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Situazione insostenibile, non so come uscirne

Inviata da Vicky il 8 mar 2016 Crisi adolescenziali

Salve, sono una ragazza di appena 20 anni che frequenta l'ultimo anno di liceo. Quest'anno, volendo fare un'esperienza nuova, mi sono trasferita in un'altra città scegliendo di vivere in convitto (frequentando una scuola esterna). Mai fatta scelta peggiore! Non mi si fraintenda... Amo la nuova città, la nuova classe, la scuola, il clima, la gente in generale... E non voglio tornare a casa. Il fatto è che mi sto trovando malissimo a vivere in convitto. Sarà che essendo venuta qua già grande e all'ultimo anno mi sono abituata ad altri ritmi e regole...
Ma trovo che questi siano invivibili. Tra gli orari improponibili, l'impossibilità di studiare col mio metodo data la compagna di stanza, le educatrici che non rendono piacevole la permanenza, l'impossibilità anche di vivere la città decidendo oggi per oggi per esempio di andare a pranzo coi compagni di classe... Non so, non ci riesco. So che a leggerli sembrano problemi futili, ma nel vissuto quotidiano rendono bruttissime le mie giornate. Provo a parlarne coi miei ma con papà non ho dialogo quasi su nulla, mamma pensa che siano lamentele momentanee... Però io è da 6 mesi che vivo male. Al di là di non poter avere momenti svago, non riesco nemmeno a studiare che, in vista della maturità, è la cosa più importante! Vorrei andarmene da qua... Però il fatto è che nella struttura ho comunque pasti e servizio lavanderia, non ci sputo sopra, e poi i miei pensano che, al di fuori di qui, non studierei.
Scrivo qui perché ho bisogno di un consiglio, un parere... Non so come reagire o quali soluzioni possono esserci. Così però non posso continuare.
Grazie mille in anticipo, soprattutto per l'opportunità di sfogarmi,
V.

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Gentile Vicky,
volevi fare una esperienza nuova? Ebbene, la stai facendo!
Dovresti sapere che qualsiasi esperienza nuova, proprio in quanto tale, richiede una certa dose di coraggio iniziale che non ti è mancato ma anche una certa capacità di adattamento che sembra invece mancarti!
Poichè sei all'ultimo anno di liceo e mancano pochi mesi per il completamento dell'anno, penso sia poco opportuna la decisione di trasferirti e più sensata quella di essere coerente con la scelta iniziale, anche a costo di qualche sacrificio, guardando i lati positivi della situazione che tu stessa hai riconosciuto.
Sono sicuro che con un piccolo sforzo di adattamento riuscirai a superare le difficoltà che hai lamentato e ne uscirà rinforzata anche la tua autostima per essere riuscita a portare a termine il tuo impegno e aver fatto una esperienza comunque formativa.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Vicky
le cose sono due: o accettare la situazione per quello che è, evidenziandone gli aspetti positivi e accantonando un poco le difficoltà.
Oppure cercare una soluzione abitativa diversa.
Per il primo punto è richiesto un "lavoro" du di te, in modo che tu possa cambiare atteggiamento e puntare in positivo allo studio e ad ottimizzare il tuo tempo.
Per la seconda possibilità è richiesto un "lavoro" sugli altri (i tuoi famigliari), nel far comprendere loro la necessità di un punto casa diverso.
Quale delle due cose pensi poter affrontare meglio?
Un caro saluto e auguri per lo studio.
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Carissima,
La situazione che descrivi posso immaginare sia un po pesante ma proviamo a trovare qualche lato positivo. Innanzitutto cerca di fermarti e di considerare una cosa alla volta. So che non è facile ma rischi altrimenti di sentirti sopraffatta dal negativo e perdere di vista il positivo.
Tu stessa dici che è una esperienza positiva. Sei una ragazza in gamba: in quanti avrebbero avuto la tua forza ed il tuo coraggio?
Purtroppo l'esperienza del convitto so che limita molto. Ci saranno però altre ragazze? Hai provato a parlare con loro e vedere se anche per loro questa esperienza è così. Il confronto con chi vive situazioni simili aiuta sempre e, spesso, alleggerisce il cuore e la mente.
Mi spiace tanto leggere che i tuoi genitori fanno fatica ad ascoltarti. Forse anche per loro non è facile averti lontana e pensare che va tutto bene lì aiuta a vivere meglio la lontananza.
Sono certa che riuscirai a trovare il tuo equilibrio in questa situazione e, se così non fosse, saprai trovare delle alternative.
In bocca al lupo

