situazione loggorante che mi sono creata da sola

Inviata da Marlena · 5 mar 2026 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve scrivo qui perche la situazione che vivo mi sta pesando un po psicologicamente e non so cosa fare in questa situazione sono una ragazza giovane molto dinamica ,3 anni fa il mio compagno con il quale stavo per sposarmi e venuto a mancare e ho cambiato la mia vita totalmente spostandomi al estero e rifacendomi una vita nuova ho varie aziende e uffici e piu di 12 dipendenti parlo 6 lingue insomma mi piace fare ma cio non mi frena ad avere anche un sacco di hobby come il cavallo la pittura e la vita sociale, circa un mesetto fa ho conosciuto un uomo di 44 anni io ne ho 35 e ci siamo poi sentiti per prendere un caffe ma dal nulla mi ha detto che ha molte cose sulla testa e si fara sentire e mi ha bloccato , ho lasciato stare ovviamente anche se non ho capito molto bene come mai il destino ha voluto che il sabato sera in un locale a un compleanno ci siamo mattina ci siamo incontrati e siamo poi andati a casa sua dove abbiamo passato una giornata molto passionale e abbiamo un po parlato dei molti interessi comuni che abbiamo , io dovevo portare fuori il mio cane nel pomeriggio e gli ho chiesto se voleva venire da me e cosi e venuto da me e si e fermato fino al lunedi in questo nostro incontro mi ha acennato che avesse un grande amore ma che stava chiudendo questa relazione , e quindi il sabato dopo siamo andati al cinema dove mi ha confessato che lui e impegnato da 4 ANNI in una situazione un po ambigua dove le cose non vanno ma con questa ragazza si amano ma lui ora non sa cosa gli ha preso ed e cosi interessato a conoscermi perche sono un personaggio molto iteressante siccome anchio non sentivo questo interesse per nessuno in questi anni abbiamo deciso di conoscerci un po in amicizia senza rifare le cose passionali della settimana prima , il weekend dopo abbiamo deciso di andare fuori citta e abbiamo dormito fuori in una spa dove abbiamo passato del tempo bellissimo e divertentissimo cosi tanto che la domenica dopo che lo lascai a casa e andai da un amica mi ha chiamato ed e venuto dalla mia amica a guardare con noi dei programmi tv e poi sono tornata a casa sua a dormire ma sempre mantenedo un po di distanza fisica per quanto possibile, la settimana dopo ci e sfuggita di nuovo la situazione un po perche ci siamo visti tutto il sabato e poi anche la domenica solo il giorno perche poi andava dal altra ragazza alla sera suppongo e la domenica quando ho dormito ancora li mi ha detto che ormai e un mese che ci veidmao tutti weekend e che non e normale cosa con cui ero totalmente daccordo , la settimana dopo ci siamo per sbaglio incrociati a un evento in citta ( viviamo in una citta con 2 milioni di abitanti )dove lui era in compagnia della sua ragazza che guarda caso tra 1000 persone a questo evento ha scelto di venir eproprio da me a farmi i complimenti per la luce che emano e il portamento allegro al che insomma non ho molto capito perche la mattina quando dovevamo vederci io e lui da programma lui mi ha detto che non vuople che ci vediamo perche ha raccontato tutto alla sua ragazza di me e ha bisogno di stare da solo , nei giorni dopo ci siamo scritti dei mesaggi lunghi a vicenza dove lui mi spiegava che non posso travolgere la vita di una persona in un mese che anche se tra loro va male si amano e questo e da tanto e che pero non vorebbe perdermi perche come me sta cosi bene in mia compagnia cosa che e reciproca al che io giustamente ho detto che questo non e possibile e gli ho augurato di risolvere i problemi con la sua fidanzata e che viste le circostanze emeglio non vederci piu e sono andata in Italia per due settimane ora a distanza di un mese ci siamo visti quando sono tornata per mangiare uqalcosa assieme e ci sentiamo qualche volta ( lui ha preso un progetto statale da fare ed e molto impegnato ) come anchio pero purtroppo nel ultimo mese il pensiero di quest uomo non mi da tregua non riesco nemmeno concntrarmi piu al lavoro e nella vita privata tendo isolarmi perche l unica cosa che mi viene da dire sono cose su di lui e non vorrei ecco mostrare i fatti miei a tutti quelli attorno a me e dunque mi chiedo e molto sbagliato voler fregarsene delle circostanze trovate e tornare unatttimo indietro e tornare a vedermi con questa persona pretendendo che piano piano la situazione cambia dopo cosi tanti anni di soliotudine per scelta non vorrei perdere l opportunita di essere felice con qualcuno perche era in una relazione che va male ? o sara una cosa che fara solo male a me col tempo ?

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Miglior risposta 6 MAR 2026

Salve Marilena,
Non è semplice scegliere tra una situazione e un’altra in amore, lei ha avuto la fortuna di poter sperimentare momenti di passione che non sono scontati e che potrà sicuramente riprovare ma forse con un alte uomo perché questo è impegnato. Ciò non toglie che lei ha ancora molto da dare e molto da vivere. Questa apertura è stata importante e fa capire che lei ha elaborato la perdita subita 3 anni fa e che può ed è pronta ora a rivivere l’esperienza dell’amore.
Dott. Pietro Salemme

Dott. Pietro Salemme Psicologo a Roma

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15 MAR 2026

Buonasera,
Grazie per aver condiviso un pezzo così delicato della sua vita. Le consiglio di mettere se stessa e prendersi cura di lei e delle sue ferite valutando la possibilità di chiedere un aiuto professionale qualora ne sentisse la necessità Fatto questo primo passo, step by step potrà farsi maggiore chiarezza su che posto dare anche all'amore.
Rimango a disposizione.
Erika Giachino

Dott.ssa Erika Giachino Psicologo a Alba

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10 MAR 2026

Gentile utente, la ringrazio per aver affidato a questo spazio un racconto così ricco e articolato. Lei scrive con la stessa energia con cui sembra vivere, abbondante, impetuosa, generosa, e proprio questa qualità merita di essere guardata con attenzione, perché è al tempo stesso la sua forza più grande e il punto esatto della sua vulnerabilità attuale.

Mi colpisce innanzitutto la struttura profonda della sua storia, che precede di molto l'incontro con quest'uomo. Tre anni fa lei ha attraversato una perdita radicale: un compagno che stava per diventare marito è venuto a mancare. E lei, di fronte a quell'abisso, ha compiuto un gesto potentissimo: ha rifatto tutto. Paese, lingua, lavoro, identità sociale. Ha costruito un edificio imponente - aziende, dipendenti, lingue, cavalli, pittura, vita mondana - con una vitalità che non posso che ammirare ma che, proprio nella sua intensità, mi interroga. Perché quando una persona ricostruisce così tanto e così rapidamente dopo una devastazione, sorge una domanda necessaria: quanto di quella costruzione è fioritura autentica e quanto è argine? Quanto è vita che si espande e quanto è vita che corre per non fermarsi, perché fermarsi significherebbe sentire ciò che è rimasto indietro, incompiuto, non elaborato?
Lei stessa scrive una frase rivelatrice: "dopo così tanti anni di solitudine per scelta". Quella solitudine non era semplice scelta. Era il recinto sacro intorno a una ferita, il perimetro che lei ha tracciato tra sé e la possibilità di essere nuovamente toccata in profondità da un altro essere umano. E per tre anni quel recinto ha tenuto. Nessuno è entrato.

Poi arriva quest'uomo. E qui le chiedo di osservare con me la coreografia di questo incontro, perché è straordinariamente eloquente.
Lui appare, poi scompare. La blocca. Poi il destino, lei usa proprio questa parola, li rimette uno di fronte all'altra. Segue una giornata passionale, un avvicinamento rapido, intenso, quasi febbrile. Poi la rivelazione: lui è legato a un'altra, una relazione ambigua, sofferente ma tenace, quattro anni di qualcosa che non funziona eppure non si scioglie. Da quel momento si innesca un ritmo preciso, quasi musicale nella sua ripetitività: lui viene e va, si avvicina e si ritrae, trascorre il sabato con lei e la domenica sera torna dall'altra, le dice che non è normale quello che accade tra loro e tuttavia non smette di cercarlo, le chiede di non travolgergli la vita e contemporaneamente le dice che con nessuna sta bene come con lei. È un uomo che abita la soglia in modo permanente: né dentro né fuori, né con lei né senza di lei, né libero né vincolato.

