Si può guarire in età adulta dal disturbo evitante di personalità?

Inviata da Fervido24 · 16 ott 2020

Salve,
ho 42 anni e, sin dall'adolescenza, soffro di ansia ( situazionale, ma estremamente invalidante) ruminazione costante, e di sintomi quali timidezza sociale, paura del giudizio, senso di inadeguatezza, paura di sbagliare, di cadere in imbarazzo, bassa autostima, ipervigilanza nelle relazioni sociali. Solo 2 anni fa ho saputo che erano tutti sintomi ricondicibili a un disturbo di personalità. Preciso che mi fu fatta la diagnosi dalla psichiatra.
Purtroppo la mia vita è stata pesantemente condizionata da questo problema.

Ho provato vari farmaci ma i troppi effetti collaterali mi hanno impedito di continuare. Faccio psicoterapia cognitivo comportamentale da 2 anni ed EMDR da 2 mesi.

Ho fatto grandi passi avanti sotto l'aspetto dell'ansia e della gestione delle emozioni, ma fatico ancora molto in altri aspetti legati alla personalità.
Ormai sono passati 2 anni. Mi chiedo se sia lecito aspettarsi altri risultati rispetto a quelli raggiunti. Volevo avere da voi un vostro punto di vista. Ovviamente io mi fido assolutamente del mio terapista, ma la domanda che mi pongo è, se non dovrei prendere in considerazione altri indirizzi di tipo psicoterapico o se devo semplicemente farmene una ragione.
La cosa che più mi spaventa è che, mollando la psicoterapia, i benefici e gli strumenti che ho appreso (tutti sintomi elencati sono diminuiti di intensità, ma non risolti) possano affievolirsi.

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Miglior risposta 17 OTT 2020

Gentile Fervido,
risolvere tutti gli aspetti problematici della sua personalità che ha citato richiede in genere tempi lunghi che non è possibile quantificare con precisione per vari motivi anche perchè ogni paziente è diverso dall'altro nel raggiungimento degli obbiettivi terapeutici.
In particolare sarebbe interessante conoscere il reale numero delle sedute che lei ha fatto e se esse sono state regolari, a cadenza settimanale e quindi continuative.
Inoltre occorrerebbe sapere se i diversi homework che sicuramente nel corso della terapia le sono stati prescritti con i relativi passaggi dagli insight agli agiti sono stati eseguiti e reiterati in maniera da arrivare alla automatizzazione che comporta l'azzeramento dell'ansia correlata.
E' ipotizzabile quindi che ci sia ancora da lavorare in questo senso ma di queste cose e dell'eventuale prosieguo della psicoterapia potrà parlare col suo terapeuta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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19 OTT 2020

Buonasera Fervido24, se la sua terapia ha sortito effetti apprezzabili, a livello sintomatologico, ma sente che manchi qualcosa a livello più profondo, la invito a parlarne con il suo attuale terapeuta. Una relazione clinica che funziona è sempre da preferire a modelli terapeutici spacciati per unica panacea per risolvere traumi infantili. La informo, infatti, e, a quanto pare, non solo lei, che già da 40 anni almeno, esistono modelli di terapia Cognitivo-Comportamentale (ad es., quella Costruttivista-Postrazionalista, che conosco bene) che utilizzano il sintomo proprio per arrivare ai nuclei emotivi più profondi. Quindi, per essere ancora più chiari: la Psicoanalisi NON è la sola terapia da preferire per andare nel profondo della personalità. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l'Uomo è un essere prima emotivo e poi altro, ed i vari modelli (Psicoanalisi compresa) si sono evoluti negli anni.
Dunque, la invito a considerare la relazione col suo terapeuta come molto preziosa, cercando un confronto con lui sul rimodulare la terapia nella ricerca e comprensione di livelli del Sé emotivo primari. Nel caso tale cambio di obiettivi clinici non fosse possibile oppure lei non fosse soddisfatto dal confronto con il collega, allora potrebbe non essere utile continuare con questa terapia, potendo scegliere tra una marea di professionisti e modelli clinici.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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19 OTT 2020

