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Sono fidanzata ma ho (avuto) un'attrazione per un'altra persona

Inviata da Alice il 27 lug 2016 Terapia di coppia

Ho 22 anni e sto da 4 anni con un ragazzo fantastico, che mi ama e mi rispetta sempre, con il quale ho sempre avuto un bellissimo rapporto (anche grazie al fatto che abbiamo varie cose in comune), nonostante da 3 anni, per la maggior parte dell'anno ci vediamo solo il weekend perché io mi sono trasferita per studio. Questi ultimi 9 mesi e mezzo, tuttavia, li ho trascorsi all'estero per un erasmus e lì è successo qualcosa di strano che ancora mi fa riflettere.
Poco dopo il mio arrivo ho conosciuto un ragazzo che fa parte di un'associazione per Erasmus, che non è affatto bello, anzi è piuttosto bruttino, ma è una buona persona e (anche oggettivamente) molto simpatico e in gamba. Ad ottobre, ad una festa, ci aveva provato con me; non fisicamente, ma stando con me a chiacchierare e anche facendomi complimenti, e poi anche se io lo rifiutavo ad ogni suo "tentativo", ci scherzava su e mi ha anche accompagnata a casa dato che entrambi vivevamo lontano. Mi ricordo che il giorno dopo mi sentivo un po' strana e in colpa, non perché io avessi flirtato con lui (perché non l'avevo fatto), ma perché mi ero sentita bene e mi ero divertita, mentre normalmente io taglio corto con chi ci prova con me e non mi interessa (lo facevo anche prima di avere una relazione, infatti in precedenza avevo avuto solo un ragazzo per pochi mesi e non avevo baciato né avuto rapporti fisici con nessun altro). Poi non l'ho più visto per mesi perché casualmente non andavamo mai negli stessi posti e comunque io uscivo di meno nel primo semestre, anche se a volte pensavo che non mi sarebbe dispiaciuto parlarci di nuovo, se l'avessi visto per caso.
Tra gennaio e febbraio (praticamente avevo appena deciso di rimanere per tutto l'anno accademico invece di fermarmi solo per 5 mesi come era previsto) ho avuto uno strano periodo in cui mi sentivo piuttosto triste e in ansia rispetto al solito; in parte sarà stato per gli esami, per la partenza di una mia amica etc., però non penso giustificassero un tale stato d'animo. Per caso in biblioteca avevo incontrato di nuovo quel ragazzo (lui in realtà ha 28 anni, ma stava studiando per un esame di stato) e avevo fatto qualche pausa con lui, ed erano stati dei momenti divertenti, in cui mi ero sentita bene (anche se notavo che mi sentivo un po' agitata, infatti facevo più fatica a parlare spagnolo con lui che con altre persone).
Poi, a marzo, è successo un episodio per me molto insolito di cui mi vergogno molto: sono andata ad una festa erasmus e, probabilmente perché reggo poco l'alcol e non sono abituata a bere, mi sono ubriacata un po' troppo e oltre a stare male non ho nessun ricordo di tutta la notte (ma proprio nessuno); il giorno dopo, però, lui mi ha scritto dicendomi che io ero andata da lui improvvisamente e l'avevo baciato; a lui inizialmente era sembrato strano, anche perché sapeva che avevo il ragazzo, ma certamente non si era tirato indietro dato che la cosa non gli dispiaceva (sono sicura che sia successo perché anche altre due persone me l'hanno detto). Poi una sera gli ho chiesto di vederci affinché mi spiegasse meglio e la cosa doveva finire lì, invece ha iniziato ad esserci un certo feeling anche da parte mia e, di solito per caso (ma in realtà no perché io più o meno potevo immaginare di trovarlo a qualche festa o attività) ci siamo rivisti e lui sembrava essersi accorto che anche da parte mia c'era