Ora, la domanda che lei mi pone è se sia sbagliato tornare a vederlo sperando che la situazione evolva. Ma la domanda più vera, quella che la sua psiche le sta già ponendo attraverso l'insonnia, l'isolamento, l'impossibilità di concentrarsi, è un'altra: perché proprio quest'uomo. Perché, tra tutti gli esseri umani che lei ha incontrato in tre anni di vita piena e dinamica, l'unico che ha sfondato il recinto è un uomo strutturalmente indisponibile. Un uomo che ripete, nella sfera dell'eros, lo stesso gesto che la morte ha compiuto nella sua vita tre anni fa: esserci e non esserci, darsi e sottrarsi, promettersi e svanire. Non le dico questo per ferirla. Glielo dico perché è il cuore della questione, e nessun consiglio pratico sul "cosa fare con lui" avrà valore alcuno finché questo nodo non verrà guardato in faccia. Qualcosa nella sua anima ha riconosciuto in quest'uomo una configurazione familiare, una forma dell'assenza che lei già conosce intimamente, e vi si è precipitata con tutta l'intensità di cui è capace, che è moltissima. Il pensiero ossessivo che la tormenta non è soltanto innamoramento: è la psiche che bussa con insistenza su una porta che lei credeva di aver sigillato ricostruendo la propria vita altrove.

La felicità che lei teme di perdere non abita in quest'uomo. Quest'uomo ne è il segnale, non la sorgente. Il segnale che lei è pronta, finalmente, dolorosamente, a riaprire quello spazio che la perdita aveva devastato. Ma riaprirlo consegnandosi a qualcuno che per struttura non può accoglierla pienamente significherebbe ripetere la ferita, non guarirla. Significherebbe confermare, ancora una volta, che l'amore per lei ha la forma dell'attesa, della parzialità, di qualcuno che c'è a metà.

Lei merita una presenza intera. E per poterla riconoscere quando si presenterà, e soprattutto per non confonderla con il suo contrario, le occorre un lavoro su di sé che vada ben oltre la gestione di questa vicenda sentimentale. Le occorre tornare là dove tutto è cominciato, a quel lutto che è stato coperto di azione e di mondo ma forse non ancora attraversato nella sua profondità.

Un caro saluto,

Dottoressa Giulia Foddai

Giulia Foddai Psicologo a Torino

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10 MAR 2026

Buongiorno Marlena,
la situazione che descrive è emotivamente molto intensa e capisco perché le stia occupando così tanto spazio mentale. Proverò a risponderle con uno sguardo clinico, come farebbe uno psicoanalista che prova a comprendere le dinamiche profonde della relazione, più che giudicare le scelte.

Prima di tutto è importante guardare al contesto della sua storia. Lei racconta due elementi molto significativi della sua vita recente: da una parte la perdita del compagno con cui stava per sposarsi tre anni fa, dall’altra una ricostruzione estremamente attiva della sua vita — il trasferimento all’estero, la creazione di aziende, la gestione di dipendenti, l’apprendimento di più lingue, una vita sociale ricca e numerosi interessi. Dal punto di vista psicologico questo tipo di percorso è stato molto studiato nella ricerca contemporanea sul lutto e viene spesso descritto come una forma di ricostruzione identitaria post-traumatica. Dopo una perdita molto importante alcune persone reagiscono con grande energia, costruendo nuove strutture di vita e nuove identità personali e professionali.

Questo non significa che il lutto non sia stato elaborato. Significa però che l’area affettiva più profonda può rimanere in una sorta di sospensione per un periodo, soprattutto quando per proteggersi dal dolore la persona investe molte energie nella ricostruzione concreta della propria vita. In molti casi quella parte emotiva torna a riattivarsi proprio quando si incontra qualcuno con cui si crea una connessione inaspettata. È per questo che a volte, dopo anni in cui si è stati relativamente tranquilli sul piano sentimentale, può arrivare un incontro che ha un effetto quasi travolgente. Non si tratta soltanto dell’interesse per una persona nuova, ma del fatto che quell’incontro riapre uno spazio affettivo che era rimasto silenzioso.

Allo stesso tempo, però, nella storia che racconta emerge un elemento che in psicologia delle relazioni è molto importante osservare con lucidità: quest’uomo si trova all’interno di una relazione di quattro anni che lui stesso descrive come complicata, ma che continua comunque a definire una relazione in cui esiste ancora amore. Nella clinica delle relazioni affettive questo tipo di configurazione è abbastanza frequente. Una persona può sentirsi sinceramente attratta da qualcuno di nuovo, vivere momenti molto autentici e intensi, ma allo stesso tempo non aver realmente chiuso il legame precedente. Quando questo accade si crea spesso una dinamica oscillante: momenti di grande vicinanza e complicità, seguiti da momenti di distanza improvvisa in cui l’altra relazione torna a occupare il centro della scena.

Questo tipo di situazione produce spesso proprio l’effetto psicologico che lei descrive. I momenti vissuti insieme sono stati intensi, spontanei e ricchi di sintonia, e proprio per questo la mente continua a tornarci sopra, cercando di capire cosa potrebbe succedere se le circostanze cambiassero. Nella ricerca psicologica sulle relazioni sappiamo che i legami incompleti o sospesi tendono a occupare molto più spazio mentale di quelli chiaramente conclusi, perché la mente rimane impegnata a cercare una soluzione che in realtà non è ancora stata presa.

La domanda che lei si pone — se sia sbagliato voler ignorare le circostanze e tornare a frequentarlo sperando che la situazione con il tempo cambi — è una domanda molto umana. Il desiderio di non perdere una possibilità di felicità è comprensibile, soprattutto dopo anni in cui ha scelto di restare sola. Tuttavia il punto centrale, dal punto di vista clinico, non è tanto il desiderio quanto la struttura reale della situazione. In questo momento lui non è una persona libera né emotivamente né concretamente. Questo significa che qualsiasi relazione con lui rischierebbe di svilupparsi dentro una zona di ambiguità, dove lei potrebbe trovarsi involontariamente ad aspettare che lui chiarisca qualcosa che riguarda prima di tutto la sua vita e la sua relazione attuale.

Non è impossibile che una persona, trovandosi davanti a un incontro significativo, decida davvero di cambiare la propria situazione sentimentale. Ma perché questo accada deve essere una decisione che nasce da una sua elaborazione interna.

Per quanto riguarda la sua situazione e ciò che sta provando, potrebbe essere d'aiuto un sostegno psicologico.
Restando a disposizione.
Dott. Mattia Carolo

Mattia Carolo Psicologo a Padova

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9 MAR 2026

Buonasera Marlena,
grazie per aver scelto di condividere qui la sua esperienza.
Il suo racconto comunica tanta energia e passionalità: sono cose preziose, ancora di più dopo l'esperienza dolorosa del lutto che ha vissuto tre anni fa. Lei adesso ha maturato la consapevolezza di voler riprovare ad essere felice con un'altra persona. Questa consapevolezza è sorta dopo aver vissuto una relazione travolgente con l'uomo di cui parla, è vero ed è giusto che lei lo riconosca, ma è vero anche che non se ne andrà in base a quale piega prenderà la relazione con quest'uomo. Potrà perdere lui, e se accadesse sarebbe un vissuto difficile, lo capisco bene, ma non perderà l'opportunità di stare bene ed essere felice con un nuovo compagno.
Con questo non intendo pronunciarmi sulle vostre prospettive future, non posso sapere cosa accadrà. Posso però provare a fare qualche osservazione sulla situazione che la logora così tanto.
Vivere intensamente un nuovo incontro può essere stupendo, un'esplosione di sensazioni travolgenti, sia cammina a tre metri da terra, il mondo che sembrava svuotato di senso e noioso riprende colore, torna ad essere interessante, un posto in cui possiamo tornare ad immaginare un futuro, mentre fino ad un attimo prima ci sembrava così brutto che a malapena riuscivamo ad abitare il presente.
Capita raramente che due persone riescano ad aprirsi e lasciarsi andare, a fidarsi l'uno dell'altra al punto da vivere pienamente situazioni come quella che descrive. Preferiscono andarci piano, proteggersi, entrare piano piano nella vita dell'altra persona e lasciarla entrare un po' per volta nella propria, avendo tutto il tempo di conoscere e farsi conoscere. Sono due modalità differenti, nessuna è migliore, e non necessariamente devono escludersi a vicenda. Hanno entrambe conseguenze relazionali più o meno probabili e qualche effetto collaterale. Nel suo caso, dopo aver sperimentato tanta gioia, si trova a sentirne la mancanza e contemporaneamente a non conoscere a fondo le motivazioni dell'altro, e questo la porta a tentare di colmare i vuoti con il pensiero, a rimuginare per tentare di dare un senso a qualcosa di cui non conosce davvero le ragioni.
Perché non le faccia male con il tempo, cerchi di trovare la giusta distanza da cui poter riflettere su di sé e sulla relazione. Distanza non significa solitudine, e fare spazio a relazioni che nutrono, come le amicizie, può essere decisivo.
Se la concentrazione resta un problema, potrebbe provare una consulenza individuale in cui approfondire il racconto e cercare sostegno.

