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Senza via d'uscita . . . . . . . .

Inviata da Michel De Maio il 27 ott 2017 Crisi esistenziale

Da premettere che è richiesto espressamente, se possibile e ben voluto, anche l'intervento del Dr. Fiore.
Buonasera cari signori, sto affrontando una situazione veramente complicata che non riesco a gestire. Mi presento, sono Michel, un infermiere di 25 anni, mi trovo davanti al mio primo impiego serio (un contratto a tempo indeterminato nel reparto di medicina in un medio ospedale della provincia di Torino). Sono qui, non da solo, bensì, con la mia fidanzata (a novembre conseguirà la sua laurea magistrale in psicologia clinica) e devo dire che nonostante siamo qui entrambi, la situazione non è certo rosea! Io sinceramente, pensavo mi sarei trovato alla grande nell'affrontare questa nuova esperienza lavorativa/di vita con entusiasmo, positività e buona volontà. Tutti i miei buoni propositi sono andati a farsi benedire, poichè, da circa un mese e 11 giorni per la precisione, dall'inizio del mio nuovo lavoro mi ritrovo ad essere preoccupato, distimico ed emotivamente instabile! All'inizio di ogni turno, arrivo motivato, pieno di motivazione, decisione e forza di volontà. Ma ecco che come per magia, alla fine di ogni turno, mi ritrovo, demotivato, deluso, per niente gratificato e di conseguenza, triste. Non solo! tendo a colpevolizzare me stesso per quelle che potrei denominare "gravi mancanze" e mi riferisco a quelle mansioni di mia competenza che non riesco a terminare alla fine di ogni turno per mancanza di tempo. Ogni giorno la storia si ripete, ed il mio umore va sempre più giù, giù, giù....mi sento giorno dopo giorno sempre più risucchiato, stretto in una morsa di ansia, confusione e scarsa concentrazione che non fanno altro che peggiorare e ripeggiorare il tutto(stiamo parlando di un circolo vizioso negativo/spirale negativa che gira all'infinito su se stessa logorando gli animi!) aimè senza scampo ed alcuna via d'uscita.
Ho provato a pensare che tutto si sarebbe risolto, a darmi tempo, ma ormai ad un mese di distanza abbondante dall'inizio del lavoro mi sento, un incapace.
Aggiungiamo a tutto ciò, che mi mancano le persone a me care, che ora sono lontane 900 km (a parte la mia fidanzata), che la mia fidanzata, appunto vorrebbe tanto trovare un impiego, poichè vorrebbe contribuire anche lei, sentirsi un minimo indipendente, durante il prossimo anno che l'aspetta di tirocinio, ingiustamente non retribuito e questo la fa stare male, e mi fa stare male, ed insomma ci facciamo compagnia!! :(
Il clima che a me non piace assolutamente, il fatto di non conoscere nessuno(mi sono recentemente iscritto in piscina per socializzare un po), l'arrivo dell'inverno imminente(stagione che mi fa venire la depressione già di suo).
Insomma mi trovo in una situazione che non riesco a gestire adeguatamente. Tutto ciò mi porta ad odiare il mio lavoro, quello per cui ho fatto tantissimi sacrifici, odiare tutto ciò che mi circonda ed affrontare le giornate con tanta tanta negatività! Spero di essere stato abbastanza chiaro nell'esprimermi e di non aver creato confusione, riguardo ciò vi prego di darmi dei feedback! inoltre chiedo gentilmente un po del vostro tempo per soffermarvi sulle problematiche esposte, vi ringrazio, cordiali saluti, Michel :)

