Soffro di attacchi d’ansia per allontanamento da casa

Inviata da Zanni · 17 ott 2019 Ansia

Salve, sono uno studente di filosofia, da poco laureato a Venezia in triennale. Ho deciso, da più di un anno, di continuare i miei studi ma farlo trasferendomi altrove. Mi sento stretto nell’ambiente in cui vivo e sento la necessità di realizzarmi altrove, trovare un’indipendenza dalla mia famiglia e riuscire a cavarmela da solo. È un sogno che ho da molto tempo. In più il mio più grande desiderio è studiare in Germania e specializzarmi lì in un ramo della filosofia tedesca. Da qui iniziano i miei travagli. Quest’estate, dopo la laurea, sono partito per Berlino per due mesi per approfondire la lingua e sono stato molto male, ho iniziato a soffrire di attacchi di panico, alcuni molto forti, e mi sono trovato disorientato, in quanto l’unico desiderio che avevo era scappare, abbandonare tutto e tornare a casa. Alla fine sono riuscito a resistere due mesi. Ora sono ripartito per Roma, per iniziare qui la magistrale che mi consentirebbe di ripartire poi per la Germania. Qui lo sconforto mi ha preso subito e in maniera peggiore. Attacchi più frequenti e più forti, che mi hanno lasciato interi giorni chiuso in camera bloccato da queste situazioni. Non so più cosa fare, se sacrificare il mio sogno e studiare in un luogo più vicino a casa che mi consentirebbe di vivere con la mia famiglia (chiaramente rimpiangendo indipendenza e libertà) o tentare di nuovo di tornare a Roma. Entrambe le opzioni per ora mi fanno star male.
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Miglior risposta 20 OTT 2019

Gentile Zanni,
probabilmente il passaggio diretto a Berlino per "full immersion" è stato troppo traumatico per cui è preferibile una modalità "step by step".
In questo senso la tappa a Roma può rappresentare una soluzione più sopportabile purchè associata ad un percorso di psicoterapia (preferibilmente cognitivo-comportamentale) essendo Roma una città ove vi sono molti bravi Psicoterapeuti.
Certamente sarebbe sbagliata la scelta dell'evitamento che le impedirebbe di realizzare i suoi desideri ed i suoi sogni con persistenza e forse aggravamento del malessere.
Quindi l'opzione "Roma + psicoterapia" mi sembra quella più opportuna.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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1 NOV 2019

Gentile utente, comprendo la situazione di incertezza e malessere legata a quanto esprime. Per comprendere le motivazioni del Suo stare male, tuttavia, è necessario esaminare i suoi modi di essere nel mondo e soprattutto chi Lei è e era quando ha deciso di studiare in Germania, partire per Berlino, ecc. La situazione verrà risolta quando: esaminerà cosa significa per Lei studiare lontano; comprenderà in che modo studiare all'estero ha scatenato sensazioni di ansia; comprenderà in che modo indipendenza e libertà sono per Lei significative e come ottenerle senza malessere. Tutto questo sarà possibile con una buona psicoterapia orientata al futuro; siamo sempre in vista di qualcosa, proiettati nel domani, e il Suo malessere sembra giocarsi tutto rispetto alla progettualità. Ne uscirà senza dubbio, senza necessariamente dover optare per una soluzione che La faccia stare male. Ma per capire quale sia quella necessaria al Suo benessere, dovrà fare un percorso preliminare. In bocca al lupo! cordialità, DMP.

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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20 OTT 2019

Gentile Zanni, come dico sempre a nessuno è risparmiato il difficile compito di crescere. Se lei rimane a casa starà bene subito, ma forse in futuro rimpiangerà amaramente la sua scelta, perché magari sarà senza lavoro. Se lei ha un problema, non importa se semplice disturbo d'ansia, o, più probabilmente, in comorbilità con un disturbo di personalità, deve entrare in terapia, preferibilmente di tipo cognitivo-comportamentale e che utilizzi tecniche di terza generazione, come la mindfulness, per imparare la gestione dell'ansia. Punto.
Cordiali saluti
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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20 OTT 2019

Ciao Zanni, dovresti avere 23-24 anni, un'età importante e giusta per la tua emacipazione. Trattando da tanti anni gli attacchi di panico in ragazzi come te, ho spesso osservato una somiglianza tra la necessità/bisogno di distacco (che nel tuo caso porta al panico) e il lutto. Forse ti sembra troppo, ma il lutto richiede un'elaborazione, un percorso che un autore importante (J. Bowlby) ci ha insegnato. Lui parla di fasi di protesta e rabbia, di disperazione e poi di distacco. Bisogna elaborare quindi gli aspetti conflittuali che ti legano alla famiglia, le cose brutte non chiarite e magari arrabbiarti. Questo porta ad una necessaria ma transitoria fase di tristezza (ma non perdi la famiglia, diventi consapevole di essere grande). Queste due fasi ti porteranno a vivere il distacco in un modo mentalizzato senza la reazione di allarme dell'attacco di panico. Come vedi si parla di emozioni da esprimere, ma come suggeriscono altri colleghi, chiedi un aiuto per seguire questo percorso.