Resto a disposizione.
Un saluto.
Margherita Barberi, Psicologa

Margherita Barberi Psicologo a Lerici

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8 MAR 2026

Buongiorno Marlena,
da quello che racconta emerge una storia molto intensa, non solo per quello che sta vivendo adesso, ma anche per il percorso importante che ha affrontato negli ultimi anni. La perdita del suo compagno, il cambiamento di vita, il trasferimento all’estero e la costruzione di una realtà lavorativa così ricca mostrano una grande forza e capacità di reinventarsi. Allo stesso tempo però anche le persone molto forti possono trovarsi emotivamente coinvolte in situazioni complesse, come quella che descrive.

L’incontro con quest’uomo sembra aver riattivato qualcosa che da tempo non provava: interesse, complicità, entusiasmo, la sensazione di essere vista e capita. Dopo anni di solitudine scelta o comunque vissuta senza un coinvolgimento profondo, è comprensibile che questo tipo di emozione possa diventare molto presente nei pensieri. Quando un legame nasce con una forte intensità iniziale, soprattutto in un momento in cui ci sentiamo pronti ad aprirci di nuovo, può occupare molto spazio mentale.
Allo stesso tempo però la situazione che descrive presenta una caratteristica importante: quest’uomo è ancora coinvolto in una relazione significativa. Lui stesso le ha detto che, nonostante le difficoltà, tra loro esiste ancora amore. Questo non significa che la vostra connessione non sia reale, ma indica che lui si trova in una fase di grande ambivalenza e probabilmente non è ancora in una posizione emotiva chiara.

Quando una persona si trova tra due relazioni o tra due possibilità affettive, spesso vive una fase di confusione in cui può cercare vicinanza, ma allo stesso tempo fare passi indietro. Questo movimento avanti e indietro può essere molto coinvolgente ma anche molto destabilizzante per l’altra persona, perché mantiene viva la speranza senza offrire una direzione chiara.

La domanda che lei si pone — se valga la pena “fregarsene delle circostanze” e continuare a vederlo sperando che la situazione cambi — è una domanda molto umana. Tuttavia è importante considerare anche la tutela del proprio equilibrio emotivo. Entrare o restare in una dinamica in cui una persona è ancora legata a un’altra relazione può facilmente portare, nel tempo, a sentirsi in attesa o in una posizione incerta. A volte la questione non è tanto se la storia potrebbe funzionare, ma in quali condizioni potrebbe funzionare davvero. Una relazione ha più possibilità di svilupparsi in modo sano quando entrambe le persone sono libere emotivamente e disponibili a costruire qualcosa senza ambiguità. Il fatto che, nonostante la sua vita piena e attiva, questo pensiero stia occupando molto spazio mentale e stia iniziando a interferire con il lavoro e la quotidianità è un segnale da ascoltare. Non perché ci sia qualcosa di “sbagliato” in ciò che prova, ma perché probabilmente questa situazione ha toccato un bisogno affettivo profondo che merita attenzione. Potrebbe essere utile provare a spostare un po’ la prospettiva dalla domanda “posso perdermi questa occasione?” alla domanda “questa situazione, così com’è oggi, mi fa stare bene o mi tiene sospesa?”.

In alcune situazioni la scelta più protettiva non è inseguire ciò che potrebbe diventare, ma osservare ciò che è realmente disponibile nel presente. Se questa persona chiarirà la propria situazione e sarà davvero libero di iniziare una relazione, allora potrete incontrarvi in modo diverso e più sereno. Se invece la situazione restasse ambigua, il rischio sarebbe quello di investire molto emotivamente in qualcosa che rimane incerto. Se sente che questo coinvolgimento sta diventando difficile da gestire da sola, confrontarsi con uno psicologo potrebbe aiutarla a dare spazio e significato a ciò che sta vivendo, senza dover reprimere le emozioni ma anche senza rimanerne intrappolata.

Le emozioni che prova sono comprensibili e parlano del suo desiderio di tornare a condividere la vita con qualcuno. Questo desiderio è legittimo e prezioso; proprio per questo merita una situazione in cui possa esprimersi con maggiore chiarezza e reciprocità.
Un caro saluto
Dott.ssa Alessia Settesoldi
Ricevo anche online

Dott.ssa Alessia Settesoldi Psicologo a Prato

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8 MAR 2026

Carissima,
dalla sua descrizione emerge una donna molto attiva, autonoma e capace di ricostruire la propria vita dopo una perdita importante. Il fatto che, dopo anni in cui ha scelto di concentrarsi su se stessa e sul lavoro, l’incontro con questa persona abbia riattivato emozioni forti è comprensibile.

Il punto centrale però non sembra essere l’intensità del sentimento, quanto la situazione in cui questa relazione è nata. Quest’uomo, da ciò che racconta, si trova ancora all’interno di un legame significativo con un’altra persona e appare lui stesso piuttosto ambivalente: da un lato attratto e coinvolto dalla conoscenza con lei, dall’altro legato a una relazione di lunga durata che non ha ancora realmente concluso.

Quando una relazione inizia in questo tipo di contesto è facile che generi confusione emotiva e che una delle due persone finisca per trovarsi in una posizione più vulnerabile. Il fatto che il pensiero di lui stia occupando così tanto spazio nella sua mente, fino a interferire con il lavoro e con la vita quotidiana, è un segnale che questa situazione la sta coinvolgendo profondamente.

La domanda che pone – se sia giusto “fregarsene delle circostanze” e vedere come evolvono le cose – è comprensibile. Tuttavia è importante considerare che, finché lui non avrà chiarito davvero la sua posizione nella relazione precedente, il rischio è che lei rimanga in una situazione di attesa o di incertezza.

A volte, dopo un incontro molto intenso, può nascere la sensazione di aver trovato un’opportunità rara di felicità. Ma una relazione solida difficilmente può costruirsi su una base ancora così ambigua.

Potrebbe essere utile provare a riportare l’attenzione su di sé: sui suoi bisogni, sui suoi limiti e su ciò che desidera davvero in una relazione. Non tanto chiedendosi se valga la pena “rischiare”, ma se questa situazione le permette di sentirsi scelta, serena e rispettata.

Se sente che questo coinvolgimento emotivo sta diventando difficile da gestire da sola, uno spazio di confronto professionale può aiutarla a fare chiarezza e a comprendere meglio cosa sta cercando in questo momento della sua vita.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Rosina Motta

Dott.ssa Rosina Motta Psicologo a Lamezia Terme

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8 MAR 2026

Buonasera Marlena,
la ringrazio per aver condiviso con tanta apertura una situazione così personale.
Dalle sue parole emerge chiaramente quanto questo incontro abbia avuto un impatto intenso su di lei, soprattutto dopo un periodo di vita segnato da cambiamenti importanti e da una perdita molto significativa.

Dopo la scomparsa del suo compagno lei ha dimostrato una grande capacità di riorganizzare la propria vita: ha costruito nuove realtà professionali, si è trasferita all’estero, coltiva interessi e relazioni sociali. Tutto questo racconta di una persona con molte risorse e una forte capacità di adattamento. Proprio per questo può essere comprensibile che l’incontro con qualcuno con cui sente una sintonia emotiva e intellettuale così forte abbia riattivato desideri, emozioni e bisogni affettivi che forse erano rimasti più in secondo piano negli ultimi anni.

Allo stesso tempo, dalla sua descrizione emerge una situazione relazionale piuttosto ambigua. Quest’uomo sembra provare un interesse nei suoi confronti, ma allo stesso tempo mantiene un legame affettivo con la sua attuale compagna e manifesta una certa difficoltà nel prendere una posizione chiara. Questo tipo di dinamica può generare molta confusione emotiva e, nel tempo, rischia di diventare fonte di sofferenza proprio perché lascia in sospeso aspettative, speranze e possibilità.

La domanda che lei si pone - se valga la pena “seguire il sentimento” oppure prendere distanza per proteggersi - è una riflessione molto importante. In questi casi può essere utile non guardare soltanto all’intensità delle emozioni provate, ma anche alla concretezza delle scelte e dei comportamenti dell’altra persona. Le relazioni che hanno la possibilità di svilupparsi in modo sereno, nel tempo, tendono ad avere una certa chiarezza di posizione da entrambe le parti.

Il fatto che in questo momento il pensiero di lui occupi molto spazio nella sua mente, fino a interferire con la concentrazione nel lavoro e nella vita quotidiana, è un segnale che questa situazione sta avendo un forte impatto sul suo equilibrio emotivo. Più che chiedersi se sia “giusto” o “sbagliato” rivederlo, potrebbe essere utile chiedersi quale scelta la aiuterebbe maggiormente a tutelare il suo benessere e la sua serenità nel medio-lungo periodo.

In alcune situazioni, prendersi un tempo di distanza reale – non solo fisica ma anche comunicativa – può aiutare a ridurre l’intensità emotiva e a capire con maggiore lucidità cosa si desidera davvero e quali condizioni siano necessarie per costruire una relazione che non la metta in una posizione di incertezza o attesa.

