scatti di rabbia 6 anni gelosia

Inviata da Alessandra · 11 gen 2017 Psicologia infantile

Buongiorno

Il mio problema riguarda mio figlio di quasi 6 anni.

E’ molto intelligente curioso e fantasioso, ama farsi leggere i libri (la sua passione sono gli animali) e fare giochi di fantasia .

Ha una sorella maggiore che ora ha 15 anni.
Il fatto è che il bimbo alterna momenti in cui si comporta come un bimbo della sua età a momenti in cui si comporta come un bambino di 3 anni.
In quei momenti pianta dei capricci pazzeschi con scatti di rabbia irragionevoli. Davanti a rifiuti o imposizioni (tipo lavati le mani prima di mangiare oppure non salire sul letto con i vestiti che ci sei stato fuori e tutte sempre motivate)
A volte si mette a urlare dicendo che siamo cattivi che vogliamo che sia uno schiavo etc , qualche volta addirittura ci tira degli oggetti. E a volte davanti a un rifiuto qualsiasi comunque pianta un capriccio terribile.

Credo che il problema sia con noi, perché questi comportamenti li riserva quasi esclusivamente alla nostra presenza.

Io onestamente a volte mi tengo a stento, mi monta una rabbia dentro che mi sembra di avere un vulcano pronto a esplodere. Entrambi i nostri figli sono stati al limite dell’ iperattività , la grande è stata sonnambula fino a 7 anni_ come del resto lo sono stata io e il piccolo parla nel sonno. Con la prima trovavamo grande vantaggio facendola sfogare fisicamente : camminare andare in bici etc. Con lui è più problematico perché è più deboluccio e siè sempre ammalato molto di più , si stanca più facilmente e non siamo ancora riusciti a insegnarli a andare in bici (ognuno del resto ha i suoi tempi). Quindi sicuramente da una parte gli manca un maggiore sfogo fisico per il quale però posso fare piuttosto poco. Ma un’ altra cosa credo importante sia la gelosia per la grande che però non so proprio gestire. Del resto sebbene sia grande e non necessiti cure fisiche , ha bisogno di attenzioni anche lei che è nel periodo delicato dell’ adolescenza, deve sentire che per noi è importante. Quindi anche se passo più tempo col piccolo che con la grande lui percepisce il legame e non lo sopporta. Siamo arrivati che tutte le sere(a turno) uno dei due porta il seienne a dormire (presto) e l’ altro sta con la grande a guardare un film o a parlare. Questo per ritagliare un momento esclusivo per ciascuno. Ma sembra che non basti lui ci vorrebbe tutti per lui, in particolare ovviamente me…
Non so proprio come fare…

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Miglior risposta 12 GEN 2017

Il genitore è il mestiere più difficile, non a caso infatti lei esprime molti dubbi e conclude chiedendo come fare. Nella situazione che descrive le consiglierei molta fermezza, ovvero nessuna esitazione, nel richiedere a suo figlio azioni come lavarsi le mani prima di mangiare. Altrettanta fermezza le consiglierei di mostrare dinanzi ai capricci di suo figlio, che non deve percepire in lei la presenza di rabbia o disperazione ma solo sicurezza. Le consiglierei anche di motivare i suoi comportamenti (“Lavarsi le mani prima di mangiare serve a bla bla …”). Dinanzi poi ad un comportamento di estrema rabbia come tirare degli oggetti, rassicuri suo figlio con un abbraccio, ricordandosi che la parte emozionale del cervello di suo figlio non è ancora ben sviluppata pertanto va ancora educato a gestire le sue emozioni.
Infine mi permetto di dirle quello che spesso ripeto ai genitori che si rivolgono a me, ovvero che per poter dare ai suoi figli “il nutrimento” di cui necessitano è necessario che anche lei si “nutra”, o con le parole di Serruier: “ … Crearsi per procreare … Piacersi, occuparsi di sé, valorizzarsi per avere la giusta distanza con i figli… Ogni genitori farà meraviglie con i suoi figli nell’apprendimento della vita se si ama un po’, se si riconosce delle qualità, se le mette in opera, e se è sufficientemente fiducioso nel suo avvenire perché sa ciò che vale ….”.

Buon proseguimento!

Dott.ssa Annalisa Lo Magno Psicologo a Caltanissetta

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17 GEN 2017

Gentile Alessandra,
la paura di essere un genitore cattivo nel porre limiti ai figli è un suo punto debole? Perché se lo fosse, probabilmente suo figlio lo ha già capito perfettamente ed è proprio dicendo quelle parole che sa di poterla ferire.
Capito questo, cerchi di non cogliere queste parole come un attacco personale ma semplicemente come uno sfogo del bambino in seguito alla fatica di dover rispettare i suoi limiti. Cerchi di mostrarsi comprensiva sul fatto che sa che a lui non piace fare quelle determinate cose ma rimanga ferma nel richiederne il rispetto perché è importante farle per determinati motivi da illustrare al bambino. Può provare a motivarlo anche preannunciando una cosa piacevole a seguito dell'attività meno gradita.
Per quanto riguarda la gelosia, cerchi di non farsi muovere dal bisogno di dare a entrambi le stesse cose, ma chiarisca che lei dà ciò che serve a ciascuno di loro.
Saluti
Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell'infanzia Trentino

Anonimo-154581 Psicologo a Pergine Valsugana

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12 GEN 2017

Cara Sig.ra, a me colpisce il fatto che sia il vostro piccolo che voi siate molto inclini a vivere un sentimento come la gelosia o il bisogno di essere valorizzati tramite il fare qualcosa. Potete a mio avviso chiedere aiuto a una specialista con lo scopo di aiutare il piccolo a stare con i sentimenti a tenerli con voi, a ragionarci, ad esprimerli in modo che possano essere capiti e condivisi. in fondo è in questi momenti che il bambino sembra più piccolo, quando agisce uno stato d'animo in modo impulsivo e non riesce a tollerare di rifletterci. Dal mio punto di vista può fare lei questo lavoro con l'aiuto di un collega e poi trasmetterlo al bambino.
dott.ssa Valentina Belbusti, Fano

Dott.ssa Valentina Belbusti Psicologo a Fano

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