Sono depressa? Come scegliere lo psicoterapeuta?

Inviata da Kiki il 6 lug 2017 Depressione

Salve a tutti, dopo un anno di malessere e di martirio autoimposto mi sono finalmente decisa a rivolgermi a uno specialista per riprendere il controllo di alcuni aspetti della mia vita che sembrano essermi sfuggiti di mano. Ho provato a informarmi sulle caratteristiche dei principali approcci utilizzati dagli psicoterapeuti cercando di capire quale possa adattarsi meglio alle mie esigenze ma, non essendo minimamente competente in materia, non so da che parte cominciare. Vi illustro brevemente il mio problema, sperando che possiate darmi qualche indicazione e delucidazione.

Sono una studentessa di 25 anni, è già da diverso tempo che non sto bene: non ho mai chiesto aiuto per diversi motivi perciò mi confronto da tanto con questo disagio e ho imparato a conviverci e ad analizzarne lucidamente i sintomi. Avverto un perenne senso di stanchezza fisica e mentale, di notte dormo almeno 7 ore ma spesso la mattina faccio fatica ad alzarmi e continuo a sentirmi stanca per tutto il giorno. Non riesco a studiare perché non riesco a restare concentrata per più di 10 minuti e questo mi sta causando enormi problemi all’università e un senso di smarrimento perché ho sempre avuto ottimi risultati nel mio percorso di studio anche se, nella mia condizione attuale, mi sembra quasi impossibile che in passato sia stato così. Mi sento totalmente incapace e impotente, sto rovinando tutto quello che ho costruito proprio ora che mi manca un solo esame alla laurea. Mi sono allontanata dalle mie più grandi passioni, un po’ perché è come se avessi perso interesse e un po’ perché l’ansia per non aver studiato durante il giorno mi porta a restare sui libri a oltranza anche se in maniera del tutto improduttiva. A volte mi impongo di fare qualcosa che prima mi piaceva, di creare nuove abitudini sane, ma i buoni propositi non durano più di un paio di giorni. Mi sono allontanata anche dai miei amici (che erano già pochissimi perché sono per carattere piuttosto solitaria) e non ho mai parlato con loro di queste mie difficoltà perché temo che non capirebbero e mi giudicherebbero come una persona pigra; inoltre l’idea di uscire magari in gruppo con persone che non conosco o con cui non ho confidenza mi mette agitazione quindi finisco sempre per rifiutare gli inviti e questo mi ha portata all’isolamento. L’unico momento di svago per me sono i weekend che trascorro con il mio fidanzato che è una persona meravigliosa ma con cui il rapporto si sta incrinando perché non riesco a parlare apertamente con lui di questi problemi perché non voglio incupirlo e trasmettere a lui la mia tristezza, la mia angoscia e il mio senso di vuoto; inoltre non avverto più desiderio sessuale, continuo ad avere rapporti con lui ma solo per non far sentire lui sbagliato perché sarebbe difficile spiegare che il problema è dentro di me, ma in verità non ho più interesse né per il sesso né per l’autoerotismo. La mia famiglia è all’oscuro di tutto questo perché non voglio spaventarli, soprattutto visto che viviamo lontani, né aggiungere ulteriori problemi e preoccupazioni a quelli già esistenti e derivanti dalla malattia di mio padre. Spesso cerco un minimo di sollievo nel cibo: come seguendo un impulso che non riesco a controllare, compro e mangio in quantità tali che mi vergognerei come una ladra a far vedere a qualcuno. Il sollievo dura pochissimo, mi pento immediatamente di tutto quello che ho mangiato e mi vergogno di me stessa ma ormai è troppo tardi. (questo problema con il cibo si era già manifestato nella mia vita quando ero adolescente). Spesso mi trovo a pensare al passato, a situazioni in cui sono stata serena: farlo mi dà sollievo ma poi finisco per chiedermi perché non riesco più ad avere una vita normale. Quotidianamente la mia mente è attraversata da pensieri negativi legati alla morte, mi sorprendo a pensare che sarebbe una grande liberazione per me nonché forse l’unica via di fuga da questo malessere perché, soprattutto in queste condizioni ma non solo, non riesco (letteralmente) a immaginare alcun futuro: so che sono pensieri sbagliati, se ci rifletto razionalmente lo so perfettamente, ma è come se sorgessero nella mia testa spontaneamente quando meno me l’aspetto. Ieri ero appoggiata alla ringhiera del mio balcone per fumare una sigaretta e ho pensato “la ringhiera si potrebbe staccare e io cadrei dal 5° piano. I miei cari soffrirebbero ma sicuramente meno che davanti a un suicidio”; a volte penso al suicidio ma solo come idea, non ho mai avuto intenzione di metterlo in pratica principalmente perché so che darei un indescrivibile alla mia famiglia.

