soffro di sintomi ossessivi ma non ne sono sicuro

Inviata da luigi · 1 ago 2018 Disturbo ossessivo compulsivo

Salve a tutti, sono un ragazzo di 23 anni e vorrei raccontare brevemente la mia storia per avere se possibile un migliore chiarimento sulla mia situazione. L'anno scorso ho superato un concorso a cattedra e dopo aver lavorato come insegnante di ruolo per 4 mesi non essendo pienamente soddisfatto del mio lavoro ho tentato un concorso nell'arma dei carabinieri perché ero convinto che la mia aspirazione fosse quella. Avendolo superato mi sono messo in aspettativa a scuola e sono andato a fare il corso militare. Tuttavia lì mi sono trovato malissimo soprattutto con gli altri e sono stato completamente escluso dal gruppo oltre che preso un po in giro. Cosí dopo aver avuto diversi attacchi di panico passati 4 mesi di corso ho deciso di mollare avendo la scuola dall'altra parte. Appena sono tornato a casa all'inizio mi sembrava di stare davvero bene ma poi dopo pochissimi giorni ho iniziato ad avere dolori fortissimi dappertutto ed ero ossesionato dall'idea di avere una qualche malattia cardiaca o respiratoria e che stessi per morire ma dopo aver fatto tutti i controlli e aver visto che in realtá non avevo nulla finalmente mi ero convinto che fosse solo ansia. Tuttavia anche in questo caso inspiegabilmente dopo un po di giorni di serenità all'improvviso mi iniziano a spuntare dei pensieri omicidi verso i miei familiari. Mi sono preoccupato tanto e sono andato da una psicologa che mi ha detto che il mio era un disturbo ossessivo compulsivo e che rischi sul fatto che lo avrei potuto fare davvero non esistevano. Tuttavia le mie ossessioni sono aumentate ancora di più ed ero davvero arrivato al punto di pensare cose assurde e convincermi sempre di piú come ad esempio che le persone fossero tutte frutto della mia immaginazione e che nulla fosse reale. Così ho cambiato psicologo e ho iniziato a capire come gestire il disturbo ma paradossalmente non mi riconosco più. In pratica a furia di fare questo tipo di pensieri mi sono così convinto di quello che ho nella testa che mi è rimasta una sensazione di vuoto totale e di anaffettività verso gli altri unita alla convinzione che se uccidessi qualcuno non me ne fregherebbe nulla perchè tanto dopo la morte si rinasce e quindi non farei niente di male. Inoltre sento spessissimo il bisogno e l'esigenza di isolarmi dalle persone e fare fint che non esistano per mettermi alla prova e testare se veramente mi piacerebbe essere da solo al mondo e il problema è che quando penso a queste cose sono capace di stare ore e ore solo in stanza guardando un punto fisso. Ho detto allo psicologo che sono uno psicopatico ma ha detto che non ho proprio nulla a che fare con loro e che fa tutto parte del disturbo ossessivo misto a un lieve disturbo depressivo che mi ha portato all'anaffettivitá. A questo punto dopo ben due mesi e mezzo dall inizio delle ossessioni mi chiedo se non provo né ansia nè paura verso questi pensieri né riesco a provare affetto verso qualcuno il rischio di farlo non sussiste? Siete sicuri che io non sia psicopatico o non abbia qualche altro disturbo piú grave? Perchè io sento come di non rendermi più conto della realtà che mi circonda e di non fregarmene di nulla. Grazie a chi risponderá!

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Miglior risposta 2 AGO 2018

Gentile Luigi,
accogliamo la sua preoccupazione per come si sente, in effetti racconta di uno stato d’animo di grande sofferenza.

Senza nulla togliere ai colleghi che la seguono e per quanto può valere una “valutazione” indicativa espressa in questa sede, le consiglierei di parlare con il suo terapeuta della possibilità di richiedere un approfondimento psichiatrico.

I vissuti che riporta secondo me vanno approfonditi un pò meglio, mi riferisco in particolare a questi aspetti: “non mi riconosco più”, “vuoto totale”, “anafettività”, “convinzione che se uccidessi qualcuno non me ne fregherebbe nulla perché dopo si rinasce e non farei niente di male”, isolamento, essere solo al mondo, stare fermo nella stanza fissando un punto fisso per ore, "non rendermi più conto della realtà che mi circonda", ecc.

Dal mio punto di vista sono elementi clinici che meritano una riflessione più ampia e articolata.

Penso inoltre che un opportuno sostegno farmacologico, prescritto da uno psichiatra dopo attenta valutazione clinica, possa aiutarla ad affrontare meglio questo momento di difficoltà.

L’etichetta di “psicopatia”, come lei sostiene, direi che non c’entra nulla con le difficoltà che riporta.

La invito comunque a condividere le sue preoccupazioni con il suo terapeuta.

Cordialmente,
Dott. Alberto Mordeglia

Dott. Alberto Mordeglia Psicologo a Busca

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2 AGO 2018

Buongiorno, a mio avviso sarebbe necessario associare al percorso di Psicoterapia che mi sembra di aver capito abbia intrapreso, con un antidepressivo a basso dosaggio( Zoloft).
Ovviamente per competenza, può prescriverglielo il medico di base o lo Psichiatra. Sia fiducioso. Non è uno psicopatico. Ha un disturbo d'ansia di tipo fobico. Cordialità, Dott.ssa Palmigiano

Dott.ssa Maria Rosaria Palmigiano Psicologo a Brescello

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