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Gentile Michel,
innanzitutto ti ringrazio per la stima che mi dimostri nel chiedere espressamente un mio parere in merito a ciò che descrivi come una situazione "senza via d'uscita".
Nella tua mail accenni a temi diversi e cercherò, sia pure sinteticamente di dirti come la penso per ognuno di essi.
In primis, ti dico che è molto probabile e anche comprensibile che tu stia attraversando una fase di adattamento e questo sta comportando una deflessione del tono dell'umore che dovrà essere gradualmente riportato alla norma.
Sai, quando c'è un calo del tono dell'umore (fase depressiva) tutto ciò che di bello e di buono ci può essere viene visto attraverso occhiali scuri e così si può spiegare che non si apprezza, al tempo attuale, di avere ad appena 25 anni un lavoro stabile per il quale ci si è preparati (e quindi uno stipendio suscettibile di incremento futuro) e di avere vicino la fidanzata con reali possibilità successive di auto-realizzazione.
Ritengo e a volte dico a qualche paziente che la rigidità e la mancanza di umiltà sono spesso causa di depressione e che per apprezzare meglio alcune cose che si hanno bisognerebbe, almeno per un pò di tempo, perderle.
Tu dici che hai provato a darti tempo per vedere soluzioni ma davvero pensi che un mese e undici giorni sia un lasso di tempo congruo per un buon adattamento al contesto di novità cui sei andato incontro?
Parli di "gravi mancanze" per mansioni che non riesci a completare alla fine di ogni turno ma risulta che finora nessuno ti ha censurato o rimproverato al di fuori di te stesso!
Dici che all'inizio di ogni turno arrivi deciso, motivato e pieno di buona volontà mentre alla fine del turno sei sfiduciato, deluso e triste ma non consideri lo stress di otto ore lavorative nella fase iniziale e delicata che stai attraversando!
Parli del fatto che ti mancano gli affetti (parenti ed amici) del tuo paese di origine ma non consideri abbastanza che gli affetti si portano dentro, che ognuno deve cercare la sua autorealizzazione andando a coglierne le opportunità dove si presentano e che, in attesa di ferie o vacanze, puoi almeno abbracciare con lo sguardo ogni giorno i tuoi cari quando in passato c'erano da fare lunghe file alle cabine telefoniche perchè non esistevano i telefonini e gli scambi comunicativi erano tramite la posta che arrivava ogni 7 - 10 giorni.
Dici anche che il tirocinio della tua fidanzata dovrebbe essere retribuito ma non consideri che è una esperienza formativa necessaria per sostenere l'esame di abilitazione, titolo che dà diritto a poter cercare lavoro come psicologo.
E' auspicabile che la tua fidanzata ti faccia buona compagnia dandoti supporto ed incoraggiandoti a reagire e non piuttosto lamentandosi con te in maniera ingiustificata.
L'unica cosa apprezzabile in ciò che hai scritto è che stai frequentando una piscina per fare sport e nuove amicizie in modo da non isolarti troppo.
Vorrei dirti, infine, che è un grosso errore odiare il proprio lavoro perchè è come fare un torto alla mente che anzi a volte si industria per far diventare piacevole e interessante un lavoro che magari inizialmente non lo è (correzione della dissonanza cognitiva).
Michel, stai sereno e cerca di riflettere meglio e rivalutare diverse cose che stai disprezzando.
Forse in tal modo si risolleverà anche il tuo umore.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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In primis, ti dico che è molto probabile e anche comprensibile che tu stia attraversando una fase di adattamento e questo sta comportando una deflessione del tono dell'umore che dovrà essere gradualmente riportato alla norma.
Sai, quando c'è un calo del tono dell'umore (fase depressiva) tutto ciò che di bello e di buono ci può essere viene visto attraverso occhiali scuri e così si può spiegare che non si apprezza, al tempo attuale, di avere ad appena 25 anni un lavoro stabile per il quale ci si è preparati (e quindi uno stipendio suscettibile di incremento futuro) e di avere vicino la fidanzata con reali possibilità successive di auto-realizzazione.
Ritengo e a volte dico a qualche paziente che la rigidità e la mancanza di umiltà sono spesso causa di depressione e che per apprezzare meglio alcune cose che si hanno bisognerebbe, almeno per un pò di tempo, perderle.
Tu dici che hai provato a darti tempo per vedere soluzioni ma davvero pensi che un mese e undici giorni sia un lasso di tempo congruo per un buon adattamento al contesto di novità cui sei andato incontro?
Parli di "gravi mancanze" per mansioni che non riesci a completare alla fine di ogni turno ma risulta che finora nessuno ti ha censurato o rimproverato al di fuori di te stesso!
Dici che all'inizio di ogni turno arrivi deciso, motivato e pieno di buona volontà mentre alla fine del turno sei sfiduciato, deluso e triste ma non consideri lo stress di otto ore lavorative nella fase iniziale e delicata che stai attraversando!
Parli del fatto che ti mancano gli affetti (parenti ed amici) del tuo paese di origine ma non consideri abbastanza che gli affetti si portano dentro, che ognuno deve cercare la sua autorealizzazione andando a coglierne le opportunità dove si presentano e che, in attesa di ferie o vacanze, puoi almeno abbracciare con lo sguardo ogni giorno i tuoi cari quando in passato c'erano da fare lunghe file alle cabine telefoniche perchè non esistevano i telefonini e gli scambi comunicativi erano tramite la posta che arrivava ogni 7 - 10 giorni.
Dici anche che il tirocinio della tua fidanzata dovrebbe essere retribuito ma non consideri che è una esperienza formativa necessaria per sostenere l'esame di abilitazione, titolo che dà diritto a poter cercare lavoro come psicologo.
E' auspicabile che la tua fidanzata ti faccia buona compagnia dandoti supporto ed incoraggiandoti a reagire e non piuttosto lamentandosi con te in maniera ingiustificata.
L'unica cosa apprezzabile in ciò che hai scritto è che stai frequentando una piscina per fare sport e nuove amicizie in modo da non isolarti troppo.
Vorrei dirti, infine, che è un grosso errore odiare il proprio lavoro perchè è come fare un torto alla mente che anzi a volte si industria per far diventare piacevole e interessante un lavoro che magari inizialmente non lo è (correzione della dissonanza cognitiva).
Michel, stai sereno e cerca di riflettere meglio e rivalutare diverse cose che stai disprezzando.
Forse in tal modo si risolleverà anche il tuo umore.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
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Gentile Michel,
da ciò che racconta, sembra che nella sua vita si siano verificati tanti eventi nuovi...il suo lavoro, un paese diverso dal suo, la convivenza...e sebbene siano tutti dei buoni motivi per esserne felice, il fatto che capitino tutti insieme non ha giocato a suo favore...
quello che lei sta vivendo è un periodo di assestamento: nuovi ritmi..nuove abitudini, nuove persone...e perchè no? anche un po di solitudine...
é normale sentirsi così...per fortuna siamo essere umani e non macchine che funzionano a comando!
Provi a prendersi del tempo...per capire se la sua è una fase momentanea o una difficoltà che interferisce in modo significativo sulla sua vita...e se così fosse non esiti a chiedere l'aiuto di un professionista che l'aiuterà a capire meglio cosa sta succedendo dentro di lei...
Dott.ssa Caterina Occhipinti
Psicologa _ Marsala

Dottoressa Caterina Occhipinti Psicologo a Marsala

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