Sono al limite della tolleranza, ossessioni rimuginii e relazioni.

Inviata da Sara · 6 ago 2018

Buongiorno a tutti, ho 22 anni e mi reputo una persona felice e solare; purtroppo però non ho avuto la possibilità di dimostrarlo a nessuno perché mi sono tenuta dentro una gabbia di problemi e paranoie. Le mie ansie sono partite quando ero solo una bambina, ero estremamente consapevole di me e delle mie capacità (ero la bambina perfetta a detta degli altri) ma dentro di me avevo desideri ed interessi un po' oscuri che tenevo ben nascosti. Mi sono messa in testa di non poter più respirare e circa all età di sette anni sono finita in pronto soccorso parecchie volte. Se mi svegliavo ad una certa ora, non potevo più dormire, o non potevo sentire parlare di malattie perché potevo passare le notti a piangere e tremare dall'angoscia di poterle contrarre. Nell' adolescenza, mi sono messa con un ragazzo a cui tenevo molto ma a seguito di un errore di comunicazione ho iniziato ad avere attacchi di panico e a non riuscire più ad essere sincera con lui. Come ossessionata dal dovere dire tutto. Fino a che mi sono torturata fino allo sfinimento. Lui mi ha tradito e l'ho perdonato ma con la continua ossessione che mi avesse potuto trasmettere l'Hiv. Non riuscivo più a sorridere, ogni volta che ci provavo il mio cervello mi diceva "Potresti essere malata non devi essere felice". Quest ansia era così intensa che quando morì il padre di una mia amica, l" unico pensiero che avevo era "almeno lei soffre per fattori esterni, io il male me lo sono cercato". Poco dopo mo feci un piercing al labbro, mi sono sempre reputata una ragazza di bell aspetto, ma quando me lo tolsi e mi rimase il buco mi crollò il mondo addosso. Non scherzo purtroppo. Sebbene da una parte sapevo che fosse una cosa assurda, dall'altra non potevo più parlare con le persone senza mettermo una mano davanti alla bocca. Mi vedevo la faccia deforme come se tutto fosse lì. Perfino durante le verifiche a scuola, se volevo sapere dovevo "nascondere il buco ". Conobbi un ragazzo dopp poco che reputai da subito "l uomo con cui volevo passare tuttta la mia vita". Dopo un mese di storia in cui mi stavo riprendendo da tutto il mio mondo distorto, esco vado ad una festa e bevo troppo fino a che inizio a flirtare con questo ragazzo dopo di che realizzo cosa sto facendo e mi crolla il mondo addosso. Inutile dire che non gli ho detto nulla e ho iniziato a tormentarmi ogni giorno. Stiamo insieme da 4 anni e non sono mai stata sincera con lui sebbene fosse l uomo della mia vita. Ho iniziato a flirtare con tutti arrivando quasi a tradirlo e a morire nei sensi di colpa. 6 mesi fa gli ho detto della festa, e tutte le mie paranoie sono sparite e sono ritornata a poter essere sincera con lui, dimenticandomi tutto. Un giorno ho realizzato che lo stavo per tradire nel passatosolo perché il mlessere causato da questa angoscia perenne era diventato insopportabile e mi è ricrollato il mondo addosso. Ora sono all'estero per laboro e pensavo davvero di ricominciare, ho rimosso tutto ed ero estremamente felice. Ma ora che sto ricordando, non nego che stia pensando al suicidio. Non posso vedere specialisti qui. Ma ato vivendo in un inferno causato da me.

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Miglior risposta 6 AGO 2018

Buongiorno Sara,
l'angoscia e la preoccupazione che sta vivendo sono del tutto legittime.
Le consiglio di contattare uno specialista per prendersi cura del suo benessere psicofisico in questo momento di forte difficoltà.
Se si trova all'estero potrebbe richiedere un aiuto psicologico via Skype.
Tra i miei servizi c'è la possibilità di una consulenza via Skype.
Cordialmente,
Dr. Gianmaria Lunetta,
Psicologo Clinico

