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Sensi di colpa post fine relazione

Inviata da Anna · 11 mag 2020 Terapia di coppia

Buongiorno a tutti,
sono una ragazza di 23 anni e da poco tempo ho deciso di porre fine alla mia relazione perché sentivo il mio fidanzato per la maggior delle volte assente, e dopo numerevoli tira e molla ero completamente esausta, ma al momento sono molto combattuta dato che comunque continuiamo a sentirci ogni tanto.
Questo però ha fatto nascere in me dei sensi di colpa che a volte mi affliggono perché molte volte penso di non riuscire a gestire in modo lucido certe situazioni vacillanti, e lui ha incolpato me per la fine della relazione. Mi spiego meglio.
Da circa un anno avevo notato un allontanamento del mio ragazzo: quando ci vedevamo lo sentivo molte volte freddo e distaccato e altre volte quando decidevamo di vederci disdiceva l'appuntamento e rinviava, finendo per non vederci magari per una settimana.
Lui molte volte mi diceva cose contraddittorie: mi diceva che noi non stavamo mai abbastanza insieme, ma ere il primo a non trovare il tempo e che la nostra relazione stava diventando monotona, ma per quanto io mi sforzassi di organizzare cose nuove da fare insieme (come lui chiedeva) mi sentivo sempre criticata per le cose che organizzavo e ricevevo una disdetta all'ultimo.
Inoltre lui non è mai entrato nella mia sfera di amicizie (saltava i compleanni dei miei amici, o altri incontri) a cui io tenevo molto, e per quanto io glielo dicessi lui non ha mai voluto davvero provarci a rimediare. Lui però pretendeva che io fossi presente in alcune occasioni con la sua famiglia e che entrassi in sintonia con i suoi amici.
Questo ha causato in me un accumulo di frustrazioni e sentimenti negativi che sfociavano in scontri quando mi sentivo "rifiutata". Lui dice che anche il mio voler sempre litigare per questi fatti lo ha portato ad allontanarsi ancora di più, ma anche quando cercavo di approcciarmi a lui pacatamente chiedendogli quale fosse il problema ricevevo quasi sempre risposte scontrose.
Lui è particolarmente introverso, tende a tenersi tutto dentro e a non voler avere un dialogo per risolvere i problemi perché tende a evitarli, questo non lo faceva solo nella nostra relazioni ma in tanti aspetti della sua vita. Non si prendeva mai le proprie responsabilità e poche volte da lui ho ricevuto scuse sincere per i suoi comportamenti, anche perché molto raramente cercava di vedere le cose dal mio punto di vista e per questo le litigate erano sempre sui soliti motivi.
Nei giorni di quarantena inoltre ho notato un distacco ancora maggiore perché lui sembrava non avesse mai il tempo neanche per una telefonata.
A mente lucida capisco di aver esagerato alcune volte e di non aver riflettuto abbastanza e di essere partita subito all'attacco, ma questo anche perché non ho mai ricevuto da parte sua rassicurazioni che in fondo tutto andasse bene perché comunque lui tendeva sempre a scaricare tutta la colpa su di me, senza mai mettere in discussione i suoi comportamenti e gratificare le cose che facevo per lui, e la mia pazienza era al limite.
Non riesco però a capire se questa situazione sia stata causata anche in parte da mie insicurezze personali, su cui devo lavorare, che sono cresciute per i suoi comportamenti da "scarica barile" e per il suo rimandare sempre i problemi e che quindi mi portavano a creare litigate, oppure da un cambio dei suoi sentimenti per me, dato che a volte è come se percepissi che lui non voglia lasciarmi andare e preferisca trattenermi.
Grazie!

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Miglior risposta 16 MAG 2020

Buongiorno Anna, cerdo che dovrebbe lavorare sulle sue “insicurezze personali” , approfondendole, e cercando di capire il suo livello di autostima. Probabilmente la vostra relazione era sostenuta dal suo ostinato impegno a tenerla in vita, proprio a causa delle sua insicurezza, magari nel restare "sola". E' inutile incolparsi ora, meglio affrontare i suoi sensi di colpa lavorando su se stessa alla ricerca di nuove passioni personali, che le facciano alzare il livello di autostima e autoefficacia. Cosi potrà sentirsi molto meglio ed aperta verso nuove relazioni.

