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Senso di colpa, frustrazione, è possibile continuare?

Inviata da Antonio il 29 giu 2019 Terapia di coppia

Salve, sono un uomo di 44 anni, da 10 anni con la mia compagna, non siamo sposati e non abbiamo figli. Vi scrivo perché abbiamo un problema, lei soffre di vaginismo e in tutti questi anni non lo ha affrontato, nonostante le abbia consigliato di rivolgerci ad una professionista, ha sempre rimandato. Credetemi, le ho provate tutte. Vuole provare a risolvere da sola il problema. Quindi non abbiamo mai avuto un rapporto completo. Le ho detto di essere arrivato al limite, ma è passato un altro anno senza che si risolvesse qualcosa. È un continuo rimandare.
Vi scrivo per confessare di non avercela fatta più, era troppo forte il desiderio di avere un rapporto completo e non ho resistito, ne ho avuto uno al di fuori del nostro rapporto, senza coinvolgere i miei sentimenti, nessun'altra cosa se non un mero rapporto sessuale.
Stavo male fisicamente e psicologicamente, ho provato a resistere tutti questi anni, alla fine ho ceduto.
Ora ho i sensi di colpa per quello che ho fatto, non volevo andasse così, ma io amo la mia compagna e voglio vivere con lei, ma nella mia situazione non riuscivo neanche ad esserle d'aiuto, frustrato da anni nel dover soffocare un desiderio di cui non si può fare a meno. Questa frustrazione influenzava ed influenza ancora la mia vita quotidiana, perché è diventato pensiero fisso delle mie giornate.
Lo so, ho sbagliato, mi pento di quello he ho fatto, ma so anche di voler stare accanto a lei.
Vi chiedo se è comprensibile ciò che ho fatto e cosa posso fare per aiutare lei e me per venirne fuori e continuare a stare insieme.
Ovviamente è una cosa che non si ripeterà.
Grazie.
Saluti.

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Gentile Antonio,
in effetti la propria compagna avrebbe dovuto già da tempo intervenire su tale difficoltà, riprovi ad esprimere alla partner il disagio facendo pressing per un intervento psicosessuologico in tempi brevi. D'altra parte mi sembra che i sensi di colpa che lei nutre siano da elaborare, ormai il passato non è modificabile. Potrebbe essere proficuo parlare con un professionista dell'agito, anche per evitare futuri drop-out o crisi di coppia.
Resto a disposizione
Dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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Buongiorno Antonio,

comprendo la sua preoccupazione e anche il senso di colpa. Diciamo che 10 anni sono tanti e la sua compagna per rispetto suo e della coppia avrebbe dovuto affrontare la problematica tempo fa. Le consiglio di affrontarla in modo molto chiaro, altrimenti la coppia ne subirà le conseguenze
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, se vuole mi può scrivere.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda
Lecco skype

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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Buonasera,
10 anni sono molti. Essere umani ed avere desideri è normale, quindi è umanamente comprensibile ciò che ha fatto.

Il vostro è fisicamente un rapporto incompleto e non vedere la sofferenza del partner, che subisce una condizione portata dall'altro, lo può essere altrettanto. Non è chiaro che timori abbia la sua compagna nel provare a risolvere la problematica e allo stesso tempo se ne abbia abbastanza motivazione.
Non ci ha scritto se avete rapporti almeno incompleti ma soddisfacenti e al tempo stesso non menzionate la possibilità di avere figli.
Un percorso in coppia potrebbe prima aiutarvi a capire i vs sentimenti e lo stato della vs coppia in questo momento, anche rispetto alla situazione, e forse in seconda battuta ad affrontare il vaginismo.
L'alternativa è chiudere una relazione insoddisfacente, cosa che però lei non sembra considerare minimamente, ma forse potrebbe essere l'unica che darebbe una motivazione alla sua compagna a tentare di risolvere o almeno comprendere perché c'è questo problema.
Un percorso di coppia e poi sessuologico, potrebbe aiutarvi a essere più sereni, entrambi, su questo tema.
Altrimenti non cambierà nulla in futuro, dalle sue parole sembra averle già dato possibilità di aiutarsi, ma da sola non ha avuto miglioramenti.
Una possibilità, ma credo poco accettabile, è concordare che lei si possa sentire libero di avere rapporti completi con altre donne...capisco che non sia eticamente comprensibile, ma allo stesso tempo 10 anni di forzata astinenza, farebbero annullare anche un matrimonio in sacra Rota perché non consumato e non provare a risolvere la difficoltà, deve necessariamente fare considerare soluzioni alternative, anche se non ottimali, per mantenere armoniosa la vita della coppia e far sentire ciascun individuo che ne fa parte, realizzato e soddisfatto.
Spiace per la vs sofferenza, mi auguro troviate un modo per affrontare con il giusto supporto la situazione.

Claudia Popolillo - Studio Logos Psicologo a Lodi

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Gentile Antonio,
in una vita di coppia non si può non tenere in considerazione i bisogni/desideri leciti del partner in una logica di condivisione e reciproca gratificazione, altrimenti ha più senso la scelta di rimanere single.
Ora, poichè il vaginismo è un disturbo psico-fisico che può compromettere seriamente la relazione, il problema avrebbe dovuto essere già da tempo affrontato e risolto.
Per quanto detto, il suo desiderio era ed è lecito e comprensibile e non è proprio il caso di coltivare adesso sensi di colpa e conflitti interiori per quanto accaduto.
Piuttosto, dal momento che tale problema persiste ancora (come pure persiste il suo lecito desiderio) lei dovrebbe riprovare con più fermezza e cognizione di causa a persuadere la sua compagna della necessità di intraprendere una psicoterapia individuale o anche di coppia onde salvaguardare il vostro rapporto.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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