Sono chiusa in casa

Inviata da Laura · 19 set 2016 Crisi adolescenziali

Da qualche mese, i miei genitori mi tengono letteralmente chiusa in casa, nonostante le persone che frequenti siano conosciute perfettamente dai miei, loro non vogliono farmi uscire.
Alla mia età molte ragazze hanno già un fidanzato, ho provato due volte (in età differenti, a 12 e 15 anni) a presentare ai miei genitori qualche ragazzo con cui volevo stare ma la loro reazione mi ha spaventata a morte, sono stata picchiata e mi sono state dette cose tali che per mesi (e tutt'ora) mi è venuto da pensare che provare un sentimento positivo per qualche ragazzo sia qualcosa di sbagliato.
Quindi mi sento tutt'oggi in difficoltà anche quando mi piace un ragazzo, perché ho paura di quello che potrebbe succedermi. Da 6 mesi a questa parte la mia migliore amica ha deciso di prendere una " presa di posizione" per quanto riguarda il suo orientamento sessuale; insomma, ha capito che ciò che l'attraeva non erano gli uomini.
Per quanto inizialmente possa aver dubitato della veridicità delle sue intenzioni, ora ormai le credo e la accetto senza alcun problema, così come hanno fatto i suoi e chi le sta vicino. Mio padre, piuttosto, non sembra volerne sapere nulla, non so se mia madre è al corrente di quello che la mia amica ha deciso, fatto sta che da tanto tempo non posso più neppure incontrarla a casa sua né a casa mia, neanche posso chiamarla con nomignoli dolci quando solo al telefono davanti ai miei. Mio padre mi chiese se anche io ho tendenze sessuali gay, ho decisamente affermato di no perché ne sono convinta, nonostante ciò vedo ancora tanta incertezza in loro.
Come se il loro tormento si fosse spostato dal fatto che potessi vedermi con qualche ragazzo al fatto che, invece, potessi incontrare qualche ragazza. Però nel frattempo non posso comunque neanche messaggiare con ragazzi.
La cosa di non poter uscire mi ha portato a costruirmi un carattere estremamente fragile, piango quasi tutti i giorni, anche per cose stupide, ogni cosa mi ferisce profondamente.
Mi hanno portato a non avere più molta autostima e a mano a mano il mio carattere socievole, molto estroverso s'è dissolto (una volta parlavo con tutti di tutto, che ovunque si trovasse riusciva a fare amicizia). Sono diventata cupa, sempre ma sempre triste, non ho alcun amico se non due o tre di chat distanti kilometri e kilometri da me. Mi sono chiusa a riccio e passo molto tempo nel letto a fissare il soffitto, con gli occhi lucidi, chiusa in casa. In un certo senso, però, quelle pochissime volte che mi chiamano per uscire, esco dalla mia camera e lentamente, quasi come se fossi spaventata, mi avvicino alla stanza in cui sono loro e gli chiedo di poter andare a fare una passeggiata, di andare a prendere un gelato, a mangiare una pizza, ma nulla da fare.. la loro risposta è "no" e basta. E non esiste che mi diano giustificazioni. Ai miei "perché no?" loro rispondono " perché dovresti?" e io gli dico allora che sono un'adolescente, che ho davvero bisogno di amici, di un aiuto, perché mi sento terribilmente sola..
E loro ci ridono su. Io a quel punto piena di rabbia e col passo veloce mi dirigo in camera, dove resto chiusa per il resto del tempo. Danno sempre la colpa delle loro negligenze, delle loro mancanze, della loro incapacità d essere genitori al fatto che potrei essere stata condizionata dalle parole di amiche, credono sempre che se insisto tanto per uscire, se la prendo così male è perché probabilmente non devo andare dalle mie amiche ma a qualche sottospecie di appuntamento segreto.
Ma quale appuntamento? Ma quali amiche mai dovrebbero influenzarmi? Credono davvero che ne parli con quelle poche persone con cui messaggio? Come potrei mai poterne parlare a qualcuno se mi vergogno di loro e di tutto questo schifo, di me a morte? Questa cosa mi fa davvero male, la mia valvola di sfogo era l'arte, la poesia ma non riesco a sentire più nulla. Sono svuotata di sentimenti, talmente vuota da non riuscire neanche più a disegnare questa sofferenza, neanche più a sciverla in versi o tra righe.
Eppure ho la media del 9 a scuola, i miei professori sono molto fieri di me, ho una buona reputazione con tutti in città, tutti sanno che sono una brava ragazza, nessuno immagina quante lacrime riesca a versare, però. Non capisco, ho provato sia a trattenere la rabbia e a prenderli con le buone sia a ribellarmi. Non riesco a stare in gabbia, è più forte di me.
Mi salta fuori il cervello dal capo quando mi si priva della libertà di scelta, della libertà di fare, anche solo del pregio di sentirmi libera.
Posso uscire solo di sabato, per due ore. Non so davvero come comportarmi, mi sento.. anzi, non sento proprio niente, se non tutto quest'enorme odio che mi assale, questa rabbia da stringere i denti. Ho desiderato più volte non esserci, di non essere mai stata.
Desidero ora e più volte chiudere gli occhi e farla finita per sempre.
Sono senz'amici, sono senza affetto, sono senza e basta.
Aiutatemi.

