Scelta psicoterapia adeguata al mio problema

Inviata da Fiorella · 26 mag 2016 Crisi esistenziale

Sono una persona di 59 anni.
Dopo il cammino della vita mi ritrovo ad essere una persona molto vulnerabile perché il suo, la mia parte bambina, è piccolissima ma contemporaneamente molto forte, perché la mia parte adulta è diventata molto grande. Morale della favola mai accettata.
Ho sempre pensato, ma nessuno mi ha dato ascolto, che questa suddivisione netta delle mie due componenti sia avvenuta allorquando ad 8 anni nel cuore della notte in mezzo ad un grande frastuono, andai a svegliare mio padre e mi resi conto che era morto. Può essere che questo fatto abbia fatto si che la mia parte bambina indietreggiasse e avanzasse solo la parte razionale, tale da essere oggi questa persona strana che finché era solo debole a qualcuno poteva andare bene. Invece adesso risulto una persona ingombrante per tutti e costantemente rifiutata. Questo fatto si ripercuote pesantemente sulla mia emotività creandomi dei grandi disagi. Vorrei sapere se esiste un tipo di psicoterapia più adeguato rispetto a quello che sto facendo, per poter uscire da questa grande fatica e se il fatto raccontato possa essere alla base di questa mia personalità. Spero in una risposta. Grazie

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Miglior risposta 26 MAG 2016

Buonasera Fiorella, da quello che descrive manca, tra le altre, una informazione molto importante, almeno per me: come è stato gestito, da lei, da sua madre, e dalle altre persone per lei significative questo lutto? Sia sul momento che nei periodi successivi. Purtroppo, spesso, i rilievi emotivi, immediati, derivanti da un lutto (soprattutto se di un bambino) vengono sottovalutati (forse pensando che ancora "capisce" poco, etc.), oppure vengono evitati, credendo di proteggerlo rispetto ad esporlo a situazioni traumatiche così critiche. Il suo processo di lutto, se c'è stato o meno, è rilevante rispetto a come si relaziona con se stessa e con il mondo. Non sappiamo se, nella sua attuale terapia, abbia mai affrontato proprio il processo di lutto, più che la scomparsa di suo padre ed il come si è verificata (altrettanto importanti). Infatti, il cosiddetto "lutto complicato" (eventuale ipotesi psicoterapica) non le avrebbe permesso di gestire il cordoglio necessario in quel momento (con tutte le emozioni di tristezza, rabbia, delusione, colpa, etc., associate), e non permettendole, altresì, un distacco graduale ma necessario dalla figura paterna, trasformando i legami affettivi con essa. Tutto ciò le avrebbe permesso di mantenere un'immagine solida ed emotiva di suo padre sempre costante e presente ma ormai assente a livello concreto e quotidiano. Ribadisco che la mia è solo una ipotesi di lavoro da, eventualmente, confutare o verificare. Rispetto alla domanda che ci poneva sulla psicoterapia adatta, personalmente non ho capito quale modello segua la sua attuale terapeuta ma, a prescindere da esso, se lei ci pone una domanda del genere due sono le cose: o non è soddisfatta di come sta proseguendo la terapia (ma, forse, ancora non lo ha comunicato alla collega) oppure sente di non avere più un aggancio emotivo importante, con la psicoterapeuta; per cui sente necessità di altro tipo di lavoro clinico. In ogni caso, le consiglio prima di esporre le sue perplessità o indicazioni emotive alla collega e, successivamente, valutare se sia il caso di iniziare un'altra psicoterapia; del modello poco me ne curerei (a parte di quelli eccessivamente dogmatici ed aprioristici, di qualunque epistemologia facciano parte), in quanto l'importante è il poter creare una relazione terapeutica a lei adatta e che le faccia percepire un setting sicuro, protetto, uno spazio privato e produttivo.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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26 MAG 2016

Buongiorno,
da quanto scrive la psicoterapia più adeguata a sviluppare, rafforzare la sua parte "bambina" è un percorso a mio parere ad indirizzo dinamico breve. Qui ha la possibilità di sentirsi accolta, accettata emotivamente per scoprire un equilibrio armonico tra parte adulta e bambina.
Dott Piantanida Silvia Roma

