Ritrovare il proprio equilibrio interiore

Inviata da Baby · 1 feb 2021

Salve, complice il mio forte interesse nei riguardi della Psicologia - spesso affrontata nei miei studi universitari - e il sempre più impellente bisogno di risposte ho deciso di scrivervi con la speranza di ricevere dei consigli che potessero in qualche modo far luce su questo mio periodo un po' tormentato. Ringrazio in anticipo per la cortesia e la disponibilità di chi risponderà.

Ho 28 anni da poco compiuti, in quest'ultimo periodo della mia vita - ma in realtà non esclusivamente solo in questo - sento di affrontare una fase di smarrimento interiore che cerco, alle volte con successo alle volte meno...di contrastare. Ho raggiunto alcuni traguardi importanti negli ultimi anni. Mi sono laureata e a seguire come regalo importante ho avuto la possibilità di fare il mio primissimo viaggio all'estero con quello che era il mio ragazzo ( in una località da sempre desiderata ) poi a seguito il superamento di un concorso e nuovamente a seguire l'inizio - seppur temporaneo - di una arricchente esperienza lavorativa nel settore in cui ho conseguito la laurea.
Il quadro così delineato pare essere soddisfacente se non fosse che all'interno di tutto questo mio percorso e per un' importante fetta di esso ho avuto una storia che sembrava essere importante e solida. Una relazione di quasi quattro anni, che col tempo mi ha portato oltre alla tradizionale altalena fra gioia e sofferenza ( forse però non così comune in tutte le relazioni ) anche a tanti interrogativi ed instabilità emotiva.

La suddetta storia è terminata questo mese a seguito di una pausa durata circa quattro mesi. Pausa da lui voluta a seguito dell'ennesimo litigio, scattato da parte mia per via di una sua ulteriore mancanza nel nostro rapporto ( nello specifico il non includermi credo per l'ennesima volta, in una gita di famiglia preferendo stare da solo - a detta sua per pigrizia e non voglia di uscire ecc.. cosa poi confermata anche in un dialogo avvenuto a posteriori con sua madre - con cui nell'ultimo tempo sembravo essere in buoni rapporti e che sembrava particolarmente apprezzarmi ).

Una storia in cui di certo non sembrava mancare il sentimento, ne un progetto comune...
I litigi - molti di cui accessi - che spesso però non partivano solo da me ma anche da lui ( ed in questo caso con momenti di rabbia assolutamente improvvisa, spesso non motivata da valida ragione o inadeguata a quanto richiesto dalla situazione ) spesso scaricati su di me - hanno costellato il rapporto e a detta sua hanno portato entrambi a non star bene ne psicologicamente ne tanto meno fisicamente ( suppongo intenda disturbi psicosomatici (?)

Da qui la scelta a detta sua, di restare forse amici nonostante affermasse di tenerci molto a me (?). Il tutto a seguito di un ennesimo periodo in cui diceva di avere solo voglia di dormire ( lato già fortemente presente in lui ) a causa di malesseri non meglio specificati. Tutto ciò spiegatomi con una freddezza ( che non gli è estranea per indole ) ma che non è del tutto sensata visto che mesi prima sembrava non voler chiudere proprio del tutto... mi domando a questo punto se questa sua situazione e se questo modus operandi fosse così normale... e qui uno dei primi interrogativi... che cortesemente vi pongo.

Ho utilizzato diversi punti interrogativi nel mio racconto, per via della poca chiarezza della situazione, considerato che lo stesso fino a qualche mese prima Ottobre, Novembre e in buona parte anche Dicembre mi continuava a parlare quasi giornalmente affermando da solo e a più riprese di tenerci a me/ facendo cuori ( che sistematicamente escludeva invece quando voleva sottolineare la freddezza/il distacco ), talvolta complimenti e/o allusioni di sentimento varie... sempre un po' velate come nel suo stile, chiedendomi fra l'altro di interrompere questa pausa piuttosto lunga per chiarire la situazione ma... ad una condizione, stando alle sue richieste/condizioni senza però voler venire incontro alle mie, che sempre a detta sua non voleva ascoltare poiché causa di stress (?).
Le mie richieste riguardavano sostanzialmente un attenzione matura nei riguardi della coppia, un mettere in cantiere i progetti che son sempre rimasti alla fine inconsistenti poiché mai concretizzati. Una maggiore presenza, dato che emergeva spesso il suo bisogno di solitudine e di dedicarsi a se stesso e alle sue attività a mio di dire piuttosto puerili poiché possono esistere ma non avere la priorità in età adulta ( videogiochi, guardare film ecc.. ) così come la scelta di passare maggior tempo con gli amici quando per anni per motivi di lavoro non è praticamente mai stato fisicamente vicino a me ( amici tra l'altro non molto approvati... poichè secondo me non rappresentavano affatto un buon esempio e naturalmente avevo dei validi motivi per pensare ciò )

