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Sono instabile o è amore?

Inviata da Gherda · 29 ott 2019

Gentilissimi,
sono una ragazza di 27 anni e vorrei capire come poter gestire al meglio questo periodo della mia vita.
Premetto che so di essere una persona molto, fin troppo sensibile ed empatica, che reputo sia la mia forza e nel contempo la mia condanna. Quattro anni fa ho intrapreso una relazione, fortunatamente durata poco meno di un anno, con un ragazzo quasi sicuramente affetto da disturbi di personalità (la mamma è bipolare), in ogni caso narcisista e manipolatore, che mi ha causato molto malessere, ma da cui sono riuscita ad uscire grazie alle persone che mi amano e che mi sono state accanto, facendomi ragionare sulla questione ed aiutandomi a tornare in me. Ho fatto un gran lavoro su me stessa nell'anno seguente, sino a sentirmi davvero bene, seppur consapevole che questo non mi avrebbe resa invulnerabile.
A distanza di due anni, in università ho incontrato e conosciuto un ragazzo della mia stessa età, con cui c'è stata subito una grande intesa, ci siamo piaciuti e trovati sotto il punto di vista caratteriale, degli interessi, del modo di vivere e del relazionarci alle situazioni. Lui molto timido, io più intraprendente, ho preso un po' le redini della relazione da subito, senza tuttavia essere opprimente o ossessiva, non mi appartiene.
Il primo periodo è stato faticoso per entrambi: anche lui ha una situazione particolare dovuta alla perdita del padre quando era bambino e ad una relazione tirata troppo per le lunghe da cui ha fatto fatica ad uscire. Ho capito subito che è una persona, oltre che timida, molto insicura, tanto che mi ha confessato sin da subito che aveva timore per il futuro della nostra relazione in virtù del fatto che ci piacessimo così tanto e che stessimo così bene insieme, perchè io mi sarei laureata nei mesi seguenti e non sapevo ancora cosa avrei fatto successivamente. Ho cercato allora di fargli comprendere quanto la paura fosse lontana dall'amore e che precluderci di vivere questa relazione ci sarebbe costato rimpianti e non aveva senso.
Dopo un paio di mesi di alti e bassi abbiamo raggiunto un buon equilibrio di coppia, queste conversazioni ci avevano uniti ed eravamo molto innamorati. Nonostante ciò, in alcune circostanze lo sentivo distaccato, come se avesse sempre un piede fuori dalla nostra relazione, come se volesse preservarsi senza dare il massimo.
Questo ha determinato il mio attaccamento a lui, volendo trascorrerci insieme molto più tempo, come se quelle piccole mancanze potessero essere colmate dal tempo speso insieme. La situazione era tuttavia stabile, perchè in ogni caso ognuno manteneva, anche se meno di prima, il proprio spazio.
Provenendo da due città diverse (siamo entrambi fuori sede), questa estate, a seguito della mia laurea, lui è venuto a trovarmi per 3/4 giorni nella mia città e viceversa ho fatto io. Lui non aveva mai portato nessuna nel suo paese originario, nemmeno la sua storica ex, facendomi capire quanto potessi essere importante per lui. Ho deciso, quindi, di fermarmi ancora nella città dove studiamo (lui ha iniziato l'università più tardi e gli manca ancora un po' alla laurea) per iniziare a farmi strada nel mondo del lavoro rimanendo quantomeno nella stessa regione.
Quando siamo rientrati dalle vacanze estive abbiamo affrontato in modo serio la questione "futuro": lui ha nuovamente tirato fuori le sue paure, parlandomi del fatto che, finiti gli studi, lui vorrebbe rimanere a lavorare nell'azienda di famiglia, che si trova comunque vicina alla città dove siamo ora, mentre io chissà dove andrò e cosa farò. Ha confermato anche che le sue mancanze sono probabilmente dovute alla sua insicurezza; abbiamo affrontato la discussione in modo maturo e razionale, come sempre, e gli ho detto che avremmo passato sicuramente un periodo di sacrifici ma che con l'amore l'uno per l'altro saremmo stati in grado di superare questo ostacolo. Lui si è tranquillizzato.
Dopo circa dieci giorni le paranoie sono tornate a fare capolino e ha deciso di lasciarmi, confuso, pieno di ansia e con la convinzione che quella sarebbe stata l'unica soluzione sensata.
A due settimane dalla rottura gli sono andata a parlare per avere un confronto un po' più lucido e abbiamo deciso di mantenere un rapporto civile in virtù del fatto che il mio distacco lo faceva star male, ci siamo sentiti un paio di volte tramite messaggi (con conversazioni futili) e ci siamo beccati un paio di volte per via di amici in comune e perchè abitiamo vicini.
Sto cercando di evitarlo il più possibile per proteggere me stessa, anche perchè per quanto sia la parte lucida della coppia ho dei sentimenti molto forti per lui; inoltre lui quando mi vede tende ad abbracciarmi e ad avvicinarsi, non capendo che questo mi fa più male, forse perchè vuole tenermi nella sua vita.
So che è passato poco tempo e che la cosa è fresca, ma non so se sto facendo le cose giuste e soprattutto questa situazione mi destabilizza perchè credevo realmente nella nostra storia.
Sono semplicemente dipendente da questa persona, o è amore?
Ringrazio in anticipo per l'attenzione e l'ascolto.
G

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