Dott. Massimo Masserini MindFit Clinic Psicologo a Bergamo

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12 MAG 2020

Buongiorno Anna. Lei si interroga se le sue “insicurezze personali” abbiano avuto, o meno, un ruolo nella decisione di interrompere il rapporto con il suo ex ragazzo. Io andrei ad approfondire il significato che per lei sta dietro a quelle che definisce “insicurezze personali”. Lei dice che, davanti alle sue accuse che la vostra relazione fosse diventata troppo monotona, si sforzava nell’introdurre delle novità ma che, da parte sua, riceveva sempre delle critiche e delle disdette all’ultimo. Pur esplicitando a lui quanto fosse per lei importante che lui entrasse nella sua sfera di amicizie questo non é mai avvenuto. Mentre lui si aspettava che lei invece frequentasse la sua di famiglia e i suoi amici. Provare sentimenti negativi, frustrazione nelle situazioni che ci ha descritto é assolutamente comprensibile e non mi sentirei di autoaccusarsi per questo. In un rapporto affettivo noi cerchiamo di vedere soddisfatti dei nostri bisogni. Parlerei, se me lo permette, più di bisogni che lei sente fortemente caratteristici di sé (legittimi) e non di “insicurezze personali”. E se questo non avviene é inevitabile che la relazione vada incontro ad una conclusione. A sua disposizione.
Dott. Erik Mancin

Dott. Erik Mancin Psicologo a Parma

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12 MAG 2020

Cara Anna,
la fine di una relazione, soprattutto se di lunga durata, non è mai semplice. Una parte della nostra identità viene definita dall'appartenere a quella determinata coppia e per questo motivo, quando la coppia si rompe, bisogna un pò "ricostruirsi", ricreare quella parte che prima era dedicata all'essere "fidanzata di". E questo richiede sicuramente del tempo e del lavoro su se stessi.
Le sue insicurezze all'interno della relazione potrebbero aver in qualche modo contribuito alla fine della relazione, come potrebbero non averlo fatto, ma questo non significa che la rottura sia stata una decisione sbagliata. Lei ha riportato come problematica principale un'incomprensione generale, che vi ha portato a non riuscire più a condividere momenti ed emozioni. Questo non rende nessuno dei due delle cattive persone, magari semplicemente le vostre modalità di affrontare le situazioni e le relazioni fanno fatica ad incastrarsi e a trovare un compromesso fra di loro
Un lavoro su se stessi è sempre un percorso che porta arricchimenti, ma non è necessario andare a ricercare a tutti i costi un colpevole per la rottura della relazione.

Spero di esserle stata utile e rimango a disposizione

Dott.ssa Silvia Passaretti

Dott.ssa Silvia Passaretti Psicologo a Milano

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12 MAG 2020

Salve Anna,
da quanto scrivi immagino ti senta destabilizzata dalla situazione. La fine della storia con questo ragazzo che, tuttavia, dici continuare a sentire, ti fa interrogare su quanto provi e su ciò che è stato. Cercare di individuare il "colpevole" non credo sia il modo migliore per affrontare la situazione. Fermo restando che nei rapporti di coppia le responsabilità sono spesso di entrambi. Può essere opportuno fare chiarezza su quanto senti ora e così facendo avere una visuale diversa anche su questa relazione e su ciò che provi.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Jessica Agnelli

Dott.ssa Jessica Agnelli Psicologa Psicologo a Pescara

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12 MAG 2020

Buongiorno Anna. Credo sia importante fare un percorso psicologico per Aprire una lenta più grande sulla tua vita e sul tuo modo di relazionarti. Comprendere anche Qual è il suo gli schemi di base che si attiva automaticamente e risponde alle azioni altrui in base alle nostre esperienze passate compromettendo così il modo di vivere le situazioni Attuali. Le auguro una miglior consapevolezza delle sue emozioni e dei suoi pensieri.

Dott.ssa Emilj Di Francesco Psicologo a Urbino

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