Dr. Gianmaria Lunetta Psicologo a Torino

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8 AGO 2018

Gentile Sara,
poichè i suoi disturbi d'ansia ipocondriaca con attacchi di panico sono cominciati molto precocemente, sarebbe interessante approfondire il tema del suo contesto familiare che può aver avuto un ruolo importante nell'insorgenza di tali disturbi.
Dal suo racconto sembra quasi che lei si vada volontariamente a cercare situazioni di tipo trasgressivo per poi potersi sentire in colpa perchè "non è stata mai autorizzata dagli altri nè da se stessa a vivere serena e felice".
Il mio suggerimento, ora che è all'estero per lavoro, è quello di concentrarsi, appunto, sul lavoro e se il suo malessere è elevato può iniziare un percorso di psicoterapia via Skype con uno psicoterapeuta preferibilmente della sua città di origine con cui poter continuare da vicino quando l'esperienza lavorativa all'estero sarà terminata.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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7 AGO 2018

Gentile Sara,
della sua storia, seppur accennata in questa sede, mi colpisce molto il fatto che agli occhi delle altre persone, e immagino (forse?) anche a quelli dei genitori, lei dovesse essere la “bambina perfetta”. Come se non si potesse permettere di provare o sentire cose “oscure”, ma dovesse essere sempre chiara e trasparente.

Ho come la sensazione che questo vissuto sia un pò la chiave che potrebbe permettere di affrontare gran parte delle sensazioni spiacevoli e dolorose che quì riporta.

I contenuti che riferisce, seppure con sfumature e modalità espressive differenti, si ritrovano spesso in persone che fin da piccoline sono state in qualche modo “costrette” a dover offrire al mondo una facciata di “perfezione” (mi colpisce il dettaglio che da bambina si fosse messa in testa “di non poter respirare”, come se davvero quello che provava fosse una gabbia che la privava del respiro).

Purtroppo con la crescita e il successivo sviluppo psicologico può accadere che la persona tenda ad elidere dalla propria interiorità la sua parte più autentica e spontanea che, ahimè, spesso è fatta da tutte quelle cose “oscure” che, semplicemente, fanno parte della vita, intendo la vita autentica e vissuta.

Mi colpisce che si sentiva costretta a dover “dire tutto”, come se questo le permettesse di mantenere la sua persona “pulita”.
Trovo curioso, da questo punto di vista, che sentisse il bisogno di coprirsi il viso, durante le interrogazioni e parlando con le altre persone, per non far vedere il “buco”; come se quel “buco” fosse il dettaglio che rovinasse in qualche modo la totalità del suo viso.

Sa, mi fa venire in mente il simbolo del Tao: nel bianco c’è una pallina nera e nel nero c’è una pallina bianca. Le due parti si integrano, non si escludono a vicenda.
Ho come la sensazione che lei fatichi a far convivere le due parti, quella bianca (“la bambina perfetta”) e quella nera (“la parte oscura”).

Tenga presente che ogni persona ha un lato “oscuro”, per usare le sue parole, costituito semplicemente da emozioni, dubbi e desideri un pò più “scomodi” e difficili da gestire.

I pensieri che lamenta (paura di avere malattie, dubbi sul suo comportamento ecc.) mi sembra che assumano una connotazione ruminativa e che, per questo, vadano un pò riordinati e “disciplinati”. Penso che abbiano un ruolo importante nel suo malassere e nei suoi vissuti d’ansia.

Credo che anche le sue difficoltà a livello relazionale vadano approfondite e capite un pò meglio: dice che si mette con un ragazzo, investe molto nella relazione e poi flirta ripetutamente con altre persone, soffrendo molto per come si è comportata (“morivo nei sensi di colpa”). Quasi come se, mi passi l’espressione, sentisse la spinta a “rovinare” in qualche modo la relazione.

Ovviamente la invito a prendere quello che ho scritto con le pinze, sono solo impressioni nate dalla lettura del suo messaggio, e in alcun modo pretendono di sostituirsi ad un colloquio psicologico.

Mi sono sentito comunque di condividerle con lei, sperando che possano, almeno in parte, dare un pò di senso a quello che sta provando in questo momento difficile.

Come le ha scritto il collega chieda aiuto ad uno/a psicoterapeuta, se non può di persona si faccia aiutare via Skype.

Coraggio Sara, le sue difficoltà non sono insormontabili e possono essere affrontate!!
Si faccia aiutare.

Dott. Alberto Mordeglia

Dott. Alberto Mordeglia Psicologo a Busca

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