Sindrome ansioso depressivo

Inviata da Brigitte · 22 feb 2021

Mia sorella, 42 anni soffre di sindrome ansioso depressivo e attacchi di panico da diversi anni (si pensa dal 2008) e parallelamente é affetta dalla dipendenza all’alcool e ai farmaci.
L’alcool le dà sollievo in caso di crisi di attacchi di panico.
Più volte ha provato a smettere di bere (l’ultima volta per 6 mesi) ma il suo male ha preso nuovamente possesso di lei ed ha ricominciato a mentire (si nasconde per bere).
La sua depressione e la voglia di bere sono resistenti ai farmaci.
Di conseguenza la sua vita sociale é un vero disastro:
ha perso diversi lavori; le relazioni con i famigliari e con la sua compagna sono difficili; ha perso molti amici, e conduce uno stile di vita non appropriato alle sue condizioni: non si nutre correttamente, non esce di casa, dorme continuamente ed ha perso il gusto alla vita.
Durante le sue crisi spesso sono presenti ideazioni suicidarie che per fortuna non sono mai state tentate.
Dal 2017 é stata seguita da diversi psicologi e psicoterapeuti ma ognuno con dei percorsi troppo brevi.
Abbiamo anche scoperto che non sempre racconta tutta la verità su se stessa ma non sappiamo se questo è dovuto alla sua condizione psicologica o perché affetta da disturbi di memoria, apparsi da qualche anno.
Spesso non rispetta le dosi imposte dallo psichiatra e più volte ha interrotto la terapia (senza informare nessuno) provocandole delle forti convulsioni.
Questi comportamenti evidenziano la sua incapacità ad autogestirsi.
Ci hanno parlato di "doppia diagnosi" ed esistono centri in Italia specializzati per questi tipi di patologie.
Per tutte le ragioni evocate, pensiamo dunque, che un'osservazione clinica quatidiana sia più adatta al suo caso.
Mia sorella è cosciente di avere dei problemi psicologici seri, ma non vuole riconscere la sua dipendenza all'alcool.
Ci ha dimostrato che da sola non riesce ad uscirsene.
È invasa costantemente dalla paura "della paura".
Ma se lei rifiuta di andare in un centro quale altro percorso alternativo e idoneo alla sua condizione?

Grazie per il vostro ascolto.
Brigitte

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Miglior risposta 24 FEB 2021

Gentile Brigitte, ci sono nel territorio diverse associazioni di auto mutuo aiuto che possono essere un punto di partenza per aiutare sua sorella ad essere più consapevole di se stessa e della sua problematica. Soprattutto dovrebbe essere qualcuno di esterno alla famiglia che riesca a coinvolgerla e condurla agli incontri. Si informi e chieda se in questo periodo di pandemia tali AA, alcolisti anonimi, siano riusciti ad organizzare incontri di gruppo in sicurezza. Forza! Silvana Perino

silvana perino Psicologo a Pinerolo

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