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Sono attratto dalla mia terapeuta

Inviata da Simone Boffelli il 9 ago 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Salve,
mi scuso se apro un'altra discussione su questo argomento dato che ho visto che c'è ne sono già molte ma non so proprio come parlare alla mia terapeuta di questa "presunta attrazione".
So dalle risposte che ho letto nelle altre discussioni che la confessione di questo sentimento può aiutare la terapia, ma uno dei problemi che mi hanno spinto a iniziare le sedute è la mia forte timidezza e l'ansia che ne deriva. in linea di principio i primi 5 o 6 mesi di analisi non ho provato nulla di rilevante ma ora l'attrazione nei suoi confronti aumenta sempre di più e non so come gestirla, per contro sono già 2 sedute che mi riprometto di parlargliene ma mi sale un'ansia fortissima che mi fa evitare il discorso.
La mia domanda è: l'analista quando riceve il mio transfert non dovrebbe capire questa mia attrazione nei suoi confronti?
E se si non è meglio che sia lei a decidere se parlarne o meno? So che è un modo per evitare il problema ma nonostante riesca a parlarle di ogni cosa, anche cose intime e imbarazzanti, di questo non riesco. I vostri pazienti in che modo ve lo dicono, e sopratutto dopo riescono ancora a parlare e confidarsi con voi?
Scusate ancora
Simone

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Gentile Simone,
il transfert altro non è che l'insieme delle comunicazioni, del loro tono, dei sentimenti in ballo in ogni seduta, che le danno il ritmo, ed aiutano il terapeuta a comprendere lo stato d'animo, in seduta ed in generale nel corso della terapia. Perciò, è possibile che la terapeuta non si sia accorta della sua infatuazione, soprattutto se lei è ben deciso a nascondergliela (si ricordi che noi terapeuti non sappiamo leggere la mente). Oppure, è possibile che si sia accorta dei suoi sentimenti, ma che preferisca che sia lei a parlarne. In linea di massima, credo che sia il caso che lei ne parli, a maggior ragione perché afferma di non riuscire a gestire la situazione. La sua terapeuta sarà perfettamente in grado di aiutarla, e potrebbe essere un valido strumento per la sua cura.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Valentina Cicalese, psicologa psicoterapeuta, Civitanova Marche

Studio LeggerMente Psicologo a Civitanova Marche

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Caro Simone
è possibile, come tu acutamente dici, che la tua analista abbia "ricevuto" il tuo transfert ma non può essere lei ad aprire una conversazione su questo perché lei non sà se tu sei o meno pronto a parlarne...ed, in effetti, tu stesso dici che ti blocchi...
Quindi è davvero necessario che sia tu ad aprire la conversazione su questo tema.
Magari puoi iniziare dicendo che "devi dirle una cosa importante e che chiedi un suo aiuto ad aprirti.." se lei è intuitiva ti aiuterà.. .
Parla apertamente il più possibile di quello che provi e delle tue sensazioni...guarda che, in terapia, questi sono non solo argomenti consentiti ma auspicabili...
Pure ti consiglio, comunque, di non metterti fretta e di non forzare la cosa...solo mettiti "nell'ottica di dirlo prima o poi", a mio parere, se farai così, il momento giusto ci sarà.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Simone,
poichè parli di una "presunta attrazione" è presumibile che il tuo sia soltanto un sentimento di ammirazione, per altro scontato, nei confronti di una persona che per ruolo professionale ha proprio quelle caratteristiche che a te mancano e che vorresti acquisire.
Puoi quindi parlare in seduta di ciò che provi senza eccessivo timore di sconvolgere nè te stesso nè la terapeuta perchè questa cosa, come ripeto, è abbastanza scontata.
In realtà la terapeuta sicuramente è più interessata a trasferirti le competenze sociali che ti mancano facendo contemporaneamente crescere la tua autostima affinchè tu possa esprimere e manifestare al di fuori del setting i tuoi miglioramenti.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buonasera Simone, bisogna evidenziare un cosa: quello che ci chiede e come ce lo chiede sono modi altamente descrittivi della sua persona. Questi modi, sicuramente, in una terapia di 6-7 mesi, già sono stati compresi dalla collega e, per come la vedo io, è probabile che si sia accorta di qualcosa. Potrebbe avere il dubbio che ci sia un transfert o dell'altro (ma sarebbe così possibile scinderlo dal transfert vero e proprio?), tuttavia starà pensando ed attuando una strategia terapeutica utile per il raggiungimento dei vostri obiettivi clinici. Dunque, sarebbe utile che spiegasse alla sua terapeuta bene cosa prova, come, da quando, etc., ma senza forzarsi. Ognuno di noi ha i propri tempi, anche se, è importante ricordarsi che lasciare tutto il lavoro (di comprensione, di esplicitazione, di spiegazione, etc.) alla collega non le sarebbe di molto aiuto, in quanto seguirebbe le strategie autoprotettive del suo sistema (evitare l'esposizione) che, se possono andare bene fuori dal setting terapeutico (fino ad un certo punto), dentro il setting non fanno altro che allungare i tempi di cambiamento.
Nel caso, infine, riuscisse a comunicare questi affetti alla terapeuta, non tema di non riuscire più a confidarsi con lei per l'imbarazzo: tutto questo di cui si è discusso, come lei già sa, è parte fondamentale della terapia; anzi, maggiori sono i momenti di questo tipo, maggiori sono le informazioni su cui poter lavorare e maggiore beneficio ne ricaverà alla fine.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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