Sensazione di dover fare pipì spesso dopo un episodio traumatico

Inviata da Lola Greppi · 30 dic 2020

Buongiorno,

sono una ragazza di 24 anni ansiosa e ipocondrica da sempre. La mia ultima paura è quella della SM, a seguito di alcuni episodi di formicolii che ho avuto a luglio e settembre. 3 neurologi, di cui uno specializzato in SM, hanno detto che si tratta solo di ansia, che non ho sintomi di quella malattia e nessuno mi ha prescritto ulteriori analisi. Mi è stata diagnosticata da parte di due di loro una nevrosi ansiosa somatoforme e mi hanno invitato a sentire uno psichiatra. Così ho fatto, e da due mesi sono in cura con uno psichiatra che mi fa anche da psicologo, ma secondo me lui sottovaluta un problema che mi sta rendendo la vita impossibile.

A metà ottobre (prendevo levopraid e xanax 1mg a rilascio prolungato prima di dormire) i sintomi come formicolii ecc erano ormai passati e io mi ero convinta di non avere la SM. Se solo non fosse che una notte mi sono svegliata mentre mi stavo facendo la pipì addosso... stavo sognando, forse, di farla, ricordo che stavo sognando una sensazione di liberazione. Per me da lì è iniziato un calvario: ho ricondotto quel sintomo alla SM, alla perdita del controllo degli sfinteri ecc. quella notte non ho più dormito, la mattina dopo mi sono recata anzichè in ufficio, di fronte all'ospedale e ho "minacciato" al telefono i miei famigliari, lo psichiatra e il medico di base che sarei entrata e mi sarei fatta fare una risonanza. Mi hanno persuasa a non farlo, che il mio episodio rientrava nella normalità, soprattutto per il sonno profondo indotto dai farmaci che stavo prendendo. A quel punto sono andata al lavoro, e ho iniziato a controllare se la mia vescica "rispondesse" al mio volere, sul water tenevo e facevo la pipì a comando, ho dormito qualche notte con i pannoloni per paura che riaccadesse, ma non è mai più risuccesso. Io però ho iniziato a sentire uno stimolo alterato ad andare a fare la pipì, come se fosse più spesso e più forte (mai urgente "da farmela addosso"), soprattutto se sono qui a casa o se sono particolarmente agitata per qualcosa. Non riesco a capire se in effetti qualcosa è cambiato o sono io che semplicemente ci faccio più caso, dato che sono sempre stata la classica ragazza "pisciona", dopo una tazza di the devo andare in bagno 3 volte e mi fermo spesso durante i viaggi, in aereo la faccio sempre ecc... Quindi trascorsi due mesi dal "fattaccio" io mi ritrovo ad avere il pensiero fisso della pipì, ovviamente non me la sono mai fatta addosso nè di giorno nè di notte, ho fatto analisi del sangue con parametri dei reni, ecografia reni e vescica, urinocoltura e visita urologica ed è tutto perfettamente in ordine. L'urologo ha attribuito tutto all'ansia così come lo psichiatra, ma nessuno sembra capire davvero il mio disagio... ci sono giorni in cui sto bene, soprattutto quando sono fuori casa e non ci penso, oppure durante i giorni di Natale, sono stata benissimo per tutta la settimana, ma adesso questo fastidio è tornato, ma appunto, non so se sia la "normalità" che io percepisco alterata o se ci sia una reale alterazione. E' possibile che io abbia sviluppato una ossessione dopo quell'episodio di enuresi? Potrebbe trattarsi di stress post traumatico come dice il mio psichiatra?
Grazie mille!!

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Miglior risposta 31 DIC 2020

Buongiorno,
non descrive il tipo di lavoro che fa con il suo psichiatra (ogni quando lo vede, obbiettivi, ecc.) ed è da poco tempo che ci va. Mi sembra le siano state fatte diagnosi pertinenti all'ansia e che soffra di ansia somatoforme e ipocondria con un pensiero fisso e circoscritto all'enuresi. È possibile che le manifestazioni di ansia che durano da tempo possano determinare fissazioni, paure che un episodio di enuresi si ripresenti. Provi a parlarne con il suo psichiatra ed esporre i suoi timori.
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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31 DIC 2020

Ciao Lola, ho letto con attenzione la tua lettera. A mio avviso hai bisogno di lavorare, e bene, sulla tua ipocondria se vuoi vivere serenamente. Tutto qui.
Tutto nasce dal terrore di ammalarti ora di una cosa , ora di un'altra. Entri in una serie di loop, di circoli viziosi, dove un segno (ad esempio l'aver bagnato il letto- e ti è stato spiegato anche il perché) assume per te il significato di certezza di malattia. Da qui scattano tutte le paure del caso, relativi accertamenti medici, ansie per l'attesa dei referti, test di autocontrollo per verificare che tutto sia nella norma oppure no...Questo è il vortice nel quale sei risucchiata e dal quale uscire se vuoi stare bene.
Un caro saluto, d.ssa Antonella Ricci

Dott.ssa Antonella Ricci Psicologo a Tivoli

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31 DIC 2020

Cara Lola, quello che mi colpisce del suo racconto è il senso di sfiducia verso l'ambiente che emerge. Lei afferma di nutrire dubbi sia nei confronti del suo psichiatra, sia nei confronti dell'urologo. Non si sente capita e sente che il suo problema viene sottovalutato. Credo che questo sia un tema importante da affrontare durate le sue sedute. A cosa le servono questa sfiducia e la convinzione di avere una malattia grave come la SM, dopo più di un parere medico negativo? Credo sia veramente importante per lei porsi questa domanda e approfondire cosa ne scaturirà con il suo psichiatra. Magari la porterà a scoprire un lato di sé che prima non aveva preso in considerazione. Rimango disponibile online per maggiori chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Marinella Balocco

Dott.ssa Marinella Balocco Psicologo a Orbassano

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