Dott.ssa Ida Pizzini psicoterapeuta e analista transazionale Psicologo a Roma

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Carissima Vicky,
il tuo disagio è evidente ma ti consiglio di fermarti un attimo e di prendere un problema alla volta o ti farai sommergere dal tutto.
Probabilmente ti eri fatta un certo tipo di aspettative per questa esperienza e la realtà, invece, si è dimostrata ben altra. Da qui la delusione e il senso di soffocamento perchè non vedi via d'uscita.
L'unica cosa che puoi fare è prendere le cose per come sono, una alla volta, e valutare quanto le puoi accettare, decidendo anche di vederle da un punto di vista positivo.
Pranzi improvvisati con i compagni di classe? Prendile come buone occasioni di socializzazione... ci sarà qualcuno di particolarmente simpatico...
I tempi per lo studio non sono quelli della tua compagna di stanza? Esprimile, con serenità, le tue difficoltà; è lì anche lei per studiare, avrà probabilmente dovuto anche lei adattarsi a qualcosa, se è una persona equilibrata ti capirà e troverete assieme un modo gestibile per entrambe.
Adattarsi a nuove cose è sempre faticoso ma è una grande lezione di vita!
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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Io penso che questa esperienza ti farà bene perché metterà alla prova la tua capacità di adattamento. Anche questo è apprendimento anche se non intenzionale. Prendila come una palestra e come una situazione sfidante. Certo i vissuti di solitudine e di frustrazione possono buttarti giù ma datti una possibilità cerca di migliorare la tua capacità di adattamento. È un periodo di pochi mesi. Generalizzerai questa esperienza appressa e la utilizzerai come bagaglio in altre situazioni della vita che ti staranno strette non sempre tutto è realizzato a nostra misura. A volte i vestirti sono stretti, a volte larghi a volte sono fatti proprio per noi. Tu stai in cammino accetta queste sfide e traine vantaggio. Dott. Giuseppe Esposito psicologo e psicoterapeuta Piano di Sorrento

Dott. Giuseppe Esposito Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Piano di Sorrento

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Gentile Vicky,
lei nomina varie problematiche che andrebbero esaminate una per una. I problemi con la compagna di stanza ad es. forse sono risolvibili adottando opportune strategie di comunicazione; lo stesso potrebbe dirsi per i rapporti con le educatrici o con i familiari.
Tutto ciò necessita di sedute dedicate, probabilmente poche, ma comunque necessarie.
Inoltre sarebbe opportuno capire come mai si trova in questa situazione ovvero le sue motivazioni in generale e quelle che l'hanno spinta a scegliere questa modalità di studi per capire se sia opportuno cercare di perseguirle in altri modi.
Le consiglio perciò di consultare uno psicologo di persona, eventualmente anche presso un consultorio

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Cara Vicky,
se ho ben capito, questo è l'utimo anno di scuola superiore. Siamo in marzo, tra pochi mesi ci saranno gli esami e il convitto offre alcuni servizi comodi.
La difficoltà è legata ai ritmi giornalieri, alle persone in convitto e all'organizzazione dei suoi spazi di svago.

Cosa potrebbe fare per dare sostenibilità alla situazione? Come potrebbe organizzarsi per le uscite? Come potrebbe organizzare tempi e spazi di studio con la sua compagna di stanza per poter studiare con il suo metodo? In che modo potrebbe coinvolgere le educatrici per farsi aiutare a gestire questi utlimi mesi?

Resto a disposizione per approfondimenti.
Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Buongiorno Vicky,
il suo problema non è assolutamente banale, poichè impatta in maniera molto significativa sul suo benessere psicologico e sulla sua quotidianità. Ci sarebbero molti aspetti da approfondire: ad esempio quali sono state le motivazioni nello scegliere quel convitto, se la scelta è stata prevalentemente sua o se si è sentita pressata dai suoi genitori, come erano le relazioni con i suoi coetanei prima di arrivare in questa città e molti altri fattori.
Le consiglio di provare a scrivere su un foglio i vantaggi e gli svantaggi, a breve e a lungo termine, della scelta di lasciare il convitto e di quella di rimanervi. Provi poi a dare un punteggio da 0 a 10 per ogni elemento che ha scritto, in base a quanto sente che quell'elemento è importante per lei.
Le consiglio, inoltre, di condividere alcuni di questi dubbi e difficoltà con i suoi genitori, anche se può sembrare molto difficile. E' possibile che, nonostante le sue aspettative negative, i suoi genitori possano comprenderla e sostenerla più di quanto immagina in questo momento.
Un saluto,
dr.ssa Campagnola

Studio Dr.ssa Campagnola Psicologo a Montebelluna

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