Rimango a disposizione,
un cordiale saluto
Dott.ssa Psicologa Clelia Devoto

Clelia Devoto Psicologo a Sarzana

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8 MAR 2026

Salve, e grazie per aver condiviso una storia così personale.
Dalle sue parole emerge una donna con molte risorse e una grande forza. Negli ultimi anni ha attraversato una perdita molto importante e, nonostante questo, è riuscita a ricostruire la sua vita in un altro paese, sviluppare attività professionali, coltivare passioni e relazioni. Tutto questo racconta una notevole capacità di autonomia, adattamento e determinazione.
Proprio per questo è comprensibile che l’incontro con una persona con cui sente una connessione intensa abbia avuto un impatto così forte. Dopo anni in cui aveva scelto di stare da sola e non aveva provato questo tipo di coinvolgimento, è naturale che questa esperienza abbia assunto un peso emotivo così grande. Potrebbe essere utile fermarsi un momento e chiedersi che cosa cerca davvero oggi all’interno di una relazione. A volte prendersi uno spazio di riflessione, magari anche con l’aiuto di un professionista, può aiutare a chiarire meglio bisogni, desideri e limiti personali.
Le lascio alcune domande come spunti di riflessione: come immagina di stare in una relazione come questa, dove al momento è presente anche un’altra persona nella vita di lui? Riuscirebbe a sentirsi serena, riconosciuta e importante all’interno di questo legame? Oppure teme che col tempo potrebbe sentirsi messa un po’ da parte o dentro una situazione poco definita?
Un altro aspetto che forse merita attenzione riguarda il lutto che ha vissuto: sente di aver avuto davvero lo spazio per elaborare quella perdita così grande? A volte incontri molto intensi possono riattivare bisogni emotivi profondi legati anche a ciò che abbiamo vissuto prima.
In questi anni lei ha fatto moltissimo per andare avanti e dimostra chiaramente di avere le capacità per affrontare anche questa situazione. Forse però ora c’è il rischio di mettere un po’ in secondo piano se stessa, o di accettare una relazione che non è ancora chiara nei suoi confini.
Il desiderio di non perdere un’occasione di felicità è assolutamente umano. Allo stesso tempo, la felicità in una relazione dovrebbe poterle permettere di sentirsi tranquilla, scelta e valorizzata, non in attesa che qualcosa cambi. Concedersi un tempo di ascolto di sé potrebbe aiutarla a capire quale direzione la rispetta davvero di più.

Un caro saluto,
Dott.ssa Francesca Farina

Dott.ssa Francesca Farina Psicologo a Firenze

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7 MAR 2026

Cara Marlena,

leggendo la tua storia si percepisce tutta la forza e la vitalità di una donna che ha saputo ricostruire un impero partendo dalle ceneri di un grande dolore. Sei una "combattente" che parla sei lingue, gestisce aziende e cavalca la vita con passione. Ma proprio questa tua natura dinamica e risoluta oggi si scontra con una situazione che non può essere "gestita" come un ufficio o un'azienda: il labirinto emotivo di un uomo irrisolto.

Vorrei offrirti alcuni spunti di riflessione, guardando la situazione con gli occhi di chi lavora ogni giorno sui legami invisibili e sulla dignità della propria natura:

Il fascino del "progetto difficile": Dopo tre anni di solitudine scelta e di grandi successi lavorativi, è normale che il tuo cuore abbia cercato una sfida alla sua altezza. Quest'uomo è diventato per te un "progetto" emozionante, ma attenzione: in amore non vince chi gestisce meglio, ma chi è libero di darsi. Lui, al momento, non è libero. È legato da un "patto di fedeltà" a una relazione di 4 anni che definisce "ambigua" ma che non riesce a lasciare.

La trappola dell'amicizia speciale: La decisione di vedersi "in amicizia" dopo essere stati amanti è spesso un autoinganno. Serve solo a mantenere vivo un legame che l'adulto non sa né chiudere né vivere pienamente. Questo "limbo" è ciò che ti sta prosciugando le energie vitali. Non riesci a concentrarti sul lavoro perché la tua mente è impegnata a cercare di risolvere un puzzle a cui mancano dei pezzi che solo lui può mettere.

L'incontro con "l'altra": Il fatto che lei sia venuta da te a farti i complimenti per la tua "luce" è un segnale potente. Lei ha visto in te quella vitalità che forse la loro coppia ha perso da tempo. Ma ricorda: tu non sei una "terapia" per la loro crisi. Essere la "luce" per qualcuno che poi torna nell'ombra della sua situazione precedente è un ruolo che, a lungo andare, consuma la tua stessa luce.

Cosa ti suggerisco di fare?

Marlena, tu chiedi se sia sbagliato "fregarsene delle circostanze" e tornare a vederlo sperando che le cose cambino. La verità è che non puoi pretendere che la situazione cambi dall'esterno. Se lui dopo un mese di "travolgimento" con te ha scelto di restare dov'è, ti sta dando un'informazione preziosa sulla sua attuale capacità di scegliere.

Proteggi la tua autorealizzazione: Il fatto che tu non riesca più a concentrarti sul lavoro è un campanello d'allarme. La tua indipendenza e le tue aziende sono il frutto della tua rinascita; non permettere a una situazione ambigua di minare ciò che hai costruito con tanta fatica.

Esci dal limbo: Finché rimani in contatto "ogni tanto", rimani agganciata all'attesa. Questo isolamento sociale che stai vivendo è il segno che ti stai chiudendo in un castello di speranze legate a lui. Prova a riportare l'attenzione sui tuoi hobby, sul tuo cane, sulla tua vita in quella grande città.

Datti un tempo: Non è sbagliato voler essere felici, ma la felicità non nasce dal "sottrarre" qualcuno a un'altra storia. Se lui ti vuole davvero, deve fare lo spazio dentro di sé e nella sua vita. Non tornare indietro per "accontentarti" di briciole di tempo.

La tua luce è troppo preziosa per essere usata come una candela che illumina la confusione di un altro. Meriti qualcuno che non debba essere "convinto" della tua eccezionalità, ma che sia pronto a correre al tuo fianco.

Un caro saluto,

Dott.ssa Maria Pandolfo

Maria Pandolfo Psicologo a Pisa

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7 MAR 2026

Cara Marlena, sento la voce di una donna vitale e desiderante.
Il suo lutto è sicuramente stato un momento di svolta nella sua vita e lei lo ha affrontato al meglio delle sue possibilità, reinventandosi e riaffermandosi professionalmente e a livello identitario: questo ci racconta quante risorse lei abbia e quanto queste siano preziose. Dopo tanto dolore e tanta fatica per ricostruirsi, mi chiedo se forse dovremmo cominciare a spostare il focus dalla possibilità di una relazione con qualcuno che è confuso ed emotivamente non disponibile, al perché dentro di lei una parte sente che questa sia la persona che potrebbe regalarle una vita relazionale soddisfacente.

Quando ci sono dei bisogni profondi (spesso bisogni che non riusciamo a legittimarci) come ad esempio quello di ricominciare a vivere le relazioni, di risvegliare il proprio corpo da un punto di vista erotico, di concederci di innamorarci e desiderare un legame, talvolta capita che le persone che incontriamo per la strada verso la riappropriazione di tutta questa parte desiderante ci sembrino esattamente quello che ci serviva.

Eppure, dentro di lei si è (saggiamente) innestato il seme del dubbio, ha iniziato a porsi delle domande. La invito a riflettere su cosa questa persona rappresenti davvero, simbolicamente.
Le lascio un'immagine: lei ha tra le mani un bel pacchetto di cui ancora non conosciamo davvero profondamente il contenuto; prima ancora di poter osservare questo contenuto, lei desidera affidare questo pacchetto alla persona che sta frequentando. Il suo sguardo dovrebbe essere prima di tutto concentrato su cos'è questo pacchetto, cosa contiene, quali bisogni nasconde?
Se ci affrettiamo a darlo a questa persona, potremmo etichettarlo come "desiderio di relazione", rischiando però di perderci l'opportunità di interrogarlo più a fondo per capire cosa lei davvero desidera per se stessa.
Perché dare questo splendido misterioso pacchetto ad una persona emotivamente non disponibile? Che storia ci racconta questo di lei?
Il suo istinto sembra dire: aspetta, prima di affidare a lui questo pacchetto... forse dentro ci sono ricchezze che non immaginiamo nemmeno!
Farsi le domande è un ottimo modo di procedere.
Resto a sua disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Alice Tesi
Psicologa Clinica

Dott.ssa Alice Tesi Psicologo a Pistoia

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7 MAR 2026

Buongiorno,

dal suo racconto emerge una persona con molte risorse: ha affrontato una perdita molto importante, ha ricostruito la sua vita in un altro paese, ha sviluppato attività professionali e interessi personali. Questo indica una grande capacità di adattamento e una forte autonomia. Proprio per questo è comprensibile che l’incontro con qualcuno con cui sente una connessione intensa abbia avuto un impatto così forte: dopo anni in cui non aveva provato questo tipo di coinvolgimento, è naturale che l’esperienza sia diventata emotivamente molto significativa.
Allo stesso tempo, però, nella situazione che descrive c’è un elemento centrale che merita attenzione: quest’uomo è ancora dentro una relazione affettiva importante. Lui stesso le ha detto che tra loro le cose non funzionano bene, ma che si amano e che la relazione dura da anni. Inoltre ha mostrato un comportamento piuttosto ambivalente: momenti di grande vicinanza e coinvolgimento alternati a momenti di distanza, blocchi o decisioni di fermarsi. Questa oscillazione può essere molto destabilizzante emotivamente, perché tende ad alimentare speranza e incertezza allo stesso tempo.

