero per ragionare su quanto e come sei disposto ad offrire al contesto lavorativo, in termini di energia, progettazione di vita, tempo. Occorre definire bene i confini del nostro vivere per mantenere un buon equilibrio. Per questo puoi chiedere ad un professionista di affiancarti, a livello psicologico. Potrà aiutarti anche nella gestione dello stress. Resto a disposizione. In bocca al lupo! Eloisa Boasso
7 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile Kiko,
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Gia’ questo è un passo importante, perché dimostra consapevolezza e desiderio di migliorarsi, due elementi fondamentali per la crescita personale e professionale.
Da ciò che descrive, sembra trovarsi in un momento di forte pressione: vuole dimostrare di essere capace, ma la paura di sbagliare la blocca e finisce per alimentare proprio quei comportamenti che vorrebbe evitare. È un circolo molto comune, soprattutto quando ci si trova in un contesto nuovo come uno stage, dove si sente l’esigenza di “essere all’altezza”.
Le offro alcune riflessioni e suggerimenti che potrebbero esserle utili in questa fase del suo percorso professionale. Innanzitutto, accolga la possibilità di sbagliare come parte del percorso.
L’errore non è un segno di incompetenza, ma un segnale di apprendimento: chi impara ha bisogno di sperimentare, tentare, correggere. Spesso le persone più attente e scrupolose, come sembra essere Lei, faticano ad accettare questa fase, ma è proprio lì che si cresce di più.
Distingua tra “fare errori” e “essere un errore”.
Quando dice “mi sento stupido” o “mi sento uno straccio”, sta trasformando un comportamento (fare un errore) in un giudizio su di sé (essere sbagliato). È importante tenere separati questi due livelli: Lei non è i suoi errori, sta solo imparando attraverso di essi.
Avere iniziativa inoltre non significa agire senza paura, ma agire nonostante la paura. Può iniziare con piccoli passi: proporre un’idea, chiedere un chiarimento, offrire aiuto in un compito semplice. Con il tempo, ogni piccolo gesto diventa una prova di fiducia in sé stessi.
Rispetto alle critiche o voci alle spalle, si rassegni al fatto che non può controllare ciò che gli altri dicono, ma può controllare la qualità del suo impegno. Si concentri su ciò che sa di fare con onestà e buona volontà. Spesso, chi lavora con autenticità finisce per guadagnarsi rispetto nel tempo, anche se all’inizio può sentirsi giudicato.
Infine, il blocco nasce quando la mente va troppo avanti, immaginando scenari negativi (“e se sbaglio?”, “e se mi giudicano?”). In quei momenti, si fermi un attimo, respiri profondamente e riporti l’attenzione su ciò che sta facendo ora. Un passo alla volta, senza pretendere che sia perfetto, faccia il meglio che le riesce con impegni e sara’ abbastanza..
Per approfondire e migliorare la sua auto efficacia sul lavoro potrebbe esserle utile un percorso di coaching.
Un cordiale saluto,
Katia Romano
7 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Buongiorno Kiko,
Le difficoltà che incontra sembrano derivare da una profonda insicurezza personale, che purtroppo La accompagna nel lavoro ed é acuita dal fatto di muoversi in un ambiente nuovo che Le richiede di svolgere compiti con cui non ha ancora dimestichezza. Allo stesso modo, credo che la difficoltà che incontra nel lavorare con "chi non le piace", altro non è che un aumento di quell'insicurezza quando si trova con persone con cui non si sente a suo agio e da cui si sente giudicato.
Difficoltà e incertezze, così come gli errori, sono componenti inevitabili in qualsiasi processo di apprendimento. Può provare a reinquadrarli in ques'ottica e darsi un pò di tempo. Sappiamo che non c'è nulla di più rassicurante dello sperimentare di riuscire pian piano a fare le cose sempre meglio; l'esperienza potrebbe quindi portare ad una risoluzione spontanea della situazione. D'altra parte, se questo processo si rivela accommpagnato da un senso di autosvalutazione profondo e da un disagio che la accompagna fuori dal lavoro, allora un supporto psicologico per affrontare questo periodo potrebbe essere di aiuto.
