Situazione per me difficile

Inviata da no_identity · 6 set 2022 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve, ho 22 anni. Mi rende molto difficile scrivere tutto ma ho bisogno di un consiglio o una dritta per capire se sono io a sbagliare o se il mio malessere deriva da cose fondate (ovviamente vissute dal mio punto di vista).
Fin da piccola venivo picchiata (con sberle o le classiche sculacciate) da mio padre. E non per sembrare vittima ma io ricordo di essere sempre stata una bambina fin troppo tranquilla quindi vedevo il tutto senza giustificazione (tranne in pochi casi). Tutto questo seguito da urla, divieti, bullismo a scuola ed il mio andare male a scuola sino dalle elementari non mi ha mai aiutata. Sono stata sempre chiusa in casa, non potevo andare alle feste dei miei compagni di classe o a casa di "amici" se non uno soltanto perché era della mia stessa nazionalità e si erano conosciuti anche i nostri genitori. Ho iniziato a usare il PC, e quindi a giocare per distrarmi, passare il tempo e non pensare al mio attorno... Ricordo che d'estate durante le medie o superiori rimanevo più di 8 ore attaccata al PC, cosa che poi mi è stata pure limitata a 2hr al giorno. Il telefono fino ai 18 anno lo dovevo dare via prima di dormire. Fino a quell'età non ho mai dormito a casa di nessuno. Non potevo avere un ragazzo, la sessualità era assolutamente vista male (mio padre ex prete e mia mamma aveva studiato teologia) e quindi anche i vestiti dovevano essere secondo la religio (no stretti, non scollati, niente bikini ecc).
Ai 18 anni ho iniziato a ribellarmi e a fare quello che volevo, nonostante significasse andare contro grosse conseguenze.
L'ultimo episodio di violenza è stato 4 anni fa, prima di un viaggio dove mi spaccò due telefoni buttandolo a terra perché "dovevo stirare nel momento esatto in cui me l'aveva chiesto mia madre e non quando volevo io" e per aver mandato a quel paese mio padre per una cosa stupida mi beccaio pugni sulla schiena e prendendomi i capelli cercando di colpirla con il lato tagliente della struttura del letto.
L'anno scorso scopro che io non sarei mai dovuta nascere e che io ho arrecato il male alla famiglia (mio padre in una lettera a mia madre), che lui ha dovuto fare sacrifici e lavorare. Da qui tutto l'odio per me.
In tutto questo mia madre si ma cercato di difendermi negli anni ma mai ha denunciato nulla. Fino a quando non è stata lei a ricevere un singolo schiaffo. Da quel momento si sono mossi mari e monti.
Ora mio fratello è stato diagnosticato con depressione, ha lasciato scuola e viene protetto da mia madre.
Io mi vedo come se non fosse mai stato importante quello che succedeva a me, come se fosse normale, come se "finché capita a te va bene" ma nel momento in cui tocca ad altri allora agiamo.
Ieri mi sono sentita dire "se non fosse stato per te non saremo qui con tuo padre, quella volta che sei andato a casa del tuo (ex) ragazzo". Se fossi stata una brava, obbediente figlia non saremmo qui... Mi ha chiesto scusa, mi ha detto che non intendeva dire quello ma io so bene cosa ho sentito. Io so che è stato un modo di rispondere al mio "non mi interessa nulla" sui processi, su cosa fa mio padre o dove sta. Lei prova dolore da 15 anni della sua vita.
Io ho subito tutto e ricevuto niente. Ho sofferto di autolesionismo e chissà quante altre cose senza che nessuno mai si fosse reso conto di nulla. Tutt'ora soffro sicuramente d'ansia e forse mi ritrovo in una stato depressivo da sempre. Anche ora che ho una relazione finalmente sana con il mio ragazzo, provo attacchi d'ansia, tristezza, vuoti e 0 speranza in un futuro.
La mia domanda è: sono sbagliata io a non volere il minimo contatto con nessuno della mia famiglia? Ad essere passiva, apatica? È sbagliato provare pena, sensi di colpa per come sono con loro? Dovrei essere più gentile e affettuosa?
Grazie per il supporto e vi chiedo scusa per tutto questo, ho cercato di riassumere tutto ma molte cose ovviamente mi sono sfuggite.

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Miglior risposta 7 SET 2022

Cara,
il consiglio che mi sento di darle è di chiedere aiuto ad un professionista con il quale lavorare sui vissuti dolorosi che si sta portando addosso; è il modo in cui almeno lei può dare importanza a tutto quello che è successo tra quelle mura di casa;
è un atto di gentilezza verso sé stessa che avrà ripercussioni sulla sua famiglia. E' tutto ciò che può fare per loro in questo momento.
Le auguro di avere il coraggio e la forza per iniziare a prendersi cura di sè

Resto a disposizione,
Renata Pellegrini

Dott.ssa Renata Pellegrini Psicologo a Napoli

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13 SET 2022

Cara no identity,
Deve essere stato molto doloroso crescere con queste ferite, prenderne piano piano consapevolezza e adesso provare ad affrontarle.
Mi viene in realtà da risponderle con una domanda: a che cosa le serve la risposta ai dubbi che si pone? Che cosa cambierebbe? Ci sarebbe meno dolore? I suoi vissuti e le sue emozioni dovrebbero essere più o meno legittimati in base all'altro?
Ed eventualmente può esserle più utile (anche se faticoso) legittimare lei i suoi vissuti, le sue emozioni, i suoi desideri e le sue aspettative e le sue delusioni? E di conseguenza la sua identità...