Il fatto che ora lei faccia fatica a concentrarsi sul lavoro e senta i pensieri su di lui molto presenti è una reazione abbastanza comune quando si crea un legame intenso ma non definito. Le relazioni “sospese” o triangolari spesso mantengono alto il coinvolgimento proprio perché non hanno una direzione chiara: la mente tende continuamente a chiedersi cosa potrebbe succedere, cosa l’altra persona deciderà, se la situazione cambierà.
La domanda che pone, se valga la pena “fregarsene delle circostanze” e continuare a vederlo sperando che la situazione cambi, è molto comprensibile. Tuttavia, in questi casi è utile considerare non tanto ciò che potrebbe accadere, ma ciò che sta accadendo ora. In questo momento lui non è libero e non sembra aver preso una decisione chiara rispetto alla sua relazione. Continuare a frequentarlo in queste condizioni rischia di mantenerla in una posizione di attesa, dove il futuro della relazione dipende principalmente dalle sue scelte e dai tempi della sua storia attuale.

Questo non significa che tra voi non ci sia stata un’intesa reale, né che l’interesse che avete provato sia “sbagliato”. Significa però che una relazione può diventare realmente sana e stabile solo quando entrambe le persone sono libere di sceglierla pienamente. Finché lui rimane in una relazione ambigua e contemporaneamente mantiene un legame con lei, è molto facile che il peso emotivo della situazione ricada soprattutto su di lei.
A volte la scelta più protettiva per se stessi non è inseguire la possibilità che qualcosa cambi, ma lasciare che l’altra persona chiarisca la propria vita indipendentemente da noi. Se davvero un giorno lui dovesse chiudere la sua relazione e scegliere di costruire qualcosa con lei, potrà farlo in modo più chiaro. Nel frattempo, mantenere una certa distanza può aiutarla a non restare intrappolata in una dinamica che rischia di consumare molte energie emotive.

Il fatto che questo incontro l’abbia toccata così profondamente, dopo anni di solitudine scelta e dopo una perdita importante, è comunque un segnale significativo: indica che la parte di lei che desidera di nuovo una relazione è viva. Questo non significa necessariamente che la persona giusta debba essere per forza quest’uomo, ma che la possibilità di aprirsi di nuovo a un legame esiste. E questo, dopo quello che ha vissuto, è già un passaggio molto importante.

Un caro saluto,
Dott.ssa Grazia Melchiorre - Psicologa clinica

Dott.ssa Grazia Melchiorre Psicologo a Pescara

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6 MAR 2026

Buonasera Marlena, dal suo racconto emerge una donna molto vitale, capace di rimettersi in movimento dopo un dolore importante come la perdita del suo compagno. A volte però può accadere che, proprio quando si torna a incontrare qualcuno che suscita un forte interesse, qualcosa di quella intensità finisca per occupare molto spazio nei pensieri.
Il fatto che quest’uomo sia coinvolto in una relazione ambigua potrebbe rendere la situazione particolarmente carica sul piano emotivo. È possibile che proprio questa incertezza, fatta di avvicinamenti e allontanamenti, alimenti il pensiero e il desiderio, lasciando aperte molte domande su ciò che potrebbe accadere.
Come ricordava Freud, “L'io non è padrone in casa propria”: talvolta ci troviamo coinvolti in situazioni che sembrano sfuggire al pieno controllo della volontà. Può essere allora utile interrogarsi non solo su ciò che questa persona rappresenta per lei, ma anche su quale posizione si ritrova ad assumere dentro questa dinamica.
Se questi pensieri continuano a occupare molto spazio nella sua vita, parlarne all’interno di uno spazio dedicato potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa si sta muovendo per lei in questo momento. In alcuni casi, un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico) può offrire l’occasione per esplorare più a fondo queste dinamiche.

Le mando un saluto,
Dott. Valentino Moretto

Dott. Valentino Moretto Psicologo a Salerno

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6 MAR 2026

Quello che descrivi è molto comprensibile dal punto di vista emotivo. Hai vissuto una perdita enorme tre anni fa, hai avuto la forza di ricostruire completamente la tua vita, trasferirti all’estero, creare aziende, coltivare passioni e relazioni. Non è una cosa da poco. Quando una persona così piena di energia incontra qualcuno con cui sente finalmente di nuovo una connessione forte, è naturale che quell’incontro diventi molto significativo e occupi molto spazio nella mente.
Da quello che racconti, però, la dinamica con quest’uomo ha alcune caratteristiche molto precise. Lui si è avvicinato molto rapidamente, con momenti di grande intensità e complicità, ma allo stesso tempo non è mai stato davvero libero. Fin dall’inizio c’è stata un’altra relazione presente, con sentimenti ancora vivi. Questo crea una situazione emotiva molto potente ma anche molto instabile. L’intensità dei weekend insieme, la passione, le conversazioni profonde, alternati ai momenti in cui lui si ritira o dice di avere bisogno di stare da solo, tendono a generare un forte coinvolgimento mentale. Il cervello rimane agganciato proprio perché la situazione è incompleta e incerta.
Il punto centrale non è tanto se sia “sbagliato” voler tornare a vederlo. Il desiderio che senti è umano. Dopo anni in cui non avevi provato interesse per nessuno, è normale chiedersi se stai rischiando di perdere un’occasione di felicità. La vera domanda è un’altra: quanto spazio reale ha lui nella sua vita per costruire qualcosa con te adesso?

Dalle sue stesse parole emerge una grande ambivalenza. Dice di essere molto interessato a te, ma allo stesso tempo dice che ama la sua compagna e che non si può stravolgere la vita di una persona in un mese. Ti cerca, ma poi si ritira. Ti racconta molto, ma non prende una decisione chiara. Questa non è necessariamente cattiveria o manipolazione; spesso è semplicemente confusione emotiva. Però il risultato pratico è che tu rimani in una posizione di sospensione.
Il fatto che nell’ultimo mese tu faccia fatica a concentrarti sul lavoro e che i tuoi pensieri tornino continuamente su di lui è un segnale importante. Non parla solo dell’interesse per questa persona, ma anche del bisogno affettivo che forse si è riattivato dopo molto tempo. Quando per anni si rimane forti e autonomi, a volte basta una connessione intensa per far emergere una parte di sé che desidera profondamente condividere la vita con qualcuno.
Il rischio, se tu tornassi a vivere la relazione “senza guardare le circostanze”, è che la situazione resti esattamente così: intensa ma irrisolta. In queste dinamiche, spesso la persona libera emotivamente finisce col tempo per soffrire di più perché aspetta che l’altro scelga, cambi o si chiarisca.

Una cosa importante da osservare non è quello che lui prova, ma quello che lui fa concretamente. Se una persona vuole davvero costruire qualcosa con qualcuno, prima o poi prende una posizione nella propria vita. Non necessariamente subito, ma in modo chiaro. In questo momento lui sembra ancora nel mezzo della sua storia precedente.
La tua paura di perdere un’occasione è comprensibile, ma a volte l’occasione vera non è inseguire una relazione complicata, ma incontrare qualcuno che sia libero di sceglierti senza ambiguità. Questo non significa che con lui non possa esserci qualcosa in futuro. Potrebbe anche accadere, ma solo se lui prima risolve davvero la sua situazione, non mentre è ancora dentro.

