Sempre in bilico

Inviata da valentina poli · 20 nov 2020

Ciao, ho 18 anni e non so bene come iniziare a scrivere questa richiesta. Non mi sono mai aperta con qualcuno liberamente e sinceramente e per me è molto difficile trovare le parole per esprimere ciò che mi crea dolore. Credo che sia assai complicato anche capire quale sia il problema effettivo che da tempo non mi fa più vivere serenamente. Vivo costantemente in bilico fra serenità e turbamento, le passioni che un tempo mi facevano passare le giornate felicemente e velocemente, ora non esistono più, e continuo a ricercare un senso al vivere ovunque, senza mai trovar conforto.
Ecco potrei dire che ormai da un annetto mi sono persa, non sono più la stessa di prima e sento un disperato bisogno di ritrovarmi e riscoprirmi. Nel corso dei precedenti 17 anni ho sempre fatto tantissime cose, ho suonato la chitarra, disegnato, giocato a tennis, letto, fotografato sempre con piacere e con dedizione. Mi capitava di tornare a casa e avere un immediato impulso di prendere in mano una matita e di mettermi a disegnare o anche solo prendere un libro e perdermi fra le sue parole. Col tempo, molti di questi hobby sono andati persi, la chitarra non era il mio forte anche se mi piaceva, lo stesso per il tennis e il disegno. Una cosa sola è sempre stata fatta su misura per me, la fotografia. Non che mi auto compiaccia per le foto che faccio, ma ammetto che è la sola verso la quale potrei provare ambizione. Purtroppo ho perso anch’essa.
Da tempo non ho più un sogno nel cassetto e vivo ogni giorno senza far qualcosa di concreto per il mio futuro, anche se vorrei. È sempre un mescolarsi di “vorrei ma non posso” e non perché non abbia i mezzi per farlo, ma perché ogni qual volta che vorrei far qualcosa seriamente, come leggere un libro o lavorare ad un progetto fotografico, automaticamente mi blocco e la mia mente trova espedienti per non farli. Quest’estate ho passato un mese a letto, ogni giorno mi alzavo, pensavo a dei buoni propositi e finivo o ad uscire coi miei amici o a stare a letto a guardarmi dei film. Immaginavo di andare a camminare per tenermi in forma, di creare qualche nuovo progetto, ma per qualche motivo a me sconosciuto rimanevo inerme ad aspettare che il giorno finisse, pensando costantemente “sono benissimo in grado di farlo più avanti”.
Anche altri sono i problemi che mi creano disagio, la mia capacità di concentrazione si è abbassata, a scuola, anche se sono sempre andata bene, non riesco a tenere il passo ed è sempre un gran peso continuare. Mi sento sola, completamente sola.
Mi capita spesso di osservare attentamente le persone, i piccoli gesti, le piccole abitudini, anche se con esse non ho un gran legame. Trovo interessante contemplare le piccole cose di ognuno, come si muovono le mani, come si rivolgono a te, i termini che usano di solito e ascolto sempre con piacere le opinioni di tutti. Sono molto positiva con il prossimo, se una persona che non conosco mi viene a parlare la ascolto e non la respingo.
Ma questo è un problema, perché io guardo qualsiasi cosa e chiunque, ma ho costantemente la sensazione che nessuno guardi me. Come se all’improvviso cadessi per strada e nessuno si fermasse ad assistermi. Proprio oggi mi sono emozionata e mi è scesa una lacrima perché la mia migliore amica mi ha chiesto come stavo. Non capita spesso.
Quando sono sola immagino di essere una persona famosa e che qualcuno mi stia facendo un intervista, allora parto con monologhi interminabili su ciò che penso riguardo a tante cose o anche solo raccontando aneddoti della mia vita. Poi mi accorgo di essere sola e che in realtà nessuno ascolta. È deprimente e scoraggiante.
Ora mai ciò che faccio non lo faccio più per me stessa, ma per farmi guardare. Tutto ciò che facevo prima per accontentare i miei bisogni soli, ora è come se lo facessi per qualcun altro. I libri mi capita a volte di iniziarli proprio quando sono in compagnia di qualcun altro, e poi di finirli da sola.
Ora col distanziamento sociale la mia vita non è più equilibrata, prima amavo la solitudine, la cercavo, la pretendevo. Anche ora la cerco e ne ho bisogno, ma sto male quando sto da sola e non riesco mai a raggiungere i miei buoni propositi e i miei obbiettivi. Ogni volta che non riesco a fare qualcosa mi impunto sul raggiungimento di un qualcosa di concreto e infimo e ripongo in esso speranze di rivoluzione. Una volta è un taglio di capelli, un’altra è un cambio di stile, altro ancora riuscire a prendere la patente. E sempre si ripropone questo circolo vizioso in cui, “grazie a questo andrà meglio, riuscirò a rivoluzionare la mia vita”, come se qualcosa di così infimo come un taglio di capelli potesse veramente risolvere questa situazione. Ripetutamente mi è capitato anche di cercare aiuto psicologico senza mai portare a termine la faccenda. È un continuo balzo fra “sto male e sto bene”, credendo quando sto bene di non aver bisogno affatto di alcun tipo di cura e che la mia vita vada benissimo così com’è, anche se dentro è sempre presente un sentimento di insoddisfazione.
Pongo tanta fiducia nell’umanità delle persone, ma non ugualmente nel progresso. Odio i telefoni, i social anche se effettivamente ne faccio uso (molto più perché con il ritmo veloce che ora ha la vita e con le necessità sociali stare senza telefono porterebbe ad una rovina sociale). L’immediatezza, la velocità, la grandissima collettività e la realtà alternativa che internet propone, non è il mondo materiale che viviamo ogni giorno. La solitudine, la pazienza, la fatica, il silenzio sono valori che abbiamo perso, io in primis. E vorrei troppo avere il coraggio di ribellarmi a tutto questo e di riuscire a far affidamento solo sulle mie forze e sulle cose concrete.
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto è una costante lotta fra la voglia di ribellarmi a ciò che odio e la mia anima pigra, nullafacente, che guarda ai miei problemi con sufficienza, credendo la filosofia del “lo faccio domani”.
Avrei tante altre cose da dire ma ho paura di divagarmi troppo, so già di aver scritto molto e porgo le mie scuse per la lunghezza del testo.
Quello di cui necessito al più presto è di ritrovare la passione e l’amore di vivere la vita, scovare un sogno nel cassetto e riuscire a capire al meglio chi sono. Ma non ho la minima idea di come farlo.