Le auguro il meglio.
Cordiali saluti

Dott.ssa Pamela Ciociola Psicologo a Desio

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13 SET 2022

Ciao... Ci vuole molto coraggio per parlare di sé e mi verrebbe da chiederti come ti sei sentita dopo aver inviato questo messaggio.. Non ritengo che tu sia sbagliata, ciò che senti per la tua famiglia ha bisogno di uno spazio e di un tempo tutto suo in cui il dolore, i sensi di colpa e la rabbia possano trovare finalmente respiro e piano piano trovare il loro posto. Visto il primo passo coraggioso che hai intrapreso mi auguro che tu possa farne un secondo, rivolgendoti ad un professionista in grado di accompagnarti in questo viaggio per te stessa e il tuo benessere. Un caro saluto
Samanta Ciafro

Dott.ssa Samanta Marina Ciafro Psicologo a Lido di Camaiore

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7 SET 2022

Carissima,

è stata molto coraggiosa a raccontare la sua storia piena di traumi e tradimenti subiti dalle persone che più di tutti avrebbero dovuto amarla, proteggerla e guidarla.
Le voglio dire di cuore che, nonostante questa sutuazione estremamente dolorosa che lei sta attraversando, ci sono persone che le vogliono bene. Il suo partner, ad esempio, è ora come ora la sua più grande risorsa. Tuttavia, come può pretendere di poter provare le legittime emozioni che una relazione sentimentale comporta, se ci sono strati e strati di abusi fisici e psicologici all'interno della sua fragile armatura? Certo che ha bisogno di allontanarsi dai membri a dir poco tossici della sua non-famiglia, in modo da poterne costruire la VERA famiglia che avrebbe sempre desiderato.
Ovviamente da sola non è facile, quindi a questo proposito la invito a intraprendere un percorso psicoterapeutico sistemico-relazionale con formazione sull'EMDR, strumento prezioso che potrà aiutarla a ridurre l'intensità di tutto quello che ha dovuto passare fino ad ora.
Le auguro il meglio, sono a sua completa disposizione per qualsiasi approfondimento.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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7 SET 2022

Cara no identity,
mi colpisce il nickname che hai scelto, quasi ad essere un primo grido d’aiuto che racchiude gran parte di ciò che hai coraggiosamente raccontato: il senso di colpa per essere nata, per volerti esprimere liberamente, per voler lottare per cercare un posto in questo mondo, che ti protegga anziché colpisca e ferisca. Vorrei dirti che non hai nessuna colpa, ma immagino che dirlo non lenisce le tue ferite. Uno spazio d’ascolto per il tuo dolore può aiutarti a liberarti dalle catene della colpa, ritrovare e proteggere la tua identità e camminare in questa vita come un dono che puoi scegliere e volere tu, e tu soltanto. Ti auguro il meglio e resto a disposizione se ne vorrai parlare.
Un caro saluto
Dott.ssa Myria Laghi

Dott.ssa Myria Laghi Psicologo a Porto d'Ascoli

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7 SET 2022

Cara no_identity, nonostante la sua giovane età ha vissuto moltissime esperienze dolorose. Sicuramente con il passare del tempo lei ha trovato delle strategie, più o meno funzionali, per andare avanti nella sua vita. Le ricordo che lo psicologo non può dare consigli nè prendere decisioni al posto suo, ma una cosa mi sento di dirgliela: provi a fare quello che la fa stare meglio. Solo lei sa cosa vuol dire interrompere i rapporti con la sua famiglia.
Se volesse parlarne con un professionista io sono a sua disposizione, anche online.
Le auguro buona giornata,

Dott.ssa Sara Santilli

Dott.ssa Sara Santilli Psicologo a Roma

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7 SET 2022

Buongiorno,
la storia che racconti è piena di ferite e traumi. Hai cercato di rispondere a queste ferite come hai potuto e non avendo rielaborato gli eventi dolorosi il passato sta guastando il tuo presente.
Gli attacchi d'ansia e il vuoto che percepisci sono conseguenza di questi traumi.
La Terapia EMDR è preposta specificatamente alla rielaborazione di ciò del passato condiziona il presente e in modo efficace e irreversibile lo ricolloca nel passato, sanando le emozioni negative disfunzionali.
Sono disponibile ad aiutarti e ti auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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7 SET 2022

Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-181068 Psicologo a Roma

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