Rinuncia agli studi?

Inviata da berrybleach · 16 mar 2021

Buongiorno,

mi trovo in una situazione da cui non riesco ad uscire ormai da diversi anni.

Dopo aver concluso gli studi liceali, la mia famiglia mi ha imposto l'iscrizione all'università. Ai tempi non ne avevo alcuna voglia: dopo grandissimi sforzi per avere una media eccellente ero uscita dalle superiori con un voto di maturità mediocre; non avevo alcuna passione particolare che mi spingesse verso un corso di laurea piuttosto che un altro; mi sarebbe piaciuto andare a lavorare e convivere con il fidanzato dell'epoca, con cui peraltro mi sono lasciata poco dopo aver iniziato l'università (col senno di poi, meglio così).

Ciò nonostante mi sono dovuta iscrivere e ho scelto una facoltà improntata sul marketing, che effettivamente mi piace molto.
Il problema è che ho sempre avuto enormi difficoltà a studiare e dare gli esami, non tanto per mancanza di volontà (preso l'impegno ero disposta a dare il massimo) quanto più per terrore nei confronti dei colleghi e del giudizio dei professori.

Mi preparavo per gli esami, ma poi al mattino mi sentivo male e non riuscivo a sostenerli. Rifiutavo voti bassi senza poi riuscire ad alzarli all'appello successivo. Evitavo lo studio di alcune materie perché terrorizzata dall'apparente carico della materia.

Nel corso di tre anni la situazione è andata via via peggiorando e ho notato che non solo mi sentivo una studentessa "disagiata", ma anche una persona ridicola e non attraente. Ho iniziato a camminare con la testa bassa, temendo che chi mi vedeva per strada pensasse di me che ero una sfigata. Mi sentivo grassa senza essere in sovrappeso.

Così, al termine del fatidico terzo anno - mentre i miei colleghi si laureavano - ho deciso di interrompere gli studi e fare la rinuncia. Mi sono sentita enormemente sollevata, ho ripreso ad avere una vita sociale più rilassata e ho conosciuto il mio attuale compagno.

Dopo essere andata a convivere, una persona della mia famiglia a cui sono molto legata ha iniziato a mettermi la pulce nell'orecchio. Era un peccato rinunciare a tutti gli esami già dati... Con la mia intelligenza poi... Soprattutto perché altrimenti non avrei trovato una professione gratificante... Insomma, punti validi ma non del tutto.
Ho sbagliato e mi sono fatta convincere a riprendere gli studi. Dopo una serie di grandissimi successi però ho iniziato ad arrancare nuovamente, a fare fatica a vivere, letteralmente.

Da allora, questa è la situazione. Era l'inizio del 2017, avevo effettivamente pochi esami rimanenti ma non sono riuscita ad andare avanti. Più volte ho provato a dire che volevo ritirarmi nuovamente ma i discorsi sono sempre i soliti e soprattutto mi vergogno moltissimo all'idea di ripetere le stesse dinamiche.

Ora sono a quattro esami dalla laurea ma non riesco a mettermi a studiare, è come se il mio cervello si rifiutasse. Quando ci provo inizio a disperarmi e per intere settimane non riesco a combinare niente, faccio fatica ad alzarmi al mattino, a fare la doccia, a tenere la casa. Sono veramente disperata, ma al contempo mi sembra di essere così viziata da farmi schifo.

Vorrei avere la forza per studiare, togliermi di mezzo questi quattro esami e finalmente laurearmi. Allo stesso tempo, non vedo via d'uscita e vorrei ritirarmi.

Qual è il vostro consiglio?

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Miglior risposta 17 MAR 2021

Gentile, credo che si possa lavorare tanto sulla legittimazione della Sua posizione e del Suo volere. Valuti di intraprendere un percorso psicologico per comprendere in che modo esprimere se stessa per raggiungere il Suo equilibrio e la Sua soddisfazione senza cedere alle pressioni altrui, ma mantenendo la Sua individualità.
Le auguro buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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17 MAR 2021

Gentile B.
Da quello che si può intuire dal tuo racconto, hai dovuto “sopportare” una scelta non tua che continua a farti vivere tra alti e bassi. Nonostante tutto sei riuscita a portare il tuo percorso universitario ad un passo dalla meta, con tutte le difficoltà del caso. Questo cammino presumo non sia stato sicuramente semplice; ciò significa che hai enormi potenzialità che, probabilmente, in determinati periodi sono offuscate da emozioni e condotte che esulano dal discorso accademico. A volte vediamo la realtà con lenti deformanti che ci proiettano verso un futuro che ci appare complicato e carico di responsabilità e di conseguenza ci immobilizziamo. Se riusciamo a toglierci le “lenti deformanti”, magari con l’aiuto di qualcuno che ci sorregga, il cammino può riprendere in tutta serenità e iniziare a guardare la vita con più ottimismo.
Un caro saluto
Dott. Pasqualino Lupia

Dott. Pasqualino Lupia Psicologo a Sersale

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17 MAR 2021

Carissima è necessario che lei entra intraprenda un percorso terapeutico per cercare di capire qual è realmente il suo disagio, quindi dargli una definizione più precisa . Lei in questi anni ha dato comunque, gli esami all'università e alcuni mi sembra di avere capito, anche con buoni voti. Dunque non è un problema di studio o di esami universitari, ma probabilmente il suo disagio è legato a qualcos'altro, qualcosa che rischia di diventare cronico. È probabile che si tratti di una situazione di ansia legata alle performance o di depressione, sta di fatto che questo suo disagio non le fa vedere la realtà verso la quale lei dovrebbe propendere, ovvero la realizzazione di un obiettivo, la laurea che le darà poi la possibilità di programmare e progettare altri obiettivi nella sua vita. Tutto ciò sta probabilmente solo nella sua mente che dovrebbe lavorare meno. Potrei aiutarla a pensare meno e agire di più.
Se lo volesse sono disponibile anche on-line.
Cari saluti.
Dottoressa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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17 MAR 2021