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Miglior risposta 21 NOV 2020

Cara Valentina,
penso che tu abbia molte capacità di cui non sei consapevole o che non ti riconosci. Inizi scrivendo che non sai come iniziare, che non sai trovare le parole giuste, che sia difficile capire cosa ti fa stare male. E poi segue un racconto chiaro, lineare, sincero, bello, anche se con contenuti difficili. Leggendo ho sentito molta tristezza ma anche la tua fiducia che le cose possano andare meglio.
Mi sembra ci siano diversi motivi per chiedere un aiuto professionale e per iniziare al più presto ad affrontare tutto quello che ti turba. Intanto è già un anno che ti senti persa, non vivi serenamente, provi dolore, non trovi conforto, hai perso il piacere delle cose, non sogni, non fai progetti, ti è difficile portare avanti le cose, dubiti del tuo diritto di poter avere bisogno di aiuto, ti è più facile dare che ricevere, ti senti sola. È una lista piuttosto lunga di difficoltà che descrivi e penso che meritino l'attenzione e uno spazio dedicato a te. Ci sono dei punti di forza su cui costruire; la tua voglia di provarci, di credere, di metterti in gioco, i tuoi valori. Non è pigrizia la tua, è la fatica di fare fronte alle difficoltà che si sono accumulate. Ti manca solo un piccolo passo che è quello di chiedere concretamente aiuto. Qui l'hai già fatto, hai visto che si può fare e spero tu abbia preso il coraggio necessario per andare avanti su questa strada. Un grandissimo in bocca al lupo!
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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21 NOV 2020

Ciao Valentina, credo che il tuo modo di sentirti ha molto a che fare con il fatto che tu non abbia ancora scelto una strada da perseguire e da intraprendere per la tua realizzazione. Siamo chiamati, in adolescenza, a prendere una traiettoria di sviluppo e a portarla avanti, proiettandoci nel mondo adulto. Mi sembra che tu sia bloccata ad un bivio, chiedendoti: che strada devo prendere, ora? Pare anche che tu abbia l'esigenza di essere vista dagli altri, perché tu stessa non riesci a vederti. Gli altri ti darebbero una conferma del tuo essere, ma la tua essenza, il tuo modo di essere e ciò che vuoi essere puoi conoscerlo fino in fondo solamente tu.
Credo tu abbia molte risorse in te per realizzare ciò che desideri. Il passo in piú che devi fare é intraprendere un lavoro stabile su te stessa che ti porterà, nel tempo, alla comprensione e al riconoscimento di quelle risorse che hai dentro di te, apprendendo come utilizzarle per sentirti pienamente soddisfatta.
Ti auguro tanta buona fortuna, per tutto!
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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