Scelta universitaria, delusione amorosa

Inviata da Anonimo · 4 set 2015 Orientamento scolastico

Gentilissimi,
non ho ancora vent'anni e ho perso la strada. Mi secca descrivermi in questi termini in maniera tanto autoreferenziale, ma al liceo sono stata una delle migliori, quando non la migliore in assoluto. Ho amato moltissimo l'ambiente e la possibilità di dedicarmi tanto all'ambito scientifico quanto a quello umanistico; sono stata una di quelle allieve di cui si dice "può fare qualsiasi cosa" e a cui contemporaneamente si raccomanda di "puntare in alto" e non sprecare il proprio talento con lauree povere di sbocchi.
Al momento della scelta, per lo spettro (o la certezza?) della disoccupazione non ho neppure preso in considerazione l'ambito umanistico, che pure era quello in cui ottenevo i risultati migliori, anche al di fuori del mio istituto; allo stesso tempo, la mia passione forse più "spendibile" per la biologia è stata stroncata da chi la riteneva una scelta di "serie B" rispetto all'iscrizione alla facoltà di medicina e chirurgia.
Pensando di poter piegare i miei interessi mi sono così iscritta a medicina, ma l'ho affrontata con fastidio e svogliatezza fin dal primo giorno. Risultato: agli esami, oltre a qualche successo, ho conosciuto la sensazione della sconfitta e dell'inadeguatezza come forse non l'avevo mai provata prima. La mia autostima, già non alle stelle, ne ha risentito moltissimo. Contemporaneamente, però, mi sono ritrovata accanto un ragazzo di estrema intelligenza e sensibilità che mi ha incoraggiata a smettere di farmi del male da sola e a seguire la mia passione per la biologia. Restava solo da capire in che ateneo iscrivermi a settembre.
A giugno, da un giorno all'altro, la nostra relazione apparentemente solidissima è finita. Lui ha perso la testa per un'altra, al punto da mettere in discussione i suoi progetti di studio pur di seguirla (cosa totalmente estranea alla sua abituale serietà) e dopo poco abbiamo completamente smesso di sentirci.
Il mio ragazzo era - è - una delle cosiddette "eccellenze" in campo umanistico: nei mesi trascorsi insieme mi ero sentita incredibilmente arricchita, come se il contatto quotidiano con lui mi restituisse parte di quel mondo a cui, scegliendo una facoltà scientifica, avevo rinunciato. La nostra rottura mi ha fatto sentire due volte svuotata, e mi sono chiesta se non fosse il caso di intraprendere in prima persona quegli studi di cui sentivo la mancanza. Biologia ha inspiegabilmente perso ogni attrattiva.
Mi trovo ora, a pochi giorni dalla scadenza delle iscrizioni al nuovo anno accademico, perfettamente in bilico tra biologia e filosofia, con la consapevolezza di aver già sprecato un anno e il terrore di sbagliare di nuovo. Come se non bastasse, ho la possibilità di lasciare la mia città per iscrivermi in un ateneo più prestigioso, ovunque lo desideri. Ma in tutte queste scelte, oltre a sentirmi persa, ho il terrore di essere influenzata dalla relazione da poco terminata. Perché l'amore per la biologia si è spento all'improvviso? La mia scelta di studiare in questo o quell'ateneo è dettata dall'effettiva superiorità della didattica o dalla possibilità di vivere nella stessa città del mio ex? Preciso che lui stesso non ha ancora la certezza di dove si iscriverà, perciò mi chiedo: e se la mia carica a trasferirmi dovesse svanire o cambiare meta una volta conosciuta la sua destinazione finale? Faccio ogni sforzo per pensare solo al mio futuro, ma non riesco ad escludere l'eventualità di un condizionamento più o meno inconscio, e non riesco a prendere una decisione.
Questa condizione di impasse prolungata mi ha portata ad una sensazione di impotenza, apatia e disagio psicologico intenso, che spesso non avrei paura a definire depressione. La mancanza di tempo mi impedisce di farlo prima dell'iscrizione all'università e dell'eventuale trasferimento, ma appena possibile mi rivolgerò certamente ad un professionista per sviscerare tutte le questioni sollevate dalla mia crisi. Nel frattempo, Vi ringrazio per qualunque suggerimento riterrete opportuno darmi.

