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Soffro a causa di mio padre

Inviata da cleo il 31 mar 2016 Terapia familiare

Salve. Dopo tanto tempo ho deciso di rivolgermi a qualcuno che non siano miei conoscenti e sebbene sia una situazione nuova, sono speranzosa perché i riscontri avuti fino ad ora non sono stati d'aiuto.

Parto col dire che i miei problemi iniziano quando ho a che fare con mio padre o quando qualcuno a me caro, come mia madre, soffre a causa sua. Mio padre è una persona violenta. Ad oggi mia madre, mia sorella ed io abbiamo imparato a gestire le situazioni in modo che esse non sfocino in episodi sgradevoli, ma in passato, quando ero più giovane ci sono state situazioni in cui io stessa ho capito di non potermi sbilanciare. La sua violenza si è ridotta ad una di tipo "psicologico" dato che non possiamo mai replicare ad una cosa che dice che non condividiamo, non possiamo alzare la voce o ribellarci. Questo a portato ad un clima insostenibile in cui qualsiasi sopruso (esempio: mia madre vuole andare a dormire, ma lui si arrabbia e lei deve stare sveglia fin quando lui non si addormenta sul divano, anche se mia madre si sveglia alle 7 di mattina e lui invece ha orari flessibili) mi fa scoppiare in lacrime di rabbia.

Mia madre è nella mia stessa condizione, ma credo sia arrivata ad un punto di rassegnazione ed è anche un po' colpa sua se noi viviamo nel terrore perché spesso trasforma le più piccole situazioni in catastrofi (esempio: torniamo tardi a casa e dice "adesso abbiamo fatto tardi, speriamo che papà non si arrabbia. so già che lo troviamo addormentato sul divano e poi se lo sveglio fa una scenata"). Questo tipo di comportamento ci ha fatto diventare sempre caute riguardo possibili situazioni e questo mi ha trasformato in una persona ansiosa. Mia sorella gestisce il tutto un po' meglio, possedendo un carattere più forte del mio, e riesce a fare quasi sempre quello che vuole, mentre io spesso appaio priva di spina dorsale, mi presto sempre a favore degli altri e non riesco ad arrabbiarmi, anzi, assorbo tutto.

Questo mi fa arrivare un po' al motivo per cui oggi scrivo qui. Da un po' di mesi sto facendo indagini su di me per capire perché sono fatta così, perché sono sovrappeso e mi rifugio nel cibo, perché a volte non trovo scopo in quel che faccio e non voglio vivere, perché piango spesso, anche per una cosa stupida in tv, perché sono acida e perché non riesco a costruire amicizie che non siano quelle d'infanzia. Tutto sembrava andare meglio oggi, fino a quando non sono venuta a sapere che mio padre ha prestato dei soldi ad un suo "nuovo" amico (che ha più o meno la mia età) che probabilmente non glieli ridarà mai, mentre io cerco in tutti i modi di pagarmi l'università da sola e non compro mai neanche un paio di scarpe. La cosa mi ha fatto arrabbiare e come mio solito sono scoppiata in lacrime (difficili da giustificare a mia madre dato che erano ingiustificate). Mi sono sentita tradita e nella mia testa pensavo "lui che fa tanto del bene agli altri e poi non si rende conto di quanto fa male alle persone che gli sono intorno. con gli estranei è un agnellino e con la famiglia è il lupo cattivo." Mi chiedo sinceramente perché.

La spiegazione di quello che provo andrebbe per le lunghe, ma la mia domanda è: come posso superare questa rabbia che provo e smetterla di stare male e piangere? Vorrei essere forte per infischiarmene, vorrei essere forte e basta.

Grazie per aver letto.
(n.b. molte persone amiche mi hanno detto di prendere provvedimenti a riguardo, ma la paura fa da padrona in queste situazioni e ogni volta che parlo a mia madre di lasciarlo, lei smonta il tutto dicendo che è impossibile, che lui è violento e in effetti non si può operare su quel fronte. non è una soluzione.)