Resto a disposizione qualora volesse approfondire.
Un caro saluto,
Francesca Calvano
7 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buonasera,
Grazie per essersi aperto rispetto a questo momento difficile.
Lei racconta del timore di fare degli errori in un ambito lavorativo che le è nuovo e che questo timore non viene sconfermato quando le persone attorno a lei le dicono che sta facendo bene.
I pensieri negativi che ha rispetto a sé e rispetto a ciò che gli altri dicono alle sue spalle di certo non la aiutano e hanno un'importante rilevanza quando lei afferma di sentirsi uno straccio.
Forse questo momento di cambiamento, uno stage per un nuovo lavoro, potrebbe essere una buona occasione per guardarsi dentro, per dedicarsi uno spazio dove poter affrontare questi pensieri negativi e le emozioni che ne derivano.
Se pensa che iniziare a parlare di questi temi possa essere d'aiuto rimango a disposizione.
Ricevo a Brescia, a Parma e online.
A presto,
Dott.ssa Alice Garnero
6 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Gentile Kiko, grazie per la sua condivisione. Si evince la fatica e la sofferenza che sta attraversando.
È più che normale non sapere tutto all'inizio di un'esperienza formativa e lavorativa, ma lei ha forte il desiderio di imparare quindi ci sono buone probabilità che andrà meglio con il passare del tempo, per prove ed errori si apprende sempre qualcosa. Emerge anche il bisogno di approvazione da parte degli altri, come a confermare il suo valore e le sue capacità, è qualcosa di legato solo all'ambito lavorativo nuovo in cui si sente un po' traballante o è qualcosa che coinvolge anche altri ambiti di vita?
Potrebbe giovare di un percorso a sostegno della sua autostima, in modo da affrontare le future nuove esperienze con maggiore consapevolezza delle sue risorse e capacità.
Resto a disposizione e le mando un caro saluto. Dott.ssa Ciaudano
6 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Gentile Kiko,
lo stage è un periodo di formazione per cui è normale che si possa commettere qualche errore e questa cosa non dovrebbe perciò spaventarla o demoralizzarla ma essere uno stimolo per imparare e fare meglio gradualmente.
E' consigliabile un percorso di psicoterapia (preferibilmente cognitivo-comportamentale) per acquisire questa consapevolezza e migliorare allo stesso tempo il suo livello di autostima.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psiciologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).
6 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Buongiorno Kiko,
Grazie per la condivisione. È dura cercare di muoversi, non saper dove cominciare e, ogni volta che si fa un passo, sentirsi criticati o sbagliati, ciò porta inevitabile al punto di partenza e rimanere fermi. Sbagliare è inevitabile ancor di più all'inizio di una nuova strada, non si può evitare, ma proprio perché fanno parte di ogni percorso è fondamentale cercare di svolgere lo sguardo dove vi è apprendimento e non sulla critica: si rischia di rimanere fossilizzati o peggio di agire per come si pensa di essere, coerentemente alle critiche senti alle spalle.
Da un lato hai una grande voglia di fare, di esporti e muoverti, dall'altra una paura profonda e attuale di sbagliare, non essere all'altezza, di non avere le capacità. Bloccarsi è quasi una naturale conseguenza di questa difficoltà a conciliare queste due polarità, ma riconoscerlo è già un ottimo punto di partenza: per affrontare un problema il primo passo è ammettere che ci sia.
Prima di tutto concediti la possibilità di muoverti come meglio ti riesce, e successivamente anche di sbagliare. Per qualsiasi altra novità resto disponibile.
Cordialmente,
Dott. Francesco D'Adamo
6 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Buongiorno,
dalle sue parole traspare tutto il malessere che questi suoi vissuti le creano nella quotidianità, non solo nel mondo del lavoro.
