Sareste così gentili da dedicare attenzione a ciò che ho da dirvi?

Inviata da Gaetano · 3 dic 2015 Crisi esistenziale

Salve a tutti,
Cercheró di essere quanto più chiaro e conciso possibile quindi vi chiedo scusa in anticipo semmai non riuscissi ad esserlo.
Ho 24 anni e sono ormai 5 anni che sono alla continua ricerca di me stesso ma, sicuramente lo sto facendo male.
Dico questo perché credo di aver toccato il fondo..
Da quando ho finito la scuola ad oggi è stato un continuo naufragare.
Sono solo un paio d'anni che sono consapevole di questo cose che sto dicendo ed è più o meno da questo periodo di tempo che è sorta del tutto spontanea una "dipendenza" ad auto-analizzarmi cercando delle risposte in rete oppure leggendo qualche libro, ho all'attivo due incontri con una psicologa ma, ovviamente non ho risolto un bel niente o meglio ho ancora tanto da fare solo che non so come.
Riguardo a me in quanto paziente sono convinto che :
-tutte le emozioni negative che esistono: paura,ansia,depressione, rabbia muovono la mia mente;
-mi sto accorgendo seriamente di mettere in dubbio ciò che provo per i miei genitori in quanto:
-litigo ogni giorno con i miei genitori inveendo come se fossero dei miei coetanei senza alcuna forma di rispetto in quanto li credo la causa di ciò che sono diventato.
Incapacità di comunicare, di amare, di costruire una carriera, amicizie e potrei continuare all'infinito sono sicuramente tutte cose apprese seppur inconsciamente da loro;
- sono talmente bloccato nella mia sfera affettiva che non ho rapporti con la mia unica nonna da anni ormai, non riesco a fare nuove amicizie, quelle che ho le sto allontanando con la mia negatività, insomma molta gente elogia il mio aspetto esteriore dicendo che sono davvero un bel ragazzo ma su 10potenziali donne raramente ne riesco ad avvicinare una;
-mi sono accorto di essere cresciuto in un ambiente vecchio, ignorante e sterile senza aver coltivato uno straccio di passione se non quella classica per il calcio ma a 17 anni mi ruppi i legamenti crociati e in seguito all'operazione non giocai più (forse questa è una delle cose che ha inciso negativamente sulla mia psiche);
-non riesco ad inserirmi nel mondo del lavoro: ho lavorato per i bar in questi anni ma su 5 anni 2 e mezzo li ho passati a casa perso nel vuoto senza aver alcuno stimolo se non quello di fumare canne, andare in discoteca e in sostanza a sprecare tempo.
-Perno principale della mia "autoanalisi" è tutt'ora che provavo ad immaginare a cosa sono chiamato a fare nella vita, quale fosse il mio scopo mosso sempre dal motto:"fai quel che ti piace, altrimenti finirai per fare ciò che ti capita" e così è stato cavolo! Provo sempre questa sensazione di essere trasportato e di non controllare! Purtroppo però pensare stando fermi senza agire non porta a nulla, dove sono adesso in pratica, nel nulla cosmico, senza nè arte nè parte.
Mi sono iscritto due volte all'università.
La prima fu in economia appena finita la ragioneria ma, mi arresi ancora prima di iniziare a dicembre ero già out.
La seconda fu due anni dopo in scienze politiche ma, in contemporanea il mio datore di lavoro di allora mi propose di passare full time (10-11h al gg) e anche qui mi arresi subito.
Non ne posso più di bombardarmi la testa su cosa potrei fare nei miei pensieri sono stato quasi tutto quello che si può essere ma niente sono ancora punto e a capo.
non ne posso più sono stanco, ormai esco da solo, evito la gente per paura di dire che non sto facendo un bel niente, non ho un soldo, ho perso il sorriso, sono demotivato, la notte dormo male, mi sento entrato in un tunnel senza uscita.
Mi sento senz'anima e cuore, morto dentro.
In seguito a questi 3 ultimi pensieri sopra elencati ho deciso di chiedere aiuto perché mi hanno spaventato e non poco.
Ora però mi fermo. Sento già di aver superato la soglia della confusione nell'esposizione di ciò che provo ma sapete bene che non è semplice!
Spero solo di cogliere nel segno di qualcuno di voi che possa essere così gentile da offrirmi il suo nobile aiuto.
Grazie di cuore

