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sono al limite, mi sento a pezzi

Inviata da gianluca il 2 gen 2015 Crisi adolescenziali

Mi chiamo Gianluca, ho 18 anni e credo di avere veramente bisogno di aiuto. Mi sono sempre ritenuto una persona intelligente, ben educata e capace, ma sono anche molto introverso e sensibile. A partire dal secondo anno di superiori ho cominciato a sentirmi sempre più inadeguato, "diverso" rispetto agli altri. Sarà stato il fatto che cominciavo a sentire i miei coetanei parlare delle loro uscite serali piuttosto forti e movimentate, sarà che io sono un tipo piuttosto tranquillo, ma ho preferito ritagliarmi un posto tra persone più "a piombo", con la testa sulle spalle. In quel periodo ho sempre frequentato questi tre-quattro amici, sono sempre stato eccellente nello studio, educato e rispettoso con gli altri, ma ho sempre avuto l'impressione di essere sempre messo sotto dagli altri, di essere svalutato, di non contare niente, finché arrivai a pensare di sentirmi diverso dagli altri - come se mi mancasse qualcosa - , di esserlo veramente. Non uscii più con i miei coetanei, abbandonai le mie attività sportive, passavo le giornate chiuso in casa a studiare o davanti ai videogiochi, addirittura non mi sentivo in grado di rapportarmi con le ragazze. Avevo, ho sempre il timore di essere osservato, giudicato, di essere criticato....alla fine mi lasciavo prendere sempre dallo sconforto prima, poi dal nervosismo. Quello che riuscivo a fare o lo facevo cosi male da passare per ritardato o mi lasciava sempre un senso di vuoto e insoddisfazione. Avevo persino iniziato a provare queste sensazioni di fronte a genitori e parenti. Mi vergognavo a mostrare me stesso, ad essere me stesso. La situazione è migliorata un poco da circa un anno e mezzo. Ho iniziato a frequentare altri ragazzi della mia scuola per ragioni di studio, poi abbiamo legato e attualmente siamo amici molto stretti. Ho anche ritrovato quel po di fiducia da trovarmi una ragazza, G. , ma non ha funzionato per molto. Ogni tanto mi capita di essere nuovamente assalito dallo sconforto, da quella fastidiosa sensazione di inadeguatezza, speciale ente quando ripenso a quest'avvenimento. Penso che tutto ciò che faccio, tutta la gente che conosco, è tutto cosi vano, falso, superficiale, lo sento distante anniluce da me, specialmento dopo l'episodio con G. . Più che un rifiuto si tratta di indecisione, lei vorrebbe ma al momento non se la sente, e nonostante sia la cosa che io desidero di più ho come l'impressione che lei si senta in un certo senso spinta da pena, compassione per me, non da affetto vero. E nonostante io abbia la consapevolezza che questo sia un ragionamento del c.... continuo a ricascarci, tornando nuovamente a quel senso di inutilità, a quel vuoto interiore e a quel senso di inferiorità che avevo prima. Questi pensieri mi tormentano continuamente, ormai trascorro le giornate tra momenti in cui mi faccio iniezioni di fiducia e altri in cui torno a precipitare nel baratro, non ne posso più. Cosa dovrei fare ?

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Buongiorno gentile Gianluca,
nel suo racconto mostra buone capacità introspettive e, nello stesso tempo, la consapevolezza che la lettura della realtà con gli altri dipende da lei e non dall'esterno: come noi ci poniamo verso gli altri determina come gli altri ci vedono e questo riguarda anche le storie d'amore. Noi da qui possiamo solo orientare e le suggerisco di valutare di intraprendere dei colloqui psicologici de visu che l'aiuterebbero a rafforzare le sue abilità sociali e piano piano sconfiggere quel senso di inadeguatezza che la tormenta.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Caro Gianluca
la storia che racconti è molto interessante e questo anche perché vi si coglie il problema ma, al contempo, anche la soluzione.
Hai già fatto in te stesso un percorso importante e quella che descrivi è una "parabola ascendente".
Il tutto è iniziato causa amici non adatti a te e che ti hanno fatto sentire "indietro" mentre tu eri solo diverso (con esigenze diverse e con tempi diversi, soprattutto con una sensibilità diversa).
Io penso tu fossi, per tanti aspetti più avanti di loro.
Quando giungeremo a comprendere veramente questo concetto di Diversità avremo fatto un passo avanti enorme nell'evoluzione sociale (scusa è una mia riflessione generale).
Caro, vedi bene anche tu che, trovando amici adeguati, le cose hanno iniziato a migliorare e anche con le ragazze.
Io credo che tu debba farti aiutare da uno Psicoterapeuta soprattutto per il fatto che ora stai ri-cadendo in abitudini mentali errate ( anche ora che hai fatto passi avanti!!! :-) continui a "ricascarci" come dici tu!
Questo è il punto Gianluca, tu devi andare oltre e abbandonare completamente questi pensieri avvilenti e deprimenti che non hanno nulla, davvero nulla a che fare con la tua persona.
Imparare a credere Totalmente in te stesso, non è facile ma è l'unica via per consolidare la tua personalità definitivamente.
Mi piacerebbe molto esserti di aiuto anche perché credo che tu merito molto.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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