Senso di colpa e rabbia

Inviata da Sue65 · 24 mag 2021

Buonasera,
perché non riesco a vincere il senso di colpa di lasciare mia madre a casa da sola per un pranzo?
Parto dal presupposto che mia madre è una vittimista e mi ha allevato con il senso di colpa per qualsiasi cosa: non pulisci camera? Poi non chiedere a me di curarti se ti vengono le allergie! (Le allergie mi son venute lo stesso, anche se camera l'ho pulita, tutte le settimane da che posso reggere uno straccio in mano.) Non fai i compiti? Guarda che ti mando a lavorare/in collegio/etc. Fai i capricci? Ti lascio qui, eh!
Per non parlare dei "cosa ho fatto per meritarmi una figlia del genere", "con tutti i sacrifici che ho fatto..." e la lista è lunga, ma è nota, quindi arrivo al dunque: si può superare questo senso di colpa che, ultimamente, si tramuta spesso in rabbia nei suoi confronti? Nello specifico: sto ristrutturando casa mia per andarmene presto di casa, quindi ho diversi impegni che mi tengono impegnata in pausa pranzo o anche oltre l'orario consueto la sera, e questo si traduce in rabbia diretta, ormai, senza neanche passare più per il senso di colpa.
Posso superare questa sensazione, che so perfettamente essere dettata da anni di continue vessazioni e minacce - tra cui anche, appena le ho detto che avevo deciso di andarmene di casa, quella del suicidio perché tutti vogliono il suo male - e smettere di provare rabbia nei suoi confronti?
Premetto che parlarne con lei direttamente non serve perché è una negazionista e la colpa è sempre degli altri, lei è una santa e martire, vittima delle circostanze e dell'odio immotivato di persone (la sottoscritta) ingrate e degeneri.

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Miglior risposta 25 MAG 2021

Cara Sue,
Mentre leggevo il suo scritto, devo essere sincera, l’ho immaginata come una campionessa di apnea. Sembra essere diventata talmente brava a resistere a lungo sott’acqua, per via dei pesi dei ricatti emotivi che la tirano giù, che in quei pochi secondi in cui riesce a tornare in superficie, riesce a ricavare il sostentamento necessario per continuare a sopravvivere.
Mi sembra di capire che è più facile, per Lei, appropriarsi di pesi che non le appartengono pur di alleggerire il carico di sua madre, per timore che possa restarne schiacciata.
I conti in sospeso delle generazioni precedenti non appartengono a lei, ma in un certo senso continua a pagare tasse salatissime che la imprigionano, invece che renderla piano piano libera.
Qualora fosse convinta e motivata ad iniziare un percorso psicologico, penso che una terapia familiare, che vada a mettere in luce tutte le dinamiche intergenerazionali pregresse, possa essere un valido aiuto per se stessa e per sua madre.
Sono sicura che riuscirà a liberarsi della medaglia d’oro in apnea, per vincere quella che lei realmente desidera per se stessa.
Le mando un caro saluto

Dott.ssa Stefania Bellini

Dott.ssa Stefania Bellini Psicologo a Castrovillari

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1 GIU 2021

Buongiorno Sue65,
Cercando di riassumere la sua situazione, lei si ritrova a sentirsi in colpa perchè abbandonerebbe sua madre al suo destino andandosene di casa, avendo paura che lei non possa farcela (avendole già detto che nel caso si suiciderebbe), e che questo senso di colpa la sta distruggendo. Non è semplice dare una valutazione quando non si conosce la situazione specifica della persona in questione, e so che lei ha già provato a parlarci, ma forse deve adottare un modo diverso di dire ciò che pensa a sua madre, o magari farsi aiutare da uno specialista, provando a parlarci insieme, alle volte la voce di una terza persona, ancor di più se competente, può aiutarci a vedere le cose da altri punti vista, e questo vale sia per lei che per sua madre. In questo modo potreste provare a spostare la vostra attenzione e le vostre energie su altro, in modo da riconsiderare priorità e gestione del vostro rapporto.