C’è anche un’altra cosa che emerge molto dal tuo racconto: tu sei una persona molto ricca di vita, iniziative, interessi, relazioni. Il fatto che ora tu stia iniziando a isolarti e a perdere concentrazione è come se questa situazione stesse restringendo il tuo mondo, invece di ampliarlo. Le relazioni che fanno bene di solito fanno l’opposto.
Quindi non è “sbagliato” volerlo rivedere. La domanda più utile potrebbe essere: vuoi entrare in una situazione incerta sperando che cambi oppure vuoi restare disponibile solo se lui arriva davvero libero e deciso?
Spesso la scelta più protettiva non è chiudere con rabbia, ma mantenere un confine chiaro: la porta non è sbarrata, ma non si resta dentro una relazione a metà.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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6 MAR 2026

Gentile Marlena, dalle sue parole emerge con grande chiarezza una persona molto vitale, capace, ricca di interessi e con una notevole forza interiore. Ha attraversato un lutto molto importante (la perdita del compagno con cui stava per sposarsi) e nonostante questo è riuscita a ricostruire la sua vita, trasferirsi all’estero, creare attività professionali e mantenere una vita piena. Questo racconta molto della sua resilienza.
Proprio per questo è comprensibile che l’incontro con quest’uomo abbia avuto un impatto così forte. Dopo anni in cui, come dice lei, non aveva sentito un vero interesse emotivo verso qualcuno, si è trovata improvvisamente coinvolta in una connessione intensa, fatta di complicità, interessi comuni, momenti piacevoli e anche attrazione. Quando accade qualcosa di così inatteso, è normale che la mente continui a tornarci sopra. Vorrei però invitarla a osservare alcuni aspetti della situazione con uno sguardo un po’ più distaccato.
Quest’uomo non è emotivamente libero. Lui stesso le ha detto che ama ancora la sua compagna e che la relazione dura da quattro anni, anche se problematica. Questo significa che si trova in una fase di grande ambivalenza: è attratto da lei, ma allo stesso tempo è legato a un’altra persona. Quando una persona è in questo stato, spesso non è davvero in grado di costruire qualcosa di stabile con qualcun altro.
I comportamenti sono stati molto oscillanti. Bloccarla, poi cercarla; passare weekend intensi insieme, poi tirarsi indietro; dire che non vuole perderla ma contemporaneamente restare nella relazione attuale. Questo tipo di dinamica tende a creare forte coinvolgimento emotivo nell’altra persona, proprio perché alterna vicinanza e distanza.
Lei sta già percependo un effetto su di sé. Mi colpisce molto quando scrive che fatica a concentrarsi sul lavoro e che tende a isolarsi. Questo è un segnale importante: la situazione sta iniziando a occupare uno spazio mentale molto grande nella sua vita.
La domanda che pone (“è sbagliato fregarsene delle circostanze e vedere se col tempo la situazione cambia?”) non ha una risposta morale. Non è una questione di giusto o sbagliato. La vera domanda è: questa situazione ha più probabilità di farla stare bene o di farla soffrire nel tempo? Quando una relazione nasce mentre una delle due persone è ancora coinvolta sentimentalmente altrove, il rischio più grande è che lei finisca in una posizione di attesa: aspettare che lui chiarisca, che scelga, che cambi. E l’attesa, nelle relazioni, spesso diventa molto logorante.
Lei sembra una donna che nella vita non ha mai costruito le cose aspettando, ma agendo e scegliendo con autonomia. Per questo potrebbe essere utile chiedere a se stessa: "desidero una relazione in cui la persona sia davvero disponibile per me? oppure sono disposta a tollerare incertezza e ambiguità per vedere cosa succede?"
Un’altra riflessione importante riguarda ciò che quest’uomo rappresenta per lei. Dopo anni di solitudine scelta e dopo un grande lutto, potrebbe anche rappresentare la riapertura del desiderio di amare qualcuno. A volte la persona specifica diventa quasi il simbolo di questo risveglio emotivo, e per questo il pensiero diventa così persistente. Questo non significa che i sentimenti siano falsi, ma che l’intensità potrebbe essere amplificata dal momento della sua vita.
In una prospettiva psicologica, spesso la posizione più protettiva per sé è questa; non chiudere la porta per sempre, ma lasciare che sia lui, se davvero lo desidera, a tornare quando sarà libero e chiaro nella sua vita. Senza rimanere in una dinamica parallela o nascosta.
Nel frattempo, la sua vita, che già appare piena e ricca, merita di rimanere il centro.
Le lascio una domanda che può aiutarla a orientarsi. Se tra sei mesi la situazione fosse identica a oggi (lui ancora indeciso, ancora legato all’altra), come si sentirebbe verso se stessa per aver investito ancora in questa relazione?
La risposta a questa domanda spesso chiarisce molto.

Resto a disposizione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Roberta Fornarelli
Ricevo anche online

Roberta Fornarelli Psicologo a Bari

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6 MAR 2026

Gentile Marlena,
si evince da ciò che scrive che la dinamicità è certamente un suo punto forte. Cambiare vita dopo un lutto delle volte è necessario, la morte segna un confine, esiste un prima e un dopo e intanto avviene quel lavoro silenzioso di elaborazione della perdita.
In questo momento la situazione che sta vivendo è confusa e la mette in una condizione di trovarsi in una posizione incerta che però l’aggancia. Potrebbe essere utile domandarsi se questa è la relazione che desidera, fatta di attese, dubbi e poca disponibilità.
Esistono nella vita passaggi un po’ complicati e prendersi una pausa per riflettere potrebbe essere una buona idea proprio per avere di nuovo l’opportunità, come scrive lei, di essere felice, di nuovo, con qualcuno.
Resto a disposizione, anche online.
Saluti
Dott.ssa Eleonora Mazzola

Dott.ssa Eleonora Mazzola Psicologo a Milano

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6 MAR 2026

Carissima Marlena,

grazie per il suo racconto profondamente emotivo dal quale emerge comprensibilmente la sua incertezza.
Mi sembra che la situazione che descrive possa rappresentare non solo una scelta sentimentale molto difficile, ma anche un momento significativo del suo percorso interiore.

Il lutto che ha dovuto affrontare tre anni fa rappresenta una profonda perdita, alla quale è stata capace di reagire esprimendo una grande quantità di energia, sviluppando una vita professionale e privata ricca di attività e interessi. I cambiamenti che ha affrontato possono essere visti come il suo modo di ricostruire l'ordine e la sua identità a seguito di un dolore enorme.
A volte però, la parte più emotiva e affettiva può rimanere silente e inconscia, fino al momento in cui qualcosa o qualcuno non riattiva quelle parti più profonde.
L’incontro con quest’uomo potrebbe aver fatto proprio questo: riattivare una dimensione affettiva rimasta sospesa dopo il lutto.
Forse, nell'incontro con quest'uomo, le forti energie affettive che erano rimaste nel suo mondo interno sono state liberate con molta intensità, rendendone più difficile il controllo e la regolazione. Penso, ad esempio, a quando racconta che "il pensiero di quest'uomo non le da tregua", alla difficoltà di concentrazione sul lavoro o su altre cose, come se l'altro possieda per lei una forza quasi magnetica.

L'uomo di cui parla sembra essere diviso tra due mondi, uno dove vive una relazione da quattro anni che definisce complicata ma nella quale esiste ancora l'amore, l'altro dove emerge un forte interesse e una sensazione di benessere nella relazione con lei, come se stesse vivendo una situazione di tensione e conflitto psichico che fatica ad affrontare e integrare. Probabilmente, non avendo ancora trovato dentro di sé una direzione chiara, non riesce nemmeno a offrirla a lei.

Rispetto alla domanda che si pone, se sia sbagliato o meno ignorare le circostanze e tentare di affrontare questa relazione per vedere se ci sarà un cambiamento, penso che potrebbe esserle utile non tanto concentrarsi su cosa sarebbe giusto o sbagliato, ma riflettere su quali effetti questa relazione potrebbe avere sul suo equilibrio psichico. Il fatto che il pensiero sia sempre su di lui, che fa fatica a concentrarsi e che si sta isolando, potrebbe far pensare che questa situazione sta assorbendo molta della sua energia psichica. Un rapporto che potrebbe rimanere a lungo ambiguo o instabile potrebbe diventare una fonte di sofferenza anziché di crescita.
Potrebbe provare a riflettere su quale tipo di relazione desidera ora nella sua vita, cercando le risposte nella sua direzione interiore e mettendo per un momento da parte i comportamenti dell'altro.

Questo nuovo incontro potrebbe anche rappresentare una nuova fase per lei, una riapertura del suo mondo affettivo dopo un lungo tempo di protezione e una riattivazione del desiderio di amare e di condividere la vita con qualcuno. Forse, non è detto che la persona che apre una porta sia necessariamente la stessa con cui attraversare tutto il cammino.

La ringrazio ancora,
Dott.ssa Angela Maccarone
Psicologa clinica

Angela Maccarone Psicologo a Ancona

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6 MAR 2026

Una relazione Sanitaria Tura si parla sul rispetto, dialogo convenzione, obiettivi concreti, comuni, volontà concreta di costruire un futuro insieme supporto volontà di impegnarsi concretamente

Tutto questo nel concreto, tutto questo da entrambe le parti

Le consiglio di valutare se con questa persona ci sono io i cosiddetti presupposti, anche parlandone con lui



Se non ci fossero valuti sia il caso di continuare questa situazione

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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6 MAR 2026

cara Marlena,
te la dico dritta: sì, è sbagliato “fregarsene delle circostanze” in questo caso, non per moralismo, ma perché i fatti che hai raccontato descrivono un pattern molto chiaro. E quel pattern, quasi sempre, fa male a chi aspetta (cioè a te).

