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Ruminazione forte e incontrollabile

Inviata da valerio il 9 feb 2015 Autorealizzazione e orientamiento personale

Salve..vi chiedo consiglio..devo iniziare una psicoterapia e sto valutando quale potrebbe essere la migliore per il mio caso..mi problema più grosso adesso è che dentro di me vive una ruminazione continua e così forte e radicata che vivo nella inferno...questi tipo di pensieri sono tutti ricollega ti ella ricerca della causa della mia sofferenza ella ricerca della soluzione alla ricerca in pratica di spiegazioni. .il fatto è che i pensieri sono così forti che non mo permettono di dedicarmi a niente...ho fatto un lungo periodo in cui ho provato a smettere di cercare volontariamente soluzioni e provare a dedicarmi ad una vita normale cercando di fare sport e in qualche modo dedicarmi ad altro anche se non ho amicoi perché ho in forte disagio a stare con me stesso e con gli altri sto male,ma in questo lungo periodo appunto mi sono accorto che sembrava non avessi pensieri ma invece lo tratteneva. .ero in tensione totale e non me ne accorgeva. .ero in tensione per non far partire questo pensiero e stato d animo negativi..e questo state controllato mi sono accorto mi fa stare male con me stesso e di conseguenza senza energie e male con gli altri..poi ho provato più volte in passato a seguire psicoterapeuti ma ogni volta che andavo il fatto di iniziare a parlare dei miei disagi in pratica entravo di nuovo nel sistema mentale che si è creato e questi pensieri prendevano una tale forza da non controllarli...anche adesso so che ho qualcosa che non va e in maggior parte il mio problema grosso di ora è questa ruminazione continua che mi fa vivere male...anche desso voglio iniziare con una psicoterapia però ho molta paura che andando mi si riattivare questo schema forte che non riesco a controllare e mi fa andare alla pazzia....tecniche ti mindfulness attenzione al presente ecc non funzionano perché mi spingono più nella mente..provo piacere e un po di leggerezza quando comunque quelle poche volte faccio qualcosa di diverso tipo andare andare in piscina con un paio di amico ecc ma per la vita che faccio mi è difficile uscire spesso e anche proprio perché questo controllo che faccio su ne stesso mi fa esaurire e mi fa stare male con me stesso mentre se permetto ai pensiero di scorrere o entro nei discorsi che fa ma vado comunque in esaurimento oppure anche se li lascio scorrere e a accettare come hanno consigliato vado ancora di più ad incasinarmi. ..le mie domande sono se esistono soluzioni a questo problema che è la ruminazione e quale è la psicoterapia migliore. .e un altra domanda è se per guarire bisogna agire su cosa crea questo pensieri ad andare ad analizzare oppure bisogna agire diversamente?? Grazie spero mo sarete utili. .mi fido di voi..grazie sto davvero molto male ho bisogno di un vostro aiuto grazie

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Caro Valerio, mi dispiace molto per il suo disagio. Credo che seguire un percorso psicoterapeutico a medio-lungo termine potrebbe aiutarla a ridurre la ruminazione mentale. Si tratta di trovare qualcuno con cui parlare e di creare uno "spazio" settimanale in cui affrontare le sue preoccupazioni insieme ad un'altra persona, un terapeuta. Imparerà col tempo a posticipare una sua preoccupazione fino ad arrivare ad aspettare l'ora della seduta con il suo terapeuta per pensarci e affrontarla insieme a lui/lei.

Sono certo che ci vorrà del tempo, ma credo che questa sia la strada giusta per riprendere in mano la sua vita. Non so da quanto tempo vive questa situazione, ma credo che nella sua vita siano accadute delle cose che l'hanno colpita profondamente. Per capire cosa sia accaduto è molto importante che lei rifletta su questo insieme ad un terapeuta, e non da solo. A volte nella vita possono accadere delle cose, a cui inizialmente non diamo tanta importanza, che non riusciamo a gestire da soli e che abbiamo bisogno di affrontare insieme ad un'altra persona. Pensare in due aumenta la nostra capacità di pensare da soli.