E se nel non sapere da dove incominciare, incominciasse da se stesso?
Ho notate che si descrive con attributi prevalentemente negativi mentre sono certa che sia una persona con risorse e qualità che meritano di essere portati alla luce e ai suoi occhi.
Il mondo del lavoro non è semplice, specialmente quando si è ai primi approcci. Entrano in gioco performance, confronti con l'altro e competizione che possono far vacillare la sicurezza personale e mettere in discussione il proprio valore.
Sia clemente con se stesso e accetti che tutti possono sbagliare e che la differenza tra un errore e un fallimento sta nel come si reagisce ad un evento avverso. Il cambiamento è nelle sue mani e forse cominciare da lei, dal prendersi cura dei suoi pensieri e delle sue emozioni, della sua storia può aiutarla a scrivere un nuovo capitolo ricco di attributi positivi e di sicurezza.
6 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Ti manca la concentrazione dell'attenzione e hai un problema di identità. La cosa migliore da fare è l'Ipnosi ericksoniana per evocare le tue risorse.
Dr. Leonardo Mometti
6 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Gentile Kiko
ti capisco davvero — quello che descrivi è un vissuto molto più comune di quanto pensi, soprattutto quando ci si trova in una fase di apprendimento e valutazione, come in uno stage. È una fase in cui il desiderio di fare bene e la paura di sbagliare si intrecciano, creando quella sensazione di “blocco” che poi diventa il vero ostacolo, più ancora degli errori in sé.
Intanto, permettimi di dirti una cosa importante: non sei uno straccio. Sei una persona che si sta mettendo in gioco, che prova a migliorare, che accetta il confronto e che riflette sui propri comportamenti — e questa è già una grande forza.
Chi non sbaglia, di solito, è solo chi non prova mai.
Prova a ricordare che lo stage serve proprio a imparare, non a dimostrare di essere già perfetti. L’iniziativa non nasce dalla sicurezza assoluta, ma dal coraggio di agire anche quando si ha paura: ogni piccolo gesto, ogni tentativo, anche imperfetto, è già un passo avanti.
5 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Quello che stai vivendo è molto comprensibile, soprattutto in una fase di formazione e inserimento come quella dello stage, dove tutto è nuovo e può sembrare più grande di te. Mi colpisce il fatto che, nonostante le difficoltà, tu stia cercando di fare del tuo meglio. Questo dice molto della tua motivazione e del tuo impegno. Il sentirsi bloccati, avere paura di sbagliare e poi, proprio per questa ansia, commettere errori... è un meccanismo molto comune, soprattutto quando si percepisce un giudizio intorno.
Non è una questione di stupidità, ma di pressione emotiva. E la paura di non essere all’altezza può diventare una profezia che si autoavvera.
Forse, più che 'avere più iniziativa', potresti iniziare col concederti il permesso di imparare, anche attraverso gli errori. Nessuno è subito perfetto, anzi: è proprio nella fase iniziale che il margine per sbagliare dovrebbe essere riconosciuto e accettato.
4 OTT 2025
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Buongiorno Kiko,
a mio parere tutto nasce dalla scarsa fiducia che hai in te stesso. Quando si è convinti di non andare bene e di essere stupidi, poi la profezia si autoavvera, nel senso che i comportamenti che metti in atto ti danno conferma di questa falsa convinzione. Se dubiti di te e delle tue capacità, tutti questi giudizi interni e autocritiche che ti fai finiscono per disturbarti, farti bloccare e non ti permettono di lavorare bene. Del resto hai bisogno di darti anche il permesso di non essere ancora del tutto capace, visto che stai facendo un tirocinio per imparare.
Fatta questa premessa, quello che voglio dire è che sicuramente tutta questa autosvalutazione viene da lontano, immagino dalle dinamiche che c'erano (ci sono ancora?) nella tua famiglia d'origine, per cui hai bisogno di prenderne consapevolezza per imparare a fidarti di te e delle risorse e potenzialità che sicuramente hai.