Sono depressa? Come posso star meglio?

Inviata da Giulia · 8 set 2014 Depressione

Sono una ragazza di 24 anni. Ho sempre avuto un carattere forte e determinato e sono dotata di una spiccata testardaggine (il che non mi ha di certo aiutato nei rapporti con gli altri). Da piccola son sempre stata una bambina serena e vivace, molto creativa e aperta agli altri, nonostante abbia sempre avuto un'indole impulsiva e abbia avuto problemi a controllare la rabbia (faccio fatica ancora adesso a rimanere lucida se adirata). Ogni volta però che stringevo amicizia, per un motivo o per l'atro, tutti i miei migliori amici si son trovati a doversi trasferire, compreso il mio migliore amico di sempre che, in prima media, si è trasferito all'estero perdendo quindi i contatti con me. Da quel momento in poi mi sono chiusa in me stessa, sono diventata molto introversa e timida... caratteristiche che, se aggiunte al fatto che io abbia sempre visto lo studio come un piacere e una priorità, mi hanno condotto ad essere emarginata e a non avere alcun tipo di amico. Questa situazione oggi non è cambiata: non ho nessun amico e sono completamente sola. Ho passato il liceo studiando (subendo anche diversi episodi di bullismo) e supportata solo dall'affetto della mia famiglia (nonostante in adolescenza abbia avuto diversi screzi con mio padre a causa di incompatibilità caratteriali). I veri problemi iniziano comunque l'ultimo anno di superiori quando, nonostante l'impegno e la dedizione mostrata, i professori fanno di tutto per ostacolarmi negandomi il voto che avrei voluto e lasciandomi con una delusione indicibile. Da qui inizia un periodo di crisi che mi porta a iscrivermi all'università per poi ritirarmi poco dopo e a ritrovarmi senza alcuna prospettiva. Grazie all'aiuto dei miei genitori (in particolare di mia mamma), riesco a rimettermi in carreggiata e riprendo gli studi. Quando le cose cominciano a "filare per il verso giusto", a mia mamma viene diagnosticato un tumore che, in poco tempo la condurrà poi alla morte. Da quel momento tutte le mie certezze sono venute meno, ho crisi di pianto giornaliere e non sono più riuscita a sentirmi felice o "leggera"... Anche perchè sono la maggiore di 3 fratelli... mio padre conta su di me per i lavori domestici e mia sorella, molto più piccola di me, mi considera come un punto di riferimento. Il problema è che la mia vita è stata stravolta e non ho nessuna valvola di sfogo.. Ci sono giorni in cui mi sento esplodere dallo sconforto e altri in cui, invece, le cose vanno meglio. Il mio umore è variabile: posso ridere un minuto prima e piangere per il dolore dopo. Tutta questa altalena di sentimenti mi ha poi portato ad allontanarmi dal ragazzo con il quale avevo instaurato una relazione da più di 5 anni. La situazione era molto tesa, io ero sempre più triste e insicura e alla fine quindi ho posto fine al rapporto. Ora sono passati mesi da quando ci siamo lasciati e so di non aver preso la decisione giusta perchè il mio ragazzo rappresentava l'ultima figura stabile nella mia vita e anche l'unica con cui potessi parlare apertamente... Sto male ogni giorno e anche lo studio, che è SEMPRE stato il mio obiettivo, mi risulta difficile ora. Non riesco a concentrarmi e rimango abulicamente sul divano a vagare con la mente. Sono fuori corso e rimando gli esami, procrastino lo studio perchè la pressione è diventata insostenibile. Non esco di casa praticamente mai e anche ordinare le pizze per telefono mi sembra uno sforzo sovraumano. Tutt questo soffrire mi ha portato a pensare di togliermi la vita (solo pensare perchè ho uno spirito di conservazione comunque molto accentuato) e a farmi del male perchè la sofferenza fisica alleviava la sofferenza psicologica. Semplicemente ci sono giorni in cui non mi sembra "umano" vivere nell'ansia e nel dolore, ma non ne posso parlare con nessuno. Ho pensato di andare da uno psicologo, ma temo la reazione di mio padre e non so come affrontare la questione. HO tanta confusione nella mia vita, cose che vorrei fare e che non riesco a fare, obiettivi che mi sembra di abbandonare e tanta, tantissima solitudine. Ormai dalla morte di mia mamma son passati 3 anni e mezzo e ogni gesto mi sembra impossibile da compiere in questo stato d'animo, anche il più banale. Cosa mi potete dire su come sto? Cosa posso fare? Uno psicologo potrebbe aiutarmi? Mi scuso per la lunghezza dell'intervento e anche della ridondanza di alcune affermazioni, ma ho tanti problemi e in ogni caso non mi sembra di essere riuscita a descrivere il mio disagio in maniera efficace... Grazie comunque a tutti dell'attenzione.