I fatti (non le parole) dicono questo

Ti ha bloccata “perché ha troppe cose”, poi vi siete rivisti e c’è stata intensità.

Ti ha detto “sto chiudendo un grande amore”, poi ha ammesso che è impegnato da 4 anni e che “si amano”.

Vi vedeva nei weekend, poi torna da lei.

A un evento era con lei e ha cercato te per complimentarti (triangolo in piena regola).

Poi ti dice: “non puoi travolgere la vita di una persona in un mese” (cioè: mi piaci ma non scegliere adesso).

E contemporaneamente: “non vorrei perderti”.

Traduzione: ti vuole nella sua vita, ma non al prezzo di perdere la sua relazione. Vuole il meglio di due mondi: stabilità/legame là, eccitazione/novità qui. Magari non è “cattivo”, ma questo è ciò che sta facendo.

Perché ti prende così tanto (e perché ti sta devastando la concentrazione)

Tu hai un profilo ad alta intensità: competenza, controllo della vita, molte responsabilità. Dopo un lutto enorme hai ricostruito tutto con forza.
Questo uomo arriva come una droga perfetta: novità + rischio + profondità apparente + intermittente. L’intermittenza è la benzina della fissazione: quando uno è “a ondate”, il cervello entra in modalità “ricerca”.

Non è “amore destinico”: è neuropsicologia + ferita di perdita che si riattiva. Anche se tu sei brillante e autonoma, il tuo sistema affettivo può agganciarsi fortissimo quando sente: vicino-lontano.

Risposta alla tua domanda

“È sbagliato tornare indietro e sperare che piano piano cambi?”

Sì, perché non hai leva. Il cambiamento dipende solo da lui e dalla sua relazione. E lui ti ha già mostrato che:

quando la pressione sale, ti toglie (blocco, “ho bisogno di stare solo”)

quando vuole piacere/energia, ti riprende

quando deve scegliere, non sceglie

“Perché era in una relazione che va male non vorrei perdere l’opportunità…”

Questa è la frase-trappola. Le relazioni che “vanno male ma si amano” possono durare altri 4 anni identici. E tu nel frattempo diventi la parentesi, non la storia.

Il criterio adulto (non romantico)

Se lui vuole davvero conoscerti, deve fare prima una cosa: chiudere la relazione in modo netto e stabile, e restare single un minimo (tempo definito, anche 1–2 mesi) senza “rimbalzi”.
Solo dopo può iniziare qualcosa con te. Tutto il resto è triangolo.

Cosa fare adesso (concreto, senza teatralità)

Stop contatto per 30 giorni. Non per punizione: per disintossicare il cervello.
Niente “amicizia”, perché non è amicizia: è un canale che ti tiene agganciata.

Scrivi 10 righe per te:
“Cosa sto cercando in lui che mi manca da anni?” (presenza? desiderio? tenerezza? rischio? sentirti scelta?)

Se dopo 30 giorni lui torna con chiarezza, l’unica frase che ti tutela è:
“Mi interessi, ma non entro in nessuna situazione ambigua. Se sei libero davvero, ne parliamo. Finché sei impegnato, no.”

Se non riesci a reggere l’astinenza, non è un segnale che è “quello giusto”: è un segnale che il gancio è potente e lì una terapia breve può aiutare tantissimo (lutto + attaccamento intermittente).

Una cosa vera su di te (e qui sì ti riconosco un progresso reale)

Tu non sei “una ragazza ingenua”. Sei una donna che ha ricostruito una vita enorme dopo una perdita. Il punto è che questa forza può diventare una trappola: ti fa credere che, con abbastanza lucidità e pazienza, puoi trasformare una situazione instabile in qualcosa di sano. Ma l’amore non è un progetto statale con un bando e una deadline.

Prognosi (orientata al futuro)

Se continui a vederlo “un po’”, molto probabilmente aumenteranno: ossessione, isolamento, confronto con la fidanzata, e senso di perdere potere su te stessa.

Se tagli ora, soffrirai un po’ ma recuperi te stessa rapidamente e rimetti energia su incontri disponibili (uomini liberi, chiari, che non ti triangolano).

Non ti dico “non incontrerai mai più nessuno”: ti dico che questa storia, così com’è, è costruita per consumarti.

un caro saluto

Dott.ssa Maria Putynska Psicologo a Bergamo

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6 MAR 2026

Marlena,
Da ciò che racconti sembra che tra voi ci sia stata una forte connessione, ma anche una situazione molto ambigua fin dal principio. Quest’uomo, pur mostrando interesse e vicinanza, è rimasto legato a una relazione importante e questo lo ha portato più volte ad avvicinarsi e poi a tirarsi indietro. È comprensibile che il pensiero su di lui ti occupi molto spazio, soprattutto dopo anni in cui avevi scelto di non coinvolgerti sentimentalmente.
Allo stesso tempo, però, la sua situazione non appare realmente chiusa, e questo rischia di mantenerti in una posizione di attesa e confusione che alla lunga potrebbe farti soffrire.
Più che tornare indietro sperando in un suo cambiamento, potrebbe essere utile chiederti se una relazione che nasce in queste condizioni ti permetterebbe davvero di essere serena.
Se senti che questo pensiero sta diventando troppo invasivo e ti sta toglie energia nella vita e nel lavoro, parlarne con un professionista potrebbe aiutarti a rimettere ordine nelle emozioni e a capire quale scelta protegga di più il tuo benessere.

Resto a disposizione,
Dott.ssa Gaia Rotondo
Psicologa clinica

Dott.ssa Gaia Rotondo Psicologo a Taranto

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6 MAR 2026

Buongiorno, la sua storia è ricca di avvenimenti; ha dovuto superare molti eventi intensi e complicati, e si è riadattata ad un nuovo stile di vita.
Potrebbe essere importante per lei fermarsi e rielaborare ciò che le è accaduto. Poi, potrebbe chiedersi cosa vorrebbe da questa relazione, e più in generale, cosa desidera in questo momento della sua vita. Non è sbagliato il desiderio di vicinanza e attrazione verso questa persona, ma è importante anche che lei protegga sè stessa, che si senta al sicuro e serena.
Un percorso psicologico può aiutarla ad ascoltare le sue emozioni più profonde e ad avere un proprio spazio di contenimento e cura.
Un caro saluto
Dott.ssa Mariavittoria Chimirri
Ricevo anche online

Dott.ssa Mariavittoria Chimirri Psicologo a Siracusa

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6 MAR 2026

Cara Marlena

ci ha condiviso tanto, di fatti ma anche di sue riflessioni.
Ci racconta di una situazione logorante che si e’ creata da sola…
In realtà di questo incontro lei non e’ la regista solitaria ma uno dei due attori principali, entrambi responsabili dell’inizio di una storia senza un copione in mano, come tutte le storie.
Lo sottolineo perché da quello che racconta della sua vita professionale sembra una persona volitiva abituata ad agire e decidere, probabilmente spesso anche da sola, ma in questa situazione, come in tutte le vicende sentimentali, ad agire si e’ in due e quindi la situazione logorante in cui si sente e di cui si percepisce la sofferenza, probabilmente anche di entrambi, e’ il frutto dell’incontro inaspettato tra due persone che stavano vivendo due vite separate, non quindi una sua totale responsabilità di cui sentirne tutto il peso.
La sua responsabilità riguarda l’evoluzione futura se questa storia, come sembra, comincia a portarle più sofferenza che serenità.
Mentre la persona che ha incontrato sta vivendo una storia da quattro anni, quindi in una routine in cui lei e’ apparsa come la novità che irrompe scompigliando nella quotidianità, lei e’ nel bel mezzo di una vita nuova, questa si’, che si e’ rifatta tutta da sola.
Mentre per lui lei e’ la novità, piacevole e da cui appare sinceramente attratto, per lei lui in questo particolare momento e’ qualcosa di più, come fosse una chiave che la riporta a se stessa, o meglio a quella parte di sé che ha lasciato in Italia per staccarsi da un dolore insopportabile non ancora rielaborato. La parte delle emozioni, dei sentimenti, dell’ dell’autenticità.
Lasciando bruscamente la sua vita precedente, famiglia di origine, amicizie, lavoro, paesaggi e scene note, si e’ rifatta una vita nuova quasi in tutto fuorché inevitabilmente in sé stessa.
Questa persona le ha ricordato che c’è una lei vitale spiritosa luminosa desiderosa di mettersi in gioco con chi sarà davvero libero di farlo…
Ma forse prima di farlo in totale libertà c’è ancora qualcosa da rielaborare, quegli anni di emozioni sentimenti e un lutto che dall’Italia potrebbe essere utile integrare e rielaborare nella sua vita attuale per renderla più forte e consapevole, più libera ad ogni incontro.
Libera di non sentirsi calamitata da chi le sta offrendo la possibilità di vivere se stessa si’, ma solo in alcuni giorni della settimana.

