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Sofferenza e crisi di pianto?

Inviata da Marco il 9 mag 2018 Depressione

Salve, sono un ragazzo di 20 anni e sto avendo dei problemi nel gestire emotivamente il dolore di un “amore non corrisposto”, per semplificare. Sono un tipo insicuro, sensibile ed è per questo difficilmente mi apro, fido e di confidenza alle persone che conosco, per paura di soffrire e sentire il dolore. Ho conosciuto una persona con la quale ho avuto un rapporto sincero, spontaneo e intimo dove si parlava anche di cose personali, quelle paure e ansie che raramente confidiamo alic conoscenti. Purtroppo questa complicità o non so come definirla, non ha portato a una relazione che lei ha però intrapreso due mesi dopo con un altro. Dopo il rifiuto ho avuto reazioni emotivamente forti, le ho pianto davanti in pratica e questo episodio, unito a altri dello stesso tipo, ha portato lei ad allontanarmi definitivamente, causando in me un grande dolore. Successivamente la sua relazione con l’altro ha minato ulteriormente la mia sicurezza e provocato altra sofferenza.
Sto facendo fatica a elaborare il dolore, cerco di non pensarci ma quando succede scoppio in pianto isterico o situazioni d’ansia. Sono passati 3 mesi ormai e la depressione è passata ma il ricordo del dolore e della situazione attuale fa ancora molto male. Non so se sto reagendo bene, piangendo in pratica una volta al giorno da un mese a questa parte. Dovrei lasciarmi tutto alle spalle e andare avanti ma ancora non ce la faccio completamente, alternando momenti di svago a sofferenza. Piangere ogni giorno, se il dolore persiste anche se spero diminuirà, è una reazione sana? La situazione attuale e il modo in cui ci siamo lasciati mi fanno soffrire terribilmente e purtroppo non ci sono i presupposti per cambiarli e temo di soffrire ancora a lungo perché non sono nella possibile di fare nulla per migliorare le cose

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Caro Marco,
le delusioni amorose possono essere cocenti e creare grossa sofferenza, ma tu stesso ti rendi conto che pur nella sofferenza il tuo comportamento è solo dannoso e disfunzionale. Il problema sta proprio nella tua insicurezza, nella tua chiusura agli altri per paura e difesa, e nel pensare che solo quella persona, con cui eri riuscito ad aprirti, potesse comprenderti e aiutarti a vivere. Non è così, e gradualmente te ne farai una ragione, ma ti consiglio di uscire dal guscio, anche del tuo vittimismo, di esporti un po' alla volta alla vita e agli altri, perché solo questo potrà aiutarti veramente e darti la solidità di cui hai bisogno. E' un percorso non semplice ma possibile, tanto più se avrai la forza di chiedere un aiuto psicologico verso il cambiamento .
Cordialmente
Dr.ssa Maria Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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