Sarebbe consigliabile un qualche tipo di terapia per mia figlia undicenne?

Inviata da Katia · 8 ott 2012 Psicologia infantile

Salve,
circa 5 anni fa, poco dopo la nascita della mia seconda figlia, mi sono separata. La mia prima figlia aveva poco più di 6 anni ed aveva appena iniziato la scuola elementare. La separazione è stata dolorosa per tutti ma le bambine hanno sempre mantenuto un ottimo rapporto col padre, vedendolo regolarmente, anche se per poco tempo perché sempre molto occupato col lavoro. Io in questi anni mi sono dedicata completamente a crescere le bambine, anche se ho avuto svariati problemi, tra cui la perdita del lavoro. Sono io che mi sono sempre occupata di tutto, scuola, attività extra-scolastiche, salute etc, stanno con me tutti i pomeriggi dopo la scuola e sono io che anche economicamente ho sempre provveduto a loro.
Il punto è che ora il rapporto con la mia figlia più grande è sempre conflittuale, si può dire che litighiamo per tutto, lei mi controlla continuamente, vuole sapere dove vado e con chi sono e fa scenate se ipotizzo la presenza di un uomo nella mia vita, mentre ha accettato il fatto che il padre abbia una nuova compagna con cui sta formando una nuova famiglia.
La bambina va molto d'accordo col padre mentre sembra avercela sempre con me anche se so che mi vuole molto bene e dice di essere solo molto protettiva nei miei confronti.
Cosa dovrei fare? Io ho 36 anni e non voglio rinunciare alla possibilità di un nuovo rapporto, ma, nelle poche volte che ho provato a far entrare nella nostra vita una persona, è stato un disastro.

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Miglior risposta 17 OTT 2012

gentile signora
quanto lei racconta caratterizza spesso eventi.di cambiamento come il processo separativo. Anche se criticita' possono manifestarsi in momenti successivi.
Si avvalga della consulenza di un professionista
che vi possa aiutare a capire meglio i bisogni di ciascuno.
dott annalisa orsenigo

Dott.ssa Annalisa Orsenigo Psicologo a Monza

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16 OTT 2012

Cara Signora, come consigliato da altri miei colleghi, nn si deve far sentire solo sua figlia grande come quella che nn funziona, ma in casa vostra sará necessario che mi mettiate tutti in discussione x arrivare ad essere piú sereni! Richieda una consulenza familiare, ne trarrà un gran giovamento. Un caro saluto, dott.ssa Giovanna Ferro - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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15 OTT 2012

Cara Katia, l'argomento è senza dubbio molto delicato e difficoltoso.
Condivido a pieno tutto quello che i miei colleghi le hanno scritto fino ad ora; sicuramente sua figlia mette in atto situazioni e paure già vissute in passato, forse la paura dell'abbandono e della separazione o forse la paura di crescere e di doversi allontanare da lei.
Mi sento di consigliarle una visita da uno specialista, credo che potrebbe essere di grande aiuto a sua figlia ed anche a lei.
Tanti auguri
Dott.ssa Katia Graziano

Psicologa-Psicoterapeuta Dott. Graziano Katia Psicologo a San Miniato Basso

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15 OTT 2012

Buonasera signora Katia, mi sembra che i colleghi le abbiano dato risposte precise e molto ricche circa come affrontare questa difficile situazione. Tuttavia a volte è necessario fare un incontro di presenza con un terapeuta della famiglia per chiarire le questioni complesse e soprattutto affinché ciò sia chiaro a tutti i componenti della famiglia. Per questo le consiglio di rivolgersi ad un professionista che la aiuti a gestire la situazione.

Cordiali Saluti
dott.ssa Amato

Dott.ssa Laura Amato Psicologo a Palermo

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15 OTT 2012

Cara Katia,
i tuoi desideri sono legittimi come lo è quello di vedere tua figlia più serena. Io ti consiglierei di fare qualche colloquio te con un terapeuta e poi eventualmente pensare ad uno spazio anche per tua figlia.
spesso quando il cambiamento viene da noi genitori anche le dinamiche poi migliorano ma questo non esclude altre possibilità, sentiti libera di pensare a quello che ti può far stare meglio.
Dott.ssa Silvia Tonelli, Rimini.

