Solitudine e incomunicabilità

Inviata da Verdesperanza · 2 nov 2017 Orientamento scolastico

Buonasera,
sono una ragazza di 22 anni e frequento l'università.
Scrivo perché provo una situazione di profondo malessere esistenziale che pervade la mia vita quotidianamente.
Mi ritengo una persona tranquilla, gentile e disponibile, non creo grossi problemi o turbamenti. Chi mi conosce sa che ci sono sempre per un consiglio o per una frase di conforto. Cerco di far capire che ci tengo.
Non ho molte amicizie, le mie amiche al momento sono solo due e cerco di tenerle strette, proprio perché sono le uniche che mi rimangono. Ho un buon rapporto con loro, ma ho poche occasioni di uscirci insieme, perché abitano un po' distanti da me e hanno altre amicizie. Questo fa sì che molto spesso io sia sola, il che ha lati positivi e lati negativi.
Col tempo ho imparato a far tesoro della mia solitudine, la vedo come una risorsa e grazie ad essa ho coltivato e continuo a coltivare interessi e passioni che tengono accesa la mia anima. Mi entusiasmo molto, anche per le piccole cose, ma molto spesso non ho con chi condividerlo e questo si ripercuote negativamente su di me.
Questi sono i momenti in cui la solitudine diventa un pesante macigno.
Spesso e volentieri non so con chi comunicare, mi sento sola e spaesata, vorrei poter dire tutto ciò che mi passa per la testa ma devo trattenermi e limitarmi, cercando di far passare l'impeto.
Mi sento quasi soffocare dai miei stessi pensieri e pure la mia stessa camera diventa troppo piccola, sento il bisogno di allontanarmi dal luogo in cui vivo per poter smettere di pensare e liberarmi, almeno un po'.
Ho poche occasioni per uscire di casa, non sono ancora autonoma alla guida e questo è fortemente limitante, inoltre vivo in un contesto di paese, quindi sono rari gli eventi organizzati in esso. Questo mi fa stare male, la mia mente elabora scenari di uscite di gruppo, semplici momenti di felicità e io ne soffro, perché sento che questo non appartiene alla mia vita ed è una mancanza incolmabile, niente la può sostituire.
Il confronto con i miei genitori esiste ma in superficie; quando cerco di esternare ciò che mi angoscia e che vorrei poter risolvere, magari col loro aiuto, la risposta da parte loro è volta a minimizzare la cosa e a non tenerla in considerazione con la medesima importanza che le do io. Stessa cosa, spesso e volentieri, si verifica con le mie amiche, che cercano di supportarmi cercando di porre l'attenzione su altro o passando direttamente a argomenti che le riguardano, e questo fa sì che io mi chiuda sempre più.
Non mi sento libera di poter esternare tutto ciò che provo e tutto ciò mi fa star male, perché temo di disturbare eccessivamente gli altri, o almeno questo è quello che mi fanno capire tra le righe quando cerco di parlare di come mi sento.
Il tutto ha conseguenze negative anche su altri ambiti della mia vita, lo studio ad esempio, in cui non riesco più a dare quanto vorrei, con aspettative che mai sono in grado di soddisfare o che lascio perdere prima di affrontare realmente.
L'intera situazione è pesante e nonostante cerchi in tutti i modi di non pensarci, ci sono momenti in cui diventano presenze quasi ossessive nella mia mente e piangere silenziosamente diventa la soluzione.
Alla soglia dei 22 anni mi sento un fallimento, mi sento stanca, spossata, sfaticata, provo un’estrema vergogna per quello che sono diventata e pur avendo delle aspirazioni non sono così certa di essere in grado di realizzarle in futuro, per come stanno ora le cose.
Vorrei davvero poter ricominciare e trovare un modo di risolvere le cose, perché io continuo a sperarci, nonostante le varie situazioni continuino a volermi far credere il contrario.
Mi è costato molto scrivere questo messaggio, l'ho cancellato e rielaborato in continuazione, questo perché sono restia a parlare della mia situazione con altri, temo sempre di passare per la pesante e di lamentarmi su una cosa che è risolvibile, rispetto ad altre situazioni. Spero che possiate leggerlo, vi ringrazio per l’attenzione.

