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Sarò una buona madre?

Inviata da Maggie il 1 set 2015 Psicologia sociale e legale

Salve!
Vorrei chiedere... si può diventare buoni genitori anche se non si hanno avuto dei buoni genitori? I miei hanno divorziato quando ho compiuto 18 anni, dopo avermi terrorizzato, manipolato e straziato con i loro problemi emotivi per anni e ancora oggi mi cercano solo per chiedermi aiuto pratico (mio padre) o appoggio emotivo (mia madre). Ho pietito il loro affetto per anni, ora mi sono rassegnata a non essere amata da loro. Ora aspetto un bambino (volutissimo) e vorrei avesse una bellissima vita. Ma ho paura di replicare il loro modello. E' così inevitabile?

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Gentile Maggie,
ho apprezzato molto la sua domanda che mette giustamente in risalto l'importanza fondamentale del ruolo della famiglia nel raggiungimento di un buon equilibrio emotivo-affettivo nei figli.
E' quella che scherzosamente io chiamo " catena di S. Antonio " cioè la trasmissione intergenerazionale delle competenze o incompetenze emotivo-affettive.
E' innegabile e risaputo che i genitori rappresentano dei modelli che, almeno in parte, per forza di cose, assorbiamo e quando questi modelli non sono adeguati o ottimali ( magari perchè anch'essi, a loro volta, inseriti nel meccanismo della catena), i danni ci possono essere.
Tuttavia, per fortuna, nella vita non vige solo il determinismo ma anche l'emergentismo : voglio dire che ad es. se un genitore è un delinquente non è detto che anche il figlio debba esserlo anche se vi sono più probabilità rispetto ad altri, che lo diventi.
Purtroppo, non basta sapere che quella tale cosa è cattiva e non bisogna farla perchè magari si attivano schemi disfunzionali interiorizzati e c'è poca riflessività.
Lei però, per il solo fatto che si pone questi quesiti , cercherà di essere più attenta ma il mio consiglio è di intraprendere una esperienza di psicoterapia non tanto perchè ha problemi specifici ma come percorso di crescita personale che le darà più competenza per essere in grado di spezzare definitivamente questa catena in modo da non lasciare ai suoi figli questa brutta eredità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Salve Maggie si è posta una domanda giusta. A mio parere il distacco dai suoi genitori va elaborato e non ci si deve passare su "rassegnandosi".

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Cara Maggie,
diventare genitori ci porta davvero a fare un viaggio nel tempo: verso il futuro del nostro bambino e verso il passato di noi bambini.Già solo per questo è una grande opportunità! Dalla sua lettera, sento ancora che da qualche parte c'è una bambina arrabbiata e sofferente verso i propri genitori...ma come sarebbe se lei li vedesse come un uomo e una donna adesso?
Mi piacerebbe pensare che ne vedrebbe i limiti, le fragilità, potrebbe accettare di non avere avuto molto, ma forse, messa da parte la rabbia della bambina, guardandosi ora come la donna che è diventata, potrebbe anche rintracciare qualche ricchezza che le hanno lasciato, dei valori, o fosse anche solamente il dono della vita. Mi piace pensare che lei nei prossimi mesi riesca a cogliere quest'opportunità e a fare questo viaggio perchè sono sicura che al suo termine sarebbe anche meno tormentata di "essere una buona madre". Riuscirà ad essere più indulgente verso se stessa e le sue possibili fragilità con la consapevolezza che darà a suo figlio tutto quello che saprà dargli, per come è...E lui la amerà, comunque. Crescerà facendo tesoro di ciò che run giorno i suoi figli promettendo loro di fare meglio....perchè questo fa parte del gioco!
Un caldo saluto

Dr.ssa Laura De Martino
Napoli

Dott.ssa Laura De Martino Psicologo a Napoli

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Cara Maggie, certo che non è obbligatorio replicare i modelli genitoriali. Occorre però porsi alla giusta distanza da loro, che significa, ad esempio, che non bisogna necessariamente aiutarli sempre per i loro problemi pratici e affettivi. Occorre anche sapere che loro ti hanno amato per come sono stati capaci. Cerca inoltre di non far diventare una ossessione il fatto di voler essere una "brava mamma". I figli non hanno bisogno dei nostri modelli di perfezione ma della nostra naturalezza.

cordiali saluti
dott. Alessandro Bertocchi (bo)

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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Gentile Maggie,
la consapevolezza che dimostra attraverso la sue parole e rispetto a quanto scrive le permetterà di abbandonare il modello genitoriale che sicuramente avrà condizionato la sua crescita. Attraverso una pratica psicoterapeutica spesso si aiutano le persone a de-condizionarsi rispetto a ciò che è stato interiorizzato dal passato, nel rapporto con i genitori, capendo profondamente che si vogliono fare scelte diverse. Lei quindi é sulla buona strada. Continui a pensare che lei ha la sua identità di donna e futura madre, cosi le sue scelte saranno determinate solo dalla sua volontà e nel bene della creatura in arrivo.
Auguri!
Dott.ssa Anna Gallucci

Dott.ssa Anna Gallucci, Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Vicenza