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15 OTT 2012

Salve Katia.
Personalmente penso che non otterrebbe un buon risultato se proponesse a sua figlia di andare in terapia in quanto potrebbe fantasticare negativamente su ciò che la sua mamma pensa di lei. Comprendo perfettamente la sua difficoltà a gestire il rapporto con sua figlia e il suo bisogno di un nuovo rapporto quindi le suggerisco di continuare a cercare un dialogo con sua figlia dove lei, Katia, ha un compito molto importante: quello di ascoltare ciò che sua figlia, attraverso le parole, sta cercando veramente di dirle, perché molto spesso si è arrabbiati, si ha paura di soffrire ancora, ci si attribuisce la colpa della separazione, o non sono state comprese le reali dinamiche dell'allontanamento perché si era considerati troppo piccoli per comprenderle. Inoltre, potrebbe comunque rivolgersi lei ad un professionista e successivamente provare a coinvolgere tutta la famiglia in terapia familiare.
Un caro saluto.
Dott.ssa Maria Grazia Passerini

Dott.ssa Maria Grazia Passerini Psicologo a Bari

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15 OTT 2012

Cara Katia, anche se il consiglio potrebbe sembrarti "troppo pragmatico" a ben pensarci non esiste altra scelta. I figli sono i figli. Le decisioni che avete preso (lei e il partner) sono Vostre e come tali da rispettare senza intromissioni da parte dei figli. Certo è necessaria comprensione e delicatezza, ma assieme alla fermezza che non spetta ai figli decidere della vita dei genitori, anzi! Dia un modello autonomo alla figlia mostrandogli come - delicatamente e fermamente - una persona adulta assume le proprie decisioni e responsabilità per perseguire la propria felicità e insegnerà alla figlia a non essere dipendente. Cordialmente
Massimo Botti

Dott. Massimo Botti Psicologo a Genova

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15 OTT 2012

Gentile Katia, il difficile rapporto tra lei e sua figlia può essere dovuto a quanto successo nella separazione dal padre della ragazza. In adolescenza e preadolescenza vengono riaperte le tematiche della prima infanzia per poter essere riorganizzate in modo definitivo entrando nell'età adulta. Credo che un consulto con un collega potrebbe aiutare lei e la ragazza a vivere meglio gli anni a venire che, per definizione, sono difficili. Auguri

Alessandro Degasperi Psicologo a Trento

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9 OTT 2012

Cara Katia,

la gelosia mostrata da sua figlia può essere ricondotta a diverse cause e nascondere sfumature motivazionali complesse, magari in parte riconducibili al passato.
Ciò che però non deve passare inosservato è il fatto che sua figlia è appena entrata nell'età dell'adolescenza.

Fase complicata che segna un passaggio fondamentale verso la definizione di adulto.
Lo scontro e la rabbia sono elementi all'ordine del giorno per l'adolescente, il quale cerca risposte e sicurezze.
L'aspetto fondamentale è cercare di creare un dialogo attraverso cui potersi confrontare e parlarsi.
Non va dimenticato che l'adolescente desidera e vorrebbe essere trattato come un adulto, confrontarsi come tale, prendere parte almeno alcune volte a quel mondo.

Cerchi piano piano costruire uno spazio comunicativo con sua figlia e di accogliere le sue domande e la sua rabbia. Sarebbe sicuramente un ottimo inizio attraverso cui cominciare a conoscersi sotto un nuovo profilo, più maturo e adulto.