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Miglior risposta 7 DIC 2015

Caro Gaetano,
la tua voglia di capire e la tua introspezione sono un buon punto di partenza ma solo un punto di partenza!
Mi sembra di capire che riconduci tutto il tuo malessere ai tuoi genitori, a come sono loro e a come ti hanno educato, modalità che tu giudichi carente se non dannosa.
Potrei dirti che puoi anche avere qualche ragione ma ognuno dà agli altri quello che è e quello che è riuscito a diventare e come sai la perfezione non è di questo mondo e certamente i tuoi genitori non saranno stati perfetti come non lo sono stati i miei o quelli degli altri.
Ad ogni modo i genitori possono "condizionare" ma non "determinare" i figli perché prima o poi questi devono pur assumersi le loro responsabilità ed è una logica sbagliata quella di volersi sempre salvare adducendo a discolpa le manchevolezze dei genitori.
Tu sei giovane ed hai la possibilità di rompere questa catena di S. Antonio ma per farlo ti devi attrezzare e devi maturare.
Dunque il primo sforzo che ti chiedo è quello di essere più indulgente con i tuoi genitori e riavvicinarti a loro anche perchè, non essendo ancora autonomo, hai bisogno del loro supporto.
In secondo luogo, non sei in condizioni di portare avanti da solo una autoanalisi che oltre a farti raggiungere degli insight sia anche terapeutica ed hai bisogno dell'accompagnamento di un bravo psicoterapeuta.
Insieme a questo professionista potrai risanare le tue ferite, costruire un adeguato livello di autostima e di capacità relazionali, decidere per quale via perseguire la tua autorealizzazione.
Tieni anche in conto che avere all'attivo due incontri con una psicologa non è assolutamente nulla perché la psicoterapia è un percorso di accompagnamento e di crescita personale che comincia a dare i suoi frutti dopo almeno 50 - 60 sedute.
Lascia perdere fumo, alcol o quant'altro contribuisce ad aumentare il tuo obnubilamento e la tua disforia.
E' lavorando sulla sofferenza che si può raggiungere il benessere mentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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4 DIC 2015

Carissimo Gaetano,
ho letto con molta attenzione la tua lettera e devo dirti che davvero sei riuscito a rendere il punto della situazione drammatica in cui ti trovi.
Partiamo da una cosa bella, anzi due: una la tua voglia di comprendere e due la tua reale comprensione, quella finora raggiunta. In questo comprendo anche la tua descrizione dei tuoi comportamenti e problemi.
Mi sembra un bene che tu abbia saputo descrivere così in dettaglio tutto quello che di problematico ti turba e anche il fatto che tu veda il vicolo cieco in cui ti sei cacciato.
Quello che tu invece non sei ancora riuscito a vedere, nonostante i tuoi sforzi, è l'altra parte della medaglia, cioè i tuoi lati positivi: come questa tua capacità di riflessione ad esempio (che però ora impieghi male perché la stai esagerando).
Questa capacità di riflessione e di analisi può essere qualcosa che ti potrebbe portare qualcosa di buono nella vita insieme a tutte le altre tue qualità positive che certo ci sono (altrimenti non saresti stato qui a scrivere a noi e a chiedere aiuto).
Sono convinta ci sia anche una grande sensibilità dentro di te e un bisogno di dare e ricevere amore che vogliono emergere.
Tu hai scritto che: "Perno principale della mia "autoanalisi" è tutt'ora che provavo ad immaginare a cosa sono chiamato a fare nella vita, quale fosse il mio scopo", una domanda molto giusta, però devi essere semplice: prova a chiederti la stessa cosa ma giorno per giorno, situazione per situazione...non aspettare la risposta definitiva, inizia dal basso, dal piccolo; es. vai a trovare tua nonna.
Credo che il punto dove ti sei perso sia che non hai coltivato la semplicità e hai permesso alle sensazioni negative e alle paure di prendere il sopravvento su tutto.
E' così che si è oscurato il tuo mondo.
Se farai un primo gesto di amore sensibile per qualcuno il tuo te nascosto si rifarà sentire con la sua voglia d'amare e di compiere nobili cose per il genere umano, potrai recuperare in fretta.
Fai questo passo Gaetà ..sei in tempo.
Smetti di farti le canne. Stai rischiando grosso. Non è la solita patetica frase bigotta è un metterti "in occhio" questi accenni spersonalizzanti che citi nel finale della lettera derivano anche dal fumo; ne abbiamo di casi qua di gente che ci ha scritto.
Un libro: "pensa e arricchisci te stesso" Napoleon Hill.
Penserai che non c'entra niente ma ti consiglio di leggerlo. Non solo spiega come avere successo ma ti insegna proprio come fare, seguire percorsi e rincorrere sogni (per realizzarli) e darsi obiettivi.
Fidati e vai a comperarlo, può essere la tua svolta per impiegare le tue enormi capacità in senso pratico e smettere di dissipare i talenti che hai.
Un caro saluto e aspetto tue news.
Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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4 DIC 2015

Carissimo Gaetano,

Leggo con attenzione le tue parole e individuo veramente almeno 25 cose che sarebbero immediate da dire, già in questo momento. Ma questa non è la sede opportuna per una analisi così approfondita, purtroppo, perché percepisco la sofferenza grande, dietro a queste parole, insieme alla rabbia, forse di sentirsi solo, incompreso, presa di questi pensieri negativi e ansiogeni. Ecco perché, mi soffermerò sulla necessità che c'è in lei, di trovare una persona che la segua (assolutamente necessario che sia psicologo E Psicoterapeuta -perché il suo non è un percorso da affrontare con "colloqui di sostegno" ma con una vera e propria terapia che la possa guidare in questa sua "auto-analisi" senza lasciarla solo coi suoi pensieri).