Personalmente penso che la scelta del terapeuta sia molto soggettiva. Se ha dei dubbi su come scegliere il suo terapeuta, potrebbe considerare l'idea di raccogliere un paio di nomi di terapeuti di fiducia nella sua città, fare entrambi i colloqui e scegliere quello con cui, ad un primo impatto, si è sentito più a suo agio, che le ha trasmesso maggior fiducia o da cui si è sentito maggiormente accolto.
Un grosso in bocca al lupo. Resto a disposizione per ulteriori domande.
Dott. Massimo Perrini

Dott. Perrini Massimo Psicologo a Roma

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Caro sig. Valerio,
leggo un flusso di pensieri veloci e concitati. Come lei afferma rimurgina sempre su pensieri che la ostacolano nelle attività di vita quotidiana. Anzitutto proporrei tecniche di rilassamento per aiutarla a rallentare il flusso di pensieri. In secondo luogo scelga uno psicoterapeuta o uno psicologo che possano entrare in sintonia con lei. Il rapporto terapeutico è una relazione, quindi unica, deve provare a mettersi in gioco e in discussione in un rapporto basato sulla fiducia reciproca. Le faccio i miei auguri. Dott.ssa Veronica Cascone psicologa

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Lei descrive molto bene ciò che vive nella sua mente, sono pensieri intrusivi che assorbono gran parte delle sue energie impedendogli di vivere una vita più serena e appagante. Credo che la scelta di una psicoterapia sia un passo importante per prendersi cura di sé, forse necessita anche di un supporto farmacologico che è un valido aiuto in situazioni di ansia forte. Si domandi se si trova più a suo agio con un uomo o con una donna e scelga la situazione che percepisce più sicura ed affidabile, le consiglio colleghi con esperienza, buone cose Dottssa Rosanna Tartarelli

Dott.ssa Rosanna Tartarelli Psicologo a Lucca

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Caro Valerio
ho trovato consapevolezza nelle sue parole e mi sembra che lei abbia compreso abbastanza bene il problema principale.
Ora occorre comprendere anche come questo problema si è creato e sviluppato nella sua mente e come questi meccanismi si continuano a sostenere.
E' fondamentale che lei, nell'affrontare la psicoterapia, si affidi al professionista e si tiri un poco indietro dal suo "rimuginare" lasciando all'altro le riflessioni e le connessioni da farsi.
Sento in lei una persona molto intelligente che si è "ritirata" troppo nel mentale e che ha lasciato pochi spazi ad altre attività più semplici e coinvolgenti come una bella passeggiata, respirare il profumo del mare, ecc. poi, socializzazione e fare cose con altri.
Occorre recuperare spontaneità e gioia.
Insomma lei è come finito in un girone dell'Inferno Dantesco ed ora deve fare un nuovo passaggio come fece Dante..." Infine uscimmo a riveder le stelle".
Certo lo spazio mentale può essere molto angusto e lei lo stà sperimentando molto bene; bisogna aprirsi a qualcosa di più ampio e spazioso.
Anche fare qualcosa per gli altri può essere d'aiuto nel decentrarsi da se sstessi e dall'aprirsi a cose belle e utili.
Tantissimi Auguri
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Sono il Dott. Piacentini,
Ho già risposto alla sua domanda, ma per un errore nella digitazione della password credo di risultare come anonimo.
Mi dispiace per l'inconveniente.
Cordialmente,
Dott. Piacentini

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Buongiorno Valerio,
A mio avviso non esistono terapie più indicate, ma terapeuti più sinfonici.
Non si spiegherebbe altrimenti perché continuano ad esistere così tante forme di terapia: le cose non buone alla lunga si vanno ad estinguere (o hanno pochi seguaci).
Un terapeuta può essere bravissimo e una scuola di persona pensiero può essere validissima, ma può non esserci sintonia tra i due interlocutori (paziente e terapeuta).
Tuttavia io mi domanderei anche perché nessuna forma di psicoterapia finora provata sia stata efficace: quali sono le mie aspettative di tempo, di durata, di risoluzione; penso che si debba risolvere il problema o che il problema sia una voce del mio malessere più profondo? In che modo abitano in me questi è molti altri pensieri quando faccio una psicoterapia? Che aspettative proietto sul terapeuta: deve essere un guaritore e io non devo fare niente?...Come se fossi da un medico per un menisco rotto? Insomma mi chiederei QUAL'È LA MIA RESPONSABILITÀ NEL PRO ESSO DI CURA.
Tendo a vedere la psicoterapia come un processo equilibrato in cui paziente e terapeuta collaborano per ottenere un risultato comune, ognuno con la sua responsabilità.
Cordialmente,
Dott. Piacentini

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Gent.mo Signor Valerio,
sono anch'io d'accordo con il Dott. Perrini, la cosa più importante per lei ora, è instaurare un rapporto con un/a terapeuta. Non è così importante sapere a quale scuola appartenga, l'importante è lui/lei, cioè, uno/a fuori da sé. Potrebbe, almeno per un po' di tempo, valutare col suo terapeuta la possibilità di più sedute durante alla settimana. Ma, lo valuterete assieme.

