Risposta alla dottoressa Braga in merito all'articolo Problemi famigliari

Inviata da Chiara · 3 ott 2017 Terapia familiare

Gentile dottoressa Braga Vanda
Rezzato,
probabilmente nel desiderio di dare una descrizione ampia della mia situazione la lettera può essere risultata confusa. Cercherò di essere più chiara e di rispondere alla sue domande.
La prima penso si riferisca a questa frase: "Per i miei genitori i nostri contrasti famigliari sono il risultato del mio carattere troppo fragile e instabile. Per mio marito si tratta di attriti tra una figlia con un carattere difficile, una madre capricciosa e permalosa e un padre burbero". Non ho mai usato il termine viziata e mio marito non lo pensa. Prima di leggere l'articolo lui attribuiva le situazioni di conflitto tra me e i miei genitori esclusivamente a incomprensioni caratteriali, mentre dall'articolo si evince ben altro. Citando frasi dell'articolo: "Una madre che utilizza la figlia come amica, confidente, ancora di salvataggio in un conteso di dissidio di coppia lede lo sviluppo della figlia con conseguenze anche a lungo termine. La figlia proverà rabbia, impotenza, senso di colpa, un misto di pietà e odio verso la madre, arrivando a sviluppare sintomi di ansia come attacchi di panico, ma anche depressione, bulimia, dipendenza da sostanze e altri disturbi che segnalano la sua impossibilità di uscire dalle “sabbie mobili emotive” nelle quali la madre l’ha fatta sprofondare"
Dunque intendevo dire che apparentemente i conflitti con i miei genitori potevano sembrare conflitti occasionali, tra loro isolati, ma che in realtà penso siano tutti collegati e dovuti anche a comportamenti poco funzionali dei miei genitori nei miei confronti che consistono in:
- per quanto riguarda mia madre, l'uso di me stessa come baby confidente/confidente adulta dandomi il compito di salvarla, senza a sua volta sostenermi emotivamente, e il suo atteggiamento scostante nei miei confronti con bruschi cambi d’umore, a volte estremamente affettuoso e premuroso e altre volte irritato, irrazionale e nervoso;
- per quanto riguarda mio padre, le frasi aggressive che mi ha sempre rivolto al minimo problema o le frecciate taglienti che spesso hanno abbassato la mia autostima;
- in generale, l'attenzione quasi nulla alle mie inclinazioni e ai miei desideri che mi hanno resa indecisa nella vita e confusa nella percezione della mia vera essenza. Solo con gli anni e con tanta fatica sono riuscita a capire abbastanza chi io fossi e cosa volessi.
Per quanto riguarda la seconda domanda, non voglio intervenire nella loro relazione, la mia riflessione si riferisce al fatto che metterli a conoscenza del contenuto dell’articolo temo possa avere ripercussioni sul loro rapporto non sempre sereno, non vorrei che mio padre si risentisse nei confronti di mia madre sapendo che al nostro rapporto distaccato ha contribuito anche il comportamento di lei. Citando ancora l’articolo la figlia come confidente “Spesso è stata privata della possibilità di instaurare una relazione positiva con il padre”.
Dunque non voglio intromettermi nel loro rapporto ma cercare di migliorare, in modo autentico, il rapporto tra me e loro. Penso sia un’aspirazione legittima.
Concludendo il motivo per cui ho scritto è: metterli a conoscenza di questo articolo può essere utile?
Grazie.
Saluti.

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Miglior risposta 4 OTT 2017

Gentile Chiara,
la ringrazio per l'esaustivo chiarimento. Penso sia lei la persona che sola può decidere se condividere o meno la lettura dell'articolo con i suoi genitori.
Le consiglierei, tuttavia, di parlarne vis a vis con un terapeuta per individuare le modalità più consone, considerando risorse e limiti dei suoi genitori, affinché giunga un messaggio corretto e privo di distorsioni o fraintendimenti che potrebbero peggiorare la relazione, anziché risanarla.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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