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Gentile Cleo,
se ho capito bene, suo padre è passato da una violenza fisica ad una violenza psicologica che è fonte per lei di frustrazione e rabbia.
Oltre che verso suo padre, mi sembra di capire che questa rabbia è in parte rivolta nei confronti di sua madre perché si è rassegnata a subire e in parte nei confronti di sua sorella che avendo un carattere più forte riesce a fregarsene e a fare quello che vuole.
In ogni caso la sua rabbia non è utile e lei ne soffre perché non può fare nulla per cambiare la situazione.
Di fronte a tutto ciò le suggerisco di chiedere (magari insieme a sua madre) un supporto psicologico dal vivo per incanalare l'energia della rabbia in comportamenti più costruttivi e meno autolesivi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Cleo

1) non può salvare e proteggere sua mamma: sua madre è una adulta che sta scegliendo di vivere (per ragioni sue, che non conosciamo e che non vogliamo giudicare) una vita di questo tipo, la cui condotta ha si coinvolto anche lei in quanto figlia, ma proprio perchè figlia Lei non ne è responsabile e non può risolvere la situazione.

2) può decidere di rivolgersi a uno psicoterapeuta.
Cleo ad oggi il suo corpo e la sua mente le stanno inviando messaggi di malessere psico fisico molto chiari.
Li accolga. Ci rifletta insieme a un professionista.

Può scegliere di condurre una vita diversa, lontata dalla violenza e dal sorpuso.
Ce la si può fare!
Faccia questo primo passo. Coraggio!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa-Psicoterapeuta
Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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Gentile ragazza,
la sua situazione non è facile; la cosa che darebbe migliori risultati sarebbe una terapia familiare e non so quanto i suoi genitori sarebbero disponibili.
Alternativamente le consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta, meglio forse della Strategica Breve, che possa suggerirle strategie per interagire efficacemente e/o per indurre i suoi familiari a recarsi da uno psicologo.
Lo stesso professionista potrà presumibilmente anche diminuire i suoi sentimenti di debolezza e insicurezza e perciò venire incontro invece a quelli di "forza".
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Buongiorno Cleo,
la situazione che lei descrive e' molto pesante, e le sue sofferenze sono più che giustificate, la sua rabbia, il suo dolore profondo, il suo buttarsi sul cibo sono conseguenze delle violenze e delle prepotenze che subisce.
Non è facile uscire da una situazione simile, soprattutto emanciparsi dal punto di vista emotivo. Per questo le consiglio di rivolgersi quanto prima ad uno psicoterapeuta esperto nel trattamento di persone vittime di violenza.
Le auguro di prendere in mano il prima possibile la sua situazione.
Dr.ssa Mazzini Monica

Studio di Psicologia Franciacorta - Monica Mazzini Psicologo a Provaglio d'Iseo

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Gentile Cleo,
dopo aver letto la sua storia, penso che lei meriti di dedicarsi tempo, attenzione e cura. Sta facendo bene a riflettere su se stessa e potrebbe valutare l'oportunità di concedersi un aiuto e una guida. Il servizio sanitario nazionale e il consultorio offrono consulenze psicologiche brevi a costi ridotti: pensa possano essere una buona soluzione per lei?

Detto ciò, vorrei dedicarmi alla sua domanda sulla rabbia, La rabbia è un'emozione molto importante e, mi permetta, molto bella. E' una specie di motore, per proteggere il proprio valore e ciò in cui si crede. Ora viene fuori la rabbia: che cosa sta proteggendo secondo lei?

Le chiedo in che modo, la rabbia, stia influenzando il suo quotidiano: quali azioni le fa fare? quali comportamenti le fa assumere? Che influenza ha sullo studio e sulle sue attività? C'è sempre o in alcuni momenti si fa sentire meno?

Se le fa piacere, le do la mia disponibilità per condividere le sue riflessioni.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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