In ogni rapporto entrambe le parti possono avere le loro colpe, tuttavia sono consapevole e anche a detta di persone a noi vicine ( miei amici e famigliari ma anche suoi famigliari ) di aver sopportato tanto.
Un esempio, la sua scelta di andare a lavorare distante ( come accennato sopra ) per buona parte dell'anno per circa due anni, quando il lavoro specifico era tranquillamente possibile trovarlo nella nostra regione e mi sono quindi ritrovata "sola" ad attendere ed accontentarmi di pochi messaggi, audio o video al giorno - nei momenti liberi da lavoro - che di certo non possono totalmente colmare una assenza per quanto possano essere dei palliativi.

Nonostante il boccone amaro, facendomi forza ed andando anche contro al malcontento più volte palesato dei miei genitori - che più volte hanno cercato di depistarmi da questa storia - abbiamo superato questo periodo cercando entrambi a modo nostro di sentirci vicini. Ho continuato nel mentre in quegli anni a condurre la mia vita terminando gli studi ( era riuscito a tornare in tempo ed essere presente il giorno della laurea ) vedendo le mie amiche strette o i miei cari, uscendo o facendo delle gite nella natura ecc... Il tutto nella speranza di un futuro migliore con lui...

Avevamo dei progetti inizialmente ( decisamente approvati anche dalla sua famiglia ), una volta trovato un lavoro stabile l'idea sarebbe stata quella di andare a vivere insieme, ma la sua poca intraprendenza nel trovare qualcosa vicino ( il primo anno era più motivato in questo ) e la mia impossibilità di trovare subito qualcosa di definitivo che mi consentisse un guadagno fisso, non ci ha ovviamente consentito di poter pensare concretamente ad una casa insieme.
Un' indipendenza che sogno fortemente da tempo ormai, aldilà del mio essere ormai adulta - anche se non priva di paure sul futuro e tante insicurezze che alle volte mi fanno vivere con ansia le nuove esperienze in cui poi alla fine però mi butto - anche per via del rapporto alle volte burrascoso che caratterizza negli ultimi anni il mio rapporto con i miei genitori.

Se dovessi dare un accenno a riguardo - considerata l'importanza della sfera famigliare nella vita e nelle relazioni future - posso dire che si sono sempre alternati da quando ho memoria - ma negli ultimi anni decisamente di più - momenti di classica amorevolezza, protezione e presenza tipica di una sfera famigliare unita e felice a momenti davvero pesanti in cui mi son sentita più volte incompresa o dominata a livello di pensieri e decisioni dalla loro volontà e dalla loro mentalità a mio dire un po' superata e chiusa per certi versi. Alcune modalità a mio dire disfunzionali nelle litigate che spesso mi hanno portato a covare del rancore e ad essere prevenuta nei momenti di pace e una forte voglia di evasione, soprattutto a fronte del fatto che data la mia personalità ho sempre vissuto una vita sana e tranquilla, con persone selezionate e non preoccupanti( che via via si alternavo in base ai periodi della mia vita e ahimè molti si son persi nel corso del tempo per dar spazio però a sempre nuovi rapporti di amicizia anche se purtroppo non tutti vicini ).
Parlando un po' di me... sono sempre stata una ragazza curata e di bell'aspetto ( secondo i canoni attuali ) anche se tendenzialmente timida con chi conosco poco ma l'esatto contrario con chi seleziono e mi è caro, studiosa, educata e rispettosa delle regole, per nulla improntata alla vita mondana ma che ha vissuto comunque tutte le esperienze e i divertimenti giusti per la propria età senza affanno e con i propri tempi.. cosa di cui entrambi sono perfettamente consapevoli e che quindi a mio dire non giustificherebbe una certo atteggiamento alle volte austero e poco empatico, oltre che smisuratamente apprensivo e talvolta limitante - specie in passato - ( ma come dicevo sono momenti alternati a tanti tranquilli e piacevoli di unione e profondo affetto).

Arrivando dopo il mio lungo racconto, al nocciolo della questione, vorrei capire come trovare una mia dimensione, spogliata dal giudizio altrui ( senza avere sempre il timore di fare la cosa giusta o sbagliata, il timore di che cosa pensano gli altri ec.. ) come posso prendere consapevolezza di che cosa desidero davvero? e di che cosa mi fa realmente star bene? e come posso allontanarmi dall'idea che ho perforza bisogno di un lui per sentirmi completa al cento per cento?
Temo che questi interrogativi abbiano in qualche modo contribuito a rendermi così confusa nell'ultimo periodo.

