Sfogo e aiuto

Inviata da gianluca polini · 9 mar 2017 Crisi esistenziale

Non so come continuare, nel senso, ho sempre avuto parecchi problemi anche se ho solo 20 anni e so che c'è chi ha passato di peggio, ma in questo momento vivo con mio padre in una casa con due stanze, devo fare quasi da padre ai miei due fratelli piccoli visto che la madre si è separata da mio padre ma sia mio padre che lei lavorando non possono tenerli, inoltre vado all università, devo studiare parecchio, inoltre quando posso lavoro cosi da non dover gravare più di tanto su mio padre, infatti le poche volte che riesco ad uscire o a portare la mia ragazza a cena pago con i miei soldi.. ma come dicevo non riesco più, sono sempre stanchissimo, sento il dovere di aiutare mio padre, ma mi sento anche a disagio a chiedere aiuto, paura di non sembrare forte abbastanza per superare questa situazione. Non so con chi confrontarmi davvero, non voglio dare preoccupazioni a mio padre, mia madre è morta quando avevo 8 anni, mio fratello più grande è arruolato,gli amici si aiutano ma purtroppo mi sembra che non comprendano fino in fondo la situazione, e comunque più che ascoltarmi non posso chiedergli di fare, la mia ragazza mi aiuta come può, magari tenendo un po i piccoli quando studio.. insomma non so come riuscire ad uscire da questa situazione e sto male, sempre, e questo si riflette anche sullo studio ovviamente e ho paura di non finire in tempo gli studi per potermi togliere definitivamente dalle spalle di mio padre e cominciare una nuova vita

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Miglior risposta 23 DIC 2018

Gentile Gianluca,
la sua è una situazione complicata oggettivamente. E che rischia di essere complicata finché non terminerà gli studi. Le consiglio una terapia di supporto, quindi non una vera psicoterapia, per avere più forza in questo lasso di tempo e non sentirsi così male.

Angelo Feggi

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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10 MAR 2017

Buongiorno,
mi sembra che le responsabilità che lei e i suoi genitori avete siano sbilanciate.
I suoi lavorano e suppongo/spero si occupino dei figli quando rientrano. Lei: studia (che è un lavoro già di per sé), lavora, si occupa dei fratelli.
Lei è una persona responsabile e un figlio prezioso, però se il carico è troppo gravoso, il risultato è di sentirsene soffocati ed emotivamente tristi, e successivamente di sviluppare l'idea di non essere in grado.
Dovrebbe riflettere sul fatto che non riesce a chiedere aiuto nella misura in cui ne ha bisogno.
Parli con chi la può o dovrebbe aiutare al fine di ridistribuire i carichi.
Mi faccia sapere.
dr.ssa Pugno

Associazione Eco Psicologo a Torino

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