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Miglior risposta 3 NOV 2017

Gentile Verdesperanza,
trovare il coraggio di scrivere questo messaggio è il primo passo per riuscire a stare meglio con se stessa e con il mondo che la circonda.
Non tema di essere pesante, noi siamo qui apposta per leggervi e darvi qualche indicazione sul da farsi.
è interessante la parte dove scrivi che in certi momenti hai imparato a convivere con la solitudine: capire come sfruttarla in modo positivo, ad esempio per mettere a fuoco aspirazioni, sogni, capacità o per dedicarla a passatempi che ti piacciono e che puoi svolgere anche da sola sono alcuni modi in cui potresti sfruttarla a tuo favore.
Mi rendo conto che un paesino non offre molto, in ogni caso se si vuole stare insieme agli amici basta ritrovarsi in un bar, bere un té a casa di uno di voi, andare a fare una passeggiata insieme. In altre parole, affinché possano esserci momenti di svago con gli amici, non è importante il luogo, ma il tempo che si passa insieme, la condivisione di esperienze.
Anche se ti trovi in una situazione che non vorresti non significa che tu debba sentirti un fallimento o vergognarti di te stessa. Sii piú indulgente con te stessa e accetta che tutti, chi piú chi meno, prima o poi nel corso della loro vita, vivono qualche momento di difficoltà.
Se fai fatica a gestire i tuoi pensieri da sola, prova a condividerli con qualcuno, senza timori. Se pensi che amiche e famigliari non possano capirti, condividere i tuoi pensieri con uno/a psicologo/a della tua zona potrebbe essere una buona soluzione. Un professionista saprà ascoltarti e comprenderti senza giudicarti, alleviando anche questo malessere esistenziale che porti con te.

Ti auguro tutto il meglio.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Padova e Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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4 NOV 2017

Buongiorno Fra16
Il suo scritto è denso e molto descrittivo sulla solitudine personale e relazionale. La fatica nella descrizione e stesura del suo testo rendono molto in termini di dinamiche che forse la riguardano nel sentire e reprimere, credo valga la pena di pensare ad un aiuto psicologico individuale che mi sembra cerchi tra famiglia, amiche, eventi e che non si realizza. Le consiglio di pensarci.
Buona giornata
Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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4 NOV 2017

Cara ragazza grazie per averci scritto, il suo malessere è molto comune nei ragazzi della sua età che purtroppo all'attività di studio e alle relazioni familiari non riescono a coniugare relazioni amicali e apertura con il mondo sociale. Cercherò di spiegarmi meglio con una metafora: immagini che lei sia una piantina che cresce grazie al sole, acqua, terreno; bene lei ora ha solo il terreno e l'acqua le manca il sole per renderla più forte, vigorosa e vitale.
Quello che può fare è rivolgersi ad uno psicologo, spesso ne trova uno anche nei piccoli paesi, oppure oggi lavoriamo anche tramite consulenze on line grazie alle video chiamate; questa per lei potrebbe essere un opportunità che le permetterà di uscire dal suo isolamento quanto meno mentalmente. Certo immagino se è stato difficile scrivere qui sia ancora più difficile chiedere aiuto di persona o doverlo condividere con i suoi genitori visto che sottolinea quanto sia costantemente sempre preoccupata di disturbare gli altri: mi chiedo come mai ? come abbia costruito questa idea erronea che chiedere aiuto, parlare di se stesse e dei propri sentimenti, esternare le emozioni sia equivalente a disturbare gli altri ...certo spesso quando lo si fa, come lei descrive, le persone tendono a sminuire e sono d'accordo con lei che non sia la miglior risposta che si vorrebbe ricevere quando si vorrebbe solo essere ascoltati e compresi profondamente.

Mi scriva se ha ancora bisogno,
Dott.ssa Silvia Rotondi

Dott.ssa Silvia Rotondi Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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3 NOV 2017

Cara verdesperanza grazie per aver condiviso qui la tua situazione e la tua sofferenza, è stato un gesto molto coraggioso! Hai delle capacità di introspezione e analisi delle tue emozioni che sicuramente ti saranno d'aiuto per cercare di uscire da questo momento difficile, quindi non parlare di fallimento, tutti noi attraversiamo nella vita delle difficoltà ma queste non devono mai essere totalizzate alla nostra persona. Molte volte le persone che ci sono vicine, la famiglia e gli amici, non riescono a supportarci come vorremo, cerca di prendere da loro comunque l'affetto che ti danno anche se questo non risponde completamente alle tue esigenze.
Se potrai e vorrai rivolgerti a un professionista certamente riuscirai a portare avanti questo lavoro di riflessione su te stessa, trovando chi ti dedicarà lo spazio di cui hai bisogno per parlare e essere ascoltata.

Dott.ssa Tuveri Elisabetta

Dott.ssa Elisabetta Tuveri Psicoterapeuta Psicologo a Cagliari

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