Perfettamente consapevole di tutti i campanelli di allarme che via via emergevano nel corso degli anni ho cercato di salvare il rapporto il più possibile, sperando in un miglioramento, mandando giù bocconi amari e fingendo che ciò che avevo notato fosse solo paranoia. In favore di quello che mi sembrava di aver raggiunto con lui, una stabilità e una solidità che mi facesse sentire realizzata. Perchè è ciò che percepivo standoci insieme. Uno dei miei grandi problemi - di cui dopo essermi analizzata a lungo credo di essere consapevole - è sempre stato il puntare tutto sulla relazione amorosa. Se questa funziona anche il resto magicamente sembra prendere colore. Spogliata della magia dell'amore invece sembra che tutto resti nell'ombra, i miei interessi personali ( praticamente spenti rispetto a quanto mi interessavo a lui ), le mie passioni compresi gli argomenti di studio che ho sempre stimato e il lavoro che finalmente ho iniziato, tutto sembrava a tratti aver perso importanza difronte alla sua decisione e alla sua assenza.

Lucidamente mi son resa conto però di aver affrontato la cosa in modo abbastanza consapevole e forte. Non più di qualche lacrima iniziale, qualche senso di smarrimento e certamente sconforto - che si ripercuote anche nei miei sogni e nei dialoghi con le persone a me vicine - e tanto rancore per la fine di qualcosa che non mi aspettavo finisse così, avendola lui trascinata da tempo e lasciando delle porte aperte che ora ha detto essersi invece magicamente chiuse da mesi, quando non era di fatto così da come diceva lui stesso.
Non sono sicura di stare totalmente male ma nemmeno di stare totalmente bene, non riesco a capirmi, ne a capire che cosa davvero desidero per me stessa. A volte sento una sofferenza - passeggera nell'arco di una giornata - altre volte riesco a non pensarci ( perlopiù durante le lunghe ed impegnate giornate di lavoro ) a non sentire nulla e a vivere la mia giornata, ma con una sorta di senso di incompletezza e talvolta di solitudine ( per la sua assenza ), come se quella storia vedendola ai tempi stabile e sicura fosse diventato il perno di tutto.
Alle volte, leggendo vari articoli di psicologia mi sono domandata se potesse essere una sorta di dipendenza affettiva... questo mio desiderare di avere comunque al fianco una persona che mi ha dato sicuramente momenti d' amore e momenti lieti ma anche tanti altri momenti negativi in cui non mi faceva stare poi così bene.
Ora... non sembra avermi lasciato un dolore immenso e insuperabile ma una sofferenza molto nascosta, labile e tuttavia presente dentro dime, alternata ad una totale neutralità.

Ho trascorso molti momenti positivi ma anche altrettanti negativi dove credo di aver mandato giù tante situazioni che probabilmente altri non avrebbero tollerato. Tra gli altri uno dei più dolorosi... una certa preferenza nei riguardi di sé stessi rispetto alla coppia, cosa emersa già in passato ( dedicando più tempo a se stesso e alle attività di suo interesse come spiegato sopra, senza tener conto più di tanto dei miei sentimenti ecc... ) poi emersa ancor più durante la fase finale - quando ha affermato che sembra star meglio da solo. Dalla sua contraddizione nei modi però e anche dalla foto solitaria/nostalgica che poi a seguito ho visto ha pubblicato, non sembrerebbe essere così solido e imperturbabile come vuol far credere di essere. E mi domando se anche qui potrei aver capito che non sembra aver ben chiaro lui stesso cosa vuole nella sua vita.

A fronte di questo quadro generale che ho cercato di fornirvi per dare una corretta chiave di lettura, spero ci siano gli elementi sufficienti per poter capire la mia situazione, spero nei vostri consigli, che so non essere sostitutivi di un percorso con una figura del settore che mi interesserebbe intraprendere e che di certo mi aiuterebbe a capirmi meglio, ma che al momento non riesco ad iniziare. Mi scuso per il lungo racconto, ho tenuto molto dentro pur essendomi aperta più volte con le persone mie di riferimento sentivo il bisogno di un parere esperto certa che potrete aiutarmi a comprendere un po' meglio il mio essere in questo particolare momento della mia vita.

Vi ringrazio in anticipo

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Miglior risposta 1 FEB 2021

Cara Baby,
mi viene da pensare che la sua lunga lettera sia una ricerca di autorizzazione a intraprendere un viaggio dentro di sé, che lei desidera intensamente, ma che forse la spaventa. Si tranquillizzi, è una condizione conosciuta da chiunque decida di intraprendere un percorso dentro di sé.
Lei è già in affinità con questo settore della vita e credo che le sarebbe molto utile rivolgersi ad un esperto.
Ma questo lei lo sa già.
A volte temiamo di celare dentro il nostro animo pericolosi demoni, che in realtà ci spaventano perché non li conosciamo.
Sia fiduciosa e si affidi con coraggio.
Un augurio
Giordana Milani

Dott.ssa Milani Giordana Psicologo a Biella

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