Un caro saluto,

Dott.ssa Ornella Convertino

Studio Convertino Psicologo a Monza

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9 OTT 2012

Gentile Signora,
in relazione alle vicissitudini familiari che ci ha raccontato, alla fase evolutiva di sua figlia (preadolescenza) e alle difficoltà che sta sperimentando nella relazione con lei che, a quanto riferisce si riverberano sulla sua vita personale e affettiva, le suggerirei di consultare in prima persona un terapeuta familiare (sistemico-relazionale).
In questo modo avrà la possibilità di esplicitare nelle sue peculiarità la situazione in atto e ottenere un parere competente su quanto sia opportuno fare per gestire ed affrontare in modo efficace le problematiche che ci ha esposto.

Cordialmente

Dott.ssa Laura Rinella Psicologo a Roma

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9 OTT 2012

Buongiorno Katia,
tutto quello che le sta capitando è assolutamente frequente. I bambini fanno molta fatica ad accettare l'idea della famiglia che non è più' unita; infatti bisogna dare loro del tempo ed eventualmente aiutarli anche con l'aiuto di uno specialista a metabolizzare l'accaduto e le nuove situazioni. Dal canto suo è giusto che si rifaccia una vita e sia anche lei felice. Ciò può essere fatto attraverso un percorso suo e dei suoi figli graduale. Consideri questa possibilità.

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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9 OTT 2012

Buongiorno, Katia
molto spesso capita che, nonostante tutti i nostri sforzi e la buona volontà per proteggere i nostri figli, eventi come una separazione (soprattutto se è stata dolorosa) e tutte le difficoltà/gli ulteriori eventi che l'anno preceduta e seguita, siano vissuti dai figli in modo molto traumatico. E le conseguenze di questi vissuti e delle convinzioni negative associate, raramente non lasciano segni! A volte i figli crescono con l'idea che i genitori si sono separati per causa loro, oppure che per qualche motivo mamma ha fatto soffrire papà che quindi se ne è andato... non voglio generalizzare nè banalizzare, ogni storia è unica ma...
Se posso darle un consiglio, non manderei sua figlia in terapia individuale: le arriverebbe un messaggio fuorviante, che è lei ad avere dei problemi. e questo potrebbe allontanarla ancora di più. Penso invece che sarebbe utile, nonostante la seperazione, andare tutti insieme in terapia familiare, in modo da poter rileggere tutti assieme la vostra storia, condividere le difficoltà di quel momento e ripartire con nuove consapevolezze.
dott.ssa Sara Landi

Psicologo Low Cost Psicologo a Milano

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9 OTT 2012

Gent.le Katia,
sua figlia ha ormai raggiunto un'età in cui è molto attenta alle cose che accadono nella vostra famiglia: per lei è più accettabile forse che il padre si stia costruendo una nuova vita, con un'altra donna, che sua figlia non vive come una minaccia per il rapporto con il padre, in quanto non è entrata in casa sua, non ha spezzato un equilibrio e il padre può comunque vederlo come prima.
Al contrario probabilmente sua figlia vive una sua possibile relazione con un altro uomo come una minaccia per il vostro rapporto: teme forse di dover dividere il suo amore, che in questi ultimi anni è stato vissuto in modo assoluto e condiviso solo con la sorella minore, con un estraneo.
Credo quindi che quando sua figlia si definisce solo protettiva nei suoi confronti, sia sincera: forse la vede più fragile rispetto il padre, forse teme che un altro uomo potrebbe togliere quel sorriso alla mamma, così amorosa, così accudente, così disponibile, sempre presente, sempre dedita e attenta alle esigenze e ai bisogni delle sue figlie...
La rassicuri allora in tal senso: è ancora giovane è ha pieno diritto di rifarsi anche lei una vita, di innamorarsi di nuovo, senza nulla togliere alle sue figlie. Ne parli con calma con sua figlia, chiedendole quali sono le cose che la preoccupano, rassicurandola sul fatto che nessuno potrà mai sostituirsi al padre, nè distruggere lo splendido rapporto che avete instaurato in questi anni.
Un caro saluto,
Dr.ssa Valentina Segato