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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26 MAG 2016

Cara Fiorella,
mi pare che lei viva un grande scoraggiamento e confusione.
Sta cercando una terapeuta adatta a lei, lascia intravedere di non sentirsi compresa e aiutata dalla sua attuale terapeuta.
Mi chiedo se ne ha parlato direttamente con lei, se le ha manifestato tutti questi dubbi e sentire. Questo potrebbe essere molto importante nel darsi dei diritti, in entrambe le sue parti, quella emotiva ovvero la bambina e quella razionale, la parte adulta.
Il suo vissuto è importante e merita molta attenzione, da parte di tutti, sua compresa.
Lei ha vissuto uno shock a 8 anni, si è trattato di un evento traumatico, che se non è stato elaborato al tempo, ha sicuramente strutturato la sua personalità in un dato modo, rendendo difficile l'integrazione fra le sue parti, che anzichè crescere unite e rafforzandosi a vicenda, hanno lottato per spartire lo spazio di attenzione.
E' sicuramente faticoso vivere così, scissi e poco integrati.
Non è la sola che vive una condizione analoga, spesso è una difesa adottata per non soffrire, per sentirsi adeguati, per essere accettati da un ambiente ostile, ecc. Ancora più spesso capita a chi vive un'esperienza traumatica importante.
Soprattutto se non si interviene a breve tempo dal trauma, il disagio può non essere compreso, accumulando sintomi di vario genere (spesso somatici) e sicuramente un processo di ripristino richiede maggiore tempo.
Intanto le proporrei di essere chiara con la sua terapeuta, per verificare se c'è una maggiore possibilità di un lavoro mirato. Credo che debba imparare a stare ferma con tutta sè stessa, a mettercela tutta anche se chi le sta accanto non è perfetto, non è sempre intero e non sempre comprende.
Con l'attuale terapeuta o con chiunque altro specialista, è questo ciò a cui mirare, la capacità di stare fermi e di andare avanti, nel rispetto, nella fiducia, nel coraggio, nella capacità di mettere insieme fili perduti, di tessere una trama che dia il senso della continuità e solidità.
Non so se lo conosce, c'è un libro che parla in forma fiabesca della separazione della bimba dall'adulta "La principessa che credeva nelle favole" di Marcia Grad.
Se ha voglia può leggerlo, forse può darle piccoli spunti e spazi di rispecchiamento.
So che deve sentirsi molto molto sola, ma se chiede ancora significa che la sua parte vitale non si è arresa e questo è veramente ciò che conta.
Piano piano, si va dove si desidera andare.

Un caro saluto
Sabrina Costantini
Psicologa Psicoterapeuta - Pisa - Cecina

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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26 MAG 2016

Cara Fiorella, sicuramente il grave lutto che lei ha subito l'ha segnata, ma la personalità di una persona è un costrutto talmente complesso che non dipende da una sola esperienza di vita, seppur molto importante come la sua. Nella definizione della personalità entrano in gioco geni ed esperienze di vita, influenzandosi reciprocamente.
Rispetto alla sua seconda domanda, quella inerente il percorso di psicoterapia, secondo me il modo migliore per scegliere il percorso giusto è quello di leggersi prima delle informazioni sui vari approcci esistenti ad oggi (ad esempio cliccando approcci di psicoterapua) e vedere quello che la convince di più. In termini molto semplicistici io lo paragono spesso ad un vestito: a giro se ne trovano tanti, ma non tutti stanno bene a tutti, per essere soddisfatta è necessario che quello che la persona indossa le stia a pennello! Ogni terapeuta tende a promuovere il suo approccio perché ovviamente é quello in cui crede di più, ma per la problematica che ha descritto lei secondo me ne potrebbero andar bene più di uno. Scelga quello che la convince di più.
Un grande augurio per la sua scelta ed il futuro

Saluti
Dott ssa Linda Mannori

Dott.ssa Linda Mannori Psicologo a Sarzana

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