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Miglior risposta 19 SET 2016

Gentile Laura,
mi dispiace molto per la tua situazione, da quello che racconti si percepisce la sofferenza e il peso di quello che sta succedendo con i tuoi. è positivo che tu dica di non voler stare in gabbia, ma la domanda rimane: che fare con dei genitori che ti proibiscono uscite e amicizie?
Se vai a scuola, ti consiglio di coltivare il più possibile lì i momenti con i tuoi amici e amiche. Poi cerca di goderti appieno le ore di libertà del sabato sera che ti vengono concesse. Forse praticare uno sport, se i tuoi te lo consentono, potrebbe essere un'occasione in più per fare altre amicizie e condividere altro tempo con i tuoi coetanei, fuori di casa. Per il resto, continua a coltivare le tue amicizie a distanza e le chat e cerca di renderti economicamente indipendente il prima possibile, in modo da riuscire ad andare a vivere il prima possibile per conto tuo e liberarti dalla gabbia che ti opprime. Forse ci vorrà un po' di tempo prima che ciò si realizzi, nel frattempo resisti e abbi pazienza, dedica le tue energie a costruirti la tua indipendenza che diventerà un trampolino di lancio per tutto il resto. Ti dico questo perché ho il timore che i tuoi genitori non siano molto disposti a rivedere e modificare le regole e il comportamento con te.
Se ne senti l'esigenza, parla con uno/a psicologo/a della tua zona per farti sostenere in questo momento difficile. Puoi anche cercare uno psicologo nel consultorio familiare più vicino a te che di solito è a prezzi molto accessibili.
Ti auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (Mantova)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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21 SET 2016

Gentile Laura,
la sofferenza che la situazione che sta vivendo le comporta è lampante e di certo difficile da vivere per lei. Non smetta però di mantenere i contatti con gli amici ed i compagni di scuola, anche se vivono distanti. Allo stesso tempo, quando se la sente, non manchi di cercare il dialogo con i suoi genitori, sia per comprendere cosa della sua vita da adolescente li preoccupi e al contempo cosa invece delle loro attuali scelte la fa star così male. Qualora altro tempo potrebbe esserle concesso per seguire un suo interesse extrascolastico, chieda di poter partecipare al corso o all'evento che le piace. Com'è stato finora il rapporto con i suoi genitori, al di là delle questioni d'amore? Riusciva a parlare e confrontarsi con loro? Faceva qualcosa insieme ad almeno uno dei due e potrebbe prendere spunto per coinvolgerlo nuovamente nel fare un'attività insieme per condividere del tempo?
Se conosce qualcuno di cui i suoi genitori si fidano e lo stesso vale per lei, magari può chiedere aiuto e cercare una mediazione.
Molto valido è anche il consiglio che le ha dato la collega nell'altra risposta, quello di rivolgersi al consultorio di zona e chiedere di incontrare uno psicologo per affrontare la rabbia e gli altri sentimenti che la stanno attanagliando in questo periodo, ritrovare la voglia di dedicarsi alle sue passioni artistiche, avere un supporto per provare a sistemare le cose.

Un caro saluto,
CBucci

Dott.ssa Cristiana Bucci Psicologo a Milano

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