Senso di colpa per aver lasciato

Inviata da Chiara il 4 mar 2018 Terapia di coppia

Buongiorno,
Ho 30 anni e sono stata per 3 anni con un uomo di 43 anni che potrei definire il classico peter Pan.
La nostra storia è iniziata con la sua decisione di lasciare la sua compagna storica (8 anni insieme) che viveva insieme a lui a casa dei suoi genitori! Si, lui vive e credo viva ancora a casa con i suoi! Per tutto il tempo della nostra storia non sono mai stata presentata ai suoi genitori, per un motivo o per un altro. Troppo presto? La sua ex viveva con loro e non voleva che ci facessero un inevitabile paragone? I suoi genitori hanno cominciato a portargli rancore e alla fine il tempo è passato e non li ho mai conosciuti. Ho sempre sofferto per queste cose, ma devo ammettere che neanche io sono stata un’ottima compagna. Molte volte ho preteso delle cose senza chiederle con gentilezza. Per me essere in una relazione significa progettare un futuro insieme. Con naturalezza. Ma questo non è mai avvenuto. E quindi ci sono stati vari lascia e metti. So per certo che lui mi amasse. Ma questo non bastava per farmi stare bene. E sono arrivata anche a tradirlo.
Alla fine decido di lasciarlo definitivamente ad aprile. (In questo periodo mi sono comprata casa da sola) Lui sta molto male e per 4 mesi continua a voler chiarimenti, contatti, etc. Ad agosto decidi di riavvicinarmi. Per poi lasciarlo di nuovo ad ottobre. Questa volta in modo definitivo. Poi ho conosciuto un nuovo ragazzo e mi sono innamorata di lui. Con lui è tutto naturale. Mi ha aperto il suo mondo. E mi sono detta:”bastava così poco!” .
Adesso mi chiedo. Perché continuò a sentirmi in colpa per non “aspettato” di più? Magari poteva cambiare? O magari no, le persone non cambiano. Non sono certa di averlo mai amato nel senso più profondo. Ma gli ho voluto molto bene. È una persona intrappolata in se stessa. Nelle decisioni che non ha la forza di prendere.
Ho ancora in mente il suo sguardo triste quando in piena notte gli ho detto di non amarlo e di lasciarmi stare.
Da quel giorno non l’ho più visto. Anche se lavoriamo nella stessa azienda.
Lasciare andare una persona significa anche lasciar andare una parte di te; quella parte che ci aveva sperato, creduto. Ed io non so accettare le perdite.
Mi chiedo che diritto ho di essere felice così da subito se lui sta male? Con che cuore amo un’altra persona ?

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Cara Chiara,
Interrompere una relazione affettiva può creare sentimenti di colpa e sofferenza verso l'ex compagno, soprattutto se si evince la sua difficoltà. Da quanto scrivi però, la tua decisione è stata ragionata e valutata senza cedere a impulsività. Tra di voi molte cose non funzionavano con "naturalezza" come spieghi tu e non avevate progetti condivisi, motivi che vi ha portato a non vivere mai appieno la quotidianità di una coppia. Forse è proprio per questo che non hai fatto fatica a provare nuovi e forti sentimenti per un'altra persona. Posso dunque consigliarti di pensare al suo benessere e vivere serenamente la tua nuova relazione, senza farti distrarre da ulteriori sensi di colpa.
Un saluto

Dr.ssa Mara Lupica Spagnolo
Psicologa - Broni (Pavia)

Dott.ssa Mara Lupica Spagnolo Psicologo a Broni

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Buonasera Chiara,
sentirsi in colpa per aver lasciato qualcuno a cui si ha voluto bene è nella natura dell'uomo. Ma tu l'hai fatto sapientemente ragionandoci sopra per più volte. Quindi forse non è senso di colpa per aver lasciato, ma senso di colpa per non averlo abbastanza aiutato, in questi anni di relazione, nell'uscire "dalla sua gabbia" familiare. Bisogna anche capire il motivo perché lui abitasse ancora coi suoi genitori e da quanto. Ci saranno state sicuramente delle motivazioni.
Una persona, senza aiuto, non può cambiare, ma grazie ad un percorso con uno/a psicoterapeuta può aiutare molto.
Resto a disposizione per ulteriori risposte.
Saluti
Dott.ssa Marcella Job

Dott.ssa Job Marcella Psicologo a Milano

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Gentile Chiara,
quando lei dice che sa per certo che il suo ex l'amava, forse non considera che possono esserci molti modi di amare, alcuni dei quali decisamente disfunzionali.
D'altra parte, il fidanzamento o comunque la frequentazione di un partner prima di prendere una decisione più impegnativa quale il matrimonio o la convivenza,è una fase della relazione di coppia che serve proprio a conoscersi meglio per valutare se ci sono i presupposti per il passaggio successivo.
Pertanto, quando accade che questi presupposti non ci sono, è perfettamente lecito decidere di interrompere la relazione senza che debbano insorgere sensi di colpa.
Quanto poi al dubbio se le persone possono cambiare i loro postulati e comportamenti, è probabile di sì ma non se ne conoscono i tempi e la psicoterapia è certamente un valido ausilio per accorciare questi tempi ma dal momento che lei ha giustamente preso la decisione di chiudere il rapporto, questa cosa non è più un suo problema.
Invece, il fatto che lei, come dice, non sa accettare le perdite può diventare un problema perchè nel corso della vita capitano sempre delle perdite che bisogna imparare ad accettare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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