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Miglior risposta 9 SET 2014

Cara Giulia
voglio dirti che 24 anni sono davvero troppo pochi per pensare di "gettare la spugna" dal ring della vita e per considerarsi sconfitti, seppure i tuoi racconti facciano comprendere appieno la tua amarezza per aver dovuto iniziare a lottare tra delusioni e perdite di amicizie e la perdita dolorosissima della tua mamma.
Poi da sola e in mezzo alla asprezza di quanti, in un modo o nell'altro, abbiano voluto denigrarti e renderti tutto molto complicato.
Tuttavia intuisco che tu ora sei piegata ma non spezzata e credo ci sia ancora in te quella vivace creatività sebbene ora giaccia come la Bella Addormentata in attesa del bacio del Principe per svegliarsi.
Carissima Giulia, forse quel bacio di riconoscimento e di amore incondizionato che porta a svegliarsi alla vita e che è narrato nelle favole, sarà ancora un poco da attendere, ma nel frattempo, è possibile che tu possa iniziare un moto di risveglio sostenuto dalla volontà e dalla ragione e una tua personale trasformazione che ti porterà ad essere pronta quando la vita vorrà bussare alla tua porta con tanti bei doni.
Quindi io, fossi in te, cercherei davvero di rimettermi in moto e partirei dal punto in cui il torpore è iniziato, dal punto preciso in cui hai gettato la spugna ...e sai che farei ? la raccoglierei di nuovo...accetterei di completare le vecchie sfide e di accogliere le nuove.
La tua energia e vitalità interna aspettano un tuo richiamo alla riscossa..dipende anzitutto da te.
Partirei da qualcosa di completamente tuo..l' Università.
Mi darei l'obiettivo inderogabile di riprendere lo studio e di portarlo a termine , per me stessa e solo per me stessa. Ecco partirei di qui.
Studiare e impegnarsi in qualcosa di importante è bello e può dare nuovo slancio e vitalità.
lasciamo un poco più andare gli impegni familiari e concentriamoci sui TUOI impegni.
sentili profondamente e respirali; può essere di certo un buon modo per tornare alla vita.
Mettiamo un punto a questa fase di stasi e cerchiamo un Alleato (Psicoterapeuta) capace di sostenerci e di lottare al nostro fianco...
Le giornate riprenderanno a scorrere e tante cose cose belle si metteranno in marcia verso di te nel momento stesso che il tuo atteggiamento torni positivo e impegnato.
Anche l'amore tornerà.
Ti faccio tantissimi auguri e ti abbraccio forte forte.
Psicoterapeuta Silvana ceccucci Studio in Ravenna.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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26 AGO 2016

Cara Giulia, dalle tue parole si percepisce il grande dolore che ti porti dentro.
Questo dolore deve però trovare un posto sicuro in cui potersi esprimere di modo tale da poter diventare più tollerabile e un po' più "leggero".
Ti consiglio di contattare un terapeuta per iniziare questo percorso.
Non pensare alle reazioni degli altri, ora pensa a te.
In bocca al lupo.
Dott.ssa Stefania Scelsi, Cerignola (Foggia)