qualcosa e me lo faceva notare, però io negavo sempre, anche perché per me era più facile autoconvincermi che fosse stato tutto solo un errore. Nel frattempo, sentivo che mi stavo progressivamente allontanando dal mio ragazzo (che era anche venuto a trovarmi a febbraio, e c'era stato qualche momento in cui mi sentivo più distante) e lui l'ha notato e c'è rimasto molto male; tuttavia, quando sono tornata a casa per una settimana, abbiamo parlato, gli ho anche confessato cos'era successo e lui non solo mi ha perdonata ma mi ha anche capita. Ho deciso quindi che valeva la pena continuare la mia relazione con lui e aspettare "solo" i tre mesi che mi rimanevano. Questi tre mesi però si sono rivelati piuttosto lunghi, perché c'è stato tutto un conflitto interiore tra la mia decisione di voler portare avanti il nostro rapporto e l'attrazione per l'altra persona, che non volevo ammettere neanche a me stessa, perciò avevo dei comportamenti molto ambigui: cercavo di evitare questo ragazzo, rispondendogli in modo distaccato (ma innaturale) quando mi scriveva, però allo stesso tempo a volte "tradivo" questa attrazione, che si manifestava soprattutto quando bevevo un po' (senza stare male stavolta), dato che nonostante rifiutassi l'idea di uscire con lui, alle feste andavo sempre a cercarlo e passavo molto tempo con lui (anche se non ricordo bene di cosa parlavamo) se vedevo che parlava con un'altra ragazza mi mettevo in mezzo etc. Nell'ultimo mese, poi, grazie anche all'aiuto di una mia amica con cui ho parlato, ho finalmente ammesso a me stessa e a lei (a voce alta) che in qualche modo anche io provavo attrazione per questo ragazzo, nonostante mi sembrasse strano dato che come ho detto fisicamente lascia un po' a desiderare. Tuttavia, non aveva senso ormai fare nulla, quindi ho solo cercato di reprimere questa cosa di cui ero ormai consapevole, e questa repressione è sfociata in comportamenti stupidi e scorretti sia nei confronti del mio ragazzo (che non consideravo tantissimo) sia dell'altro, dato che lo illudevo (un paio di volte ci siamo anche baciati, anche se io pensavo non l'avrei mai più fatto) ma allo stesso tempo lo evitavo e non riuscivo più ad avere una conversazione normale con lui, anche perché sentivo che forse lo avevo deluso e volevo "rimediare" ma ogni volta peggioravo la situazione (non so perché).
Ora sono tornata da un mese e continuo a pensare a questa storia; io e l'altro ragazzo viviamo ormai in due Paesi diversi e quindi magari ci potremo vedere quando io tornerò là ad ottobre per altri motivi (anche se lui si è nel frattempo trasferito per lavoro, quindi lo vedrò se tornerà in quel periodo) ma per il resto no, e per ora non lo sto sentendo (anche se vorrei, nonostante penso non avremmo molto da dirci via messaggio), ma più che altro ora mi trovo in una situazione difficile perché il mio ragazzo non sa niente di ciò che è successo negli ultimi tre mesi (sa solo che non ero super coinvolta) e questo mi fa sentire male, ma soprattutto mi chiedo come mi sia potuta capitare una cosa del genere se davvero io sono ancora innamorata di lui (non ritengo una scusante il fatto di essere stata in erasmus). Con lui sto bene e passo dei bei momenti, ce ne sono anche altri di "distacco" ma non capisco se sia perché c'è qualcosa che non va davvero o per i problemi che mi faccio pensando a questi accaduti (esterni e interni), infatti ad esempio in questo periodo non gli dico mai che lo amo.. cosa dovrei fare? continuare ad aspettare di vedere l'evoluzione dei fatti come sto facendo da mesi?