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Miglior risposta 4 SET 2015

Cara Lisa,
la scelta di un corso di studi universitario dovrebbe poter conciliare sia l'interesse personale per la materia che le opportunità di lavoro che offre post-lauream.
Mi pare di capire che anche la scelta della facoltà di biologia, dopo l'abbandono di medicina, sarebbe una scelta di ripiego ed in più, l'esito negativo della tua breve vicenda sentimentale ti sta facendo svalutare anche questa possibilità verso cui questo ragazzo ti aveva spinto sicchè ora hai oltre al problema di decidere se iscriverti o meno a biologia anche quello di scegliere la sede che vorresti fosse la stessa di quella di questo ragazzo.
Innanzitutto, a cosa ti serve stare nella stessa sede se la storia con questo ragazzo è finita? Speri di riconquistarlo? E cosa ti fa credere che questo sarà possibile? Come spesso succede in amore, credo che tu abbia idealizzato questo giovane tanto da non riuscire più a pensare ad un tuo percorso di studio e di vita personale, cosa che invece deve rimanere prioritaria.
Sono d'accordo con chi ti diceva che saresti potuta riuscire in qualsiasi disciplina anche perchè l'interesse non sempre è precostituito ma spesso cresce nel mentre si approfondiscono e capiscono i temi e gli argomenti.
Quanto alle minori opportunità lavorative per le materie umanistiche ( ma ciò vale anche per altre materie ) le opportunità lavorative sono soprattutto in relazione alla volontà di non pretendere il lavoro sotto casa essendo disponibili a trasferirsi dove lo si trova.
In conclusionde per prima cosa credo che non dovresti sentirti condizionata da quel ragazzo e dovresti fare la tua strada autonomamente e , per seconda cosa dovresti fare la scelta che senti più congeniale al tipo di lavoro che vorrai fare con più piacere : le opportunità lavorative poi si andranno a ricercare dove si trovano.
Quanto alla mancanza di tempo che ti impedisce di consultare un professionista ritengo sia un alibi perchè l'aiuto ti è più utile ora che dopo aver preso la tua decisione tra i dubbi.
Cordiali saluti
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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7 SET 2015

Vi ringrazio davvero per i tanti spunti di riflessioni offerti dalle Vostre risposte.
Ha ragione la Dott.ssa Fontanella quando scrive che forse mi trovo in condizione di scegliere per la prima volta; quella di Medicina era una decisione presa per assecondare aspettative di altri. Non credo di avere la forza d’animo necessaria per esercitare professioni d’aiuto, e in ogni caso i miei interessi non gravitano attorno al settore medico. Fin dal primo giorno (ben prima dell’inizio della relazione) ho trovato frustrante seguire le lezioni, non riconoscendomi nel corso di studi appena intrapreso, e ho accarezzato l’idea di un passaggio a Biologia, ma non ho osato manifestare subito la mia volontà per paura di deludere amici e parenti.
In questo senso, rispondendo alla Dott.ssa D’Antuono, non credo sia corretto definire il mio ex un manipolatore; con il suo intervento non ha fatto altro che incoraggiarmi a “scegliere me stessa”, per l’appunto. A maggior ragione non so spiegare quest’improvvisa perdita di interesse per un mondo che prima mi affascinava. Sarebbe saggio iscrivermi comunque a Biologia sperando in un “ritorno di fiamma” per la materia?
Il mio ex ragazzo non studia Filosofia; una sola delle tre città che sto considerando coincide con quella in cui potrebbe trovarsi lui, e neppure in quel caso condivideremmo gli stessi spazi quotidiani. Potrei scartare quella sede a priori, per escludere qualsiasi possibilità di condizionamento inconscio (per rispondere al Dott. Fiore: razionalmente so bene che la storia non potrà ricominciare, anche perché la delusione data dagli ultimi comportamenti mi impedisce di riporre ulteriore fiducia nella persona); ma non sarebbe una forma di condizionamento anche quella? In fondo, mi priverei dell’opportunità di studiare in un ambiente valido solo per non correre il rischio di incontrare un ragazzo per strada.
Infine, ho apprezzato molto il consiglio della Dott.ssa Grazioli. Cercherò di prendere tutto il tempo possibile per ritrovare il mio equilibrio prima di prendere una decisione, invece di dare la priorità ad una scelta presa in un momento di confusione.

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7 SET 2015

Cara Lisa, siamo quasi omonime e forse mi ha fatto sentire maggiormente coinvolta nella tua difficoltà di fare una scelta quando l'unica cosa che vorresti fare è sprofondare nel letto, non alzarti fino a che le parti della tua vita si siano ricomposte magicamente da sole...purtroppo questo è impossibile ma a volte lo vorremmo ugualmente e allora aspettiamo, pensiamo e continuando a pensare stiamo male e creiamo nebbia e confusione per cui tutto diventa troppo faticoso e poco interessante...che fare? L'unico appiglio è capire cosa piace a te, senza pensare agli sbocchi lavorativi futuri o alla possibilità di rincontrare il tuo ex, semplicemente cosa vorresti fare tu nella vita, dove ti vedi tra 10 anni, pensarlo è doloroso perché non ne hai certezza ma un piccolo rischio scelto è meglio di una direzione imposta dagli altri o dalla paura. Inizia da subito un percorso psicologico, eventualmente anche via Skype perché può aiutarti a ritrovare la serenitá delle scelte.
Un caro saluto, rimango a tua disposizione Dott.ssa ELisa Zocchi