Dott. Bonacina Giampiero - Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Valmadrera

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19 OTT 2019

Caro Zanni il suo sintomo la colloca tra due poli opposti indipendenza e dipendenza, tipico delle persone con semantica fobica.
Sono una terapeuta sistemico relazionale e le consiglio di intraprendere un percorso psicologo con tale orientamento al fine da riuscire a superare tale dicotomia e liberarsi dal sintomo che in questo momento la mette in una posizione di non scelta.

Anonimo-176886 Psicologo a Olginate

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19 OTT 2019

Gentile Zanni, dato che il suo problema sembra essere l' allontanamento dalla famiglia le suggerirei di affrontarlo al più presto con un terapeuta sistemico relazionale, altrimenti i sintomi si ripresenteranno ogni volta che proverà ad allontanarsi o a spingersi verso una nuova autonomia. Perché rinunciare? i problemi vanno affrontati, mettere la testa sotto la sabbia non serve a niente!

Anonimo-163829 Psicologo a Arezzo

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18 OTT 2019

Buona sera Zanni,
Ogni nuova nascita prevede un travaglio,
partirei da qui. Quanto sei disposto a darti da fare per realizzare il tuo sogno? Nella storia che narri c'è un obiettivo, il tuo sogno e alcune difficoltà, che fanno da sabotaggio.
Puoi vedere questa situazione come una vera occasione di crescita, ed ogni cosa che superi un piccolo passo in direzione del tuo sogno. Non c'è da scoraggiarsi. Se questa ansia invade tanto la tua vita in questo momento, fatti aiutare da un terapeuta, che non c'è niente di male, nessuno è un supereroe e i momenti di passaggio possono suscitare paure più o meno consce a tutti.
Ti auguro di guardare al tuo sogno con il rispetto che merita e alla tua vita con amore.
Rimango a disposizione.
Buone cose.
Dr.ssa Francesca Brabanti

Dott.ssa Francesca Brabanti Psicologo a Prato

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18 OTT 2019

Gentile Zanni,
dal suo racconto, mi pare importante evidenziare che i sintomi che le procurano sofferenza (gli attacchi di panico e di ansia) si presentino principalmente quando lei si trova all'interno di contesti di vita che le sono non familiari (una città differente da quella in cui è cresciuto, un contesto culturale diverso e forse non sempre accogliente). A meno che non le sia già capitato in passato di avere sensazioni di questo tipo, il suo dolore in questo momento pare essere legato alla lontananza dai suoi affetti storici (dalla sua famiglia), dai punti di riferimento e dalle emozioni che scaturiscono in lei in seguito a questa lontananza, nonostante essa sia stata cercata e ponderata alla luce di una sua scelta precisa. Non è raro che un trasloco, un trasferimento ed, in generale, un cambiamento importante, sia accompagnato da ansia e paure. Inoltre, la motivazione che l'ha portata a cercare questo cambiamento è carica di significati importanti per la sua realizzazione, sia professionale sia individuale. Sicuramente prospettarsi in un futuro, immaginandosi in un modo o in un altro, ma senza avere la sicurezza di una realizzazione, comporta la messa in gioco di sé stessi secondo diversi piani, e comporta l'assunzione personale di responsabilità verso ciò che si sta intraprendendo.
Questi passaggi esistenziali sono estremamente delicati.
Credo che sia opportuno, affinché lei possa affrontare il suo progetto di vita in modo pieno, che un professionista l'accompagni in questa fase della sua vita, in modo che lei possa sperimentarsi liberamente in questa nuova ed importante esperienza.

Dott.ssa Chiara Fornoni Psicologo a Milano

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18 OTT 2019

Caro Signor Zanni,
ho letto la sua storia, e leggendola la cosa che, a mio avviso, risalta in superficie è il suo desiderio di specializzarsi in un ramo della filosofia tedesca. Quindi, un desiderio di realizzazione professionale e forse in parallelo anche personale. Per fare questo, come ha già fatto si è messo in movimento per cercare le migliori facoltà che le possono dare una buona formazione per poi continuare ad approfondire non solo i suoi studi in campo, ma anche la sua curiosità di esplorare il pensiero filosofico. Per questo si è dovuto spingere “altrove”. Altri luoghi sconosciuti, ignoti.
Questo, delle molte volte comporta paura o riflette una paura interna che magari non ha trovato uno spazio dentro di se per essere pensata, esplorata e accolta, dunque elaborata.
Pertanto, sarebbe opportuno cominciare da questa luce interna, il suo desiderio di..., facendosi aiutare, da un professionista, in questo momento di preoccupazioni che le offuscano la vista dal raggiungimento del suo desiderio, che mi sembra il bene suo più prezioso, in modo da fare chiarezza e avere una visione delle cose meno annebbiata.
Saluti
Dott.ssa M. Zampogna
Roma

