Sensazione angosciante diversa da ogni sensazione mai provata

Inviata da Davide Sanvito · 2 giu 2019

Salve a tutti, sono un ragazzo di 26 anni. Spero di trovare una qualche spiegazione a quello che sto provando in questo momento visto che mi sta provocando stress 24h .

Sin da piccolo sono sempre stato un ragazzo emotivo, timido e ho sempre avuto la sensazione di non essere in grado di farmi valere con i prepotenti. Specialmente nel caso dovessi difendere una persona cara da un'offesa o un maltrattamento che sia.
E questo è un fardello che sono cosciente di avere e amen. Almeno so cos'è, sono consapevole della sua esistenza e natura.

L'ultima mia relazione è durata sei anni con 3 allontanamenti e poi riavvicinamenti (sempre voluti da me penso per una sensazione di abbandono). Un altro fardello che però tra le mie emozioni riuscivo ad identificare, ovvero paura di essere messo in disparte e abbandonato.

Queste tuttavia sono, come dire, sensazione acute, chiare, identificabili sebbene fastidiose. Da un anno a questa parte (1 anno esatto che è finita la relazione di cui parlavo) provo una sensazione angosciante continua che non riesco a spiegare. Tutto è successo dopo 3 mesi dalla rottura, ero seduto al lavoro totalmente immerso in quello che facevo (ero riuscito a superare la fase più dura della rottura della relazione) quando letteralmente mi sono preso uno spavento, dal nulla. Non è stato un attacco di panico, non ho avuto nessun sintomo fisico se non una costante sensazione di angoscia che è durata per circa una settimana. In quella settimana tutto mi sembrava diverso, come se la vita che conoscevo non ci fosse più, come se tutte le cose che prima mi veniva naturale fare ora fossero accompagnate da questa sensazione di distacco. Quella sensazione non rieuscivo a ricondurla a niente e alla mia testa pregavo di lasciarmi in pace, un ospite non voluto nella mia vita che non mi lasciava godere le cose che mi piaceva fare. Quella sensazione poi è sparita ed è letteralmente come se mi fossi riallineato con la mia classica realtà. Ho perfino cercato di riprovare volontariamente quella sensazione ma non riuscivo. Ora da 7 mesi a questa parte quella sensazione è costante e mi tormenta non lasciandomi rilassare, non facendomi concentrare. La cosa che più non mi convince é che ricordo di aver provato esattamente questa inspiegabile sensazione solo una volta prima nella mia vita intorno ai 13 anni. Mi sono trovato a guardare gli oggetti e le forme intorno a me e a percepire tutto in un modo diverso, e la frase che mi pulsava nella testa era "Ehi ma io sto vivendo, sono reale" come se appunto mi fossi ritrovato in un mondo diverso in cui tutto era percepito diverso (comunque non parlo di dimensioni deformate o offuscamento della vista, ma solamente una percezione mentale alterata).
Un'altra cosa molto comune che mi capitava da piccolo era sfidare la mia testa. Mi dicevo spesso "Ehi scommettiamo che non riesci a non pensare a questa cosa?"

Sebbene non lo riesca a ricondurre a niente questo stato angosciante e quasi irreale, so per certo che è qualcosa che ho provato già da piccolo (prima quindi di affrontare relazioni, scuole superiori etc). Tuttavia non mi creava disturbi angoscianti (ogni tanto si presentava poi spariva senza lasciarmi nessuna traccia di spavento o altro).

Qualunque cosa sia era già presente, ora semplicemente ha un effetto diverso sulla mia vita quotidiana.

Che cosa ha la mia testa che non va?

Grazie a chiunque mi aiuti anche solo a trovare una spiegazione ( non necessariamente una cura, giusto qualcosa che mi aiuti a spiegarla).

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Miglior risposta 3 GIU 2019


Gentile Davide,
da ciò che scrive è possibile ipotizzare che lei abbia un disturbo dissociativo di "derealizzazione" caratterizzato dalla perdita (in genere momentanea) del senso della realtà con sensazione soggettiva di non appartenenza a ciò che si fa o si dice.
La causa di questo disturbo spesso è da ricercare in un forte stress dovuto ad abuso emotivo o fisico o ad abbandono subìto nell'infanzia.
Esistono comunque anche altre cause di questo disturbo ed in ogni caso, per superarlo, è consigliabile un adeguato percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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3 GIU 2019

Gentile Davide,

ho letto il suo messaggio che appare certamente come una richiesta "di aiuto", perlomeno a "capire" meglio che cosa le stia succedendo.
Utilizzo il termine "capire" perché, da quanto si coglie nel suo testo, sembra proprio questo uno degli aspetti che la mette in angoscia in questa situazione che sta vivendo e che differenzia questa sua esperienza dalle altre: il non riuscire a metterla in collegamento a qualche cosa o per lo meno il non riuscire a darsi una spiegazione plausibile.
Questo in effetti spesso è proprio l'obiettivo centrale di un percorso, anche breve, di psicoterapia: attribuire un senso, un significato a qualcosa che si sta vivendo e che inizia a condizionare la nostra quotidianità. Da come si presenta sembrerebbe in effetti una persona abbastanza razionale che si sente rassicurato dall'avere una risposta/spiegazione a quello che le succede. E sicuramente questo è comprensibile.
Sembrerebbe avere anche un buon livello di motivazione a sostenere dei colloqui per potersi confrontare su queste sensazioni che, dal suo punto di vista, hanno un'origine confusa.
Il mio suggerimento, pertanto, è quello di valutare seriamente la possibilità di poter effettuare qualche colloquio, al fine di poter capire meglio alcune questioni. Naturalmente, lei ha già "selezionato" alcuni aspetti che le sembrano rilevanti (o irrilevanti) da segnalare. Non escludo tuttavia che ci siano altri elementi significativi, che a lei non viene da associare naturalmente a quanto le accade ma che potrebbero avere un ruolo importante, tra tutti, ad esempio, le modalità relazionali che ha con le persone che la circondano, come le ha costruite e che effetti hanno sugli altri e con gli altri, oltre che con sé stesso .
Per esplorare seriamente e con sufficiente rispetto alcuni aspetti personali, credo sia necessario uno spazio adeguato e rispettoso delle sue questioni.
In bocca al lupo,

Lisa Lever

Dott.ssa Lisa Lever Psicologo a Milano

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