Dott.ssa Elisa Zocchi Psicologo a Samarate

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7 SET 2015

Certo che un pò di confusione in testa ce l'ha. E' anche comprensibile, vista questa relazione che è finita in un modo abbastanza fastidioso. I suoi stati d'animo si stanno sovrapponendo l'uno sull'altro e lei non riesce a fare chiarezza, e, giustamente, ha paura di fare nuovamente una scelta sbagliata perché condizionata dalle circostanze esterne. Lei ha bisogno di guardare bene dentro sé stessa e capire quale è la sua esatta vocazione per il futuro, a prescindere dai rapporti con il suo ormai ex ragazzo. Una consulenza psicologica le è necessaria anche per l'orientamento scolastico e professionale. Io non perderei tanto tempo. Comunque lei è molto giovane e farà in tempo a correggere qualsiasi errore, però perché non ricorrere subito ad un aiuto esterno professionale? Io credo che ciò non le farebbe perdere poi tanto tempo e potrebbe schiarirsi le idee prima di incorrere in qualche altro errore.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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4 SET 2015

Gentile Lisa
"perdere la strada" genera paura e confusione ma offre l'opportunità di ritrovarla, avendo nel frattempo superato la prova dello smarrimento, che è una prova che fortifica e spinge a concentrarsi su ciò che si desidera davvero.
Come ritrovarla? Riprendendo il contatto con se stessa. Un contatto profondo, sincero, autentico in cui ciò che conta davvero è il proprio benessere e la propria autonomia di pensiero.
Lei è ambiziosa e in quanto ambiziosa deve imparare a sbagliare e a perdere, altrimenti farà poca strada.
E' proprio sicura che medicina sia uno sbaglio? Forse le è venuta in antipatia non perché non le piace ma perché ha infranto la sua immagine interna di "genietto" della situazione, di studentessa modello. Rimanere lì potrebbe rappresentare l'occasione di ridimensionare la sua immagine, in modo da contattare i suoi limiti e imparare l'umiltà (dote indispensabile per esercitare quel mestiere).
Chissà se avrebbe avuto lo stesso l'idea di abbandonare Medicina a favore di Biologia senza l'intervento del suo ex ragazzo... (sicuramente mi sbaglio, ma mi sono fatta la fantasia che sia un Pigmalione un pò manipolatore!!!)
In ogni caso, sparito lui, la motivazione per lo studio della Biologia si è affievolita. Mi viene da pensare che il viraggio verso la Biologia abbia una base di compiacenza, oltre che di passione. E la compiacenza allontana da se stessi.
Rispolverare l'antica passione per gli studi umanistici? Magari per incontrarlo "per caso" nei corridoi della facoltà di Filosofia del suo stesso Ateneo (lui studia per caso Filosofia?)?
Mia cara, la scelta è davvero difficile, adesso però potrà imparare, se coglie questa preziosa occasione, a scegliere se stessa.
Con affetto
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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4 SET 2015

Cara Lisa,
la tua lettera chiara e ben scritta, ha tuttavia scatenato in me un senso di confusione; forse la stessa confusione che senti dentro in questo momento.
Credo che consigliarti di essere razionale, o fredda, o lasciare fuori il resto e concentrarsi su di te, sarebbe facile, ma forse poco utile.
Ci sono momenti nella vita, o se preferisci, tappe fondamentali dello sviluppo, che ci si presentano d'avanti come enormi fardelli insormontabili, come momenti di cambiamento, come bivii nei quali non ci sappiamo orientare.
E' difficile decidere con il carico che senti dentro in questo momento.
Respira e prendi tempo, se non altro per evitare una scelta frettolosa e fatta di istinto.
Abbiamo tutti bisogno di un momento di pausa ogni tanto.
Ti auguro una buona serata
Dott.ssa Maura Grazioli
psicologa clinica

Dott.ssa Maura Grazioli Psicologo a San Giorgio a Cremano

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4 SET 2015

Cara Lisa,
il suo messaggio (peraltro ben scritto e coinvolgente) solleva un bel polverone e, come dice lei, ci potrebbero essere interessanti riflessioni riguardo ai meccanismi che la hanno portata ad assecondare sollecitazioni di altri: l'iscrizione a medicina, l'impegno per entrare a biologia...

Ora si trova a dover decidere e emerge la paura di sbagliare. Lei scrive di aver paura di sbagliare di nuovo, ma, forse, potrebbe essere paura di scegliere, per la prima volta, quello che desidera.

L'indecisione sta rallentando il momento della scelta che, ahimè, ha una scadenza e lei sente la fretta e il senso di urgenza. Respiri a fondo immaginando i diversi scenari e provi ad ascoltare la sua risposta corporea e come il suo organismo reagisca alle diverse opportunità.

Detto ciò, per quanto lei preferisca rimandare, le suggerirei di rivolgersi da subito ad uno psicologo per affrontare la tematica attuale della scelta della direzione professionale da prendere.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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