Studio Medico Psicoterapeutico e Psicoanalitico Psicologo a Milano

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Caro Valerio, non esiste una psicoterapia giusta e una sbagliata. Esiste l'approccio che tu poni nell'andare in terapia. La tua volontà di stare meglio e prima ancora di comprendere cosa succede rappresenta il primo passo verso la buona riuscita del percorso che intraprenderai con lo psicoterapeuta scelto. Scrivi che ti sei rivolto più volto a professionisti che potessero aiutarti, ma se leggo ora i tuoi pensieri, estremamente densi, devo pensare che non ti è stato molto utile. Ragion per cui prendi spunto dalla tua esperienza passata per capire cosa può essere meglio per te. Rifletti sui professionisti incontrati, su ciò che hai dato di te in terapia e considera anche che se il percorso intrapreso non ha buon esito ciò può dipendere da svariati fattori tra i quali non solo il modo di porsi del paziente ma anche quello del terapeuta. Si tratta di una scelta reciproca tra paziente e terapeuta e l'obiettivo deve necessariamente essere il medesimo per entrambi, ossia rendere produttivo il rapporto professionale e portare il paziente a trarre beneficio dalla terapia. Cordialmente
Dott.ssa Claudia Marceddu

Dott.ssa Claudia Marceddu Psicologo a Ghilarza

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Buon giorno Valerio,
la psicoterapia cognitivo-comportamentale ha maggiori prove di efficacia per la gestione della ruminazione, controllo ed ansia. Nel suo caso, credo sarà necessaria anche un supporto psicofarmacologico in modo da alleviare l'ossessività del suo pensiero e l'ansia che ne consegue ed affrontare nel migliore dei modi il percorso di psicoterapia.Il terapeuta saprà optare per le tecniche migliori nella sua condizione.

cordiali saluti,
Dott.ssa Monica Palla

Dott.ssa Monica Palla Psicologo a Pisa

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Gentile Valerio,
è stato così preciso e dettagliato nel descrivere il problema che ha suscitato la mia curiosità fin da subito e se mi permette, vorrei darle qualche consiglio.
Inizio col dirle che purtroppo la ricerca delle spiegazioni e delle cause del suo problema, non può che peggiorare la sua condizione, poichè la mette in condizione di sforzarsi di pensare al passato o ad episodi precisi della sua vita.
Quello che Lei cerca di fare ogni volta che ha un pensiero insistente, ovvero sforzarsi di controllare il flusso dei pensieri, non fa altro che peggiorare ulteriormente, perchè cerca di controllare l'incontrollabile e di razionalizzare qualcosa che non è affatto razionale.
Visto che ha già provato diverse metodologie terapeutiche, le consiglio di provare una Terapia Breve Strategica, che ha messo a punto tecniche specifiche per il superamento del problema da lei presentato. Essendo un intervento breve, avrà la possibilità di constatarne il funzionamento fin da subito.
Le auguro in ogni caso di riuscire a trovare la sua strada.
Dott.ssa Silvia De Mercurio

Dott.ssa Silvia De Mercurio - Psicoterapeuta Psicologo a Benevento

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Salve Valerio,
per i disturbi de pensiero come il tuo, l'approccio psicoterapico più adeguato è quello che richiede un linguaggio basato sulle sensazioni e che, come tale, distolga l'attenzione dal pensiero come punto di riferimento. Si tratta di render protagonista, nello scenario della relazione terapeutica, il corpo come linguaggio. E' necessaria la presenza di un professionista di formazione psicodinamica ma esperto in tecniche mirate a favorire la distensione psicofisica dialogata che utilizzino il pensiero come immediata e verbalizzata comunicazione e liquidandolo al suo insorgere. Ti sto parlando di una modalità relazionale da me utilizzata come impostazione basilare e credo che i tuoi numerosi tentativi di intraprendere la varie forme di terapia, siano fallite o continuino a fallire perché paradossalmente non è stato dato spazio a quanto sto cercando di spiegarti. Potrei darti maggiori informazioni da questa sede, se ti metti in contatto con me per trattare in modo più approfondito alcune importanti informazioni in merito. Qualora ne fossi interessato, sai come trovarmi. Un caro saluto.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta.

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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