Carissima, credo che lei abbia necessità di iniziare un percorso terapeutico che l'aiuti a dare una definizione al suo disagio che sembrerebbe di natura ansiosa. Lei ha fatto molto esami, alcuni, mi è sembrato di capire con buoni voti. Dunque non e

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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17 MAR 2021

Gentile utente, mi sembra di capire che lei sia fortemente "invischiata" nella sua famiglia d'origine e dunque potentemente condizionata dal giudizio dei suoi familiari. Cosa significa: "la mia famiglia mi ha imposto l'università?". Frasi del tipo: " mi sono dovuta iscrivere," dimostrano che le dinamiche relazionali all'interno della sua famiglia non sono state adeguate. Ad un figlio non si impone di iscriversi all'Università, se non è quello che il figlio vorrebbe fare. A mio avviso il suo problema è una mancanza assoluta di "differenziazione" dalla sua famiglia d'origine. Ciò le procura una profonda insicurezza e mancanza di autostima che la portano a non saper mai quale decisione prendere e a mettere in dubbio tutto ciò che fa. Le suggerisco di intraprendere un percorso di Psicoterapia ad approccio Sistemico Relazionale che la potrà aiutare a comprendere l'importanza di ciò che le ho scritto e a chiarire le idee in tutti gli ambiti della sua vita. Resto a disposizione per informazioni e approfondimenti. Dott.ssa Daniela Noccioli.

Dottoressa Daniela Noccioli Psicologo a Cascina

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17 MAR 2021

Gent.issima,
la laurea è sicuramente un bel traguardo che porta a soddisfazioni... ma è anche in primis un percorso che si fa per sè stessi. Da quello che scrive mi sembra di capire che in entrambe le situazioni, nonostante poi il percorso universitario le sia in parte piaciuto e in parte le abbia dato soddisfazioni, sia stato una sorta di imposizione. Mi sembra inoltre che dia molto importanza alla laurea, non tanto perchè se la sia prefissata come obiettivo, ma per un giudizio esterno che potrebbe demoralizzarla se non raggiuto. Difficilmente riusciamo a raggiungere un obiettivo, se questo non nasce da noi stessi o, ancor meno, se il percorso che dobbiamo attraversare per raggiungerlo ci provoca tanto malessere. Perchè dovrebbe vergognarsi di entrare nelle stesse dinamiche? Quello che ha provato la prima volta che ha rinunciato agli studi è stato sentirsi più sollevata e rilassata, mentre oggi scrive di sentirsi veramente disperata. La vergogna è un sentimento che sentiamo di fronte agli altri, un giudizio morale. Non si vergogni di prendere consapevolezza e posizione riguardo a ciò che la fa star bene, può essere questo un grande obiettivo del suo percorso, che la aiuterà anche in situazioni future.
Dott.ssa Sabrin Amer

Dott.ssa Sabrin Amer - Psicologa Psicologo a Firenze

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17 MAR 2021

Gentile utente,
comprendiamo che queste difficoltà stiano influenzando il suo umore e le sue giornate. Qualora lei voglia è possibile però lavorare sulle motivazioni che le rendono così complesso andare a svolgere gli esami. Quando proviamo una forte emozione come l'ansia o la tristezza queste sono generate da pensieri che abbiamo rispetto a noi o al mondo che ci circonda. Lavorando sul suo modo di valutarsi e su ciò che la porta a pensare di non essere in grado di svolgere quell'esame o sul timore del giudizio che ci riporta vedrà che potrà gestire in modo molto diverso gli esami universitari. O, in alternativa, se il suo desiderio è lasciare gli studi è possibile lavorare sugli aspetti di motivazione ed assertività per poter seguire questa sua decisione.

Dott.ssa Marta Fanfoni Psicologo a Milano

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16 MAR 2021

Cara berrybleach,
ho letto con attenzione quanto ha scritto. Immagino sia davvero frustrante vivere nella costante incertezza su cosa sia meglio fare, se lasciare gli studi (e tutto ciò che ne consegue, giudizio della famiglia in primis) oppure cercare di trovare un "sollievo" a questa angoscia mollando tutto.
Mentre leggevo, non ho potuto fare a meno di notare che, comunque, in diversi periodi della sua vita è riuscita ad ottenere risultati soddisfacenti (le rimangono 4 esami alla laurea, e quindi, sebbene sudando molto, è riuscita a superare tutti gli altri). Credo, quindi, che con il giusto aiuto da parte di un professionista potrebbe ritrovare la motivazione e la spinta a fare di più e meglio, decidendo ciò che è meglio per lei e lasciandosi guidare verso un nuovo stato di equilibrio e di benessere.
Il mio consiglio, quindi, è quello di contattare un professionista, che con competenza e impegno potrà aiutarla ad uscire fuori da questa situazione di blocco.
Rimango a disposizione per eventuali consulenze, anche online.
Un caro saluto

Dott.ssa Fulvia Messina Psicologo a Cosenza

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