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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27 MAG 2021

Buongiorno Sue65,
Cercando di riassumere la sua situazione, lei si ritrova a sentirsi in colpa perchè abbandonerebbe sua madre al suo destino andandosene di casa, avendo paura che lei non possa farcela (avendole già detto che nel caso si suiciderebbe), e che questo senso di colpa la sta distruggendo. Non è semplice dare una valutazione quando non si conosce la situazione specifica della persona in questione, e so che lei ha già provato a parlarci, ma forse deve adottare un modo diverso di dire ciò che pensa a sua madre, o magari farsi aiutare da uno specialista, provando a parlarci insieme, alle volte la voce di una terza persona, ancor di più se competente, può aiutarci a vedere le cose da altri punti vista, e questo vale sia per lei che per sua madre. In questo modo potreste provare a spostare la vostra attenzione e le vostre energie su altro, in modo da riconsiderare priorità e gestione del vostro rapporto.

Un caro saluto

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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25 MAG 2021

Cara Sue, buon giorno!
Comprendo bene la fatica che ha fatto e che fa a vivere con una madre manipolatrice.
Quello che le serve è un percorso di psicoterapia che le consenta di elaborare le emozioni che ha interiorizzato in tanti anni di vessazioni.
Il passo di andare a vivere per conto suo è senza dubbio già nella giusta direzione, ma oltre allo spazio fisico deve darsi anche lo spazio emotivo che le consenta di rimettere sè stessa al centro.
Le auguro ogni bene!

Dr.ssa Erika Conti Psicologo a Savona

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25 MAG 2021

Carissima Sue86,
dalle poche righe che scrive sembra che sua madre abbia percorso tutta la vita "ricattandola" e portandola a pensare di essere degna di affetto "solo se". Il senso di colpa quindi può agire su di lei non facendole vedere la relazione poco funzionale e il rapporto anaffettivo con cui è cresciuta. Un percorso in questo momento potrebbe aiutarla a ritrovare serenità, equilibrio e le risorse che sicuramente ha per separarsi da sua madre in modo sano e affettivo per poter continuare la sua vita coltivando altri rapporti più vitali e sani.
Sono a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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25 MAG 2021

Cara Sue65,
come Lei stessa dice, il conforto con Sua madre, evidentemente, non può essere costruttivo e non porta a niente di buono.
Da quanto racconta, lo stile educativo e genitoriale di Sua madre è stato improntato sulla colpevolizzazione e la svalutazione della Sua persona. Queste dinamiche, così come il vittimismo e l’egocentrismo, possono essere attuate con lo scopo di accentrare le attenzioni degli altri costantemente, tanto da monopolizzarne le scelte e la vita altrui, probabilmente sotto la spinta di per bisogni interni e paure radicate.
Questo si traduce comprensibilmente in forti sensi di colpa e rabbia nelle persone che subiscono quanto detto, perché, da una parte, questi meccanismi attecchiscono e, dall’altra, ne si riconosce l’ingiustizia e la pervasività.
Ciò che ne consegue può essere molto intenso e difficile da gestire, ma assolutamente non impossibile.

Un percorso può aiutarLa a riprendersi la Sua vera libertà, interiore e concreta.
SalutandoLa, Le auguro di riuscirci presto!

Resto a Sua disposizione, qualora volesse ricevo anche online.

Dr.ssa Annalisa Signorelli

Dott.ssa Annalisa Signorelli Psicologo a Belvedere Marittimo

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25 MAG 2021

Cara Sue,
non c'è una bacchetta magica per far svanire il senso di colpa e la rabbia nei confronti di un genitore che gioca su "minacce e vessazioni" da anni, ma la buona notizia è che un percorso psicologico di elaborazione della propria storia relazionale, alla luce dei contesti di appartenenza in cui è inserita, potranno sicuramente favorire una riduzione di queste sensazioni che le provocano malessere.
Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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24 MAG 2021

Carissima, é molto razionale e lucida nel riportare la Sua storia. Elaborando tutti i vissuti che prova nei confronti della relazione materna e riparandoli, potrà rapportarsi ad essa senza il malessere che prova adesso dentro. Un lavoro psicologico su di sé può portarLa a tutto questo, recuperando un Suo equilibrio e una tranquillità nel rapportarsi al materno e, in generale, all'ambiente esterno.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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