Anonimo-162276 Psicologo a Cerignola

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14 FEB 2016

Cara Giulia,
sicuramente la perdita di tua madre ha segnato una svolta in negativo della tua vita ed anche la rottura della tua relazione sentimentale durata 5 anni ha contribuito a peggiorare la situazione facendoti ritrovare da sola col tuo dolore e con la tua testardaggine (=rigidità) fino a spingerti a fare pensieri autolesionistici.
Penso che al più presto dovresti iniziare un percorso di psicoterapia rompendo gli indugi e dicendo a tuo padre che sei in crisi ed hai bisogno di sostegno psicologico.
Penso anche che la brutta reazione che temi da parte di tuo padre sia invece da collocare esclusivamente nella tua rigidità e nelle pregresse incompatibilità caratteriali con lui.
La psicoterapia ti potrà aiutare ad uscire da questa gabbia mortifera aprendoti all'autostima in modo da poter riprendere gli studi e poter rifiorire alla vita.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 LUG 2015

Gentile Giulia,
lei mi sembra molto scoraggiata e depressa, ma anche intelligente, creativa e piena di risorse, tra le quali includo il fatto che riesce a parlare di come sta.
Si, le sarebbe utile uno psicoterapeuta, farebbe meno fatica a trovare il bandolo della matassa e a ripartire, a suo padre può dire che sente il bisogno di essere aiutata a superare la morte della mamma (anche se forse non è l'unico problema), credo che questo lo capirebbe. Se lei è ben sostenuta può diventare più capcae di affrontare la sua vita ma anche un aiuto migliore per la sua famiglia.
Cordiali saluti, dott. D. Malerba

Dott. Daniele Malerba Psicologo a Mestre

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16 SET 2014

Buongiorno Giulia, ho letto la sua mail con molta attenzione e ho sentito la sua sofferenza. Le perdite delle persone care e importanti sono molto difficili da elaborare, portano con se dolore, confusione e cambiamenti che non sempre si ha la forza di gestire. Credo che valga la pena che lei parli con la sua famiglia di quello che prova. Immagino che anche per i suoi famigliari non sia semplice e a volte si preferisce tenere per se il dolore, trattenerlo, piuttosto che condividerlo. Penso proprio che uno/a psicologo potrebbe esserle utile per ritrovare la sua strada.
Dott.ssa Allodoli

Dott.ssa Allodoli Annalisa Psicologo a Ravenna

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9 SET 2014

Cara Giulia,
la sua è una storia molto dolorosa..
Tutta la sua sofferenza è comprensibile e merita di essere ascoltata ed accolta da uno psicologo della sua zona. La reazione di suo padre non deve preoccuparla, lei è adulta, sicuramente sarà in grado di spiegare questo bisogno che avverte e lui lo accoglierà.. Si sta chiedendo troppo in questo momento. Vedrà che però riuscirà a rafforzarsi e a rimettere un po' d'ordine nella sua vita, ne sia convinta
le faccio un grande in bocca al lupo
Dott.ssa Martina Panerai

Dr.ssa Martina Panerai, Psicologa, Sessuologa Psicologo a Velletri

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9 SET 2014

Cara Giulia, da quanto ho letto sta vivendo un malessere importante, per cui un supporto psicologico sarebbe necessario. Provi a parlarne in famiglia, comunichi anche a loro le sue difficoltà e debolezze e l'esigenza di vedere uno specialista che la aiuti a trovare un po' di serenità: credo che non ci sia nulla di cui vergognarsi o preoccuparsi nel farlo..anzi, cercare aiuto quando si sta male mi sembra un comportamento adulto e consapevole. Le auguro davvero di trovare l'aiuto che cerca.

Dott.ssa Alessia Picco Psicologo a Giaveno

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8 SET 2014

Buon giorno Giulia, non sarebbe meglio rivolgersi ad un professionista della sua città? Ha sufficienti elementi per farlo ed una richiesta on line non mi sembra sufficiente.
Dott. Dario Grigoli
Pinerolo

Dario Dott. Grigoli Psicologo a Pinerolo

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8 SET 2014

Buongiorno Gentile Giulia,
per gli eventi drammatici che ha finora vissuto è senz'altro necessario che si rivolga ad uno/a psicologo/a psicoterapeuta per iniziare un percorso di elaborazione e poi di rafforzamento della sua personalità ora sotto notevole pressione. Non si può fare diagnosi on line. Può rivolgersi anche presso il consultorio più vicino casa sua.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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