Dott.ssa Mariacarmela Zampogna Psicologo a Roma

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18 OTT 2019

Buongiorno Zanni, prima di prendere una decisione è importante capire come si inseriscono gli attacchi di panico che lei descrive in questo momento della sua vita, a che cosa si legano e quale significato possono avere per lei. Esistono poi alcuni approcci che permettono di superare l’attacco di panico, osservandolo da vicino e con consapevolezza in tutti i suoi aspetti. Comprendere noi stessi ci rende meno impotenti di fronte a questa esperienza spiacevole. Le consiglio di affidarsi a uno psicologo della sua zona per iniziare un percorso focalizzato su questa esperienza e sulle intenzioni comportamentali che ne derivano

Dott.ssa Silvia Tessarin Psicologo a Chiari

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18 OTT 2019

Salve Zanni,
Quando si affronta un cambiamento importante come quello che lei sta descrivendo, si è esposti a vari fattori di stress, ne cito alcuni più evidenti, ma ce ne potrebbero essere altri: adattarsi ad un nuovo ambiente, farsi accettare da persone nuove, incertezza per il futuro, essere all'altezza del cambiamento, dimostrare di essere in gamba, ecc. Può essere naturale, di fronte a tutto questo, provare emozioni forti e disturbanti, come ansia e panico, specialmente se non se ne comprende appieno l'origine, cosa che può aggravare la preoccupazione.
Fortunatamente non è qualcosa di irrimediabile, anzi, se si rivolge ad un professionista, e con un po' di impegno da parte sua, in non molto tempo potrà riuscire a gestire meglio la situazione, e diverso serenamente il suo sogno.
Saluti,
Dott. D'Angelo
Milano/Lodi

Dott. D'Angelo Salvatore Psicologo a San Donato Milanese

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18 OTT 2019

Buongiorno Zanni,
le scrivo questa breve risposta sperando possa esserle utile. Come esperto mi sento di indicarle la possibilità di affrontare questo sintomo che non le permette di essere libero e vivere i suoi sogni rivolgendosi ad un professionista . Tornare a casa potrebbe non risolvere comunque la sua situazione ed interrompere un interessante percorso di ricerca e crescita professionale.
Cordiali saluti dott lorenzo truffi

Dott. Lorenzo Truffi Psicologo a Perugia

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18 OTT 2019

Salve Zanni,
Lei ha uno scopo ben chiaro ma capisco che in questo momento l'ansia la sta bloccando.
Evitare una situazione, rafforza e mantiene maggiormente il ciclo dell'attacco di panico. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale per lavorare sull'attacco di panico e trovate strumenti utili per perseguire il suo scopo!

Cordiali saluti,
Dott.ssa Maria Carlucci

Dott.ssa Maria Carlucci Psicologo a Comunanza

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18 OTT 2019

É evidente che i tuoi attacchi di panico si presentati in concomitanza con il tuo bisogno di allontanarti dal luogo in cui hai vissuto. A mio parere si tratta di una difficoltà di svincolo che deve essere risolta. La famiglia è il nucleo che io indagherei con una psicoterapia con approccio sistemico relazionale.

Dott.ssa Sanna Maria Cristina Psicologo a Cagliari

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18 OTT 2019

Gentile Zanni, perché rinunciare al suo sogno e al normale desiderio di autonomia? Faccia al più presto un percorso di psicoterapia preferibilmente con un terapeuta formato in emdr perché possa tornare a fare cio che desidera

Dott.ssa Laricchia Maria Antonietta Psicologo a Trapani

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18 OTT 2019

Gentile Zanni,

Le consiglierei di intraprendere un percorso psicoterapico per risolvere il problema degli attacchi di panico, entrare in contatto con i suoi bisogni e poter effettuare una scelta ottimale per lei.

Dott.ssa Maria Costanza Melloni

Dott.ssa Maria Costanza Melloni - Angolo della Mente Psicologo a Parabiago

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17 OTT 2019

gentile Zanni,
le consiglio un percorso di counseling per valutare meglio le due opzioni, sacrificare il suo sogno e studiare in un luogo più vicino a casa, oppure tentare di nuovo di tornare a Roma.

dott.ssa Laura Lupi.
psicologa.

Dott.ssa Laura Lupi Psicologo a Firenze

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