Non capisco se c’è davvero qualcosa che non va in me o si tratta di normali difficoltà e pensieri che hanno tutti e che non mi sto impegnando abbastanza per superare. Darei qualsiasi cosa per riuscire a compiere normali atti di vita quotidiana (fare la spesa, studiare, andare in palestra) che ora mi risultano difficili. Vorrei fare tutto questo e pensare a cose positive, programmare vacanze, coltivare i miei interessi, ma è come se una forza più grande di me mi tenesse bloccata in un limbo in cui le giornate sono tutte uguali, i miei obiettivi sono sfocati, sono sola con tutto il peso del mio disagio e spesso mi sembra di stare solo aspettando la fine del giorno per poter andare a letto. Tutto questo mi sta uccidendo, non ho più una vita, sto solo sopravvivendo e nessuno intorno a me si accorge di quello che mi sta accadendo.

Ho bisogno di uno specialista che possa aiutarmi a tornare in me in tempi brevi. Per il momento
non posso permettermi (economicamente ma anche rispetto ai miei impegni universitari e familiari) terapie troppo lunghe, ho bisogno di ritrovare la strada quanto prima. So che non si possono fare diagnosi basate su una mail, ma pensate che potrei soffrire di depressione? Dovrei scegliere uno psicoterapeuta in base al suo approccio? C’è qualche approccio che mi consigliereste di preferire agli altri?

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Salve Polly, avverto il suo malessere e come dice anche lei, credo che sia consigliabile una valutazione di persona per poterla aiutare a capire cosa succede indipendentemente da un' etichetta diagnostica.
Le consiglio un approccio cognitivo-comportamentale.
Se mi indica la zona in cui si trova, posso provare a consigliarle qualche collega.
Resto a disposizione
Dottssa Fabrizia Tudisco

Dott.ssa Fabrizia Tudisco Psicologo a Napoli

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Salve Polly, alcuni dei sintomi che descrive sono effettivamente riconducibili alla depressione, ma anche ad altre problematiche. Quindi, sarebbe necessario approfondire tanti aspetti, anche perché spesso la depressione è la conseguenza di altre difficoltà e problematiche psicologiche.
Dal mio punto di vista è molto importante che ogni persona scelga il terapeuta in base all’approccio in modo da intraprendere un percorso congruente con le sue esigenze e con le sue aspettative.
Il fatto che vorrebbe fare una terapia breve è già un elemento molto importante. Ha detto che si è documentata un po’ sui vari approcci, c’è qualcuno che sembra interessarle di più?

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

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Buongiorno Polly per una risoluzione le consiglio di consultare una/uno psichiatra-psicoterapeuta che con una diagnosi e una terapia farmacologica le permetta di riprendere il controllo della sua vita. Questo le permetterà un primo momento di sollievo e di dare una priorità alle sue preoccupazioni.
Inoltre potrà verificare se nella relazione con un medico psicoterapeuta si è sentita accolta e se le soluzioni che il medico le proporrà saranno condivisibili.
Il suo racconto espone in modo chiaro molti vissuti a cui fanno riferimento "complessi psicologici" che in questo momento assorbono tutte le sue energie. La psicoterapia che sceglierà non potrà essere un approccio a breve termine ma un lavoro psicoterapeutico che la accompagni a comprendere le varie tematiche esistenziali a cui ha accennato nella sua lettera.

Con i miei migliori auguri
dott.ssa Annalisa Fabbri, psicoterapeuta, Padova

Studio Associato di Psicologia e Arteterapia Psicologo a Padova

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Gentile Polly,
l'attenta cura nel descrivere il suo stato d'animo e il fatto stesso di voler cercare il miglior approccio psicologico é sicuramente il primo passo per star meglio e ritrovare un equilibrio. É difficile fare una diagnosi solo basandosi su questo suo messaggio ma sono certa che, anche in caso di depressione, la psicoterapia le fornirà degli strumenti concreti di cura. Capisco il suo smarrimento di fronte ai numerosi approcci in psicologia: consideri gli orientamenti come nient'altro che i mezzi preferenziali di ciascun psicoterapeuta per raggiungere un risultato comune: il suo benessere. Recenti studi hanno dimostrato che l'approccio piú efficace in termini di risultati e tempi é quello cognitivo - comportamentale, per cui il mio personale consiglio é quello di rivolgersi ad un terapeuta di questo orientamento, pur rispettando la passione e l'impegno dei colleghi che si occupano di psicodinamica. Se vuole fare maggior chiarezza sui presupposti teorici di tale approccio non esiti a contattarmi.
Le auguro una buona serata.
Dott.ssa Ilaria Albano

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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