Sono disonesto ed un po' sadico?

Inviata da Loki · 28 mag 2015 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve, ho 18 anni, tutti pensano io sia un bravo ragazzo, questo perché sono molto gentile ed educato con il prossimo, sempre sorridente eccetera... In realtà si tratta solo di una maschera. Sono sensibile, forse non particolarmente empatico, anche se spesso mi allineo con l'umore dell'interlocutore e soffro con lui (non sempre, dipende dalla questione e dalla persona).
Non provo alcun senso di colpa però, nessun rimorso. Rubo, anche ad amici a cui voglio bene, senza compulsività, non per bisogno ma per diletto. Mento quando mi fa comodo, manipolo le persone a mio piacimento, spesso mi diverto a fare dispetti più o meno innocenti, tutto questo senza provare alcun rimorso, ma anzi una grade sensazione di gratificazione e felicità. Mai stato scoperto da nessuno. Sono capace anche di grandi atti d'altruismo, non sono del tutto cattivo. Penso potrei anche sacrificare la mia vita per qualcuno che amo, mi farei calpestare per aiutare qualcuno che ha davvero bisogno, per far sorridere chi sta male. Non è una lettera di pentimento, vorrei solo capire il motivo del mio non sentirmi colpevole. Sono seguito da un analista che però incoraggio il mio comportamento (non voglio cambiare mi trovo da dio con lui), anche lui afferma di essere come me. È così sbagliato il modo in cui sono?

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Miglior risposta 30 MAG 2015

Caro Franco P.
se davvero così stanno le cose è bene che tu cambi analista e che il tuo analista si faccia un attimino vedere da qualcuno bravo.
Non vogliamo ottenere che quel buono che c'è in te vada definitivamente perso relazionandoti ad una persona (che peraltro dovrebbe curarti) che incoraggia comportamenti così "bizzarri" è dire poco, in realtà bisognerebbe dire disonesti.
Tuttavia non m i meraviglio dal momento che spesso mass media e tv mostrano esempi di questo tipo ( menefreghismo assoluto e assenza di sensi di colpa minimi)e in persone molto acculturate o di potere.
Credo che tu abbia bisogno di trovare o ritrovare dentro di te un "ancoraggio saldo" alla realtà e di comprendere il valore dell'onestà in primis.
Il senso di colpa, che spesso tortura inutilmente le persone per inezie e umano errare o fragilità, è anche un elemento sano e assolutamente vitale quando si manifesta per segnalare alla persone coscienza comportamenti profondamente egoici.
Se tu non provi questo "senso di colpa sano" qualcosa non và e sarebbe urgente riaccendere in te questa "spia di allarme".
Mentire sistematicamente, rubacchiare e fregarsena degli altri sono comportamenti che, nel quotidiano, ti allontaneranno le persone e causeranno in te sempre più vuoto, non importa se potresti essere capace anche di grande eroismo in qualche particolare situazione.
Recupera te stesso e il senso profondo di cosa significa "essere con gli altri"; ricorda che se continui a svalutare gli altri è inevitabile che svaluti anche te stesso.
Che resterà alla fine? Come sarai a quarant'anni? A cinquant'anni?
Un saluto preoccupato.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna


Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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29 MAG 2015

Caro Franco,

credo che sia opportuno che tu ne parla con il tuo analista e insieme apprfondiate il tuo percorso terapeutico.

Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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29 MAG 2015

Buon giorno Franco, mi chiedo come mai, se sei seguito da un analista con cui hai una eccellente relazione terapeutica, scrivi questa lettera per avere chiarimenti e/o rassicurazioni da altri professionisti. Qualcosa non quadra. Se sei realmente seguito da un analista, ovvero stai percorrendo un percorso psicoanalitico e non solo di saltuario sostegno psicologico, allora è lui a cui vanno espressi i tuoi dubbi. Cordialmente. Dott. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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29 MAG 2015

Buongiorno Franco,
parto dalla domanda che lei fa e rispondo così: Non penso sia importante sentenziare se il suo comportamento sia giusto o sbagliato. Bisognerebbe chiedersi se è funzionale o no, ad esempio rubare agli amici, far star male gli altri in modo sottile e volontario.
Questi comportamenti nonostante poco funzionali sul piano di realtà, lo sono invece per lei perché le procurano "diletto" e soddisfazione.
Potrebbe capire col suo terapeuta, con cui si trova da dio, il motivo per cui si sente tanto soddisfatto nel compiere questi gesti. A quel punto sarà lei a decidere se tenerli o abbandonarli.
Tanti auguri per la sua vita!

Dott.ssa Barbara Paolinelli Psicologo a Trento

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28 MAG 2015

Salve, Franco.

Le premetto subito che personalmente ho dei dubbi rispetto ad alcuni particolari che ci ha riferito. Lei stesso dice di mentire 'quando le fa comodo', di manipolare le persone, e ad esempio io non credo che sia seguito da un analista, o per lo meno non nei termini in cui ce ne ha parlato. .

Penso pero' che il suo desiderio di capire sia sincero.

Alcuni dei comportamenti che riferisce sono tipici delle persone che hanno un forte desiderio di potere sul loro ambiente e sugli altri, e un bisogno di 'sfida', il tutto a sostegno del proprio Io. Dall'appagamento di questo desiderio, e dalla vincita delle sfide, nasce la gratificazione.

Il sadismo e' una cosa diversa, in quando in quei casi la gratificazione si associa direttamente anche all'infliggere dolore e sofferenza. Non a titolo di vendetta, naturalmente.

Per quanto riguarda il senso di colpa, tenga conto che dipende da due cose: una violazione dei propri principi morali, e la capacita' di empatizzare con la sofferenza altrui quando ne siamo responsabili. Nel suo caso, in base alle sue parole, tenderei ad escludere la seconda variabile, e a concentrarmi di più sulla prima.
Forse il suo sistema di principi e valori morali e' più elastico e autocentrato rispetto alla media.

Essere autocentrati, quando non si e' piu' bambini, puo' rappresentare un problema.

Ma sono solo ipotesi. Per approfondimenti, e' bene intraprendere un percorso - uno vero! - di maggior conoscenza di se stesso con la guida di uno specialista. Mi rendo conto che per lei potrebbe non essere facile.

Cordiali saluti,

Dr.ssa Elisa F. Di Muro

Dott.ssa Elisa Flavia Di Muro Psicologo a Milano

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28 MAG 2015

Caro Franco,

il senso di colpa è un'emozione che informa la persona di aver commesso un danno e che è preferibile porvi rimedio.

Rifletti su questa emozione che ci scrivi di non provare e sul suo ruolo comunicativo. Sai riconoscere quando hai commesso un danno?

E' preferibile tu continui a parlarne con la persona che ti sta già accompagnando.

Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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