Dott.ssa Giovanna Maria Goi Psicologo a Monza

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6 MAR 2026

Buongiorno Marlena,
dalle sue parole emerge una storia molto intensa e anche una grande capacità di reagire agli eventi difficili della vita. La perdita del suo compagno, il cambiamento radicale di vita, la costruzione di nuovi progetti personali e professionali raccontano di una persona con molte risorse, energia e desiderio di andare avanti. Allo stesso tempo, proprio dopo anni in cui ha investito molto su di sé e sulla sua autonomia, è comprensibile che l’incontro con qualcuno che le ha fatto provare di nuovo interesse e coinvolgimento emotivo possa avere un impatto così forte.

Quello che descrive sembra essere stato un incontro molto rapido e intenso, in cui si sono creati da subito vicinanza, complicità e attrazione. Quando questo accade è naturale che il pensiero dell’altra persona occupi molto spazio mentale, soprattutto se per molto tempo non aveva provato qualcosa di simile.

Allo stesso tempo, nella situazione che racconta emerge anche una certa ambivalenza da parte di quest’uomo: da un lato il desiderio di stare con lei e la forte connessione che sembra sentire, dall’altro il legame ancora presente con la sua partner e la difficoltà a prendere una posizione chiara. Questa oscillazione può essere molto coinvolgente emotivamente, ma anche confondente e faticosa per chi la vive.

Più che chiedersi se sia “giusto o sbagliato” tornare a frequentarlo, potrebbe essere utile provare a spostare l’attenzione su di sé e su ciò di cui sente davvero bisogno in questo momento della sua vita: una relazione che possa essere vissuta con serenità e disponibilità reciproca? Oppure una situazione incerta, in cui l’altra persona è ancora legata a qualcun altro e non sa bene cosa desidera?

A volte, quando l’intensità emotiva è molto forte, può nascere il desiderio di “lasciarsi andare e vedere cosa succede”. Tuttavia è anche importante chiedersi quanto questa situazione, nel tempo, possa proteggere o mettere a rischio il suo equilibrio emotivo.

Il fatto che questo pensiero stia occupando molto spazio nella sua mente (al punto da farle sentire più difficile concentrarsi sul lavoro e nella vita quotidiana) potrebbe essere un segnale che questa esperienza sta toccando corde profonde, forse legate anche alla sua storia affettiva e alle perdite che ha attraversato.

Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio utile per comprendere meglio cosa rappresenta per lei questo incontro e quali bisogni affettivi sta attivando, così da poter fare scelte più consapevoli e tutelanti per se stessa.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
(Empoli e Online)

Dott. ssa Martina Veracini Psicologo a Empoli

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6 MAR 2026

Buongiorno Marlena
Grazie per la condivisione!
In ottica della Control Mastery Theory, ciò che stai vivendo può essere compreso come un conflitto tra il desiderio di tornare ad amare dopo una perdita molto importante e il bisogno di proteggerti dal rischio di soffrire di nuovo.
La morte del tuo compagno ha rappresentato un trauma affettivo significativo, e il fatto che tu abbia ricostruito la tua vita con tanta energia mostra una grande capacità di resilienza. Tuttavia, quando appare una nuova relazione emotivamente intensa, possono riattivarsi paure profonde legate alla perdita, alla delusione o al senso di precarietà dei legami.
Questo uomo, essendo ancora coinvolto in un’altra relazione, crea una situazione ambigua che può inconsciamente mantenerti in una posizione di attesa e incertezza. Questo tipo di dinamica a volte conferma convinzioni dolorose come l’idea che l’amore possa essere instabile o non completamente disponibile.
Il fatto che tu non riesca a smettere di pensarci non significa necessariamente che sia “la tua occasione”, ma che questa relazione ha toccato bisogni affettivi molto profondi.
La domanda più utile non è tanto se “combattere per lui”, ma se questa situazione ti permette davvero di sentirti scelta e serena quindi al sicuro.
Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere quali bisogni e quali paure questa relazione sta attivando, così da prendere decisioni che non nascano dall’urgenza emotiva, ma dalla tutela del tuo benessere.
Un caro saluto,
Dr.ssa G. bolzoni

Dott.ssa Gabrielle Bolzoni Psicologo a Roma

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6 MAR 2026

Marlena, da ciò che racconti emerge una donna forte, autonoma, capace di ricostruirsi dopo un dolore enorme e di creare una vita piena, ricca, complessa. Hai attraversato un lutto che avrebbe potuto spezzare chiunque, e invece hai trasformato la tua vita, ti sei rimessa in gioco, hai costruito imprese, relazioni, competenze, e hai continuato a coltivare passioni e vitalità. È proprio per questo che l’incontro con quest’uomo ti ha toccata così profondamente: non perché tu sia fragile, ma perché dopo anni di solitudine scelta, hai sentito qualcosa che non provavi da tempo, qualcosa che ha riattivato parti di te che erano rimaste silenziose.

La dinamica che descrivi, però, racconta anche un’altra verità: quest’uomo è emotivamente diviso, confuso, ancora legato a una relazione che definisce “ambigua”, ma che dura da quattro anni e che lui stesso dice di amare. Il modo in cui si è avvicinato a te, si è allontanato, è tornato, ha cercato la tua presenza anche quando era con la sua compagna, e poi di nuovo si è tirato indietro, parla di una persona che non ha una direzione chiara, che vive un conflitto interno e che rischia di trascinarti dentro un’altalena emotiva che non meriti.

Il fatto che tu ora faccia fatica a concentrarti, che il pensiero di lui occupi spazio, che tu ti senta isolata perché non vuoi condividere tutto questo con chi ti sta intorno, è comprensibile: quando una persona arriva in un momento in cui non ci aspettavamo più di provare qualcosa, l’impatto emotivo può essere molto forte. Ma questo non significa che ciò che provi sia un segnale che “devi” tornare da lui. Significa che il tuo bisogno di connessione, dopo anni di autonomia e ricostruzione, si è risvegliato, e questo è un dato prezioso, non un obbligo verso una persona che non può offrirti stabilità.

Dal punto di vista psicologico, ciò che ti sta accadendo è un intreccio tra desiderio, speranza e paura di perdere un’occasione. Quando dici “non vorrei perdere l’opportunità di essere felice con qualcuno solo perché lui è in una relazione che va male”, stai mettendo sulle tue spalle una responsabilità che non ti appartiene. La possibilità di essere felice non dipende da lui, né dalla sua relazione, né dal suo caos emotivo. Dipende da te, da ciò che scegli, da ciò che permetti di entrare nella tua vita. E soprattutto dipende dalla qualità delle relazioni che accetti.

Dal punto di vista delle dinamiche relazionali, un uomo che vive una relazione da anni, che dice di amarla, che non riesce a chiuderla, che si avvicina a te e poi si ritrae, che ti cerca anche quando è con lei, che ti dice che non vuole perderti ma non può sceglierti, non è in una posizione in cui può costruire qualcosa di sano. Non perché sia una cattiva persona, ma perché è emotivamente impegnato altrove. E quando una persona è divisa, chi rischia di pagare il prezzo più alto è sempre chi è più disponibile emotivamente, cioè tu.

La domanda che ti stai facendo, “è sbagliato voler tornare indietro e vedere se le cose cambiano?”, è comprensibile, ma forse non è la domanda più utile. La domanda più utile è: “quale tipo di relazione voglio per me, oggi, dopo tutto ciò che ho costruito e dopo tutto ciò che ho superato?”. Perché tu non sei una donna che deve accontentarsi di briciole emotive, né di attese indefinite, né di un ruolo secondario nella vita di qualcuno. Sei una donna che ha dimostrato di saper creare, ricostruire, scegliere, e che merita una relazione in cui l’altra persona sia libera, presente, chiara, e capace di investire quanto investi tu.

Non è sbagliato aver provato qualcosa per lui, non è sbagliato desiderare una connessione, non è sbagliato sperare. Ma è importante proteggere la parte di te che ha già sofferto, che ha già perso, che ha già dovuto ricominciare. E quella parte ha bisogno di stabilità, di reciprocità, di qualcuno che possa esserci davvero, non a metà.

Se vuoi, possiamo esplorare insieme cosa ti ha portata a farti tante domande, perché spesso è proprio lì che si nasconde il bisogno più profondo, quello che può guidarti verso una relazione più sana e più tua.
Un abbraccio

Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica - del Lavoro
Organizzazioni- Risorse Umane
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Arianna Bagnini Psicologo a Città di Castello

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