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Cara Alice,
mi sembra di capire che tu sia attratta da questo ragazzo, ma che non riesca ad ammetterlo a te stessa. In più di un'occasione infatti ci sono stati approcci, che giustifichi con il fatto di essere ubriaca, ed inoltre, anche ora che siete lontani, continui a fantasticare sull'incontrarlo di nuovo, magari per caso, quando tornerai in Spagna. Credo che l'alcool in erasmus ti sia servito da paravento contro il senso di colpa, ma che non sia stato quello il responsabile delle tue azioni. Inoltre, ti suggerirei di rivalutare la tua storia d'amore, che, forse, non è più gratificante, o è giunta alla fine. Non è un dramma essere attratti da altre persone, ma il fatto che questa attrazione si sia tradotta in vari episodi "ambigui" è un campanello d'allarme che non sottovaluterei.
Spero di essere stata utile,
Un saluto.
Dott.ssa Valentina Cicalese psicologa psicoterapeuta Civitanova Marche

Studio LeggerMente Psicologo a Civitanova Marche

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Cara Alice,
hai 22 anni e quello che racconti non è affatto strano.
Può capitare di provare attrazione per il classico "brutto che piace" e questo è successo pure a te...Beh, si vede che questo ragazzo ha delle doti interessanti e quindi merita di essere preso in considerazione.
Rispetto al tuo attuale fidanzato devi cercare di comprendere bene se il tuo sentimento è ancora forte da poter portare a futura progettualità o se il vostro modo di stare insieme è di abitudine e di pigrizia.
Parlare insieme e comprendere bene quanto sta succedendo è la cosa migliore da fare.
Fare chiarezza ti farà sentire meglio interiormente.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Alice,
il punto nodale della sua storia è l'incapacità di fare una scelta definitiva ( che lei sola può fare ) prendendosene la responsabilità.
In ogni caso, il suo fidanzato ha il diritto di conoscere tutta la verità su questi suoi dubbi, indipendentemente da quello che lui stesso potrebbe dedurre.
E' consigliabile che lei si faccia aiutare consultando un terapeuta dal vivo in modo da approfondire le riflessioni in merito, per poter uscire da questa situazione conflittuale e prendere una decisione consapevole ed in linea con il suo benessere psicofisico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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E' consigliabile che lei si faccia aiutare consultando un terapeuta dal vivo in modo da approfondire le riflessioni in merito, per poter uscire da questa situazione conflittuale e prendere una decisione consapevole ed in linea con il suo benessere psicofisico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
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Carissima....noi donne proviamo attrazine per un uomo nel momento in cui qualcosa di lui ci ricorda, in meglio o peggio, caratteristiche che avevano i nostri genitori, e non solo papa'.
Il bel faccino con gli anni se ne va, il carattere resta, ed e'questo che noi notiamo in un uomo e ci provoca lo stesso tipo di attaccamento che avevamo verso i nostri genitori e che da grandi chiamiamo "amore".
E' chiaro che, nonostante non bello, quel ragazzo ha tratti di personalita' di cui te hai bisogno, se ci rifletti saranno o simili ad un tuo genitore, o qualcosa di opposto a tratti genitoriali che trovavi sgradevoli.
In quanto al tradimento sessuale, se non reggi l'alcool al punto che, oltre a disinibirti perdi anche la memoria, non vedo che colpa hai, se non di aver bevuto troppo.
Oramai e' fatta, una relazione Italia Spagna e' improponibile, e quei momenti resteranno bei ricordi.
Il problema e': ma provi ancora amore per il tuo ragazzo, che tradotto significa:
-ti senti triste quando non c'è
-senti un po' di felicita' (euforia) quando lo vedi;
-accetti tranquillamentei qualunque lato negativo di lui
.......o e' passata?

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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Buongiorno gentile Alice,
ho letto attentamente la sua richiesta dove emerge una sua difficoltà ad assumersi la responsabilità di suoi atti raccontandosi false verità che addebita all'uso dell'alcool, mentre Lei aspetta proprio di aver bevuto per esternare parti di se conflittuali. In tutto questo, l'altro non c'è, come non c'è il suo fidanzato, ma solo Lei che si lascia andare anche al buio totale della sua coscienza. Il suggerimento è verso un percorso serio di psicoterapia per lavorare sulla sua difficoltà ad addebitare ad altro (bere) le sue azioni e per iniziare ad affrontare le responsabilità relazionali con piena coscienza di se. Altrimenti, il rischio è di vedere duplicate,nella sua vita, altre situazioni relazionali come queste.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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