Buongiorno,
Sono la dott.ssa Valentina Maggiore ed ho letto con molto interesse il suo messaggio. Le spiego perché. Sin dalle prime righe mi è sembrato che a parlare fosse un collega, e non un paziente. Per la terminologia attenta e dettagliata con la quale ha spiegato la sua situazione personale che da sempre la forgia. Ma poi, andando oltre, ho sentito nelle sue parole un velo di tristezza e rassegnazione che mi hanno fatto pensare che forse avrebbe bisogno di soluzioni diverse da impostare. Ho letto che attualmente è seguito da un collega ad orientamento cognitivo-comportamentale (che sicuramente starà facendo un ottimo lavoro con lei). Io ho iniziato la mia carriera come cognitivo-comportamentale ma ho poi perseguito la strada sistemico-relazionale (seguendo casi in terapia familiare, di coppia ed individuali). Tratto disturbi di personalità con un approccio che va al cuore di esso...mettendo in campo il sistema della famiglia di origine.
Per ulteriori chiarimenti non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Valentina Maggiore

Dott.ssa Valentina Maggiore Psicologo a Milano

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19 OTT 2020

Gentile Fervido24,
il trattamento dei disturbi di personalità richiede tempi più lunghi e cambiamenti più lenti proprio perché facendo parte della personalità appartiene da sempre a chi ne soffre quindi è più complesso liberarsene del tutto.
Margini di miglioramento ci sono sempre ma devi lavorare anche sull'accettazione di alcune parti di te che comunque anche se fastidiose, ti rappresentano.
E' un po' come dover accettare di avere un difetto fisico. Si può provare a migliorarlo ma un po' occorre imparare anche a conviverci.
Quindi il mio consiglio è di continuare la psicoterapia che stai svolgendo soprattutto se ti trovi bene e senti che continua a darti qualcosa, allo stesso tempo puoi portare questo stesso quesito al tuo terapeuta e lavorare anche sull'accettazione di quelle parti di te che fatichi a cambiare.
Buona terapia,
Saluti
Dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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17 OTT 2020

Buon giorno Fervido, per farla breve io so che i sintomi che descrivi sono ripetizioni di antichi, infantili, vissuti traumatici. Ora il lavoro che hai fatto sin qui è stato, come dici, molto utile e non credo che approfondendolo con un percorso che li prosegue ma che affronta le radici più profonde, Tu possa perdere i miglioramenti sin qui raggiunti. Anzi saranno utili per un ulteriore lavoro psicoterapeutico.
Intendo una vera e propria psicoanalisi, l'unica via per raggiungere e disattivare quei profondi nuclei traumatici, che sono la vera, ultima ragione del tuo attuale stato psichico.
Resto a Tua disposizione anche, eventualmente, per ulteriori chiarimenti, che peraltro potresti avere visitando il mio sito il cui link puoi trovare sulla mia scheda sul portale.
Un caro saluto
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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17 OTT 2020

Gentile Fervido, un lavoro sulla personalità richiede molto tempo. Mi sembra che comunque abbia avuto miglioramenti. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è la più indicata nel suo caso. Io come psicologo naturopata aggiungerei qualche prodotto naturale (magnesio, fiori di bach, vitamine, ecc) purtroppo quest'approccio è poco usato in Italia, ma può rivolgersi ad un buon medico che pratichi una medicina integrata con terapie naturali. La sua paura non è giustificata. Se il suo terapeuta è ben qualificato deve averle insegnato alcune tecniche, come la mindfulness, ecc per controllare l'ansia e riportare la sua mente in uno stato sereno. Altrimenti a cosa serve la terapia se crea dipendenza ed esborso di denaro senza limiti?
Un caro saluto
LT

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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17 OTT 2020

Gentile Fervido,
mi sembra descriva miglioramento dei suoi sintomi con la psicoterapia e EMDR, e in latenza c’è un sentito di qualcosa della sua personalità che non è stato toccato o su cui vorrebbe stare e un pensiero di perdita dei benefici.
Direi che potrebbe parlarne con il suo psicoterapeuta.
Ci sono orientamenti di lavoro terapeutico che toccano profondità e aspetti dì personalità e che richiedono modalità di lavoro pertinenti come l’orientamento psicanalitico che potrebbe considerare.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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16 OTT 2020

Gentile, Le consiglierei di parlare della Sua opinione rispetto all'andamento della terapia con il Suo terapeuta. Questo confronto potrebbe portare ad un arricchimento della terapia stessa sia per Lei (nell'andare un passo avanti, sentendosi maggiormente soddisfatto del lavoro che si sta facendo per sé stesso) che per il professionista che Lo sta aiutando.
Certamente, ogni terapia é efficace, sono i trattamenti che sono diversi. Se sente la necessità di andare piú a fondo di quanto si faccia con una terapia cognitivo comportamentale, per il disturbo che Lei ha, nel quale bisogna "ricostruire" e ridefinire, in parole molto molto sintetiche, la Sua personalità, Le consiglierei una terapia analitica.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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