Soffro da molto tempo di ansia sociale

Inviata da Vale · 6 nov 2019 Ansia

Buonasera,Sono una ragazza di 26 anni vorrei un consiglio su come affrontare ,una situazione che ormai è diventata davvero difficile per me . da tempo soffro di ansia sociale mi spiego meglio : ho trascorso un'infanzia parzialmente" nella norma" ho avuto delle amicizie frequentavo, fin da Piccola un' accademia di danza classica ma ho sempre avuto molti contrasti con gli altri adolescenti.spesso ciò provocato dall'invidia che né subivo, nella danza ma avevo accanto anche delle amiche, che mi dimostravano il loro sincero affetto . con il passare degli anni alle medie ed al liceo ciò è del tutto calato ho frequentato classi ostili, persone cattive, con comportamenti inadeguati nei miei confronti , tutto questo provocava litigi su litigi,ed in me nasceva malessere ,tristezza rabbia, sfiducia ,avevo poche persone accanto con cui condividere la mia vita da adolescente. e credo che da lì è nata la mia depressione ho iniziato a chiudermi sempre di più, alle medie conobbi un ragazzo, divenne il mio migliore amico, più tardi ci fidanzammo ma si rivelò un ragazzo con estremi problemi interiori ...conflitti e credo che stesse anche lui male ,soffriva di ansia di crisi esistenziali, e sfogava tutto il suo odio e la sua rabbia contro di me, in quel periodo assumeva dei comportamenti che finivano per manipolarmi . Non ero più Valentina, ma facevo tutto ciò che lui desiderava, per timore di essere lasciata . dopo due anni di sofferenza, mi disse che era omosessuale questo provocò in me un dolore grandissimo. ed una grande rabbia. da quel 2012 la depressione l'ansia ha iniziato sempre di più a crescere ,non ho avuto nessuna vita sociale eliminai anche qualcuno che era rimasto nella mia vita ,sono rimasta completamente sola ed il problema dell' ansia sociale si è stabilito definitivamente ad'esempio in questo periodo ho ricevuto l'invito da delle ragazze di un gruppo. del coro nella mia parrocchia devo dire che queste persone sono davvero dolcissime, molto educate ecc ho accettato un invito per un caffe e sono andate due volte alle prove ma adesso mi sento male, sto pensando di non andare più alle prove e di non frequentare il gruppo. poiché ogni volta sento una forte ansia che non mi lascia per giorni, esamino con cura cosa dire come dirlo ho paura di dire cose che risultino strane , temo di non riuscire ad essere me stessa. cioè io so che ho in realtà un carattere ,ben definito di sapermi relazionare ecc ma nel momento in cui mi ritrovo in un gruppo ,di colpo tutto viene annullato non riesco a legare oppure parlo ma con estrema difficoltà. questo provoca sofferenza rabbia paura di restare sola , e poi tutto è aggravato da una forma di depressione vorrei tanto avere una vita sociale delle amiche un fidanzato ma qualcosa mi blocca completamente creando un muro tra me e la realtà.
Chiedo un vostro consiglio su come poter affrontare questo grande problema
Grazie
Valentina

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Miglior risposta 7 NOV 2019

Gentile Valentina,
le vicende dell'infanzia e dell'adolescenza che lei ha raccontato, sicuramente possono in parte spiegare i suoi disagi psicologici tra cui l'ansia sociale e la tendenza alla depressione del tono dell'umore ma possono esserci stati anche altri fattori intrafamiliari e/o caratteriali.
L'esperienza sentimentale fallimentare col ragazzo omosessuale ha poi senz'altro inciso molto nel peggiorare e cronicizzare la sua sintomatologia.
Probabilmente, quella attuale con le ragazze del coro in parrocchia è la prima esperienza positiva di interazione socio-affettiva che le è capitata e per questo risulta per lei particolarmente destabilizzante e ansiogena in quanto richiede da parte sua risposte e feedback difficili da dare per cui lei è tentata di ritirarsi e rimanere nello stallo che paradossalmente la spaventa di meno perchè già abituale e conosciuto..
Ovviamente lei commette un errore se sceglie nuovamente di ritirarsi e isolarsi per cui le consiglio di non farlo ma per affrontare positivamente questa esperienza di socializzazione e le altre che seguiranno le suggerisco di chiedere un sostegno psicologico intraprendendo un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale di durata adeguata.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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7 NOV 2019

Gentile Valentina, mi sembra che la sua ansia inizi ad essere veramente invalidante, non perda tempo e contatti uno psicoterapeuta della sua zona.
Prima affronterà le sue paure e prima si riprenderà la sua vita.
Non lasci che sia l'ansia a guidare lei!
Auguri.
Dott.ssa Gualdani

Anonimo-163829 Psicologo a Arezzo

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7 NOV 2019

Gentile Vale, mi sembra molto chiaro che tu non riesca da sola ad uscire da questa tua problematica. Anche se ti insegnassi degli esercizi pratici (a parte il tempo occorrente!) tu non riusciresti a metterli in atto senza una guida esperta. A mio avviso hai bisogno di apprendere a rilassarti con una metodica ad hoc come la mindfulness, e poi ad esporti gradualmente alle situazioni ansiogene applicando lo strumento citato per mantenere un benessere accettabile. Tutto ciò si chiama psicoterapia cognitivo-comportamentale di terza generazione, e deve essere condotta da un/a terapista esperta.
Cordiali saluti
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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7 NOV 2019

Gentile Valentina,
mi sembra che il suo disagio appartenga a un tempo remoto e nel corso del tempo sia cresciuto portandola a isolarsi, e a convivere con l’ansia sociale e la depressione. Tali manifestazioni sono segnali di un disagio interiore che meritano una conoscenza, un significato per affrontarle. Se vuole realizzare il desiderio di una vita sociale e individuale credo debba iniziare un percorso psicoterapeutico per toccare il muro, e conoscere, approfondire ciò che quei segnali da tempo dicono.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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