sintomi psicosomatici

Inviata da federico molica. 8 feb 2017 7 Risposte  · Fobie

buonasera dottori, sono un ragazzo di 33 anni, da circa due anni sto soffrendo di colite nervosa che mi ha letteralmente condizionato la vita: sono sempre di più chiuso in casa, le mie relazioni sociali si sono ridotte all'osso, gli affetti in questo periodo sono lontani e quindi vivo/mangio/dormo molto spesso da solo in casa, provando di conseguenza un senso di solitudine invasivo e tenace che prima invece (a 20 anni) quasi mi piaceva; ultimamente non provo più piacere per le cose che prima adoravo: ascoltare musica, andare in palestra, leggere romanzi, camminare senza meta anche per ore e liberare i pensieri.... all'inizio di questo anno ho deciso dunque di iniziare un percorso psicoterapeutico, a cadenza settimanale, durato 6 mesi. devo dire che la professionista era davvero in gamba ma non ho riscontrato miglioramenti. a distanza di 4 mesi dalla fine di questa terapia mi sento molto peggio: sono ancora più chiuso in casa e non sento alcuna motivazione ad riiscrivermi in palestra, passeggiare, andare al cinema, incontrare persone, insomma nulla di nulla, il mio migliore amico è diventato il letto, soprattutto quando sento arrivare una specie di attacco di panico che mi raggiunge a volte dopo cena e dal quale riesco a sfuggire stando al buio e in silenzio sotto le coperte già alle nove di sera (in genere mi addormento sempre dopo mezzanotte). ho inoltre frequenti crisi di pianto da un paio di mesi, immotivate, cioè non piango perchè ho ricevuto una brutta notizia o penso a qualcosa di negativo, mi arrivano all'improvviso e se dovessi descriverle direi che somigliano a conati di vomito, questa è l'immagine a cui le associo; sembrano getti impetuosi di energia che mi si scarica con un pianto di pochi secondi, ma molto forte e che mi piega letteralmente. sono consapevole di vivere in una sorta di limbo, in cui la vita è sospesa, e trovo difficile, quasi come se fosse ogni volta una sfida con me stesso, fare delle cose semplicissime come vestirmi e prendere la macchina: tutto ciò è esattamente il contrario di come vivevo prima, quando non riuscivo a stare fermo e ogni festa, invito a cena, visita, uscite varie, erano una gioia per me.
come ho già accennato il mio alvo è del tutto irregolare pur avendo un'alimentazione sana ed equilibrata, mi capita inoltre di non avere appetito pur essendo a digiuno, e se mangio e poi ho un impegno avverto il bisogno di vomitare. ho chiesto un consulto psichiatrico al cim ma mi è stato negato, la motivazione è che devo avere l'indicazione di un loro psicologo per potervi accedere e la lista d'attesa è comunque lunghissima. sento addosso una paura generalizzata , che non riesco a motivare, e che spesso mi sveglia la notte verso le 4 e non mi permette più di dormire. da un mese circa sto prendendo lo xanax che mi permette di trovare un po' di conforto a questo malessere generalizzato che avverto da quando mi sveglio a quando mi riaddormento, ma vorrei capire se ho necessità di una terapia farmacologica aggiuntiva, ad esempio antidepressivi o altro (che vorrei davvero tanto evitare!) o può essere sufficiente tornare da uno psicoterapeuta. e in generale vi chiedo: qual è una vostra opinione sulla mia situazione?
grazie molte!

crisi , capire

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Caro Federico,
dalle informazioni che ci dai, mi colpisce un aspetto: mi sembra che ci sia, come dici tu, qualcosa che devi letteralmente vomitare fuori, un qualche vissuto che attende di essere espresso, il cui contenimento forzato può essere alla base dei tuoi disturbi psicosomatici. Credo che riprendere il percorso terapeutico interrotto possa esserti di aiuto per dar voce a quella parte di te che necessita di essere ascoltata e accolta.
Ciò nondimeno, ti consiglio un colloquio con uno psichiatra che possa valutare la tua situazione da un punto di vista farmacologico. Il medico di base non si può spingere molto oltre.
La mia esperienza mi insegna che in casi similari al tuo, un buon dosaggio farmacologico può essere un ottimo supporto alla psicoterapia, anche se non si può sostituire ad essa.
Ti faccio i miei auguri e rimango a tua disposizione per eventuali chiarimenti.
Saluti
Francesca

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Buongiorno Federico, dal mio punto di vista è indispensabile che lei si rivolga ad uno psicologo oppure ad uno psicoterapeuta. La terapia farmacologica, infatti, anche se probabilmente in questa fase è molto importante, di solito da sola non è sufficiente.
Visto che si trova in una situazione di grande disagio e malessere che sta limitando notevolmente la sua vita, le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta che utilizzi un approccio breve, in modo tale da poter sperimentare almeno i primi miglioramenti in tempi rapidi.

