Sentirsi inadeguati

Inviata da Mary. 19 ago 2016 3 Risposte  · Autostima

Salve, ho 30 anni e sono sposata da 1 anno. Mi capita spesso, quando usciamo con altre persone, di sentirmi inadeguata rispetto a mio marito perché tutti dicono: "Com'è bravo, com'è capace, com'è portato coi bambini, ecc." Non è che a me non faccia piacere però poi, ad un certo punto, mi chiedo: "Ed io?" Inizio a sentirmi a disagio e ad isolarmi, diventando così assente per tutti.
Lui è più esuberante e si mostra di più, io invece non amo mostrarmi troppo.
Mi chiedo se il problema sia con lui o a prescindere da lui, perché riconosco di essere una donna insicura e riservata e con un'autostima non molto elevata. Ricordo un professore a scuola che all'interrogazione mi diceva: "Ti meriti 8, ma ti metto 7 perché devi mostrarti più sicura di quello che dici altrimenti nella vita ti troverai male!" Aveva ragione! Poi ricordo mia nonna che preferiva mia cugina a me elogiandola continuamente. Poi i miei genitori che per spronarmi a studiare a scuola mi rimproveravano dicendo che mio fratello era bravo! Ci son' riusciti però perché io un giorno ho deciso di impegnarmi a scuola per dimostrare loro che se volevo ero brava anch'io. Poi ho proseguito anche con l'Università. Dentro di me però è come se ci sia sempre la paura di non essere all'altezza, di dover' dimostrare qualcosa a qualcuno e dò troppo peso alle parole che si dicono sentendomi facilmente ferita. Vorrei essere invece più leggera, più menefreghista. Credo che riuscirei a vivere meglio anche la relazione con mio marito così.

genitori , donna , disagio

Miglior risposta

Gentile Mary,
è probabile che i condizionamenti familiari da un lato l'abbiano stimolata a fare meglio ma dall'altro l'abbiano resa ancora più insicura facendola vivere con la preoccupazione di doversi sempre guadagnare l'approvazione degli altri.
Prima ancora di aspettarsi apprezzamenti da altre persone, se li deve fare da sola allo specchio quando riesce bene in qualcosa.
Per curare questo deficit di autostima dovrebbe farsi aiutare in psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Cara Mary,
il sentirsi inadeguati, non all’altezza, sempre meno bravi e simpatici degli altri proviene da “modelli” appresi nel corso della propria vita.
Già lei ricorda parenti e insegnanti che le proponevano come ideali da raggiungere fratelli o compagni di scuola “più bravi” di lei: lei ha quindi fatta propria l’idea che c’è sempre qualcuno migliore di lei e che non riuscirà mai a raggiungere il suo livello .
Provi a considerare, però, che:
- nella sua classe o in altre ci sarà stato sicuramente qualcuno più bravo dei compagni che le venivano proposti come modelli: e allora, questi dovevano sentirsi degli incapaci di fronte a quelli ancora più bravi di loro?
- ci saranno stati anche quelli meno bravi di lei: e allora, questi dovevano sentirsi degli incapaci confrontandosi con lei?
- a questo mondo ci sono tante razze di cane: il dalmata, il pastore tedesco, il mastino, il chihuahua, il bassotto ecc. e ognuno, a suo modo, è bellissimo. C’è un cane migliore, più bravo, più bello, più cane degli altri? Qualcuno può dire di si, ma è solo un’opinione che non conta niente: ogni è cane degno di essere definito tale esattamente come gli altri. Dovrebbe il pastore tedesco sentirsi umiliato perché qualcuno considera come cane “migliore” il dalmata?
- ci sono migliaia di fiori diversi: rose, tulipani, garofani, mughetti, a suo modo uno più bello dell'altro. Uno potrebbe dire che il più bello dei fiori è la rosa: ma ha senso? Può il tulipano sentirsi meno fiore degli altri solo perché qualcuno potrebbe dire che il fiore più bello è la rosa?
Perché, allora, lei dovrebbe considerarsi incapace o meno degna solo perché CREDE che qualcun altro sia più in gamba di lei in qualcosa?
Un cordiale saluto.

Dottor Gabriele Andreoli psicologo psicoterapeuta

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20 AGO 2016

Logo Dott. Gabriele Andreoli Dott. Gabriele Andreoli

20 Risposte

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Gentile Mary,
lei fa riferimento a condizionamenti familiari che probabilmente hanno un ruolo nel suo attuale disagio.
In questi casi migliorare è possibile, ma le occorre una terapia psicologica. Non necessariamente un percorso lungo, anche le terapie brevi hanno ottimi strumenti per raggiungere il risultato cercato.
Ritengo che un'integrazione di approcci psicoterapeutici diversi coma la Strategica Breve e la Gestalt, le darebbe buoni e forse ottimi risultati.

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19 AGO 2016

Logo Valentina Sciubba Valentina Sciubba

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