Sono arrivato al limite

Inviata da Andrea · 3 mag 2018 Crisi esistenziale

Salve a tutti, Mi chiamo Andrea ho 19 anni e da 2 anni a questa parte mi trovo in un'enorme crisi personale che mi impedisce di muovermi, mi sento incapace di scegliere e soprattutto incapace di capire cosa è meglio per me e cosa voglio veramente. La situazione è questa, l'hanno scorso ero in quinta superiore e oltre alla maturità la morte di mio nonno (cancro) e di uno zio (mala sanità) hanno reso l'anno scolastico pesantissimo, nonostante ciò sono passato con 85 e pensavo fosse finita li. Mi sbagliavo, la sofferenza e le scene a cui ho dovuto assistere per la malattia di mio nonno (io vivevo in casa con mia madre e mia nonna perché mio padre è morto) e l'impossibilità di non essere riuscito a fare nulla davanti alla sua malattia mentre mi vedevo diventare l'uomo di famiglia a 18 anni mi hanno profondamente segnato e mi sono chiesto: non è che la vita vuole dirti qualcosa? (dato che nel 2009 era morta la sorella di mia nonna alla quale ero molto legato sempre di cancro e la cosa mi aveva traumatizzato profondamente) Mi sentivo chiamato a fare il medico e anche oggi mi sento chiamato a questo lavoro. Il problema è che decisi di non studiare per il test di medicina perché 1)avevo bisogno di staccare dopo l'anno più peso della mia vita
2)mi rendevo conto di un problema alla base: io amo fare il bene e penso non ci sia nulla di più bello che aiutare chi ha bisogno e stare vicino nel dolore Alle persone MA purtroppo proprio perché credo nell'anima e amo l'arte e le emozioni, lo studio di medicina mi sembra estremamente arido: sinceramente a me non affascina sapere come sono fatte le cellule o gli ormoni del corpo e sapere a memoria nozioni di biochimica. Infatti secondo me c'è un paradosso enorme in medicina: io faccio il medico perché credo nell'aiutare e quindi sotto sotto credo nell'anima, ma, a medicina ti insegnano che le emozioni sono causa dei neuroni specchio ecc.. e che gli occhi non sono lo specchio dell anima ma una complessa lente con dei pigmenti, insomma lo studio di medicina non mi affascina ma il lavoro si dunque mi sono sempre chiesto in questi mesi.: ma non è che tutti coloro che studiano medicina vedono lo studio solo come un mezzo? ovvero studio noiose cose sulle cellule che mi permetteranno di fare il mio scopo : il bene. Per questo solo bloccato perché sento il medico come il lavoro più bello e denso di esperienze che ci sia ma al contempo studiare per 10 anni cellule vene intestino e cervello non lo vedo per me.
In tutto ciò un'altra cosa che è importante dire che mi provoca questa repulsione alla scienza è il mio amore per l'arte, in quinta la mi materia preferita è stata letteratura, mi sono commosso leggendo certi scrittori e guardano certi quadri però ho sempre visto l'arte come una passione che non porta ad un lavoro e che non mi permette di fare del bene concreto come quello di un medico. Non voglio fare il Leopardi che ha passato tutta la vita a lamentarsi senza agire per cambiare ciò che non gli andava di quel mondo e della sua vita.
Penso di essermi spiegato aiutatemi perché sono al limite e non mi piace nient'altro cioè per me il lavoro deve essere una cosa fondamentale a cui dedicare la propria vita non per arricchirsi o per sistemarsi.
grazie, Andrea

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Miglior risposta 5 MAG 2018

Gentile Andrea,
ogni percorso formativo prevede un chiaro piano di studi che è necessario per acquisire le competenze che permetteranno poi di andare a svolgere al meglio l’attività professionale. È quindi ovvio che per fare il medico sarà necessario conoscere al meglio tutti gli aspetti scientifici correlati alla materia; non dimenticare però che accanto all’aspetto professionale c’è sempre quello personale e quindi ciascun individuo, a secondo della propria sensibilità e delle proprie propensioni, svolgerà il proprio lavoro arricchendolo della propria umanità. Non essere quindi spaventato dall’affrontare questi studi se senti che ti permetteranno di raggiungere l’obbiettivo a cui ambisci, tuttavia è bene che tu abbia chiaro in mente attraverso quale percorso potrai raggiungerlo. In ogni caso, prima di fare una scelta ti consiglierei caldamente di rivolgerti ad uno Psicoterapeuta per condividere le tue perplessità e per affrontare i diversi aspetti che hanno caratterizzato la tua vita negli ultimi anni in modo da poter acquisire una maggiore consapevolezza e elaborare le tue esperienze.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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4 MAG 2018

Buongiorno Andrea ,
le tue parole evidenziano un conflitto relativamente alla scelta del tuo futuro percorso di studi. Ti senti attratto dall'idea di aiutare gli altri, ma al contempo senti il bisogno di liberare la tua creatività.
Io penso che "far del bene agli altri" possa trovare diverse modalità di espressione e non unicamente attraverso la medicina. Ci sono ad esempio applicazione artistiche che mirano al miglioramento del benessere personale.
Ti suggerisco di concederti uno spazio psicologico, in cui comprendere quanto i vissuti di malattia e morte che hanno colpito la tua famiglia, possano influire sulle tue scelte, inibendo i tuoi reali interessi
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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