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10 FEB 2017

Logo Dott.ssa Erica Tinelli Dott.ssa Erica Tinelli

234 Risposte

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Buongiorno Federico,
sicuramente uno psichiatra glielo saprebbe spiegare meglio di me il perché, visto il quadro che descrive, il solo xanax non le è ora come ora di grande aiuto, ma solo di sollievo. Le suggerisco di contattarne uno e di riprendere il percorso terapeutico, magari con un terapeuta che abbia uno psichiatra con cui collabora.
Più lei asseconda i suoi sintomi non facendo quello che non le va di fare, più questi diverranno pervasivi.
Ahimè è così.
Dr.ssa Pugno

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10 FEB 2017

Logo Associazione Eco Associazione Eco

101 Risposte

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Salve Federico, il quadro è chiaramente complesso. I sintomi sono variegati e parlano sicuramente di un disagio profondo che non puoi in alcun modo affrontare da solo. Per quanto quindi posso immaginare la "delusione" derivante dal precedente percorso, devi assolutamente cercare un altro psicologo col quale continuare ciò che è stato interrotto. Anche perchè qui sono presenti degli evidenti sintomi depressivi che non possono essere ignorati. La depressione nasce quando ignoriamo con ostinazione il nostro talento, ossia quando non facciamo "la vita che fa per noi". Ognuno di noi, infatti, ha un talento che lo guida. Al momento opportuno, quando le condizioni sono mature, ci porta a esprimerci. A volte però non ne siamo consapevoli e finiamo per ostacolarlo, imponendoci dei percorsi inconciliabili con la nostra inclinazione naturale. Succede allora che dentro di noi nasca l'attrito, sotto forma di insoddisfazione, malessere, disagio generalizzato. Se il contrasto interiore si cronicizza, la depressione può rivelarsi l'unica risposta a disposizione per spazzar via uno stato di cose insostenibile. Come la febbre, con la sua vampa, brucia tante tossine accumulate nell'organismo, così la depressione, con la sua irruenza, depura la mente dai veleni che la opprimono.

dott.ssa Chiara Pica

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10 FEB 2017

Logo Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente

317 Risposte

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Caro Federico,
Credo che la sua da una bella somma di sintomi e nell'insieme le sta fortemente limitando la vita quotidiana e le relazioni. Probabilmente le serve un supporto sia psichiatrico che psicologico. Si rivolga al suo medico di base, saprà indirizzarla.

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9 FEB 2017

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246 Risposte

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Caro Federico
mi sembra di capire che il suo è un classico caso di disturbo psicosomatico, per cui una terapia farmacologica è evidentemente necessaria per controllare i sintomi ma solo una psicoterapia analitica può agire sulle cause e nel tempo rimuovere o quantomeno modificare i sintomi.
Questo è il consiglio che mi sento di darle: eviti gli antidepressivi per quanto possibile e si rivolga ad un professionista della sua città.
Rimango a disposizione
Cordiali saluti

Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

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9 FEB 2017

Logo D.ssa Cristina Giacomelli D.ssa Cristina Giacomelli

294 Risposte

542 voti positivi

Salve Federico,
Penso che l'idea di tornare da uno psicoterapeuta sia la cosa migliore. Purtroppo a volte sei mesi non sono sufficienti per risolvere una situazione specie se nasconde una situazione bloccata da tempo. Probabilmente tutto il suo "fare" che descriveva, in passato le serviva per andare a coprire proprio quel malessere che ora è più manifesto; allo stesso tempo sarebbe fondamentale cercare di comprendere cosa questi "sintomi" le stiano dicendo e per farlo la cosa migliore è senz'altro farsi aiutare da un professionista.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento
Daniele Regini

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9 FEB 2017

Logo Dott. Daniele Regini Dott. Daniele Regini

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