Studio Di Psicologia Dott.ssa Valentina Segato Psicologo a Trieste

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9 OTT 2012

Gent. Katia.
La separazione è un'esperienza difficile per adulti e bambini. Nonostante siano passati cinque anni dalla vostra separazione, sua figlia maggiore sta ancora vivendo in maniera conflittuale questo momento. Si trova inoltre in un periodo delicato che riguarda la preadolescenza. Le consiglierei una consultazione che permetta di comprendere meglio sua figlia e di aiutarla a comprendersi meglio dandole uno spazio di parola dove portare dubbi e paure. Nel caso, sarà poi il professionista a consigliare come meglio procedere. A volte sono sufficienti pochi incontri per cogliere snodi difficili.
Cordialmente.
Elisabetta dr.ssa Romanò

Centro Di Psicoterapia Dr.ssa Elisabetta Romanò Psicologo a Novate Milanese

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9 OTT 2012

Salve Katia, da quanto scrive si percepisce la gran fatica che ha fatto in questi anni nell'occuparsi da sola delle sue figlie. Penso sia utile per lei prendersi cura delle sue difficoltà, anche insieme a sua figlia, chiedendo una consulenza ad uno psicoterapeuta familiare.
In bocca al lupo.
Marianna Bonanni

Anonimo-121116 Psicologo a Roma

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9 OTT 2012

Gentile signora, pur comprendendo la difficile situazione nella quale versa, considero che nel rapporto tra un genitore ed una bambina undicenne è il primo che deve legittimare la propria autorevolezza agli occhi della minore. Lei ha ogni diritto di ricostituirsi una vita, anche sentimentale, dopo il fallimento del matrimonio con il padre delle sue figlie, ma l'idea che trapela dal tenore della sua domanda, ovvero che la sua primogenita undicenne possa necessitare di "un qualche tipo di terapia", pare voler medicalizzare la bambina per una carenza nell'impostare il rapporto genitore-figlio che, francamente, appare principalmente suo, in quanto adulta di riferimento, madre della minore.
Quindi, sarebbe forse il caso che lei stessa cercasse un aiuto qualificato che le consentisse di trovare in sè le riscorse necessarie a ripristinare le modalità migliori per relazionarsi con sua figlia.
Cordialmente,
E. Carosso.

Dr.ssa Emanuela Carosso - Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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9 OTT 2012

Gentile Katia,
dalla situazione che descrive lei stessa rileva che una possibilità possa essere quella di un percorso per sua figlia; provo a proporle un diverso punto di vista: e se fosse lei come madre a rivolgersi ad uno psicologo per gestire questo delicato rapporto? Per sua figlia sicuramente la separazione, la nascita di una sorellina e l'inizio della scuola elementare sono stati tanti eventi stressanti capitati tutti insieme, ma probabilmente anche per lei come donna e come madre il periodo partito da lì e giunto fino a oggi dev'essere stato denso di difficoltà. Forse sua figlia, che vive un altro momento delicato quale la preadolescenza, sta cercando di "fare i conti" con tutto quello che è capitato nella vostra famiglia e forse le sta dicendo che a livello di coppia madre-figlia avete bisogno di chiarire la situazione. Le suggerisco di contattare un professionista della sua zona per valutare insieme se e come avviare un percorso. Se avesse qualche ulteriore domanda, può contattarmi anche attraverso questo stesso portale. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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9 OTT 2012

Gentile Katia,
se sente di aver bisogno di sostegno nella gestione di questa particolare situazione famigliare può rivolgersi ad un consultorio della sua zona, che eroga servizi alla famiglia in forma pressocché gratuita. In alternativa può fare incontri anche privatamente.
Consultare uno specialista è sempre molto utile perché oltre ad aiutarla a contenere le preoccupazioni che in questo momento lei sta vivendo, le fornisce un punto di vista alternativo e professionale, capace di integrare il suo pensiero su tutta questa situazione, presente e passata.
In bocca al lupo per tutto
Cordialmente
Dr.ssa Scipioni Alessia, roma

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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