Pertanto credo che ora possa fare così; ne parli con la persona che ha visto questo paio di volte, le proponga ciò che le pare necessario "ricevere" è valuti insieme s lei se è corretto il modo in cui la sta seguendo (.magari ora la collega è in un periodo di primi colloqui iniziali, e quindi a lei non sembra una relazione efficace perché ancora in fase di costruzione), e nel caso in cui non fosse soddisfatto glielo comunichi e valuti con lei di rivolgersi a qualche collega altra/o, per un percorso di psicoterapia. Vedrà che trovando la giusta alleanza terapeutica nella giusta relazione terapeutica, comincerà ad affrontare piano piano i suoi nodi emotivi e a stare meglio, anche per la condivisione delle sue confusioni e sofferenze interne.

Non esiti a scrivere ancora o contattarmi se le servissero ulteriori indicazioni (ho percepito che, forse, leggendo il titolo, non si sentisse "ascoltato" neanche qui. E come spero avrà percepito, così non é stato).

Saluti

Dott.ssa Elena Bellia
Psicologa & psicoterapeuta

Dott.ssa Elena Bellia Psicologo a Albenga

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4 DIC 2015

Salve
Riflettere su stessi e' importante perché questo le ha permesso di riconoscere quello che la fa stare male e la rende insoddisfatto. Sembra banale, ma la consapevolezza di ciò rappresenta la prima risorsa per ridefinire il proprio mondo e lavorare sulla "costruzione della propria identità". I sentimenti negativi che prova fanno analizzati e condivisi in un contesto analitico per iniziare proprio quanto detto prima: "identità", "ispirazione", "obiettivi", "fiducia", "condivisione di significati", sono le parole chiave, mi viene da pensare leggendo le sue parole. Per cui lei è giovane e tutto può essere riscritto!!! Si rimbocchi le maniche e lavori su stesso rivolgendosi ad uno Psicoterapeuta.

In bocca al Lupo!

Dott.ssa Letizia Patricolo Psicologo a Palermo

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3 DIC 2015

Buongiorno Gaetano,
sono d'accordo con la collega. Lei espone tutta una serie di problematiche che deve poter affrontare con la sua psicologa,; non abbia timore, le parli tranquillamente di quello che sente e definite un lavoro comune che vi porti a comprendere queste sue manifestazioni. Noi dal web non siamo nelle condizioni di poter fare da supporto, possiamo solo limitarci a dirle come può muoversi.
Le auguro di iniziare un percorso di reale conoscenza di se che le diano gli strumenti per gestire progressivamente le sue presunte limitazioni.

In bocca al lupo,
Dr.ssa Sonia Rossetti.

Dr.ssa Sonia Rossetti Psicologo a Lizzano

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3 DIC 2015

Caro Gaetano, ho letto con attenzione quanto da lei scritto, ci sono molti contenuti, pensieri, convinzioni che andrebbero approfonditi per capire nel dettaglio come poterla aiutare. Non mi è chiaro però perché lei concluda la sua richiesta chiedendo aiuto agli psicologi del portale se è già seguito da una collega anche se da poco tempo. Ha dei dubbi? Non è convinto? Sicuramente la collega che la vede di persona ha più strumenti per supportarla rispetto a noi. Lo so che all inizio può essere difficile credere in un percorso psicologico perché i miglioramenti non si vedono subito, ma sono convinta che quella che ha intrapreso è la strada giusta. Per avere maggiormente sotto controllo le finalità, la progressione e i traguardi del suo percorso di psicoterapia la invito a concordare con la psicologa alla quale si è rivolto degli obiettivi da raggiungere e delle prioritá, così avrà più chiaro quello che sta facendo. Oltre a questo, se non l ha già fatto, potrebbe esserle utile anche condividere tutte le sue paure, dubbi e problemi con la collega così come ha fatto con noi. La sua consapevolezza è il primo passo per il cambiamento.

Le faccio i migliori auguri per tutto
e resto a disposizione

Saluti

Dott.ssa Linda Mannori

Dott.ssa Linda Mannori Psicologo a Sarzana

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