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Sono bipolare o fin troppo normale ?

Inviata da Fabio · 24 apr 2018 Disturbo ossessivo compulsivo

Salve, scrivo perché da un anno ormai, un ansia che mai in vita mia aveva raggiunto livelli simili - annessa ad episodi di derealizzazione ed il terrore di impazzire - mi ha spinto a chiedere aiuto ad una psicoterapeuta, da cui ho in seguito appreso del mio terrore di fallire, dei miei sensi di colpa costanti, del mio dubbio patologico e del mio disturbo ossessivo.
Fin qui tutto " bene " se non che di questa dinamica, a causarmi più sofferenza, è l'angoscia costante generata dal dubbio che io possa avere altre psicopatologie. Schizofrenia ( ora messa da parte ) disturbo paranoide ( ora messo da parte ) e, il più complesso di tutti: disturbo bipolare.
Così ipervigilo, con una certa tendenza a catastrofizzare, cercando nei miei stati emotivi sbalzi fuori dal normale. E come un perfetto complottista, trovo indizi con il quale costruisco prove, ed ipotizzo diagnosi da internetuologo, e via dicendo.

Mi considero una persona ottimista e gentile, relativamente timida, con un autostima che io ritengo fin troppo alta, ma alcune persone mi dicono essere fin troppo bassa, un bisogno costante di riscatto ed approvazione, condito dal terrore di fallire. Sono piuttosto dispersivo, iper perfezionista, e riesco a non esserlo solo quando rispetto alcune ferree regole che mi autoimpongo.
Amo ( quasi egoisticamente ) occuparmi dei problemi degli altri, ma questo mi porta costantemente a nascondere i miei, e ad intraprendere relazioni ( 3 anni al massimo ) dove finisco per assumere un ruolo quasi paterno, che odio e mi fa sentire in colpa.
Vivo una relazione molto oppressiva con il mio migliore amico, che riesce a farmi sentire in colpa anche per l'aria che respiro, e con mio padre, al quale voglio un bene indescrivibile ma che è l'uomo più capace al mondo di farmi dubitare più di quanto già io lo faccio di mio.

Questa è sempre stata la mia vita, prima che io ne prendessi coscienza.
Poi, un anno fa, di seguito ad una rottura con una relazione davvero orribile, dove la persona che amavo ( una ragazza davvero in gamba ) non faceva altro che sminuirmi e poi esaltarmi, darmi moltissime attenzione e poi ignorarmi colpetamente ( in un modo piuttosto incoerente ) tutto è cambiato.
Ho iniziato a considerare che, diversamente da come immaginavo, non avrei per sempre dovuto sostituire mio padre nel ruolo di capofamiglia, quando lui non ne sarebbe stato più in grado ( soffre di leucemia linfatica da quando sono bambino ).
Che in realtà sono arrabbiato con il mio migliore amico da così tanto tempo e per così tanti motivi che quasi mi vergogno. Che mi sono stancato di badare a tutti, di sentirmi in colpa, di sentirmi dire che spreco le mie potenzialità quando non do fondo totale ad ogni immensa capacità che gli altri vedono in me, o meglio, quando non lo faccio esattamente come vorrebbe mio padre. Insomma, ho scoperto ( pensavo di essere l'uomo più fortunato del mondo per le persone che avevo vicino ) di essere fortunato si, ma di essermi anche un po' stancato di sentirmi costantemente ipergrato ed incapace di dire di no, di reagire, di essere assertivo. Insomma, ho scoperto di essere incazzato come una bestia.

Grazie al cielo sono in grado di controllare la mia rabbia, eppure, mi sono accorto che più controllo i miei stati emotivi, più rimando sistematicamente dei cambiamenti veri e propri nella mia vita, più mi sale l'ansia e con lei tutta la compagnia: derealizzazione, qualche volta anche paralisi notturne, ipocondria, demoralizzazione, dubbi, tristezza, ossessioni, senso di prigionia.

Perciò diciamo: da una parte, un lato di me mi dice: vai, fai, disfa, con gentilezza ma decisione, cambia, hai ragione, non totalmente ( quello nessuno ) ma in buona parte le tue emozioni sono giustificate. E se le seguirai non succederà nulla di male, non fallirai sicuramente, non ti scopriria pazzo.
L'altra mi dice: sicuro? Ti ricordi quella volta in cui hai sclerato senza motivo. Quella volta in cui hai mentito. Quella volta in cui hai sbagliato? Ha ragione la tua ex, non hai motivo di essere così inetto, eppure lo sei


Perciò diciamo: da una parte, un lato di me mi dice: vai, fai, disfa, con gentilezza ma decisione, cambia, hai ragione, non totalmente ( quello nessuno ) ma in buona parte le tue emozioni sono giustificate. E se le seguirai non succederà nulla di male, non fallirai sicuramente, non ti scopriria pazzo.
L'altra mi dice: sicuro? Ti ricordi quella volta in cui hai sclerato senza motivo. Quella volta in cui hai mentito. Quella volta in cui hai sbagliato? Ha ragione la tua ex, tu sei fuori, non hai motivo di essere così inetto, eppure lo sei

In conclusione: Questa lotta interiore
Questo conflitto interiore fra due diverse immagini di me
È considerabile come bipolarismo ?
Il lato sicuro e speranzoso di me ( che ho sempre avuto ) è considerabile come ipomaniacale ?

Vi ringrazio in anticipo e vi auguro buona giornata

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Miglior risposta 25 APR 2018

Gentile Fabio,
lei ha fatto bene a chiedere l'aiuto di uno psicoterapeuta e proprio per questo motivo dovrebbe evitare di consultare Internet per fare svariate autodiagnosi.
La sua autostima non è certamente elevata e si coglie anche dai suoi dubbi diagnostici una grande insicurezza, paura ed elevato livello di ansia che comunque non sono catalogabili come bipolarismo o come ipomania.
Tuttavia, sotto la guida della psicoterapia, la rabbia che è emersa può essere indirizzata e finalizzata al miglioramento dell'autostima e alla risoluzione dei suoi conflitti interiori.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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25 APR 2018

Buonasera,
Le consiglio di parlarne di questi dubbi con suo psicoterapeuta anziché affidarsi a internet che alimenta solo i suoi dubbi.

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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