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Buona sera Maggie, no, non è così inevitabile. Anzi, direi che già farsi una domanda di questo genere crea spazio fra sé e ciò di cui ha paura: ovvero (mi sembra di aver capito) di diventare emotivamente come i suoi genitori e poi trasferire il tutto a suo figlio. Tra l'altro, alcune teorie affermano che la trasmissione di alcuni caratteri psicologici sia quasi inevitabilmente transgenerazionale (ovvero di Padre/Madre in figlio/a). Io non sono per niente in linea con queste ipotesi. Credo, invece, che genitori non si nasce, ma si diventa, dunque, seppur da piccola ha dovuto (per necessità prossemica, ovvero viveva con loro fino all'età di andare da scuola) imparare l'alfabeto emotivo dei suoi genitori (di qualunque tipo fosse), tuttavia, in seguito, Lei ha visto altri modelli, è cresciuta ed ha avuto altre esperienze che hanno fatto in modo che il suo sistema integrasse ciò che le piaceva e non integrasse ciò che le dava fastidio, magari ricordandoLe ciò che ha sperimentato e vissuto da bambina. Dunque sono alquanto sicuro almeno di una cosa: che prima di dire o adottare un comportamento con suo figlio sfrutterà lo spazio di cui parlavo prima e questa sarà una grande risorsa, insieme ad altre da sviluppare, che potrà aiutarLa ad avere una buona relazione con suo figlio.
cordiali saluti,
dott. Massimo Bedetti

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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La mia personale risposta è molto semplice: si, si può diventare dei buoni genitori, anche se non si è avuto un modello ideale. L'importante è che lei si liberi dai condizionamenti precedenti e cominci a pensare che ogni storia è diversa dalle altre, le sue paure non devono condizionare i rapporti nè con il suo partner nè tanto meno con i suoi figli. Ogni persona è diversa dalle altre, ma certo si porta dentro un bagaglio di esperienze che potrebbero averla traumatizzata. L'aiuto di uno psicologo potrebbe essere utile nel caso lei senta la difficoltà a liberarsi di queste esperienze precedenti, in ogni caso pensi che l'amore che lei può dare ai suoi figli è dentro di lei e solo dentro di lei. Nessuno potrà impedirle di amare i suoi figli e dare a loro tutto quello che occorre. Un saluto affettuoso.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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Carissima Maggie,
i suoi dubbi sono leciti, sta diventando madre e ora i dubbi emergono, e' abbastanza comune.
Nulla e' inevitabile, se non vuole che i modelli dei suoi genitori siano i suoi può evitarlo. Come genitori potrete crearvi vostri modelli personali che siano più vicini ai vostri desideri. Essere un buon genitore significa solo ascoltare e imparate dal proprio figlio il modo giusto per comunicare.
Non le nascondo che la strada e' lunga e tutta in salita, istruzioni non ce ne sono, non sbagliate e' impossibile ma migliorarsi ogni giorno si.
Inoltre se dovesse avete dubbi può pensare di rivolgersi ad un professionista, a volte un aiuto può essere utile per superate impasse e difficoltà.

Non abbia paura, coraggio, e buona avventura.

Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Cara Maggie,
qualcosa le ha permesso, in passato, di tenere duro e di notare nei suoi genitori i comportamenti che non l'hanno fatta sentire amata.

Quel qualcosa, quelle sue risorse, sono potenti fattori protettivi ossia la proteggeranno dal ripetere gli stessi comportamenti.

Inoltre, dopo aver monitorato per tanto tempo il modo di agire dei suoi genitori, è allenata a notare caratteristiche simili e questo potrebbe aiutarla a identificarle in lei immediatamente, dovessero fare capolino.

Faccia la mamma a modo suo e ne sia fiera.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Gentile Maggie
i suoi dubbi sono ragionevoli e indicano la volontà di staccarsi dal modello disfunzionale genitoriale e di non ripeterlo col proprio figlio.
In base alla mia esperienza, lei è già a buon punto: riconosce un certo rischio e, essendo in dolce attesa, avrebbe anche la motivazione sufficiente per mettersi in gioco con la sua storia.
Aggiungo però che per svincolarsi dai propri genitori e dal modello offerto da loro non basta rifiutare in toto i loro comportamenti e atteggiamenti negativi. Bisognerebbe anche capire i motivi per cui, in base alla loro storia personale, hanno agito così; bisognerebbe individuare che cosa hanno saputo offrirle di positivo e saperlo apprezzare.
Infatti il risentimento legato al rifiuto di qualcuno non permette di staccarci, anzi fa rimanere legati e dunque pieni di condizionamenti, prigionieri di quel qualcuno.
Sarebbe utile affrontare questi argomenti con uno psicoterapeuta che possa aiutarla a riconciliarsi con i suoi genitori, a perdonarli.
I miei migliori auguri di felicità
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Cara Maggie, innanzitutto, le faccio le mie congratulazioni e auguri per il bimbo in arrivo. La sua è stata senza dubbio una triste esperienza ma credo che il ricordo della sua sofferenza dovuta ai comportamenti dei suoi genitori possa esserle d'aiuto nel cercare di evitare di commettere gli stessi errori. In base alla mia esperienza professionale posso dirle che il modello genitoriale è sicuramente importante e influente, ma può anche essere rivisto e adattato al ns modo di essere e di sentire . Tuttavia, ci sono degli ottimi percorsi di sostegno alla genitorialità a cui lei potrà ricorrere qualora si sentisse in difficoltà. Purtroppo o per fortuna, non ci sono ricette o istruzioni per diventare bravi genitori, ma a mio avviso, per esserlo, è sempre necessario aprirsi al confronto e all'autocritica.
La sua preoccupazione e la sua sensibilità sono sicuramente una ottima base.
In bocca al lupo!
dott.ssa Lucia Santesso

Dott.ssa Lucia Santesso Psicologo a Portogruaro

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